Ralph DTE

Bringing art into engineering.

Il mercato imminente degli schermi Ultra HD 4K

Scritto da Ralph DTE il 22 Ottobre 2014

Rubrica: Simple news

Titolo o argomento: Migliorare le prestazioni dei polimeri attraverso micro correzioni

Fonte: Npd DisplaySearch

L’agenzia di ricerche Npd DisplaySearch ha formulato una previsione secondo la quale nei prossimi tre anni la vendita degli schermi Uhd Ultra HD 4K da 8 megapixels (3840 x 2160p) crescerà ad un tasso annuo medio del 69%.

Gli schermi Ultra HD 4K da 9 megapixels (4096 x 2160p) invece avranno una crescita più modesta pari al solo 8% annuo.

Con la dicitura 4k si intende che lo schermo offre una risoluzione 4 volte più elevata rispetto ad uno schermo Full HD 1K (1920 x 1080p).

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L’algoritmo del cuculo

Scritto da Ralph DTE il 19 Ottobre 2014

Rubrica: Metodi

Titolo o argomento: Fenomeni “asocial”

L’uccello denominato Cuculo (della famiglia del Cuculidae) nessun legame significativo ha con quanto verrà espresso in questo articolo se non un’assonanza del suo nome con quella di un altro termine più colorito. Tale espressione è stata adottata durante un convegno reso noto da un altrettanto noto comico italiano per via dei discorsi diversamente logici espressi. Se dopo questa breve ed atipica introduzione siete confusi, non vi biasimo… se siete anche incuriositi procedete pure con la lettura. E’ interessante.

Sminuire il problema

Sovente se parlate con qualcuno di un vostro problema costui tenderà a sminuire, a sdrammatizzare ed a chiudere il discorso il prima possibile passando ad altro o esordendo con frasi fatte. Risultato, non avrà capito nulla di ciò che stavate dicendo e nemmeno gli sarà interessato saperlo. Alcuni oratori, portatori di teorie discutibili, sostengono ai loro convegni che parlare dei propri problemi allontana la gente e che quindi questo non va mai fatto se si vuole aver successo. Castroneria a mio avviso assoluta e non costruttiva. Evitare di parlare di un problema è un comportamento che permette solo di far diffondere maggiormente il problema stesso prima che questo venga in qualche modo recepito e affrontato dalla collettività. Ritardare la comprensione e la risoluzione di un problema serve prevalentemente per mantenere un certo disordine talvolta sociale, talvolta economico. Insomma, finché non sapete come difendervi da un comportamento opportunistico, l’opportunista potrà continuare ad alimentare i suoi profitti.

Vergogna e timori complici della chiusura in sé

Oggi la gente tende persino a non raccontare i “bidoni” che prende, da un semplice sottocosto di materiale di seconda scelta ad un pseudo-affare immobiliare. Lo fa per vergogna, per paura dei giudizi, per timore di essere classificata in malo modo, definita tonta. Invece cadere in un “tranello” è umano, ci può cadere l’ignara signora Maria così come un genio in buona fede. E’ semplicemente umano. “La soluzione non sta nel non parlarne, la soluzione sta nell’essere capaci di parlarne nel modo giusto”. Parlarne aiuta la lineare diffusione di una sorta di vaccino alla tal fregatura. Parlarne aiuta il sistema immunitario economico-sociale di una città, una regione, un’intera nazione. L’attuale superficialità nei rapporti porta quasi sempre le persone che hanno ignorato un problema ad averlo comunque prima o poi, non di rado persino in forma ulteriormente aggravata. Spesso particolari problemi quali truffe o comportamenti opportunistici, riescono a dilagare perchè la gente non ne parla con il timore di fare una pessima figura o, peggio, di essere considerata negativa, persino polemica ed essere allontanata dalla “folla”, dal “mi piace”, dall’ “amico” o dal “follower”.

