Ralph DTE

Bringing art into engineering.

Trasferimento di energia meccanica

Scritto da Ralph DTE il 16 Aprile 2014

Per trasferire l’energia meccanica si fa uso di organi che, messi assieme, costituiscono un sistema tecnico in grado di assolvere tale compito. Per far ciò è necessario che almeno un elemento abbia la capacità di muoversi, e quindi trasferire energia, basandosi su appositi supporti e guide in grado di vincolare il movimento affinché sia cinematicamente corretto rispetto all’elemento di riferimento, ad esempio un basamento, un supporto o un telaio. Gli organi atti a trasferire l’energia meccanica possono essere suddivisi in base al tipo di movimento consentito dai loro vincoli, ovvero: rotazione (per la trasmissione di momenti torcenti e movimenti rotatori, a tal scopo si usano gli “alberi”) e traslazione (per la trasmissione di forze di trazione e compressione, nonché per movimenti lineari, in questo caso si adottano “aste e steli”).

Rotazione

Elementi rigidi come gli alberi con supporti permettono di trasferire momenti torcenti e forze di trazione e compressione. Vedi le immagini in basso.

Elementi elastici come gli alberi flessibili permettono di trasmettere momenti torcenti, essi sono perlopiù assimilabili ad una sorta di cavo in grado di flettersi ma allo stesso tempo resistere alle sollecitazioni di torsione.

Elementi articolati come gli alberi cardanici permettono di trasmettere momenti torcenti. Ne sono un esempio apprezzato le trasmissioni di alcuni particolari motocicli ed i semiassi delle automobili. Vedi le immagini in basso.

Traslazione

Elementi rigidi come le aste dotate di guide permettono di trasferire momenti torcenti e forze di trazione e compressione. Tipici esempi sono rappresentati dagli attuatori pneumatici e idraulici utilizzati nell’automazione e sulle macchine movimento terra. Vedi le immagini in basso.

Elementi flessibili come i cavi con guaina tipo Bowden e le funi permettono di trasmettere forze di trazione e compressione. Si tratta di componenti molto simili ai cavi con guaina adottati sulle biciclette per l’azionamento dei freni e sui motocicli per l’azionamento della frizione.

Elementi articolati come le catene e gli elementi di compressione guidati permettono di trasferire forze di trazione e compressione. Un esempio è rappresentato dalle catene impiegate nei porti turistici e nei cantieri navali per muovere (frenare, tirare…) le imbarcazioni che devono entrare o uscire dall’acqua.

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Technology for Creators - Parte prima

Scritto da Ralph DTE il 31 Marzo 2014

Di seguito la video sintesi tratta dalle riprese che abbiamo effettuato presso il MECSPE 2014 di Parma. Nella descrizione introduttiva si riporta:

La tecnologia oggi, presentata in 120 secondi. Dai sistemi di automazione, robotica e intelligenza artificiale, passando per la meccatronica, i sistemi di misura, la scansione 3d, la prototipazione rapida, il taglio laser… fino alle macchine a controllo numerico, i sistemi automatizzati di saldatura e le sfide tecnologiche del futuro.

Una breve anteprima che mostra, senza pretese, il genere di strumenti oggi a disposizione per i più creativi, per coloro che sentono di voler esprimere il proprio genio e le proprie abilità attraverso tecnologie di spessore.

Se vi state preoccupando circa i costi di simili strumenti, attrezzature, macchinari e quant’altro… sì è vero, hanno prezzi che vanno dai mille Euro fino a superare, anche abbondantemente, il milione d’Euro. Ovvio quindi che senza una produzione adeguata è impossibile acquistare e ammortizzare simili tecnologie. Il caso vuole che una certa crisi economica mondiale abbia, nelle aziende mentalmente aperte e predisposte, elasticizzato sia le menti che i servizi offerti. Non vi serve quindi un mega mutuo/prestito per accedere ad un macchinario che potrebbe tramutarsi nella dannazione della vostra vita, è sufficiente affidarsi (tramite opportuni contratti e accordi di segretezza per la tutela delle vostre idee), ad aziende che dispongano già di simili macchinari e che offrano a privati, professionisti e aziende la possibilità di accedervi. Scoprirete così che l’utilizzo di un macchinario per il taglio laser o ad acqua, del costo pari ad un piccolo condominio, a voi costa solo pochi centesimi di Euro al metro lineare di taglio; l’utilizzo di una fresatrice a controllo numerico da mezzo milione di Euro a voi costa qualche centinaio d’Euro per la prototipazione del vostro giunto, la vostra piastra, il vostro assieme… e così via. E se temete che le vostre idee possano, nonostante gli accordi di segretezza, trapelare e ispirare terzi, allora potete ricorrere al buon vecchio trucco di far realizzare 10 parti a 10 aziende diverse (a patto che non siano interconnesse tra loro) e realizzare le ultime finiture e l’assemblaggio presso il vostro laboratorio.

