Ralph DTE

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Archivi per Settembre, 2008

Anche con la pioggia è possibile.

Scritto da ralph-dte.eu su 17 Settembre 2008

Controllo trazione MotoGP

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Tutti quei cavalli su un asfalto così e non cadere, è possibile? Certo! Innanzitutto si interviene sulla ciclistica riducendo il precarico e regolando la compressione della forcella in modo che lo sforzo (Newton) per comprimerla sia minore. Viaggiando a velocità più contenute e quindi con una minore quantità di moto (p=m*v ovvero quantità di moto=massa x velocità), l’inerzia da smorzare nelle decelerazioni sarà minore e, avere una moto troppo rigida servirebbe solo a far bloccare la ruota anteriore persino a moto diritta. Un maggiore affondamento della forcella permette di smorzare le forze in gioco senza gravare troppo sulle gomme. In staccata infatti, non è solo la forcella ad assorbire la frenata ma anche la deformazione della gomma anteriore che trasforma la sua pianta a terra.

Successivamente si regola la centralina e, più precisamente, la gestione dell’erogazione. Si sceglie una mappatura che, paradossalmente, dia meno potenza alla moto, ma soprattutto, meno coppia motrice. La ruota posteriore dovrà accompagnare la moto in accelerazione il più dolcemente possibile ma allo stesso tempo nel modo più efficace e quindi in abbinamento ad un traction control sul quale andremo ad impostare una velocità iniziale di intervento in m/s più bassa (ossia entra in funzione a velocità minori che sull’asciutto e con leggi matematiche di taglio differenti) e la percentuale di slittamento permesso (generalmente si tratta di un valore compreso tra il 5 ed il 10%). Questi parametri variano in un grafico tridimensionale sul quale sono presenti, in alcune moto, anche i valori del giroscopio che si trova  a bordo e che comunica di quanti gradi la moto è piegata e che accelerazione ha in quel momento.

Questi dati in concomitanza con il sensore del gas che comunica alla centralina quanto in percentuale è aperta la manopola, e con il sensore giri ruota posteriore, vengono elaborati in pochi millisecondi da una centralina delle dimensioni di un cellulare per stabilire come la potenza dovrà essere scaricata a terra e con quanta coppia.

Infine, ma non per questo meno importante, forse non tutti sanno che le gomme in mescola del motomondiale sono trattate con prodotti adesivi. Significa che oltre al grip meccanico offerto dalle mescole ultra tenere da GP (con opportuni intagli drenanti in caso di pioggia), vi è un aumento di grip dovuto all’effetto appiccicoso di questi prodotti, tra gomma e suolo… Non male per una moto che viene rilasciata solo in leasing annualmente e solo se sborsi oltre un milione e mezzo di dollari l’anno (sempre di leasing). :)

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Ferrari Pininfarina

Scritto da ralph-dte.eu su 15 Settembre 2008

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Cambio al volante per il kart

Scritto da ralph-dte.eu su 15 Settembre 2008

Ecco un interessante video che mostra l’efficacia delle rapide cambiate del dispositivo elettroattuato per i cambi sequenziali dei kart. Il fatto che il pilota non debba mai togliere le mani dal volante, gli permette di essere maggiormente concentrato e di riuscire a controllare meglio il mezzo e con un minore dispendio di energie. Su un mezzo che richiede una buona forza fisica per essere governato, avere entrambe le mani sul volante sempre evita di affaticare asimmetricamente il corpo.

Ci è stato segnalato che il dispositivo di tanto in tanto salta qualche cambiata ma senza compromettere alcuna prestazione. In una giornata di test l’evento si è verificato solo un paio di volte. Nelle varie valutazioni da fare c’è da considerare l’aumento di peso del veicolo e d’altra parte una migliore costanza nella guida e resa nei tempi sul giro.

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Non vedrete mai questo…

Scritto da ralph-dte.eu su 14 Settembre 2008

Se ne venderebbero tanti, tantissimi, più di tutti gli altri… Economicamente sarebbe buona cosa da un lato. E allora? Qual è il lato negativo?