L’individualismo dell’italiano

In effetti ci sono luoghi dove questo fenomeno esiste e si fa sentire. Per esempio la provincia dove vivo possiede endemicamente questa peculiarità (anche se questo non vuol dire che sono proprio tutti cosi, più che altro una fetta non trascurabile) secondo la quale si viene elegantemente emarginati da un gruppo se si espone un problema in cerca di un accenno di umanità. Inizialmente si prova a parlare e si può semplicemente esser sminuiti. Ben presto poi ci si accorge dell’individualismo italiano, si genera una sorta di imbarazzo, nessuno è capace di offrire il suo sostegno se non quei rari e preziosi amici più intimi (oggi considerati specie protetta in via d’estinzione) che oltretutto, con i tempi che corrono, potrebbero essersi trasferiti altrove, magari dall’altra parte del mondo. Così te la devi cavare da solo con il sovrappeso della singolarità. Parlare di un problema non è “in”, non è “cool”, non è “fashion”, non è “glam”… non è di “moda” mai. Un mio amico, Stefano, che affronta con piacere questo tipo di temi, mi ha spiegato, essendo un educatore di professione, che questi comportamenti scaturiscono dalla “paura”, paura di rimaner fregati dall’altrui problema, paura di rimaner coinvolti dall’altrui problema, paura di venir contaminati. La specie animale, l’uomo compreso, per natura ha paura di ciò che non conosce.

I problemi si cibano di menefreghismo

C’è però un rovescio della medaglia piuttosto consistente. Quando determinati problemi poi incombono su coloro che vi sminuivano, ignoravano, emarginavano, ecco che il colpo è più intenso, improvviso ed a freddo causa necessariamente una frantumazione da fragilità che può portare a capire (ma non è detto, l’ottusità è sempre fertile) che se si fosse ascoltato, si fosse stati vicini, si fosse realmente condiviso un supporto morale, si fosse anche imparato dai problemi altrui, dai racconti altrui, dalle esperienze altrui, forse non ci si troverebbe immersi in un disastro a senso unico e senza sbocco dal quale ormai non si può più uscire.

L’importanza di un semplice comportamento: ascoltare, sostenere e condividere

Molti sono coloro i quali, in oltre 1300 articoli, mi hanno chiesto dove avessi tratto così tanti spunti per innumerevoli argomentazioni nonostante la mia giovane età. Non ci sono trucchi o segreti, c’è la semplice voglia di ascoltare, il desiderio di capire. Fin da piccolo ho avuto la fortuna di incontrare migliaia e migliaia di persone grazie ai lavori di cui si occupavano i miei familiari più vicini e ascoltare tutte le loro storie. In principio non ne avevo nemmeno voglia, devo essere onesto. Ero bambino e mi interessavo solo del gioco che stavo facendo, degli amici, della bicicletta, del pallone, dei posti che esploravo tra i campi dove mi riempivo di terra. Ma poi si cresce e non si può tentare in tutti i modi di far finta che ciò non sia avvenuto. A volte poi, lo ammetto, certe situazioni sono davvero pesanti e vorrei non ascoltarle. E’ normale staccare anche la spina di tanto in tanto, tapparsi le orecchie e lasciar scorrere tutto così com’è. Non possiamo assorbire le situazioni che provengono da ogni direzione e farle nostre specie se non si tratta di rapporti intimi o che in un modo o nell’altro ci circondano e ci coinvolgono direttamente, altrimenti la vita diventa impossibile così come il continuare ad essere ottimisti o in qualche modo positivi. Ognuno dovrebbe curarsi semplicemente di ciò che lo circonda da vicino, questo genererebbe una reale connessione proprio come una struttura geodetica fatta di esagoni e pentagoni. Ogni giunto si occupa dei tubolari che ha intorno e li sostiene; se tutti i giunti fanno il loro dovere, la struttura sta su e si erge robusta e affidabile. Ma se uno o più giunti non vanno, ecco che la struttura inizia a traballare e rischia il collasso.

Logiche a confronto

Quando qualcuno mi parla di un problema io cerco subito di ascoltare, fare domande, interessarmi, conscio che molto probabilmente io non potrò risolvere quel problema ma potrò da un lato “esserci” (che per l’uomo si trasforma già in un sollievo) e dall’altro capirne le dinamiche al fine di trarne un’esperienza utile per me e per gli altri. Di seguito vi propongo alcuni semplici schemi per altrettanto semplici confronti.