Insomma è a questo punto chiaro che “potete fare tutto” senza per forza ipotecare la casa o rischiare in maniera smisurata. Molti, infatti, non si stanno accorgendo che oggi inizia ad essere più difficile studiare in modo corretto, ricercare in modo efficace, coltivare metodi, idee e logiche, nonché avere la capacità di trasformare concetti in realtà, piuttosto che trovare fondi enormi che sovente non sono nemmeno realmente necessari ma, anzi, possono rappresentare un grave errore d’impresa. Ecco, probabilmente da queste ultime parole, ora riuscite ad inquadrare meglio quanto viene espresso alla pagina STUDIO di questo Blog.

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Per la visione della video sintesi clicca qui o sull’immagine…
MECSPE 2014: Puoi costruire… tutto.
Technology for Creators: Video sintesi a cura di Ralph DTE
Accordo di segretezza: attenzione ai furbi

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Technology for Creators.
Video sintesi sulle principali tecnologie per la progettazione, la prototipazione
e la produzione nei più disparati settori industriali.
A cura di Ralph DTE.

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MECSPE 2014: Puoi costruire… tutto.

Scritto da Ralph DTE il 31 Marzo 2014

Se il vostro problema è “Come si fa?” allora una buona dose di studi in Meccanica industriale alle scuole superiori o, per chi desidera andare oltre, in Ingegneria meccanica, non può far altro che bene. Se il vostro problema invece è “Ora che lo so, come lo realizzo?” allora una visitina al MECSPE di Parma dove assumere, fino a tre volte consecutive in un anno, i contenuti più variegati (talvolta persino bizzarri) per via oculare, auricolare e tattile, non genererà effetti collaterali indesiderati ma, anzi, produrrà solo benefici che pervaderanno le menti dei più creativi restituendo un senso di naturale soddisfazione.

Di seguito riportiamo alcuni degli scatti di maggior interesse effettuati in fiera ed una curiosa video sintesi che speriamo possiate gradire nella sua semplicità. Le immagini riportano dei richiami ad alcune delle principali tecnologie per la progettazione, la prototipazione e la produzione nei più disparati settori industriali, gli strumenti oggi a disposizione per i più creativi, per coloro che sentono di voler esprimere il proprio genio e le proprie abilità attraverso tecnologie di spessore. Si va dai sistemi di automazione, robotica e intelligenza artificiale, passando per la meccatronica, i sistemi di misura, la scansione 3d, la prototipazione rapida, la stampa 3d, il taglio laser, lo stampaggio di metalli, plastiche e gomme, la fonderia… fino alle macchine a controllo numerico, i sistemi automatizzati per la saldatura e le sfide tecnologiche del futuro. Hanno partecipato, infatti, anche gli studenti del Team H2politO del Politecnico di Torino con i loro ammirabili prototipi di vetture (ora anche con tecnologia Range Extender di cui abbiamo parlato in più occasioni su questo Blog) di cui offriremo maggiori approfonditamente negli appositi articoli che stiamo preparando (anche per le voci “Motori elettrici, Motori a idrogeno, Motori Range Extender” della sezione Automotive alternativo del sito dedicato al nostro LAB Motorsport www.ralph-dte.net).

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Arte e Tecnologia si fondono insieme Arte e Tecnologia si fondono insieme Automazione Robotica Intelligenza artificiale Automazione Robotica Intelligenza artificiale Prodotti della fonderia Prodotti della fonderia Prodotti della fonderia Fresatura a controllo numerico Fresatura a controllo numerico Fresatura a controllo numerico Fresatura a controllo numerico Microscopio elettronico Microscopio elettronico Motorsport Aprilia RSV4 Superbike Dallara Renault GP2 Dallara Renault GP2 Musetto Dallara in Carbonio Progettazione, prototipazione e produzione Progettazione, prototipazione e produzione Progettazione, prototipazione e produzione Progettazione, prototipazione e produzione Progettazione, prototipazione e produzione Progettazione, prototipazione e produzione Progettazione, prototipazione e produzione Prototipazione a controllo numerico - Fresatura su schiuma poliuretanica Scansione 3d Scansione 3d Scansione 3d Scansione 3d Sistemi di automazione - Pneumatica Sistemi di misura Sistemi di misura Tecnologia Range Extender - Meccatronica Tecnologia Range Extender - Meccatronica Tornitura a controllo numerico - CNC Tornitura a controllo numerico - CNC Tornitura a controllo numerico - CNC Tornitura a controllo numerico - CNC

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eBike: scheda tecnica prototipo Ralph DTE EBK Endurance

Scritto da Ralph DTE il 24 Marzo 2014

Scopo del progetto
Non si tratta di un prodotto destinato alla vendita anche se, tramite “www.Berardi-Store.eu” (partner ufficiale di questo Blog), vengono vendute tutte le componenti necessarie per realizzare autonomamente biciclette elettriche da strada a norma di legge e biciclette da competizione o per esigenze speciali. Ci serviamo di questi prototipi al fine di studiarne ogni minimo dettaglio e poter sfruttare il bagaglio di conoscenze maturato di volta in volta per dedicarci ad applicazioni più particolari di cui avremo modo di parlare meglio in seguito. Siamo in grado di trarre da questi progetti centinaia di dati da studiare e soluzioni a numerose problematiche tecniche dei veicoli puramente elettrici ed ibridi non necessariamente solo a due ruote (biciclette, trike, tandem, citybike, mountainbike, moto enduro, moto da corsa, ecc.) ma anche a quattro ruote (kart, piccole FSAE, Formulini, ecc.). Ralph DTE EBK Endurance non nasce per offrire prestazioni brucianti bensì per una elevatissima autonomia ed una altrettanto elevata affidabilità di marcia, nasce quindi, come dice il nome, per prestazioni di durata.