La Ferrari è nata sul sogno delle auto da corsa di eccellenza. Prodotti raffinati, unici, eccellenti. Il suv è una fase molto commerciale del mercato. Passerà.

Inoltre produrre qualcosa di molto commerciale, svaluterebbe tutto il resto della produzione specialmente l’usato in quanto assomiglierebbe ad una forma di debolezza, un tentativo di incrementare i profitti (sicuramente molto importante per sostenere i costi in F1, e i costi di ricerca e sviluppo non c’è dubbio) a tutti i costi. Purtroppo non penso sia una buona carta da giocare. I risultati fiorenti immediati non giustificherebbero le perdite future. Bisogna guardare molto in avanti nel futuro se si fa parte di aziende storiche come questa. Il costo opportunità del capitale nel caso non si produca un simile mezzo, sarebbe, a mio avviso, nettamente a favore delle Industrie Ferrari di Maranello.

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Fotomontaggio - Compositing di base

Scritto da ralph-dte.eu su 14 Settembre 2008

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Volendo presentare una nuova grafica per una delle vetture con cui corriamo nei campionati virtuali di LIVE FOR SPEED (www.lfs.net) abbiamo deciso di approfittarne per un semplice articolo di grafica e fotografia…

Abbiamo inserito la nostra vettura all’interno di una foto che rappresenta un capannone con struttura a traliccio. Abbiamo inserito luci, ombre, riflessi e qualche maschera per un maggiore realismo…

Foto originale a sinistra: E’ presente il capannone e la luce in alto a sinistra.

Foto elaborata a destra:

  • E’ stata aggiunta la vettura in questione eseguendo lo screen shoot del modello 3d facendo attenzione che le angolazioni della pavimentazione del 3d e del capannonne fossero il più coincidenti possibile. Una volta ottenuta l’angolazione desiderata, è stato eliminato lo sfondo della vettura 3d per poterla sovrapporre all’immagine del capannone Questa operazione è stata semplificata dal fatto che il 3d dell’auto  si trovava in una scena con sfondo verde brillante. Questo tipo di sfondo ha permesso di ottenere lo stesso effetto del chroma key. Nello specifico: fotografando o filmando un oggetto che si trova davanti ad un telo o ad una vernice o ad una luce per chroma key, è possibile eseguire la sottrazione del colore verde (o blu) con una semplice operazione di keying (di cui troveremo informazioni specifiche alla pagina GRAFICA E INTRATTENIMENTO di questo BLOG una volta che avremo terminato un set che stiamo realizzando). Quindi, tornando a noi, viene da se che qualunque cosa filmiamo o fotografiamo davanti ad una superficie per chroma key, può essere sovrapposta come livello nel COMPOSITING che stiamo andando a realizzare (si tratta di un esempio al quanto banale di compositing ma ci sembra opportuno iniziare a raccontarvi partendo dagli strumenti e dagli esempi basilari per arrivare gradualemente al professionale).
  • La vettura si trova nella scena ma non basta. Bisogna creare luci e ombre che diano il massimo realismo; se necessario anche dei riflessi. La luce in alto a sinistra è stata messa in evidenza grazie agli effetti di rendering di Photoshop (riflesso lente). Questo effetto sottolinea la presenza di quella luce nella foto anche se nella realtà la videocamera o la macchina fotografica con opportuni filtri polarizzatori non avrebbe sofferto così tanto di quei riflessi. L’errore può essere volutamente fatto per sottolineare un dettaglio o per rendere la scena più realistica e amatoriale.
  • La presenza di quella luce in alto a sinistra inoltre ci fa aggiungere un livello che rappresenta l’ombra più scura davanti la vettura. E’ molto semplice realizzare un’ombra: una volta aggiunto un livello vuoto si traccia un segno nero con il pennello per poi dargli un movimento ed un’opportuna sfumatura con lo strumento sfumino.
  • Ancora maggiore realismo è dato dalla presenza di un’ombra sul posteriore dell’auto e che viene proiettata da una luce che nella scena non si vede ma che ipoteticamente si trova in alto a destra. Questa volta però l’ombra in questione ha un’opacità minore e si vede appena perchè c’è, ma il faro molto più forte in alto a sinistra la sminuisce.
  • E’ stato aggiunto un riflesso che specchia la vettura in basso come se ci fosse una chiazza d’acqua sul parcheggio. In effetti potrebbe eserci umidità già nella scena reale oppure come facciamo in molti, potremmo aver gettato qualche secchiata d’acqua sotto l’oggetto da fotografare proprio per generare volutamente quel riflesso. Naturalmente, pensando a questo, in photoshop abbiamo creato un livello specchiato della vettura al quale abbiamo ridotto l’opacità e sul quale abbiamo operato una normale sfumatura andando (nella realtà) l’immagine a perdersi nella profondità del riflesso.
  • Anche l’atmosfera è stata ritoccata con un riflesso azzurrino a sottolineare il carattere della scena di notte e con strisce di bagliori chiari a sottolineare le luci in movimento in una serata di festa. I bagliori chiari sono stati realizzati con lo stesso metodo delle ombre e quindi partendo da segni chiari e disordinati fatti con il pennello, arrivando sino alla sfumatura con lo strumento sfumino per poi concludere con la regolazione di opacità e riempimento e, volendo, con il metodo di sovrapposizione selezionabile accanto alla casella di opacità presente sulla finestra livelli (F7).