Algoritmo del cuculo: non parlare dei tuoi problemi -> sei visto così più positivo -> la gente ti sta intorno -> hai successo.

Algoritmo del cuculo comprensivo dei retroscena: non parlare dei tuoi problemi -> sei visto così più positivo -> sei solo in mezzo alla folla -> il problema prende il sopravvento su di te e ti logora -> il problema cresce e si espande principalmente verso chi lo ignora (la folla non conosce il problema, la folla cade nello stesso problema) -> il finale è preannunciato e l’opportunismo di terzi ha strada più libera.

Algoritmo razionale: parla dei tuoi problemi nella misura dovuta -> le persone non idonee si allontaneranno da te -> le persone di valore ascolteranno quanto hai da dire e impareranno in cambio del sostegno -> le persone di valore eviteranno di cadere nello stesso problema -> lo stare vicino ad una persona ti avrà ripagato con esperienza che in molti casi può fare la vera differenza -> la collettività affronta nuovi problemi, invece di rimaner ferma agli stessi, e si evolve.

Precisazione

Ovviamente questo non significa che si deve persistentemente ossessionare l’esistenza di chiunque piangendo miseria. E’ sufficiente un solo allarme per far recepire il vostro segnale a chi ha orecchie per ascoltare. Dall’altra parte invece non significa che ci si debba trasformare in avvoltoi pettegoli a caccia di prede da commiserare per sentirsi migliori e più felici a scapito di…, oppure stare vicino a qualcuno per trarne dei vantaggi personali. Si tratta sempre di trovare un equilibrio umano la cui legge è molto semplice: Come vorreste che si comportassero gli altri intorno a voi se qualcosa di insolito vi capitasse? Ecco basta questo. Significa semplicemente che quando un vostro amico, conoscente, collega vi viene a raccontare qualcosa che lo turba, allarma o appesantisce, voi potreste essere più disponibili sapendo che la moneta per voi sarà l’esperienza e l’affetto di una persona. E’ così che le cose poi vanno in modo positivo. Sicuramente non ignorandole fingendo che non ci siano, questo è davvero un insegnamento pessimo.

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Problemi intergenerazionali di comunicazione
Come risolvi un problema?
L’algoritmo del cuculo

Struttura geodetica

Ognuno dovrebbe curarsi semplicemente di ciò che lo circonda da vicino, questo genererebbe
una reale connessione proprio come una struttura geodetica fatta di esagoni e pentagoni.
Ogni giunto si occupa dei tubolari che ha intorno e li sostiene; se tutti i giunti fanno il loro dovere,
la struttura sta su e si erge robusta e affidabile. Ma se uno o più giunti non vanno, ecco che la
struttura inizia a traballare e rischia il collasso.
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Polimeri diffondenti: i nuovi additivi per i polimeri trasparenti

Scritto da Ralph DTE il 17 Ottobre 2014

Rubrica: Simple news

Titolo o argomento: Migliorare le prestazioni dei polimeri attraverso micro correzioni

Fonte: Operatori del settore

I polimeri diffondenti sono micro particelle riflettenti utilizzate come additivi nei polimeri trasparenti.

Essi sono caratterizzati dalla totale assenza di biossido di titanio, questo permette di diffondere e disperdere la luce in modo decisamente omogeneo.

Non si verificano pertanto sprechi energetici e riduzione del comfort visivo quando adottati su sistemi di illuminazione o su strumenti attraverso i quali è necessario osservare un processo.

I polimeri diffondenti, inoltre, sono più resistenti all’invecchiamento da foto-degradazione e da foto-ossidazione.

Trovano largo impiego nella produzione di diffusori di nuova generazione per eliminare il caratteristico problema degli hot spot delle sorgenti puntiformi o il problema dell’alta intensità luminosa dei led di potenza.

I polimeri diffondenti possono essere lavorati per stampaggio a iniezione o per estrusione.