Motore
Elettrico di tipo brushless;
installazione nel mozzo ruota;
trasmissione diretta;
efficienza 86%;
alimentabile da 24V a 72V;
potenza erogabile impostabile elettronicamente nel range tra 250Watt e 2000Watt;
coppia massima sviluppata 80Nm;
3 hall sensors (temperatura motore °C, velocità motore giri/min, coppia motore).

Gestione elettronica
Display per la visualizzazione di tutti i parametri del powertrain (velocità media, velocità istantanea, velocità massima, tensione minima, tensione istantanea e tensione massima, corrente istantanea, corrente massima, Watt erogati, Watt di picco, Wh consumati, Wh/km, Wh rigenerati, Ah consumati, Ah rigenerati, % rigenerazione, km percorsi… ecc.. Impostazione della potenza massima erogabile, impostazione della velocità massima raggiungibile, impostazione della pedalata assistita, ecc..).
Controller 36-72Volt 40A con gestione della rigenerazione dell’energia in frenata/rilascio su vari livelli.
Elettronica di gestione del pacco batterie (funzioni di controllo, protezione, datalogging, elaborazione dati…).
Due sistemi di datalogging.
Analogger.
Due collegamenti satellitari.
Un sistema telemetrico per la dinamica del veicolo.
Sistema di diagnosi.

Pacco batterie
36Volt - 50Ah ai litio polimeri;
costituito da 250 celle di cui 10 in serie e 25 in parallelo per ogni fila.
Protezione da corto circuito, sovratensione, sottotensione, sovratemperatura, scariche eccessive.
Bilanciamento passivo delle celle in carica/scarica.
Rilievo di tutti i dati elettrici e delle condizioni di funzionamento.
Tracciamento di tutti i dati in relazione al percorso ed alle mappe tracciate dal GPS.
Sistema di diagnosi.

Controlli
Acceleratore mediante potenziometro lineare 0-5Volt.
Sensore di coppia nella guarnitura dei pedali.
Possibilità di switching da PAS a eBike.
Connessione del powertrain al computer mediante cavo seriale RS232 o USB.
Cruise control con possibilità di variazione dei valori +/-.
Cut-off/eBrake.

Ciclistica
Telaio monoammortizzato o biammortizzato.
Cerchione posteriore rinforzato 28″ (700C) per i carichi apportati dal powertrain.
Raggi rinforzati e tagliati a misura per ospitare il motore elettrico.
Pneumatici con corpo rinforzato e basso numero di tele per pollice.
Camere d’aria rinforzate.

Implementazioni a breve termine
Sistema frenante a disco anteriore da 210mm.
Sistema frenante a disco posteriore da 180mm.

Prestazioni
Velocità massima in puro elettrico: 56.7 km/h
Velocità massima in pedalata assistita: 25 km/h
Potenza massima in puro elettrico: 2000 Watt
Potenza massima in pedalata assistita: 250 Watt
Coppia massima: 80Nm
Corrente massima: 50A
Accelerazione da 0 a 25 km/h: dato disponibile a breve
Accelerazione da 0 a 50 km/h: dato disponibile a breve
Autonomia in puro elettrico: c.a. 50 km
Autonomia in pedalata assistita: c.a. 200 km

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eBike: test #1 prototipo Ralph DTE EBK Endurance
eBike: scheda tecnica prototipo Ralph DTE EBK Endurance
eBike: scheda tecnica prototipo Ralph DTE EBK Performance
eBike: test #2 prototipo Ralph DTE EBK Endurance

Motore prototipo eBike Ralph DTE EBK Endurance

Non è affatto facile risolvere le innumerevoli problematiche tecniche che si celano
dietro la realizzazione di una buona bicicletta elettrica DIY, ma quando si parte e si
va ogni sforzo è ripagato e la sensazione di libertà che si prova è indescrivibile.

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eBike: test #1 prototipo Ralph DTE EBK Endurance

Scritto da Ralph DTE il 22 Marzo 2014

Il caso di studio

Questo caso di studio inquadra i problemi cruciali della trasformazione di una bicicletta tradizionale in eBike e si pone l’obiettivo di testare i migliori compromessi tra semplicità di trasformazione, gestione razionale delle masse aggiunte (al fine di non penalizzare la guidabilità), autonomia, prestazioni, economia d’esercizio, ammortamento della spesa sostenuta, scelta di componenti affidabili, scelta delle celle più idonee, scelta dell’elettronica più idonea, scelta dei sistemi di gestione, ecc. Grazie a sofisticate strumentazioni durante l’intero arco della prova verranno rilevati tutti i dati necessari per scrivere un breve ma completo trattato tecnico.