Ricapitolando per le tecniche di base gli unci strumenti sui quali occorre prendere confidenza per iniziare sono:

  • La gestione dei livelli (F7)
  • Gli strumenti pennello, sfumino e lo strumento sfuoca
  • il metodo di fusione dei livelli

Se scrivi PHOTOSHOP in alto nella casella “cerca” ti comparirà una lista di supersintesi relative all’uso di photoshop. Semplici e veloci guide molto interessanti.

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Risaltare uno screen shoot di un REPLAY con Photoshop

Scritto da ralph-dte.eu su 14 Settembre 2008

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Foto a sinistra: Scatto Originale. Ricordiamo che su pc con windows si ottiene premendo STAMP; su MAC che usa windows per mezzo di BOOT CAMP, si ottiene premendo F14 ed in infine su MAC OS X Tiger / Leopard si ottiene premendo: mela+shift+3 oppure mela+shift+4. In particolare sul simulatore di guida avanzato Live for Speed, per ottenere un buon screen shoot è fondamentale far scomparire dalla schermata tutte le informazioni circa strumentazione e dati ausiliari prendo: SHIFT+F. A schermata pulita potete effettuare il vostro scatto mettendo PAUSA nel momento che desiderate e attendendo pochi istanti che la scritta PAUSA scompaia per qualche breve istante. Non solo, premendo SHIFT+U appare una sorta di regia da cui è possibile cambiare le angolazioni di scatto, la profondità di campo, l’inclinazione, la rotazione e l’altezza della camera. Dopo aver premuto SFHIT+U, premete SPAZIO per visualizzare i fattori regolabili.

Foto a destra: Scatto elaborato. Per dare un maggior senso di realismo basta osservare le foto professionali che sono presenti sulle riviste di motori un paio di giorni dopo le gare (Auto Sprint ecc…). I soggetti (Auto, moto, kart…) sono a fuoco mentre lo sfondo no. Questo perchè il fotografo segue lo spostamento del mezzo proprio per metterlo a fuoco, muovendosi alla sua stessa velocità. Infatti se l’obiettivo della macchina fotografica e l’auto da corsa si muovono alla stessa velocità, si comportano “come se” si trovassero in un sistema di riferimento solidale ovvero come se entrambi fossero fermi in uno studio cioè senza alcuna differenza di velocità tra loro. La differenza di velocità in questo modo si viene a creare solo tra l’obiettivo e lo sfondo della foto. Quest’ultimo nella realtà è fermo, mentre il fotografo sta muovendo l’obiettivo con la stessa velocità dell’auto; pertanto vi è differenza di velocità tra macchina fotografica e sfondo e si viene a creare quella sfuocatura di movimento che noi, su una rielaborazione digitale come questa, andremo a creare con strumenti del tipo “sfuocatura movimento” dopo aver selezionato l’area che intendiamo sfuocare.