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Technology for Creators - Parte seconda

Scritto da Ralph DTE il 10 Ottobre 2014

Di seguito la video sintesi tratta dalle riprese che abbiamo effettuato presso il BIMU 2014 di Milano. Nella descrizione introduttiva si riporta:

La tecnologia oggi, presentata in 120 secondi. Dai sistemi di automazione, robotica e intelligenza artificiale, passando per la meccatronica, i sistemi di misura, la scansione 3d, la prototipazione rapida, il taglio laser… fino alle macchine a controllo numerico, i sistemi automatizzati di saldatura e le sfide tecnologiche del futuro.

Una breve anteprima che mostra, senza pretese, il genere di strumenti oggi a disposizione per i più creativi, per coloro che sentono di voler esprimere il proprio genio e le proprie abilità attraverso tecnologie di spessore.

Così, mentre osserviamo il video, possiamo stuzzicare la mente con famosi interrogativi quali: “Con quale macchina si è costruita la prima macchina?”, oppure: “Può una macchina replicare sé stessa?”. In realtà il primo macchinario era un archibugio grossolano che realizzava pezzi grossolani. Perfezionando gradualmente entrambi si è potuto passare dalla grossolanità alla finezza acquisendo e conservando al contempo i segreti e la magistralità necessari per costruire le macchine per le lavorazioni tecnologiche oggi catalogate nei principali testi di tecnologia meccanica. Macchine sempre più precise permettevano di ottenere pezzi sempre più precisi e, non a caso, dalla conversione dell’industria pesante degli armamenti della seconda guerra mondiale sono nati diversi dei marchi oggi noti dell’industria meccanica, automobilistica, aereonautica…

Inoltre verosimilmente le prime macchine erano in realtà costituite da parti realizzate perlopiù da lavorazioni differenti da quelle che avrebbero poi compiuto. Ad esempio un macchinario che operava lavorazioni per asportazione di trucioli era in realtà realizzato quasi integralmente per fonderia, stampaggio, estrusione, ecc. e non a sua volta da un altro “primo” macchinario atto ad asportare trucioli (sarebbe altresì un paradosso). Gli errori erano elevatissimi se rapportati all’epoca attuale. Oggi invece con un blasonato controllo numerico (CNC) è possibile realizzare le parti di ricambio per sé stesso e persino replicare buona parte della macchina stessa, ma non replicarla integralmente. Stesso dicasi per le più che note stampanti 3d che sono in realtà in grado di replicare diverse parti di sé stesse ma non la loro interezza. Qui scatta, o dovrebbe scattare, la logica domanda: Perché? Vi lascio il gusto di arrivare alla risposta autonomamente.

Tutto questo potrebbe portarvi a capire come, se realizzate un dispositivo grossolano oggi, con anima e coraggio potreste arrivare a realizzarne uno più accurato e sofisticato in seguito. Ma se mai iniziate il primo per timore che non vi venga subito di alto livello, allora incapperete nell’errore commesso da coloro che danno più peso ai severi giudizi di terzi piuttosto che alle proprie idee. Sono tante le persone che dedicano parti consistenti della loro esistenza a dire agli altri cosa non posono fare. Ignoratele.

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BIMU 2014: Costruire le macchine che costruiscono le tue idee…
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MECSPE 2014: Puoi costruire… tutto.
Technology for Creators - Parte prima | Video

Technology for Creators - Parte seconda

Technology for Creators.
Video sintesi sulle principali tecnologie per la progettazione, la prototipazione
e la produzione nei più disparati settori industriali.
A cura di Ralph DTE.