Il test #1 del 2014

Si è concluso da poche ore il primo test del 2014 a bordo del nostro prototipo di bicicletta elettrica studiato per le lunghe distanze: Ralph DTE EBK Endurance. Dopo aver messo a punto in mattinata gli ultimi ritocchi ed aver rivisitato numerosi particolari nelle ultime settimane (utili a risolvere problematiche tecniche legate alla gioventù della prima versione), siamo stati finalmente pronti per affrontare il nostro primo percorso di prova di soli, si fa per dire, 20 chilometri.

I test condotti in un percorso di campagna chiuso al traffico ci hanno permesso di rilevare i primi dati anche se, non appena avremo messo a punto il datalogger, ci sarà più facile fornire maggiori informazioni ed esportare tabelle di dati ed i relativi grafici (compreso anche il percorso tracciato dal GPS che riprodurremo in 3D con l’ausilio di Google Earth). Siamo partiti con una tensione di 41,5 Volt e siamo arrivati, dopo 30 minuti scarsi (comprensivi delle soste per rimediare ad alcuni imprevisti), con una tensione di 40,2 Volt (la tensione nominale è pari a 36 Volt). La massima velocità raggiunta è stata di ben 56.7 km/h, oltretutto mantenuti molto a lungo su percorsi pieni di salite, fango, breccia, buche e quant’altro senza troppo stress a carico dell’intero powertrain. La massima potenza erogata è stata costantemente attorno ai 2 kW eccezion fatta per un picco di 3 kW causato da un sensore di temperatura montato male che ha permesso al motore di “eccedere” oltre il dovuto. Siamo stati in grado di rigenerare durante le frenate ed i rilasci dell’acceleratore il 4,3% dell’energia impiegata per coprire il percorso.

La marcia sulle strade è stata invece limitata al relativo codice impostando il programma di pedalata assistita (250 Watt - 25 km/h) che aziona il nostro motore solo quando viene rilevata una coppia, nella guarnitura dei pedali, generata dal ciclista. Inutile dire che grazie alla sofisticata elettronica di cui è dotato il nostro prototipo nonché alle batterie ad elevate prestazioni, la marcia in pedalata assistita a 25 km/h non ha praticamente mai termine e siamo in attesa di verificare nelle prossime settimane il muro dei 200 km di autonomia (chilometraggio che, ovviamente, cala drasticamente fino a circa 50-60 km se si utilizza il motore costantemente a piena potenza nelle aree dedicate).

Gli imprevisti

Non sono mancati gli imprevisti come la rottura improvvisa di uno dei supporti del pacco batterie (per il quale si è adottato un materiale il cui carico di rottura a trazione si rivelato insufficiente) e la rottura della camera d’aria della ruota posteriore la quale, in seguito all’urto sullo spigolo di un tombino, è esplosa proprio al ventesimo chilometro. Nel primo caso le ripetute accelerazioni e decelerazioni, che provocavano un momento torcente del pacco batterie attorno al telaio, hanno stressato intensamente un supporto in alluminio che ora verrà sostituito con due supporti in acciaio al cromo manganese. Mentre nel secondo caso le strade piene di buche e dissesti hanno messo letteralmente sotto il torchio il piccolo pneumatico (e la relativa camera d’aria) 700 x 35C che era stato scelto per massimizzare l’autonomia. In laboratorio sono già pronti pneumatici specifici per le ebike dotati di spalle rinforzate, camere d’aria rinforzate ed un basso numero di tele per pollice (tpi) aventi questa volta le seguenti misure: 700 x 47C.

I sistemi di bordo

EBK Endurance monta a bordo due sistemi di datalogging per memorizzare tutti i dati legati al powertrain, un sistema telemetrico per il rilievo dei dati di dinamica del veicolo e due sistemi satellitari GPS. Il primo sistema di datalogging fornisce dati con un margine di errore grossolano ma immediatamente visibili su display assieme ad i dati ottenuti dal collegamento a circa una dozzina di satelliti. Il secondo sistema di datalogging invece offre misure estremamente accurate (anche delle cariche realmente utilizzate all’interno delle celle ai litio polimeri, nonchè tutti i dati delle 250 celle che costituiscono il nostro pacco speciale) ma richiede una messa a punto più problematica con l’installazione di un notebook a bordo. Presto saremo in grado di pubblicare più dati delle nostre prove.

La dinamica del veicolo

Per massimizzare l’autonomia si è optato per dei pneumatici 700 x 35C, questi però innescano forti ondeggiamenti quando si superano i 40 km/h sulle sconnessioni. Il motore nel mozzo non genera problemi di sorta in nessuna delle condizioni testate (sia alle andature basse che a quelle alte), mentre il posizionamento del pacco batterie incide abbondantemente sulla maneggevolezza e la sicurezza di guida. I nostri sforzi ora sono incentrati nel trovare la migliore posizione, compatibilmente alle possibilità che abbiamo sui nostri mezzi, al fine di studiare un telaio dedicato ad EBK Endurance che permetta la guida sostenuta anche in condizioni di scarsa aderenza, sconnessioni e persino in sbandata.

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Display dati EBK Endurance

Inizialmente avrei giurato che raggiungere i 60 km/h su una ebike sarebbe stato limitativo in quanto,
quando partecipavo alle gare di Cross Country, raggiungevamo i 70-80 km/h (in discesa) senza troppi problemi
e senza alcun timore. In realtà la differenza di massa, tra le snelle da Cross Country ed una eBike, si sente
e ci si rende subito conto di come sfiorare i 60 km/h sia già un ottimo traguardo dal quale tenersi addirittura lontani.