Evidenziare il soggetto: Possiamo evidenziare maggiormante il soggetto andando a creare una maschera di livello che sovrapporremo sul livello base opportunamente sfuocato. Si tratta di creare un livello nuovo, assegnargli un colore scuro coprendolo tutto; successivamente andremo a selezionare e sfumare l’area attraverso la quale vorremmo che si vedesse sotto il soggetto auto. Una volta tagliata l’area in eccesso, tra le opzioni del livello che siamo andati a sovrapporre, andremo a scegliere “sovrapponi” (solitamente la vedrete posizionata su normale) e seguiteremo con il regolare opacità e riempimento. I comandi citati sono tutti vicini e facilmente rintracciabili premendo F7 che farà comparire la finestra dei livelli con i relativi strumenti.

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Ferrari Enzo - Mc Laren F1

Scritto da ralph-dte.eu su 10 Settembre 2008

Enzo di razza sì ma con classe

Mc Laren Nuda cruda spartana

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Ecco come rendersi conto della differenza…

Scritto da ralph-dte.eu su 10 Settembre 2008

F1 a confronto con Bmw M5

Adrenalina

La differenza di prestazioni ovviamente non è dovuta solo ai 300 cv di differenza tra le due vetture che, dato il diverso impiego dei veicoli non sarebbe nemmeno moltissima, ma al peso quasi triplo della M5 rispetto alla F1, alla larghezza delle gomme, che nella f1 è tale da favorire lo smaltimento di temperature ben più elevate rispetto ad una stradale favorendo la percorrenza delle curve a velocità molto più alte; al baricentro nettamente più basso di una f1 che permette accelerazioni laterali notevolmente più grandi ed infine alle proprietà aerodinamiche dei due veicoli. Mentre la prima si schiaccia a terra sempre più al salire della velocità, la stradale si trova in condizioni di aderenza sempre più precarie sottolineate dai notevoli sovrasterzi che abbiamo visto compiere alla donna pilota. Inoltre il fondo rasente l’asfalto della f1 permette di sfruttare meglio gli effetti deportanti al crescere della velocità . Cosa impossibile su vetture stradali.

Eh già quei bei profili sul pararti posteriore di alcune compatte per i giovani, sono solo: MARKETING. Ecco un altro motivo che esplica la necessità di questo Blog di abbracciare più tematiche in stretta connessione tra loro.

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La seconda parte dell’articolo fondamentale…

Scritto da ralph-dte.eu su 10 Settembre 2008

Teoria degli accostamenti

di Raffaele Berardi

Parte seconda (giochi di matematica)

Risposta ai punti 1-2 della “parte prima”

Se un violino suona la stessa nota del diapason, quello che emette è un suono costituito da una frequenza fondamentale data dalla lunghezza totale della corda, più le frequenze delle armoniche date dalle varie frazioni della lunghezza della corda. Ogni strumento genera armoniche proprie. Quando fai vibrare un diapason invece, quello che ottieni è un’onda sinusoidale perfetta e pura.

Fourier dimostrò che suonando una gran quantità di diapason si possono riprodurre tutte le onde fondamentali e le armoniche prodotte da un’orchestra. Ogni diapason un’onda. Potresti essere bendato davanti a due orchestre: una costituita da strumenti e una da soli diapason, e non accorgerti di alcuna differenza. Ma qual è il legame con un CD di oggi?Il legame sta nel fatto che questa logica fu usata per riprodurre ogni tipo di suono nel tuo impianto stereo di casa… Un CD contiene semplicemente istruzioni su come far vibrare gli altoparlanti per creare ogni genere di onda sinusoidale. Oggi in pochi sanno questo dettaglio ed in passato nessuno avrebbe immaginato che la matematica avrebbe fatto suonare i nostri stereo o ipod.

Risposta al punto 3 della “parte prima”

Viceversa, la musica, fu usata dai matematici per compensare gli errori sul calcolo della quantità di numeri primi compresi tra 0 e N. Ma questo era solo un appunto e non entriamo nel merito di un discorso così complesso. Serve solo a far capire un altro esempio in cui mondi che sembrano lontani in realtà combaciano perfettamente ma è molto difficile accorgersene.