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Sistemi eutettici per il mantenimento della temperatura di contenitori speciali anche in volo senza batterie - Berardi Store

Scritto da Ralph DTE il 9 Ottobre 2014

Berardi Store

BerardiStore

Vendita e assistenza autorizzata Electrolux Dometic Waeco DEFA

Elettrodomestici, elettronica e utility Hi Tech per la Casa, il Camper, la Nautica e Professional per i settori indicati di seguito:

Settore alberghiero, ristorazione e catering
Settore automotive
Settore automotive alternativo
Settore A/C per autoveicoli, bus, veicoli su rotaia, elicotteri…
Settore grandi impianti
Settore elettronica ed energie rinnovabili
Settore biomedicale
Settore pulizie professionali
Settore tempo libero e avventura
Settore trasporti via terra
Settore trasporti via mare
Settore trasporti speciali
Settore residenziale

Servizio Assistenza e Ricambi caravan motorhome camper barche

Frigoriferi trivalenti ad assorbimento, climatizzatori, generatori, inverter, gruppi frigoriferi, kit fotovoltaici, eBike professionali, accessori di ogni genere…

Costruzione di eBike su misura per il cliente

Motori, gestione elettronica, pacchi batterie, strumenti, accessori, componentistica, sistemi frenanti, kit, progettazione, assistenza tecnica e ricambi…

Aperti soprattutto durante le ferie :D

Sito web: www.berardi-store.eu Contatti: www.berardi-store.eu/contattaci.html

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BIMU 2014: Costruire le macchine che costruiscono le tue idee…

Scritto da Ralph DTE il 9 Ottobre 2014

In precedenza abbiamo introdotto in modo quasi scherzoso la distanza che intercorre tra il sapere come si fa una cosa (teoria) ed i mezzi necessari per realizzarla veramente (pratica). Ora, premesso che nel nostro caso potrebbe trattarsi di un prodotto dell’industria meccanica o del design, se vi interessa essere concreti ma volete provare il piacere di realizzare autonomamente almeno un passaggio che vi porti dalla vostra idea al vostro prodotto finito (e quindi senza acquistare macchinari mastodontici e senza affidarvi integralmente ad aziende terze), allora al BIMU (BIennale Macchine Utensili), la fiera mondiale dell’innovazione, troverete addirittura la componentistica necessaria per realizzare ad esempio un sistema di automazione ideato da voi, una macchina utensile dedicata, un sistema personalizzato per la prototipazione di un vostro concept. Insomma tutto ciò che è necessario, ma non sufficiente, per sviluppare autonomamente una vostra applicazione o parte di essa. La differenza però, come sempre, la faranno prevalentemente la vostra tenacia, le vostre competenze e tutto quello che sarete stati in grado di imparare a fare da soli al di fuori del vostro percorso di studi presso l’istituto tecnico o la facoltà di ingegneria ad hoc per voi.
Non esiste infatti un kit già predisposto per costruire l’esatto macchinario mirato sulle vostre specifiche esigenze e che potrà realizzare il vostro preciso pezzo o il vostro particolare assieme secondo le modalità da voi previste; esistono altresì delle “componenti specializzate” che, inserite opportunamente nella struttura da voi ideata e costituita, permettono di completare il vostro macchinario. Ad esempio potrebbe trattarsi di viti senza fine, azionamenti elettromeccanici, sensori di fine corsa, carrelli, giunti, schede hardware e tutto quanto, abbinato ad una struttura ben concepita, vi permette di realizzare il vostro controllo numerico dedicato ad una particolare lavorazione ad alta precisione o, perchè no, alla prototipazione rapida. Di seguito una breve galleria fotografica in cui vengono mostrati solo gli scatti non ripetitivi rispetto a quelli dai noi effettuati presso altre fiere del settore di cui abbiamo già avuto il piacere di parlare in precedenza.

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BIMU 2014: Costruire le macchine che costruiscono le tue idee…
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Attuatore a vite senza fine Miniattuatore a vite senza fine Attuazione elettromeccanica Downhill MTB Durometri Durometri cuscinetti sistema a vite senza fine Prototipazione casco MTB Scansione 3d Scansione 3d Sistemi di misura Sistemi di misura Sistemi di misura Viti senza fine per attuazione meccanica

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Il processo di introduzione di un nuovo prodotto (NPI)

Scritto da Ralph DTE il 25 Settembre 2014

Rubrica: Dal prototipo al prodotto finito

Titolo o argomento: Un esempio di procedura adottata da Lotus Cars

Se siete un’azienda all’avanguardia difficilmente avrete bisogno di questa serie di articoli, se siete, invece, degli studenti alle prese con una simulazione di impresa il modello organizzativo che verrà argomentato potrebbe essere un ottimo spunto. Infine se siete dei giovani imprenditori o una piccola azienda di artigianato, nonostante il numero limitato di pezzi che probabilmente intendete produrre, potreste trovare utile capire a fondo come e dove un’organizzazione estremamente ben concepita e articolata si riveli vincente ed in grado di fare la differenza sulle vostre economie e sui risultati raggiungibili.