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Ordinari esempi di straordinaria incompetenza - Parte quarta

Scritto da Ralph DTE il 14 Marzo 2014

Rubrica: Spunti

Titolo o argomento: I comporamenti da evitare per valorizzare il tuo lavoro

La tua moto non esiste

In seguito agli enormi disagi che si vivono sulle strade italiane per mancanza di manutenzione del manto, per le enormi buche ed i dissesti presenti praticamente ovunque, sono stato costretto a prendere una moto usata da enduro perché con quella da corsa non vi è praticamente modo di spostarsi (quella da corsa ora è utilizzabile solo in pista e, forse forse, proprio un male non è…). Così ho scelto una moto in vendita ad un prezzo conveniente per via dei difetti evidenti che accusava. Difetti che conosco bene e che a me costa pochissimo risolvere, sicuramente con qualche bega ma a fronte di un risparmio molto elevato. Pertanto, dato che tra i vari problemi tecnici la moto aveva gli steli della forcella butterati di intacchi che avevano sviluppato eccessi di ruggine (sufficienti per danneggiare i paraoli di tenuta e far fuoriuscire pericolosamente l’olio sul pneumatico ed il disco freno), penso: “Quale occasione migliore per contattare una delle aziende più rinomate in Italia nel settore sospensioni, mi farebbe proprio piacere conoscerli!”. Non l’avessi mai fatto…
Effettuo una prima telefonata e spiego la mia necessità di ordinare degli steli (se li comprassi dal ricambista della concessionaria del marchio costerebbero ben 700,00 Euro mentre ordinati “aftermarket” dalla medesima casa che li produce per il dato marchio, quindi esattamente gli stessi, costano 200,00 Euro circa -abissi del commercio-). Il ragazzo del commerciale, che non era preparato tecnicamente, mi assicura che mi farà richiamare da un tecnico. Passano giorni ma… niente. Richiamo, mi risponde un altro responsabile del commerciale che mi dice che non possono vendermi gli steli ma devo rivolgermi ad un loro rivenditore. Per me va bene lo stesso, così chiedo di indicarmi quali sono i loro rivenditori nella mia zona. A lista ottenuta inizio il giro di telefonate, nessuno (e dico nessuno) dei rivenditori segnalati vuole vendermi gli steli presenti nei cataloghi di questa nota azienda italiana che si occupa di sospensioni. La cosa mi stranisce, non ne capisco il motivo… ma presto capirò.
Così chiedo ad un rivenditore se, per una volta, può farmi una cortesia. Questo signore molto gentile decide di accontentarmi e mi chiede però di risalire al codice prodotto perchè lui non ne vuol sapere di fare un solo passo in più dell’ordine. Richiamo questo fornitore di sospensioni e chiedo il codice prodotto. Non me lo sanno dare, sembra quasi che non sappiano di cosa parlano, ma il colmo dei colmi arriva quando affermano che la mia moto “non esiste”. Dico io: “Come non esiste? Ce l’ho qui davanti, ti giuro, si chiama così, guarda vedo un attimo il libretto… sì sì, si chiama così!” Niente da fare, non ci sono ragioni, insistono a dire che mi sto sbagliando e che la moto non esiste. Sono forse matti? Insomma senza un codice prodotto e con dei referenti che credono che la mia moto non esista, non posso fare l’ordine.
Provo a rivolgermi ad un altro rivenditore spiegando l’accaduto, anche lui molto gentile prova a trovare una soluzione e mi dice che se smonto gli steli lui li spedirà a questo noto fornitore di sospensioni che a sua volta li spedirà presso l’azienda che li produce nel nord Europa. Sostiene che in questo modo li troveranno sicuramente ma c’è da attendere oltre due mesi ed in più c’è un grosso rischio che vadano persi. ???.
Ovviamente non se ne parla dato che sono già passati 4 mesi (sì 4 mesi, assurdo) da quando è iniziato il calvario per ordinare questi benedetti steli da questi “rinomati”. Decido a tal punto di disturbare una delle mie fonti esperta sul tema e scopro chi produce questi steli sia per il marchio della mia moto sia per i kit aftermarket. Contatto direttamente il loro partner per l’Italia il quale risale al codice prodotto nel giro di 1 minuto semplicemente con una mia descrizione telefonica (e facendo notare che i tappi superiori hanno un fermo a coppiglia e non a vite). Nel giro di tre giorni, gli adorati steli sono in laboratorio da me in un imballo fantastico superimbottito a prova d’urto. Ma non solo, avendo saltato l’altro distributore per l’Italia (quello rinomato) li ho pagati ancora meno e nessuno ha mai sostenuto di non potermeli vendere. E’ evidente che qualcosa non torna.

Consiglio: Siamo nell’assurdo, un campo nel quale non mi sento di dire nulla. Avete già compreso tutto da soli. Certo è che quando si gestisce un’azienda in questo modo, non si possono dar colpe alla crisi se nessuno ti cerca più.

