Ralph DTE

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Perchè le valvole di aspirazione sono più grandi di quelle di scarico?

Scritto da ralph-dte.eu il 20 Gennaio 2012

Rubrica: Le domande dei lettori | Curiosità della tecnica da corsa

Titolo o argomento: Differenza diametro valvole in un motore a c.i.

Rispondendo a: Alessio

Non si tratta di una priorità legata ai soli motori da competizione, anche i motori stradali hanno le valvole di aspirazione con un diametro leggermente più grande per quella di aspirazione. Generalmente il diametro della valvola di scarico è minore del 10-15% rispetto a quello della valvola di aspirazione. Le ragioni di tale scelta sono legate prevalentemente al coefficiente di riempimento ed alle sollecitazioni termiche. Il diametro delle valvole di aspirazione ha un peso maggiore sull’ottenimento di un buon coefficiente di riempimento (λv), questo significa che il progettista sacrifica volentieri il diametro delle valvole di scarico a favore di quelle di aspirazione al fine di ottenere migliori prestazioni del motore. Lo spazio in camera di combustione è limitato e non si può avere tutto. D’altra parte, la riduzione del diametro delle valvole di scarico, offre un rovescio della medaglia favorevole in quanto le valvole di scarico hanno due importanti problemi che, guarda caso, si risolvono proprio riducendone il diametro: le sollecitazioni termiche e la tenuta. Essendo la valvola di scarico maggiormente sollecitata termicamente rispetto alla valvola di aspirazione, un diametro minore favorisce lo smaltimento del calore per cessione verso la guida e la sede della valvola stessa. Inoltre diminuendo il diametro della valvola di scarico si riducono i suoi problemi di tenuta.

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Dimensionamento della testata (parte seconda): le valvole di aspirazione - schema 4 valvole per cilindro
Dimensionamento della testata (parte quinta): le valvole di scarico

Differenza diametro valvole

Generalmente la differenza tra il diametro della valvola di aspirazione e quella di scarico,
si aggira attorno al 10-15% a vantaggio della valvola di aspirazione. A sinistra lo schema
nel caso delle due valvole per cilindro, a destra quello delle quattro valvole per cilindro.

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La fuga dei cervelli dall’Italia: l’esempio di Guglielmo Marconi.

Scritto da ralph-dte.eu il 19 Gennaio 2012

Rubrica: Metodi. Alternative al mondo abituale.

Titolo o argomento: Un importante esempio di fuga di cervelli analizzato brevemente nelle sue fasi salienti

Il percorso di studi

Guglielmo Marconi non ama studiare materie che possono comportare una perdita di tempo per le sue ricerche. Non segue un ordinario corso di studi (comprensivo di greco, latino, filosofia) ma, grazie ad una madre dalla mente aperta, riesce ad ottenere lezioni private per approfondire le sue conoscenze in materie come ad esempio le scienze matematiche e la fisica.

I riconoscimenti

Arriva a dedicare fino a 16 ore al giorno ai suoi esperimenti ed alle sue ricerche. Nonostante non abbia un vero titolo di studio, riesce ad ottenere il Premio Nobel per la Fisica (è il primo italiano ad ottenerlo). Questo ovviamente non significa che non si debba studiare e si debba sperare che la storia si ripeta, significa semplicemente che bisogna dedicarsi con estrema dedizione ai propri progetti.

La concretezza

Brevetta le sue idee (venendo tra l’altro da una famiglia decisamente benestante), ma non solo. Studia, ricerca e produce da solo tutto quello che la sua brulicante mente gli suggerisce. Quando mostra le sue idee, non si limita a raccontarle, le realizza concretamente ed è in grado di dimostrare dal vivo come esse funzionino e di quali ritocchi o miglioramenti necessitino.