Il problema che troppo spesso si incontra quando si intende realizzare un prodotto, a qualunque livello, è la difficoltà nel dar vita prima di tutto ad un modello organizzativo che permetta un’ottima strutturazione, interazione e comunicazione tra tutti i team di tecnici coinvoliti. Un buon progetto infatti non è quasi mai sufficiente se si sprecano somme di denaro considerevoli per passi non preventivati e imprevisti perfettamente evitabili. Stesso dicasi per il tempo (risorsa sovente anche più importante del denaro) e le energie da dedicare all’intero processo produttivo affinché il prodotto raggiunga il mercato al momento desiderato.

Attività essenziali quali pensare, proporre, migliorare, prototipare, ottimizzare, costruire, promuovere e immettere sul mercato un nuovo prodotto (originariamente un prototipo) vanno interconnesse tra loro e sincronizzate in una vera e propria “timeline” quasi come se steste editando un video ricco di variegate scene, effetti ed una trama da comunicare e far agevolmente comprendere al grande pubblico, meglio se nel momento più “azzeccato”. Ciò che segue è una raccolta completa di passaggi che si estendono immaginariamente lungo due dimensioni, su una sorta di asse cartesiano figurato, tratta dal lavoro di Lotus Cars che, per chiarezza ho voluto suddividere in “fasi” e “processi. Le fasi rappresentano gli stati di avanzamento lungo la “timeline”, i processi sono invece le linee specializzate che devono essere condotte lungo le fasi al fine di completare ogni aspetto del prodotto.

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Il processo di introduzione di un nuovo prodotto (NPI)

FASE 1: Inizio | Start
FASE 2: Proposta del prodotto | Product proposal
FASE 3: Definizione e sviluppo del prodotto | Product definition and development
FASE 4: Ingegneria di prodotto e di processo | Product and process engineering
FASE 5: Strutture del prodotto e prove | Product facilities and trials
FASE 6: Produzione di massa | Mass production
FASE 7: Fine | End

Processo 1: Dare uno stile | Styling
Processo 2: Integrazione del veicolo | Vehicle integration
Processo 3: Ingegneria | Engineering
Processo 4: Catena di fornitura | Supply Chain
Processo 5: Produzione | Manufacturing
Processo 6: Test e sviluppo | Test and Development

Processo di introduzione di un nuovo prodotto sul mercato

Image’s copyright: Lotus Cars

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Cittadini passivi ad energia quasi zero

Scritto da Ralph DTE il 19 Settembre 2014

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Quando si studia tanto perchè ci si rende conto di non sapere nulla e poi si scopre che là fuori è pure peggio…

Se l’espressione del titolo si riferisse ad abitazioni anziché a persone, probabilmente, ci troveremmo davanti a case risparmiose, efficienti e con bollette inesistenti. Nel caso dei cittadini il significato è opposto. Cittadini passivi, cioè subiscono tutti gli eventi e le altrui decisioni inermi e privi di ogni capacità di capire, elaborare, valutare, scegliere e proporre. Ad energia quasi zero, sono stanchi morti (come avrebbe detto Totò “per ora sono stanchi… più in là saranno morti) e non ne vogliono più saper di nulla che comporti una qualche forma di impegno mentale.