Quel preventivo che puzza di… furbizia

Questa volta non dirò in che nazione si trova l’azienda che ho contattato; questo perchè mi rendo conto di quale influenza possano avere molti dei miei articoli sui lettori e non vorrei pertanto essere frainteso in modo da scongiurare la possibilità che si tenda a fare di tutta l’erba un fascio. Posso solo dire che ho molti altri rapporti con altre aziende della medesima nazione e problemi come quello che vado a raccontarvi non ne ho mai avuti.
Ho chiesto il preventivo per una serie di profili metallici ed in composito utili per una piccola costruzione meccanica. Tempestivamente nel giro di 24-48h mi arriva un pdf allegato in una email contenente la lista di parti richieste e l’importo totale. Il prezzo è fuori da ogni ragione, circa 3000,00 Euro. Conosco il valore delle parti richieste così, abbastanza stranito dalla cosa, ricontatto l’azienda dicendo che non ho mai ricevuto un preventivo con il solo importo totale e che desidero mi venga elencato il prezzo al metro e totale di ogni profilo nonché di tutte le parti di giunzione meccaniche. Passa qualche altro giorno, arriva un nuovo pdf e, miracolo dei miracoli, il totale dell’intero materiale richiesto era sceso a 900,00 Euro (Euro più, Euro meno). Ma che furbacchioni.

Consiglio: Se vi ritenete onesti non prendete mai un vostro cliente per scemo, anche se questo sembra un bonaccione, anche se sembra tante altre cose. In ogni caso, non fatelo. Se il cliente si accorge di una vostra furbata avete chiuso sia con lui sia con molti altri, specie nell’era di Internet dove una notizia può fare il giro del mondo in pochi secondi.

Non portatelo fuori dagli schemi

Ho contattato un’azienda statunitense per ordinare della parti per una mia macchina a controllo numerico. L’azienda mi fa notare che non spedisce in Italia (ma questo lo sapevo già) così avanzo subito la mia proposta di mandargli il mio corriere personale per il ritiro e questo penserà autonomamente all’iva, allo sdoganamento, ai dazi doganali e, ovviamente, all’intera spedizione. In sostanza ho semplificato all’ennesima potenza il lavoro per questi fornitori ai quali ho chiesto semplicemente due cose: scrivere sull’esterno dell’imballo il contenuto e consegnare la fattura allo spedizioniere anziché inserirla nel pacco. Per questo due banalità sono andati tutti in tilt, hanno iniziato a dirmi che questo è fuori dalla procedura, che era troppo complicato, che queste cose non le fanno… Quando poi ho chiesto loro cosa ci fosse di difficile, hanno preferito chiudere il discorso dicendo che forse i loro prodotti non fanno al caso mio. Ammazza come sono vincolati!! Da quando ho rapporti con buona parte del mondo sto coltivando una nuova stima per l’Italia. Nonostante i nostri problemi endemici e radicati, a mio avviso, siamo comunque i più forti sotto molti punti di vista tra cui la creatività, la flessibilità e la capacità di far fronte ai problemi di più svariata natura.

Consiglio: C’è poco da consigliare, non credo ci sia un solo italiano che rinuncerebbe ad una vendita perchè la procedura esce dagli schemi (soprattutto per dei dettagli così banali).

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Stelo forcella moto enduro smontato in ogni sua parte

Steli come quello in figura non esistono, la moto che li monta nemmeno… :-)

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Impianti inverter per climatizzatori Dometic Waeco - Berardi Store

Scritto da Ralph DTE il 14 Marzo 2014

Berardi Store

BerardiStore

Vendita e assistenza autorizzata Electrolux Dometic Waeco DEFA

Elettrodomestici, elettronica e utility Hi Tech per la Casa, il Camper, la Nautica e Professional per i settori indicati di seguito:

Settore alberghiero, ristorazione e catering
Settore automotive
Settore automotive alternativo
Settore A/C per autoveicoli, bus, veicoli su rotaia, elicotteri…
Settore grandi impianti
Settore elettronica ed energie rinnovabili
Settore biomedicale
Settore pulizie professionali
Settore tempo libero e avventura
Settore trasporti via terra
Settore trasporti via mare
Settore trasporti speciali
Settore residenziale

Servizio Assistenza e Ricambi caravan motorhome camper barche

Frigoriferi trivalenti ad assorbimento, climatizzatori, generatori, inverter, gruppi frigoriferi, kit fotovoltaici, eBike professionali, accessori di ogni genere…

Costruzione di eBike su misura per il cliente

Motori, gestione elettronica, pacchi batterie, strumenti, accessori, componentistica, sistemi frenanti, kit, progettazione, assistenza tecnica e ricambi…

Aperti soprattutto durante le ferie :D

Sito web: www.berardi-store.eu Contatti: www.berardi-store.eu/contattaci.html

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L’interpretazione di Albert Einstein della crisi

Scritto da Ralph DTE il 4 Marzo 2014

Rubrica: Spunti

Titolo o argomento: Interpretare il lato nascosto della crisi

Di seguito parole d’oro che molto probabilmente avete già letto altrove ma che sono così preziose da non poter non essere presenti anche in questo Blog.

Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo. La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi perchè è proprio la crisi a portare il progresso. La creatività nasce dall’ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategia. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. Chi attribuisce le sue sconfitte e i suoi errori alla crisi violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni. La vera crisi è la crisi dell’incompetenza. Lo sbaglio delle persone e dei paesi è la pigrizia nel trovare soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono i meriti. E’ nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora perchè senza crisi qualsiasi vento è una carezza. Parlare di crisi è creare movimento; adagiarsi su di essa vuol dire esaltare il conformismo. Invece di questo, lavoriamo duro! L’unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla.

Albert Einstein

Con mia piacevole sorpresa ho trovato queste righe su una stampa appesa nell’ufficio di un mio fornitore. Iniziando a leggere è stato per me stupefacente scoprire, via via che percorrevo ogni singola parola, la sorprendete aderenza con pensieri e logiche che ho maturato tramite le esperienze vissute prima della crisi, durante ed ora. Ora che attraversiamo un periodo che “definisco indefinito” perchè, più che una ripresa, sembra uno stordimento dal quale tentiamo di risvegliarci in seguito ad un brutto colpo. Solitamente quando racconto quanto io abbia imparato da questa crisi (l’unica che ho vissuto, eccezion fatta per quella dei primi anni ‘90 che mi mostrò un carattere molto diverso e che, essendo allora bambino, capivo molto marginalmente) suscito reazioni molto variegate delle quali amo apprezzare le sfaccettature per conoscere prospettive differenti dalle mie e creare un canale di comunicazione con i miei interlocutori. Immagino pertanto che sia quanto appena espresso, sia le parole di Einstein, possano generare reazioni altrettanto varie. Ben venga, purché siano utili per “ragionare”. Il ragionamento rende inutile l’uso della forza oppure, se vogliamo, funge da moltiplicatore di coppia, una sorta di grande leva che, sicuramente, ci agevola.

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Quando si ostenta la leadership - Parte seconda: consigli per essere un buon leader

Scritto da Ralph DTE il 21 Febbraio 2014

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Ostentare la leadership o guadagnarsela?

Questo articolo segue da:
Quando si ostenta la leadership - Parte I: vi racconto una storia

Quindi se volete essere dei buoni leader, e con buoni non si intende permissivi e assecondanti ma di valore, potreste tenere presente gli spunti che seguono.

Coinvolgete

Se volete tenere un gruppo unito solidamente, lasciate che le vostre idee siano spunto di discussione, argomentazione, dubbi, chiarimenti, approfondimenti e quant’altro. Non osservate simili comportamenti come un pericolo ma come un’occasione per sapere a cosa punta il gruppo, quali aspettative ha, dove vorrebbe arrivare ed in che modo. Certo la coperta è corta, copri qualcosa e si scopre qualcos’altro, è comprensibile, ma il coinvolgimento tiene un gruppo più compatto, attivo e interessato. Rende tutti più partecipi e aumenta la voglia di fare e la produttività perchè tutti si sentono utili e sentono di contare qualcosa e di esser parte integrale di un meccanismo che porterà un vantaggio, un’utilità, un risultato sperato.

Ascoltate

Chi è intorno a voi sta comunicando con voi anche se non parla. Quando siete davanti ad una lavagna luminosa, un proiettore, una cattedra, chi si trova davanti a voi vi parla anche in silenzio, basterebbe ascoltare. Potreste avere qualcuno che si distrae, qualcuno che sbadiglia, qualcuno che è intento a fare altro, qualcuno perso con lo sguardo nel vuoto. Tutti segni che voi, leader o presunti tali, state parlando, parlando, parlando… ma non state ascoltando chi avete davanti. Queste persone nel vostro gruppo diventano poi inutili o scarsamente produttive e voi stessi diventate inutili per loro. Andrebbe invece compreso che in lavoro/gioco di squadra ogni singolo elemento è essenziale e andrebbe sfruttato al massimo per trarne il meglio.

Fate partecipare

Durante l’esposizione delle direttive che mandano avanti un progetto o delle vostre idee, mettetevi in discussione da soli. Chiamate alla cattedra anche i vostri interlocutori, fategli esprimere le loro idee ed i loro punti di vista, le loro ansie, le loro perplessità, i loro dubbi. Insomma date modo agli altri di sentirsi partecipi e di sentire che ciò che vogliono comunicare conta. Se hanno timore, siate dei “buoni leader” e portateli senza che nemmeno se ne rendano conto ad esprimersi rafforzando in loro la coscenza che sono utili tanto chi li guida, conferendo così sicurezza e tranquillità generale.

Confrontatevi

Proponete pure la vostra idea come idea prevalente (ovviamente se siete gli autori di un’idea e se siete voi a pagare un progetto, se siete voi i proprietari dell’impresa e se siete voi a rischiare… non vi è nulla di male) ma entrate nell’ottica che non ha molto senso portare fino in fondo, e ad ogni costo, un’idea solo perchè si è i leader. Se qualcosa può essere migliorato ben venga. Se poi si è consci che un’idea proposta dal gruppo può esser valida ma la si ignora per rivendicare la propria autostima ed il proprio predominio, beh allora la strada per diventare dei leader validi è ancora lunga.