I rischi e le difficoltà

Per anni non riesce a vendere nemmeno un suo prodotto. Del resto, su questo blog l’ho scritto tante volte, se fosse così facile avere successo in una o più imprese (soprattutto nella prima), tutti sarebbero arrivati e tutti farebbero ciò che dovrebbe loro portare una fortuna. Questo per ricordarvi che se la vostra idea fatica a decollare o ad essere compresa o a portare guadagni (anche che si tratti di una accogliente trattoria tipica del luogo) non dovette mollare subito perchè qualche “limitato” vi dice: “Hai visto? Non ti sta rendendo niente! Stai perdendo tempo!”. Il rischio per Marconi è sempre molto elevato eppure si mette in gioco perchè sa che le sue idee funzionano, l’ha dimostrato più volte, e sa che può migliorarle e varcare nuovi confini. Non si basa su fantasie, le sue teorie, quelle che fino a quel momento nessuno ha nemmeno immaginato, sono concrete.

Il successo all’estero

In Italia, neanche a dirlo, non riscuote successo e non viene capito. Nessuno investe su di lui. Arrivano persino a dire che una palla di cannone arriva più lontano di un suo segnale radio. Ma la madre di Guglielmo è inglese e questo fattore lo ispira ad esportare le sue idee nella sua seconda patria dove otterrà i primi clamorosi successi. Insomma una storia sistematica per l’Italia dalla quale la fuga dei migliori cervelli è, dopo oltre un secolo, ancora all’ordine del giorno.

I conflitti

La vita di Marconi, un’inarrestabile produzione di successi e passaggi fondamentali della storia, incappa nei più antichi e dannosi fenomeni del mondo: l’invidia e l’interesse. Le aziende di comunicazione del momento, basate su filo, invece di assorbire le idee di Marconi collaborando assieme, invece di arricchire la loro ricerca, i loro strumenti, il loro potenziale, il loro futuro, decidono di sporcare l’immagine di Guglielmo annunciando in ogni angolo del mondo che il risultato dell’esperimento di comunicazione wire-less atttraverso l’Oceano Atlantico, è fallito. Ovviamente non si tratta della verità. Guglielmo era visto come un pericolo e le aziende, già allora, temevano i cambiamenti.

La dedizione per il cambiamento

Quando ormai Guglielmo Marconi, superate notevoli difficoltà, ha ottenuto tutto, decide di compiere l’ennesimo passo inusuale e folle per i più. Riprende i suoi studi sulle onde corte accantonando quelli sulle onde lunghe che gli hanno portato successo e fama mondiale. Tutti lo ritengono un matto e sostengono che le onde corte non hanno utilità alcuna nella comunicazione. Un nuovo rischio, una nuova impresa, nuovi investimenti e Guglielmo riesce ad ottenere comunicazioni migliori a metà prezzo da offrire al mondo intero. Studi e risorse che oggi, come non mai, sono alla base delle attuali comunicazioni da un semplice modem wire-less, fino ai satelliti più sofisticati che esplorano l’universo.

Conclusioni

Non c’è una regola esatta da seguire, non c’è un libretto di istruzioni per avere successo. La maggior parte dei tentativi sono vani e sono poche, pochissime le persone la cui fama tecnica echeggia nel mondo, tuttavia, se credi in qualcosa e se questo qualcosa funziona e lo puoi dimostrare, vai fino in fondo.

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Che cos’è un corpo nero?

Scritto da ralph-dte.eu il 14 Gennaio 2012

Trattasi di un corpo in grado di assorbire totalmente l’energia raggiante che lo investe. Stiamo parlando quindi di un oggetto ideale in quanto non esiste alcuna sostanza, nemmeno il nerofumo, che soddisfi completamente questa condizione, senza riflettere o trasmettere neppure una minima parte delle radiazioni incidenti. Il corpo nero si chiama così perché assorbe molto bene tutta la radiazione che lo investe. Un’ottima approssimazione di corpo nero è un contenitore in cui sia stato fatto un piccolo foro. A temperatura ambiente il foro appare assolutamente nero, ed il motivo è che la radiazione luminosa che entra nel contenitore viene diffusa molte volte al suo interno, ed è molto più probabile che alla fine venga assorbita piuttosto che riesca ad uscire dallo stesso foro da cui è entrata.