Risposta al punto 4 della “parte prima”

Possiamo fare moltiplicazioni solo con la calcolatrice? No! anche con il metodo in colonna come ci hanno insegnato alle elementari. E basta? No. Anche con dei disegni… Come? Così:

il numero 123 è raprresentato dalla prima griglia che compare nell’animazione: la prima riga a sinistra è 1, le due righe centrali sono il 2 ed infine le tre righe a destra sono il 3. Stesso dicasi per il numero 321 che compare poco dopo nella seconda griglia con il 3 rappresentato dalle 3 righe a più in basso verso la sinistra, il 2 rappresentato dalle 2 righe centrali ed infine l’1 rappresentato dalla riga più in alto verso la destra.

Unendo, nell’oridne visualizzato nell’animazione, i nodi che si formano, otteniamo direttamente il risultato; naturalmente dove compaiono le “decine” vi è da effettuare il comune riporto cui siamo abituati in tutte le operazioni. Quindi il 14 diventerà 4 e l’1 riportato andrà a sommarsi normalmente all’8 alla sua sinistra. VERIFICATE IL RISULTATO.

Risposta al punto 5 della “prima parte”

Formula uno e legno che legame? Nessuno vi impedisce di farlo voi un legame che susciti interesse, proprio come ha fatto questo ragazzo:

Risposta al punto 6 della “prima parte”

Non sono più riuscito a rintracciare l’immagine che cercavo; posso comunque illustrarvela a parole, si trattava di un’immagine pubblicitaria che mostrava uno scorpione disegnato con le carote e questo per comunicare che il biologico non ti uccide o un messaggio di questo genere…

Risposta al punto 7 della “prima parte”

Cacciavite, sinestesia, assi cartesiani, sono tutti strumenti usati da persone apparentemente differenti: Meccanico, Letterato, Matematico (giusto per fare un esempio). Nessuno vieta che il meccanico scriva poesie e che il suo amico glie le aerografi sulla carena della moto o che gli assi cartesiani vengano usati oltre che dai matematici e dagli economisti anche da qualcuno che vuole rappresentare in essi un suo pensiero:

 

Note conclusive della seconda parte 

Come mai nella risposta al punto 7 ho fatto riferimento alla figura retorica “Sinestesia” quando ce ne sono tante altre che avrei potuto usare? Niente su questi 2 articoli (parte prima e parte seconda) è frutto di un caso.

In letteratura la sinestesia è:

Figura retorica di Significato. Sinestesia: (tipo di metafora) consiste nell’associare in stretto rapporto due termini appartenenti a sfere sensoriali diverse.

In psicologia la sinestesia è:

La sinestesia indica una contaminazione dei cinque sensi nella percezione del percepibile.

Essa indica situazioni in cui una stimolazione uditiva, olfattiva, tattile o visiva è percepita come due eventi sensoriali distinti ma conviventi. Nella sua forma più blanda è presente in molti di noi, basti pensare alle situazioni in cui il contatto o la presenza di un odore o di un sapore evoca un’altra reazione sensoriale (la vista della frutta che è percepita anche come sapore), ed è spesso dovuta al fatto che i nostri sensi, pur essendo autonomi, non agiscono in maniera del tutto distaccata dagli altri.

vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Sinestesia_(psicologia)

Infine quello che voglio dire è: chi ha una mente allenata o sviluppata in questa direzione, può facilmente pensare, costruire, inventare, giocare, divertirsi usando molti più ingredienti di una mente poco allenata. Questo gli permetterà di trarre più vantaggi (a mio avviso) dalle cose che fa nella vita di tutti i giorni e dalle cose che progetta. L’artista per così dire bravo ma al contempo “pazzerello”, asociale, intrattabile, ribelle, è una figura ormai obsoleta (sempre a mio avviso) e rappresenta un uomo che estremizza un lato della sua personalità, presentando al contempo difficoltà assai estese nell’altro. Mi riferisco rispettivamente al lato artistico e al lato sociale di tutti i giorni. Ma questo, lo ripeto, è un mio pensiero e da che mondo e mondo non è legge… :)

continua…

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