Non scaricate le vostre responsabilità sugli altri (specie sugli assenti)

Non fatevi forza chiamando in causa terzi che sono ignari delle vostre intenzioni ma fondatevi su vostre ragioni personali, solide, provate quasi al punto da essere incontrovertibili (ovvero ne dovete essere proprio certi) e poi apritevi all’idea che ciò non combaci con le altrui idee, impressioni, punti di vista. Apritevi quindi al dialogo ed al pensiero che, forse, anche se vi sentite dalla parte del giusto, potreste non stare agendo esattamente nel modo più giusto.

Riconoscete i ruoli

Ci sono persone che sono naturalmente portate per la leadership, altre che sono dotate di un innato talento nei rapporti umani e riescono a rappresentare egregiamente le sensazioni di un gruppo, di una collettività, di una massa o semplicemente di un’azienda. Altre ancora sono abili nelle questioni tecniche e non sono interessate alla gestione. Ci sono poi le persone con notevoli doti organizzative, altre che sono abili nel portare a compimento un incarico e finalizzano, altre ancora che hanno metodo nel risolvere i problemi o nell’affrontare difficoltà. Ognuno a modo suo è portato per qualcosa e sa fare o imparare a fare qualcosa meglio di atre cose e meglio di altre persone. E’ inutile che tenete in disparte una persona di cui avete riconosciuto le competenze, servirà solo a creare un nuovo concorrente, una nuova difficoltà per voi. Tenetele strette a voi le persone che dispongono di una qualche capacità. Fatelo però in modo sincero apprezzando chi avete davanti e non cercando solamente la sua utilità altrimenti costui/costei se ne accorgerà e migrerà prima o poi dove può sentirsi apprezzato/a.

Date un valore ai ruoli

Per fare un esempio, molti non si rendono conto di quanto sia importante la comptenza di una persona anche in ruoli considerati minori: saper fare una telefonata, sapere intrattenere un cliente, saper dare un appuntamento, saper fare l’imballo di un prodotto che verrà spedito all’estero e che potrebbe alterare i rapporti con un’azienda se il suo contenuto arrivasse danneggiato, sapere il materiale che occorre per fare un determinato lavoro, saper tenere un magazzino efficiente, saper effettuare una lavorazione su una materia prima, ecc. ha senza dubbio un’importanza analoga alla realtà che rappresentate (nella serie di articoli “Ordinari esempi di straordinaria incompetenza” credo di aver ben illustrato che aziende considerate “leader di un settore” possono tranquillamente essere mal gestite/organizzate senza nemmeno accorgersene. Questo per dire che ci sono ruoli spesso sottovalutati che, se fatti a dovere, hanno la stessa importanza del marchio che rappresentano. Certo non è quello che prepara un imballo che rischia i propri capitali nell’impresa e non può trarne gli stessi vantaggi di colui che ha dato vita ad una realtà mettendoci tutto sé stesso. Naturale. Però riconoscere l’importanza dei ruoli minori e avvalorarli debitamente rende migliore l’intera impresa e l’aria che tirerà sarà sicuramente più salubre (con tutte le conseguenze positive che questo comporta).

Ostentare la leadership o guadagnarsela?

Diciamoci la verità, non di rado si fantastica sul fascino di poter essere leader. Il problema è però che non ci possiamo autoproclamare leader. E’ chi ci sta intorno a sceglierci come tale perchè riconosce le nostre capacità, le nostre competenze e, fattore primario nella stragrande maggioranza dei casi, il nostro carisma. Essere leader non è così bello come si pensa, o meglio, essere un vero leader non è così bello come si pensa. Perchè? Perchè richiede un impegno superiore ai propri collaboratori ed al gruppo in generale, richiede responsabilità superiori, richiede la necessità di operare scelte e farsi carico delle conseguenze, comporta una dose di stress extra che alla lunga può ledere la qualità della propria vita, richiede severità e disciplina, la consapevolezza che si sta dando l’esempio (buono o meno che sia) e la consapevolezza che se anche una sola volta vi mostrerete dei giullari nessuno più vi seguirà o, nel peggiore dei casi, vi rispetterà. Come in ogni cosa, ci sono i vantaggi e ci sono gli svantaggi che alla lunga possono pesare. E’ per questo che un vero leader sa anche quando è il momento di “abdicare” e lasciare il posto a qualcuno più fresco, più evoluto, in grado di aggiornare o, se necessario, rivoluzionare i precedenti metodi. Essere troppo attaccati alla posizione di leader potrebbe nascondere degli interessi particolari, sostituire un leader con una figura diversa che fa riferimento sempre allo stesso, anche.

Conclusioni

In seguito alla vicenda menzionata nel primo articolo ho poi scoperto essere stato un bene il mio allontanamento dal progetto. La vicenda ha innescato una serie di conseguenze positive per me che, inizialmente, preso dal dissenso, non avevo colto. Ci sarà occasione di raccontarle in seguito con un articolo che spero si riveli per il lettore stimolante e con quel pizzico di provocazione qua è là che rende più arzilli e reattivi alle sollecitazioni.

Link correlati

Quando si ostenta la leadership - Parte I: vi racconto una storia
Quando si ostenta la leadership - Parte II: consigli per essere un buon leader

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Si diventa un vero leader quando chi interagisce con te ti riconosce come tale.
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