La radiazione che entra nella cavità scalda le pareti. Queste riemettono l’energia sotto forma di radiazione infrarossa. Al raggiungimento dell’equilibrio termodinamico l’energia elettromagnetica entrante nella cavità è uguale a quella irraggiata dal foro tuttavia, il tipo di radiazione emessa dipende dalla temperatura della cavità. Ciò dimostra come un corpo nero non sia effettivamente nero. Esso appare così solo nei pressi della temperatura ambiente ovvero in quel range di temperatura in cui la radiazione visibile assorbita viene restituita nel campo delle microonde o dell’infrarosso lontano che, ovviamente, non siamo in grado di vedere. Se le pareti del corpo nero fossero a temperatura elevata, ad esempio a circa 1000 °C, allora il foro riemetterebbe radiazione visibile e il corpo non sarebbe assolutamente nero.

Corpo nero

 La radiazione luminosa che entra nel corpo nero viene diffusa molte volte al suo interno,
ed è molto più probabile che alla fine venga assobita piuttosto che riesca ad uscire
dallo stesso foro da cui è entrata.

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Incrementa la tua velocità di lettura

Scritto da ralph-dte.eu il 10 Gennaio 2012

Si stima che se leggi ad alta voce, leggi circa 200 parole al minuto. Non è possibile leggere più velocemente ad alta voce comprendendo allo stesso tempo il testo. Se invece leggiamo un libro normalmente, curiosamente, si presenta lo stesso fenomeno della lettura ad alta voce. In sostanza si segue un tempo che è analogo a quello della lettura ad alta voce, un po’ come se il tempo di lettura ci fosse dato da una voce presente nella mente la quale ci chiede di scandire ogni singola parola.

In realtà è possibile leggere a velocità decisamente superiori comprendendo perfettamente il testo. Il raggiungimento di questo obiettivo però si ottiene, neanche a dirlo, con l’allenamento (ostacolo fisso dei pigri). Un valido strumento di allenamento lo potete trovare ad esempio su spreeder.com, un sito web che vi permette di inserire, in una apposita casella, i vostri testi digitali provenienti da pagine web o da file pdf tanto per intenderci.

Incrementare la velocità di lettura vi permette di leggere i testi non più parola per parola, bensì frase per frase. Questo esercizio, oltre a permettervi di studiare in tempi più brevi, mantiene il cervello ben allenato e giovane, stimola la vostra memoria e vi rende mentalmente frizzanti.

Per evitare che possiate incappare nell’errore di muovere velocemente gli occhi saltando delle parole, spreeder.com vi permette di inserire il testo desiderato in un’apposita casella dotata di comandi analoghi a quelli di un riproduttore video. Il vostro testo comparirà così con ordine, rapidamente, parola per parola. Raggiungere poi l’obiettivo di lettura “frase per frase” sarà possibile leggendo libri puntando un dito sul testo e muovendolo con velocità via via crescente man mano che ci si abitua. L’occhio è un ottimo strumento di inseguimento. Seguire il dito vi evita di saltare le parole risparmiando inutili perdite di tempo.

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Visita spreeder.com per iniziare ad incrementare la tua velocità di lettura

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La percezione della tecnologia

Scritto da ralph-dte.eu il 8 Gennaio 2012

Un ragazzo tempo fa mi raccontava il suo ultimo acquisto: un cellulare iperfunzionale. Nel vedermi poco interessato alle mirabolanti funzioni mi ha detto sorridente: “Ho capito, sei uno a cui non piace la tecnologia eh?”; massimo sconcerto per me. Gli ho dato l’indirizzo del mio blog e degli altri miei siti invitandolo ad esplorarli anche solo rapidamente.

Un mio amico di recente mi ha raccontato che ha comprato il suo nuovo telefono cellulare, uno smartphone di ultima generazione della marca x. Dice che così si sente aggiornato in campo tecnologico. Questa volta non è solo lo sconcerto ad invadermi, anche una timida sensazione simile alla paura.

Oggi sono in molti a sostenere di parlare di “Tecnologia” nel momento in cui argomentano le funzioni di una consolle di gioco, di uno smartphone o del vivavoce bluetooth di cui la nuova auto è dotata di serie. Rendersi conto di quanto tutto questo sia enormemente limitativo nei confronti del termine “Tecnologia” non è effettivamente di facile comprensione. Così ora, solo perchè sono un provocatore :) ti chiedo retoricamente: “Conosci il significato del termine tecnologia?”.