In questa tipologia di persone, quelli che incontro o con cui ho una qualche forma di dialogo o di scambio, portano alla mia attenzione domande/affermazioni stucchevoli del tipo: “Hai tolto il contatore del gas a casa, è come cucini? Come ti scaldi?”, “Usi l’energia del fotovoltaico la notte? A me il negoziante ha detto che è impossibile!”, “Prima ti ho visto fare in bici quella salita in montagna fortissimo, saranno stati almeno 40-50 km/h, come diamine facevi? … E’ elettrica? Ma non sembra! E dove sono i pezzi, i fili, le batterie e tutto il resto?”, “Come sarebbe che non hai dovuto cambiare il contratto dell’energia per utilizzare il piano di cottura a induzione? Non ti scatta il contatore con 3KW? Consumano tantissimo!”, “Come posso risolvere il mio problema se gli organi preposti a tale compito non se ne occupano?”, e così via.

Io resto interdetto davanti a questo. Come è possibile che la gente mi parli continuamente di aggeggi elettronici conoscendone ogni caratteristica e le sigle di interi cataloghi a memoria (quest’ultimo dato, tra l’altro, assolutamente inutile per la memoria del cervello umano… ma occupa spazio…) e poi non sappia nulla di ciò che può realmente fare oggi per cambiare la propria vita?
Ho un robot in laboratorio che quando ha il pacco batterie scarico, non riceve più i segnali corretti dai sensori ad ultrasuoni ed inizia ad urtare ogni ostacolo come se fosse rintontito; ecco certe persone (molte a dire il vero) oggi mi sembrano così… sfiniti, incosapevoli, passivi. Ci vorrebbe una bella ricarica.

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Come risolvi un problema?
La vera rivoluzione della comunicazione
L’inflazione di internet

ricaricati.jpg

Image’s copyright: www.creativeeducation.co.uk

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Voci del controllo di qualità in ambito meccanico

Scritto da Ralph DTE il 19 Settembre 2014

Rubrica: Qualità (il concetto di)

Titolo o argomento: Aspetti e definizioni della qualità in ambito meccanico

Cosa si può intedere per qualità? Come abbiamo introdotto nell’articolo “Che cos’è la qualità?” può essere percepita nel liguaggio comune come una caratteristica, un valore. Nell’ambito industriale, invece, la qualità è tutt’altro che un concetto soggettivo, essa rispecchia la conformità a precise specifiche (caratteristiche misurabili e realizzabili) e l’adeguatezza all’uso (valore percepito dal cliente). Il termine “qualità” non viene usato per esprimere un livello di merito in senso comparativo, né è utilizzato in senso quantitativo per valutazioni tecniche. In tali casi infatti devono essere aggiunti altri termini qualificativi quali “qualità relativa” (i prodotti/servizi sono classificati secondo una graduatoria di merito o comparativa) e “livello di qualità” o “misura della qualità” (quando vengono effettuate precise valutazioni tecniche in senso quantitativo). La qualità di un prodotto o di un servizio è influenzata da numerose attività interagenti fra loro come ad esempio: progettazione, produzione, assistenza, manutenzione.

Controllo qualità (QC)

Sistema per produrre economicamente beni o servizi con un livello di qualità che incontri le richieste del cliente.

Controllo di qualità del processo

Attività tese a ridurre e mantenere minima la variabilità dei risultati di un processo di produzione. Il miglioramento del processo, la sua standardizzazione e lo sviluppo delle tecnologie sono favorite da queste attività.

Controllo statistico del processo (SPC)

Controllo di qualità del processo attraverso metodi statistici.

Popolazione

Un insieme di tutti gli elementi aventi caratteristiche da considerare per il controllo e il miglioramento del processo e la qualità del prodotto. Un gruppo che viene trattato sulla base di campioni è normalmente la popolazione rappresentata dai campioni stessi.

Lotto

Insieme di beni prodotti nelle stesse condizioni.

Campione

Un elemento (o elementi) di un prodotto prelevato dalla popolazione al fine di analizzarne caratteristiche.

Dimensioni del campione

Numero degli elementi del prodotto nel campione.

Bias

Valore calcolato sottraendo il valore vero dalla media dei valori misurati quando vengono eseguite misurazioni multiple.

Dispersione

Variazione in valore di una caratteristica di interesse in relazione al suo valor medio. La deviazione standard normalmente viene utilizzata per rappresentare la dispersione di valori nell’ intorno della media. Riferimento immagine 1.