Il Dizionario Italiano Ragionato ne dà la seguente definizione: Sostantivo femminile. Propriam. Lo studio della tecnica. Tuttavia la voce ha avuto una notevole fortuna e sostituisce frequentemente la voce tecnica, che pare più povera. Anziché Storia della tecnica si legge spesso sui frontespizi Storia della tecnologia. Con il termine tecnologia ci si riferisce ad un apparato moderno, ad un apparato di una qualche complessità.

Wikipedia offre una definizione altrettanto interessante: Il termine tecnologia è una parola composta che deriva dalla parola greca τεχνολογία (tékhne-loghìa), letteralmente “discorso (o ragionamento) sull’arte”, dove con arte si intendeva sino al secolo XVIII il saper fare, quello che oggi indichiamo con la tecnica. Se la tecnica riguarda la manualità, il ragionamento diventa la razionalizzazione o comprensione dei risultati raggiunti attraverso l’azione concreta: in sintesi la tecnologia diventa il progetto della tecnica.

L’enciclopedia della UTET invece definisce la tecnologia come lo studio dei procedimenti tecnici legati alle singole lavorazioni industriali. La tecnologia perciò esamina le attrezzature, le macchine, gli impianti, e in generale i processi che concorrono alla trasformazione di una determinata materia prima, attraverso le varie fasi di lavorazione che conducono tale materia prima alle fasi che ne permettono gli impieghi richiesti. Per alcuni, peraltro, il termine tecnologia si riferisce alla fase più moderna della tecnica legata ormai allo sviluppo della scienza.

I giovani oggi utilizzano il termine tecnologia per definire quello che in realtà rappresenta la periferia della tecnologia. Associano spesso tale termine ad oggetti che offrono illusive sensazioni di evoluzione. Nascono così siti internet e blog che utilizzano impropriamente il termine nel titolo al fine di comunicare che si sta parlando dell’ultimo modello del prodotto x.

Allora, tornando alla mia precedente domanda retorica: “Se l’aggiornamento tecnologico è rappresentato dall’ultimo smartphone, che cosa saranno mai: le nanotecnologie, lo studio dei fenomeni termoelettrici, gli accumulatori di energia cinetica a volano, le strutture realizzate basandosi sullo studio della biomimetica, gli smart materials, i materiali piezoelettrici di cui sono dotati i marciapiedi di un corso di Tolosa che autoalimentano i lampioni, le stampanti 3D, il taglio al plasma, i generatori termoelettrici, i sistemi E.R.S., il fotovoltaico retrofit, ecc.?”.

Prima o dopo il termine tecnologia è sempre bene porre un secondo termine che definisce la branca alla quale ci si riferisce (vedi ad es. nanotecnologie, tecnologia meccanica, tecnologia dei materiali, tecnologia alimentare, tecnologia microelettronica, tecnologia delle costruzioni, tecnologia delle comunicazioni, ecc.) per evitare di finire nel vago o, peggio, svalutare un concetto che ha un peso decisamente maggiore di un affascinante gadget.

Carrozzeria in composito

E’ più “tecnologico” chi possiede l’ultimo modello di consolle di gioco o chi, sapendo lavorare
i materiali compositi, ha ridotto il peso del suo veicolo andando quindi a ridurre i consumi
di carburante ed ottenendo quindi un beneficio economico?
Image’s Copyright: Penn Electric Racing

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Quanto costa davvero quello che compri?

Scritto da ralph-dte.eu il 7 Gennaio 2012

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Pensi di aver risparmiato ma forse non è così…

Crisi o non crisi abbiamo tutti la necessità di affrontare le spese per l’acquisto di beni di uso quotidiano e, meno frequentemente, per l’acquisto di beni utili a svolgere particolari funzioni: l’automobile, un computer portatile, uno strumento di lavoro, una lampada, un accessorio per la cucina, un lettore dvd, un deumidificatore, un ricambio o qualunque altra cosa vi occorra.

Solitamente (ma non sempre per fortuna) vedo le persone affrontare queste spese con la stessa ottica, ovvero cercando il prezzo più basso. Alle volte si tenta di trovare il prodotto, ritenuto qualitativamente più valido, in qualche disperata offerta sottocosto o in una particolare situazione di sconto legata a condizioni o finanziamenti. Altre volte ci si orienta direttamente verso prodotti che si sa… sono un po’ più modesti ma, accidenti, costano meno! Ed è qui che si può incappare nell’errore classico di chi crede di aver risparmiato e invece non riesce nella sua mesta impresa.

Ammettiamo che Pierino e Mariolino abbiano bisogno entrambi di un computer portatile. Ammettiamo che Pierino ne acquisti uno a 500 Euro e che Mariolino ne acquisti uno che, a parità di caratteristiche, costa 700 Euro. Ovviamente la condizione necessaria da sottolineare è che il prezzo dei due prodotti sia “realmente” lo specchio della qualità degli stessi. Cioè il computer che ha un prezzo maggiore non deve averlo per questioni ingiustificate di marchi, mode, strategie di mercato, copertura di costose campagne pubblicitarie, altro.

Ora, se il computer di Pierino ha una durata di 2 anni mentre quello di Mariolino ha una durata di 5 anni, senza dubbio Pierino avrà risparmiato nell’istante in cui ha compiuto l’acquisto ma, in realtà, sarà Mariolino che avrà speso meno.  Il computer di Pierino infatti sarà costato 0,68 Euro al giorno mentre il computer di Mariolino, nonostante il prezzo iniziale più alto, sarà costato solo 0,38 Euro al giorno. Ovvero l’arco di tempo durante il quale i due soggetti avranno beneficiato della possibilità di utilizzare il loro prodotto sarà nettamente diverso e la spesa giornaliera sarà stata di gran lunga inferiore per Mariolino.

E’ importante che un consumatore consideri non solo il prezzo iniziale di acquisto, ma anche la durata che avrà il bene acquistato. Per quanto tempo il bene funzionerà? Ma non solo. Per quanto tempo funzionerà correttamente? Per quanto tempo funzionerà senza creare noie, senza obbligare a ricorrere ad assistenze tecniche, ricambi, perdite di tempo, arrabbiature?

Sebbene il detto “Chi più spende, meno spende” non sia più applicabile al giorno d’oggi per via della multitudine di beghe che si nascondono dietro a sconti, promozioni, prodotti difettosi, marchi luccicanti, mode, stock di prodotti scadenti o difettosi destinati a particolari promozioni, prodotti a transito bloccato nei magazzini (ovvero prodotti che hanno sostato a lungo nei magazzini, hanno subito urti, danneggiamenti degli imballi, umidità), confusione dei consumatori… sebbene non si possano ignorare tali insidie, il detto mantiene pur sempre un fondo di verità che si chiama: ammortamento.

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Non credere a…

Scritto da ralph-dte.eu il 23 Dicembre 2011

Quest’anno, il mio Augurio di Buone Feste, naturalmente rivolto a tutti, lo voglio offrire in modo differente dalla solita “grafica sponsor” contenente il solito albero di Natale, tanti colori ed il solito “nomesito” sull’intestazione. Non vi devo convincere di tornare su questo sito, lo farete voi se lo riterrete curioso a sufficienza. Quest’anno, visti gli eventi eccezionali che hanno interessato l’intero mondo, vi porgo i miei migliori Auguri di Buone Feste citando le parole di un Ingegnere di cui apprezzo la preparazione.

Su un libro di Giacomo Augusto Pignone, tra le varie appendici, ho trovato delle curiose riflessioni legate alla vita ed ai frequenti giochi di specchi in cui molte persone, vuoi perchè sono ingenue o poco formate, vuoi perchè sono meno avvedute o perchè, semplicemente, prima o poi capita a tutti, cadono. Sono considerazioni piuttosto interessanti ed ognuno le può valutare a proprio modo.

Non credere a…

A chi tenta di convincerti sfruttando le tue emozioni.
Sa che sono il tuo punto debole.