Istrogramma

Un diagramma che divide l’intervallo tra il valore massimo e il valore minimo di misura in diverse colonne e ne mostra la frequenza relativa in ciascuna di esse, nella forma di un grafico a barre. Ciò rende più facile stimarne la media o la dispersione. Una distribuzione simmetrica a forma di campana è detta distribuzione normale ed è molto usata negli esempi teorici, poichè le sue caratteristiche sono facili da calcolare. Tuttavia, occorre cautela perché molti processi reali non seguono una distribuzione normale e presupporlo porterebbe a conclusioni errate.

Capacità (capability) del processo

Prestazione specifica del processo, dimostrata quando è sufficientemente standardizzato (il prodotto in uscita risulta omogeneo, nelle sue caratteristiche di qualità) ogni causa di malfunzionamento è eliminata, ed esso si trova in uno stato di controllo statistico. La capacità del processo è pari a ±3σ o 6σ quando la caratteristica in uscita dal processo mostra una distribuzione normale. σ (sigma) indica la deviazione standard.

Indice della capacità di processo (PCI o Cp)

Indice che misura la possibilità che un processo possiede di realizzare un risultato coerente con determinate prescrizioni. Dovrebbe essere sempre maggiore di 1σ. E’ calcolato dividendo la tolleranza di una caratteristica per la capacità del processo (6σ). Il valore calcolato dividendo dividendo per 3σ la differenza tra la media (X segnato) e un limite di tolleranza, può essere assunto come valore dell’ indice in caso di tolleranza unilaterale. L’indice di capacità di processo assume che una caratteristica segua la distribuzione normale. Riferimento immagini 2 e 3.

Carte di controllo

Usata per controllare il processo, separa le variazioni casuali da quelle dovute ad un cattivo funzionamento. La carta di controllo consiste in una linea centrale (CL) e linee di controllo razionalmente disposte sopra e sotto di essa (UCL e LCL). Si può affermare che il processo sia sotto controllo statistico quando tutti i punti rilevati, relativi alle sue caratteristiche, si trovano all’ interno delle due linee di controllo senza tendenze marcate. La carta di controllo è un utile strumento per verificare il processo di produzione e quindi la qualità del prodotto. Riferimento immagine 4.

Variazioni casuali

Queste variazioni hanno una importanza relativamente bassa. Qualora identificate, esse sarebbero tecnologicamente e/o economicamente impossibili da eliminare.

Carta di controllo X(segnato)-R

Carta utilizzata per il controllo di processo, in grado di fornire il maggior numero di informazioni sul processo stesso. La carta X(segnato)-R consiste nella carta di controllo X(segnato), che usa la media di ogni sottogruppo per monitorare Bias anomali della media del processo, e la carta di controllo R, che usa il range per valutare variazioni anormali. Normalmente le due carte vengono utilizzate insieme.

Come leggere la carta di controllo

Le tendenze (trend) illustrate di seguito sono quelle tipicamente considerate indesiderabili su una carta di controllo e stanno a significare che il processo è affetto da un effetto sistematico al quale si deve porre rimedio. Questi esempi rappresentano solo regole indicative. Nella definizione di regole reali, si prenda in cosiderazione la specifica variazione del processo. Per applicare tali regole, assumendo che le linee di controllo inferiore e superiore siano distanti dalla linea centrale di 3σ, si divida la carta di controllo in sei aree ad intervalli di 1σ. Lo stesso principio può essere applicato alla carta di controllo X e alla carta X(segnato). Si ipotizza una distribuzione normale. E’ possibile formulare altre regole in base ad ogni tipo di distribuzione.

Per gentile cortesia di Mitutoyo Italiana s.r.l.
Approfondimenti tratti dagli appunti universitari dell’autore

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Che cos’è la Qualità?
Voci del controllo di qualità in ambito meccanico

Controllo qualità - Dispersione Controllo qualità - Indice della capacità di processo Controllo qualità - Indice della capacità di processo (note) Controllo qualità - Carte di controllo

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