A chi cerca di prenderti per il naso prendendoti per la gola.

A chi lancia messaggi che, pronunciati ad un metro di distanza, superano i 30 deci-Bel.
Il teorema di Pitagora non ha bisogno di essere urlato.

A chi, protetto da cerchi concentrici di a-prioristica reverenza, si rende inaccessibile anche al più pacato contradditorio. “Guardati dall’uomo di un solo libro” (Confucio).

A chi non è capace di fare un pacato contradditorio, ma fa rissa, grida, sopraffà, sbeffeggia.

A chi usa linguaggi ambigui per contrabbandare, sotto vello virtuoso, associazioni oblique.

Alle fresche verginità.
La storia pregressa dei neo-vergini spesso rivela crimini immani.

Alle rozze semplificazioni delle ideologie.
Se fosse così facile cambiare il mondo, vivremmo in Paradiso da millenni.
Ci ha tentato perfino Dio: è finito in croce.

Al tolemaico “trompe-l’oeil” prospettico (ahimé inevitabile, visto che viviamo incollati alla terra) di cui sono impregnate ideologie e teologie. E purtroppo l’umano “senso comune”.

Ai fondamentalismi. Sono malattie mentali. Sono malati mentali tutti i grandi massacratori.

A chi dice di parlare in nome di Dio. Se così fosse, bisognerebbe ammettere che Dio non sa che la terra gira, visto che i suoi infallibili portavoce perseguitavano chi lo diceva.

A chi (arrogante o mellifluo) osteggia la Ragione.

Tratto da un appendice di “Motori ad alta potenza specifica”
di Giacomo Augusto Pignone
e Ugo Romolo Vercelli

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Trompe-l’oeil. Pere Borrell del Caso, Sfuggendo alla critica, olio su tela.
Picture taken from Wikipedia - Image’s Copyright:  See the license of Wikipedia.

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Rapporto prezzo autonomia degli attuali veicoli elettrici circolanti

Scritto da ralph-dte.eu il 22 Dicembre 2011

Sfogliando il catalogo di un rivenditore italiano di veicoli elettrici ho potuto osservare come i prezzi siano eccessivi oltre ogni ragione e come, un curioso rapporto tra il prezzo di acquisto del veicolo e la sua autonomia, sia altrettanto sorprendente ed offra risultati che ad una prima analisi non ci aspetteremmo. In sostanza non è importante valutare solo quanto costi il veicolo elettrico ma anche la relazione che intercorre tra quello che pago ed i chilometri che, potenzialmente, potrò percorrere consecutivamente prima di effettuare una nuova ricarica (autonomia). Attenzione, il dato non va confuso con il costo per chilometro di utilizzo del mezzo il quale ovviamente fa riferimento al solo costo del carburante utilizzato (in questo caso l’elettricità della rete domestica o della colonnina fotovoltaica). Si tratta altresì di capire quanto paghi una potenzialità del veicolo. Dei principali veicoli elettrici, già disponibili per l’acquisto, di seguito andiamo quindi ad riportare:

Modello | Prezzo| Autonomia | Velocità Max | Rapporto prezzo/autonomia (Euro/kma*)

Citroen C ZERO | 36.260 Euro | 150 km | 130 km/h | 242 Euro/kma

Fiat Panda elettrica | 24.000 Euro | 120 km | 85 km/h | 200 Euro/kma

Fiat 500 elettrica | 47.977 Euro | 145 km | 115 km/h | 331 Euro/kma

Fiat Fiorino Combi LC | 37.814 Euro | 70 km | 75 km/h | 540 Euro/kma

Fiat Fiorino Combi HC-Li(S) | 50.202 Euro | 100 km | 115 km/h | 502 Euro/kma

Fiat Fiorino Combi HC-Li(L) | 58.338 Euro | 140 km | 115 km/h | 417 Euro/kma

Iveco Daily Combi Li(S) | 66.800 Euro | 45 km | 50 km/h | 1485 Euro/kma

Iveco Daily Combi Li(XL) | 82.300 Euro | 85 km | 50 km/h | 90 km/h | 968 Euro/kma

Fiat Ducato Combi Li(XS) | 86.933 Euro | 80 km | 90 km/h | 1087 Euro/kma

Fiat Ducato Combi Li(S) | 95.767 Euro | 105 km | 90 km/h | 912 Euro/kma

Fiat Ducato Combi Li(L) | 105.301 Euro | 130 km | 90 km/h | 810 Euro/kma

Fiat Ducato Combi Li(XL) | 114.675 Euro | 155 km | 90 km/h | 740 Euro/kma

Renault Fluence ZE | 27.200 | 185 km | 135 km/h | n.d.**

Renault Kango ZE 2p | 26.620 Euro |  170 km | 130 km/h | n.d.***

Tesla Roadster**** | 86.500 Euro | 360 km | 210 km/h | 240 Euro/kma

Conclusioni

Dai dati emerge come tra i mezzi elettrici (in questo articolo abbiamo considerato solo quelli di dimensioni superiori alle mini-car), al momento, la Panda sia la più economica come spesa di acquisto. Stiamo parlando comunque di ben 24.000 Euro per un veicolo con prestazioni da scooter. Anche per quanto riguarda la relazione tra costo di acquisto su chilometro di autonomia, la spunta la Panda la quale, all’acquisto, ti costa 200 Euro per ogni chilometro potenziale di autonomia. A sorpresa una vettura come la Tesla Roadster, nota per le prestazioni brillanti da vera sportiva, ha un costo di soli 240 Euro per ogni chilometro potenziale di autonomia; il tutto però con un costo d’acquisto a dir poco esorbitante ed ammortizzato solo da una notevole autonomia. Le avreste mai immaginate così vicine, in una simile lista, la Panda e la Tesla Roadster? L’autonomia minore è attribuita stranamente ad un furgone da lavoro che di spazio per le batterie ne avrebbe… mentre l’autonomia maggiore (sembra un controsenso) va proprio alla Tesla Roadster che di spazio a disposizione ne ha poco. Il prezzo d’acquisto più alto lo si riscontra, impensabilmente, nel Ducato Fiat  Li(XL) che arriva a costare ben 114.675 Euro. Sembra evidente che i canoni dell’automotive elettrico siano ancora da stabilire.

Analizziamo gli asterischi con caratteri grandi una volta tanto

*La misura Euro/kma indica il costo di acquisto su chilometro di autonomia. Un po’ come dire: “Quanto mi fanno pagare l’autonomia di questo veicolo, le potenzialità che ha?”

**Il valore Euro/kma non è riportabile perchè dopo l’acquisto è necessario pagare un canone di noleggio batterie pari a 984 Euro all’anno. Un po’ come se continuaste a mettere la benzina a prezzo caro dato che si va a pagare la corrente di ricarica (non tutti hanno una propria colonnina di ricarica nel giardino di casa e, se anche fosse, dovrebbero considerare l’ammortamento dell’impianto) più il canone di 82 Euro al mese. Tale canone inoltre può essere soggetto ad un aumento.

***Il valore Euro/kma non è riportabile in quanto dopo l’acquisto è necessario pagare un canone di noleggio batterie pari a 1089 Euro all’anno, ovvero circa 91 Euro al mese. Per i dettagli vedi il punto precedente.

**** La Tesla include nel prezzo il primo cambio batterie dopo 10 anni. 20 anni senza problemi di batterie. Eventuali difetti vengono riparati in garanzia in questo arco temporale.

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Image’s copyright: diariomotor.com

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A capodanno… conto alla rovescia con il debito pubblico

Scritto da ralph-dte.eu il 21 Dicembre 2011

Mi chiedo se questo capodanno faremo il solito conto alla rovescia “10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1″, oppure se conteremo quanto manca a 2.000 miliardi di Euro di debito pubblico.

Vedi il valore aggiornato del debito pubblico italiano al seguente link:
http://brunoleoni.it/debito.htm

Trova inoltre interessanti e semplici spiegazioni al seguente link:
http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=0000002279

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Puoi vedere il valore reale, aggiornato ogni 3 secondi circa, al seguente link
http://brunoleoni.it/debito.htm

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