Ralph DTE

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Archivi per Ottobre, 2008

Il differenziale di un’auto da corsa

Scritto da ralph-dte.eu su 30 Ottobre 2008

Rubrica: Il setup che fa impazzire - livello base

Titolo o argomento: Generalità su alcune tipologie di differenziali

I differenziali autobloccanti sono realizzati in modo da evitare che ci possa essere un’eccessiva differenza di velocità di rotazione delle due ruote motrici. Il funzionamento avviene in maniera automatica e contrasta il rischio di slittamento in condizioni di scarsa aderenza.

Differenziale autobloccante

Trazione posteriore

In una trazione posteriore il differenziale autobloccante si regola su 3 parametri:

  1. percentuale di bloccaggio in potenza,

  2. percentuale di bloccaggio in rilascio,

  3. precarico.

In questo caso aumentare la percentuale di bloccaggio in rilascio da via via più inserimento in ingresso curva. Esagerare, aumentando troppo questa percentuale, può portarvi sino al testacoda. Aumentare invece la percentuale in potenza offre sempre più inserimento nel momento in qui si va a riaprire il gas oltre il centro curva. Si diventa via via più sovrasterzanti a mano a mano che ci si proietta fuori dalla curva.

Generalmente la percentuale in rilascio è maggiore di quella in potenza. Questo perchè si tende a cercare maggiore inserimento quando, lasciando il gas, si entra in curva; mentre si cerca un pelino di sottosterzo in uscita di curva per poter aprire il gas prima e più velocemente.

Il valore del precarico indica la Coppia motrice (Nm) che si deve superare per raggiungere le percentuali di bloccaggio impostate. Forse non tutti sanno che prima di raggiungere il valore di coppia pari al precarico, il differenziale autobloccante si comporta come un differenziale aperto.

Trazione anteriore

In una trazione anteriore il differenziale autobloccante si comporta all’esatto opposto di una trazione posteriore. Questo vuol dire che più lo si blocca e meno inserimento avrà la vettura. Ricordiamo che nella stragrande maggioranza dei differenziali autobloccanti per vetture a trazione anteriore, la percentuale di bloccaggio in potenza ed in rilascio è la medesima. Si può tarare un solo valore percentuale ed, ovviamente, anche il precarico. Un differenziale autobloccante, con un’elevata percentuale di bloccaggio, darà meno inserimento all’ingresso curva, ma maggiore stabilità del veicolo in fase di rilascio del gas. E’ opportuno quindi, come per tutte le tarature, trovare la via di mezzo che rende maggiormente.

Trazione integrale

Nella trazione integrale trovare il giusto set dei 3 differenziali presenti di cui uno viscoso (il centrale) non è cosa facile, specie per chi (come spesso accade) pensa che si debbano tarare il differenziale anteriore e posteriore sulle stesse logiche.

Si opera in realtà tenendo conto di quanto elencato nei punti precedenti di questo articolo. Inoltre è importante capire che una vettura a trazione integrale è un mezzo con una forte tendenza al sottosterzo. Quindi avvertire questa situazione è normale ed è inutile cercare di neutralizzare questo effetto perchè si rischia di incorrere in un mezzo che sovrasterza all’improvviso e anche pericolosamente.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di ottenere un avantreno che si inserisce ed un retrotreno che lo accompagna tentando di sovrasterzare leggermente. Il differenziale posteriore potrebbe ad esempio essere regolato in modo tale da agevolare o meno il lavoro del differenziale anteriore nel caso in cui l’inserimento in ingresso curva sia più o meno eccessivo.

diff-007ridim.jpg diff-001ridim.jpg

Nelle foto vediamo un retrotreno di un automodello ed il sistema più semplice di differenziale esistente: il “differenziale aperto” ossia senza controllo alcuno sul bloccaggio in tiro o in rilascio.

A voi il divertimento di trovare l’EQUILIBRIO. Serve nella vita, serve in un rapporto con una ragazza e serve in un assetto…

Differenziale Torsen

Il differenziale Torsen consente in maniera del tutto automatica di ripartire la coppia secondo l’aderenza disponibile per ciascuna ruota. Questo dispositivo non si blocca mai e viene definito differenziale a distribuzione di coppia. Può essere impiegato sia sull’asse anteriore che su quello posteriore o anche come differenziale longitudinale. Il sistema di funzionamento è molto semplice e si rifà al principio della vite senza fine che trasmette il moto in una sola direzione.

Giunto Viscoso

Vedi la pagina tecnica “Differenziale” del sito Scuderie-RBC.it

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Età biologica - Il test

Scritto da ralph-dte.eu su 30 Ottobre 2008

Vai al seguente indirizzo -misura l’età biologica- e verifica il tuo stato di salute generale scoprendo la differenza tra la tua età cronologica e la tua età biologica relativa allo stato di conservazione del fisico ovvero relativa a come curi o non curi te stesso/a.

corpoumano.jpg

Abbiamo condotto il test usando come riferimento un ragazzo con sane abitudini. La sua età è di 28 anni mentre il test ha dato come risultato un età biologica inferiore ai 20 anni. Oltre otto anni in meno grazie ad una interessante serie di fattori che andiamo ad analizzare:

  1. Generalmente gode di ottima salute anche per motivi ereditari.

  2. Non usa farmaci e sopporta il dolore in caso di malditesta, leggeri raffreddori/influenze, interventi presso il dentista, temporanee intolleranze, ferite ecc…

  3. La pressione minima e massima rientrano nei parametri normali.

  4. L’allenamento (non agonistico) condotto in modo rilassante a casa 3 volte o più la settimana con possibilità di variare gli orari a seconda delle necessità, conferisce all’organismo un buon modo di scaricare stress e mantenere in forma articolazioni e muscolatura senza per questo risultare un’attività stressante condotta forzatamente per motivi estetici.

  5. Per le ragioni sopra esposte il cuore gode di minor stress rispetto alla media e battiti rallentati visto l’allenamento.

  6. Colesterolo entro la media prevista.

  7. L’importanza data al sonno e il fatto di prendersi ogni volta lo desideri le giuste ore di riposo, riducono ancor di più il suo stress ottenendo oltretutto un ottimo rendimento sul lavoro.

  8. Non compie eccessi alimentari, mangia più di tre volte al giorno appena avverte lo stimolo della fame in seguito agli impegni sostenuti senza sforsarsi di mangiare per forza abbondantemente per golosità o altro. La colazione è abbondante e non si basa su prodotti confezionati merendine o comunque zuccheri complessi.

  9. Non affatica la digestione.

  10. Non fuma

  11. Non beve

  12. Non fa uso di droghe

  13. Non beve caffè

  14. Non rimane esposto al sole inutilmente nelle ore di punta o comunque non si espone a lampade abbronzanti.

  15. Consuma frutta quotidianamente più volte al giorno, la verdura leggermente meno della frutta.

  16. Non rinuncia alla pasta al pomodoro e alla pizza.

  17. Dovrebbe consumare più frequentemente il pesce. Vuol dire che ne consuma ma non a sufficienza.

  18. Non ha una guida nervosa e si irrita poco al volante.

  19. Usa molto raramente il cellulare. Quasi mai. Usa più spesso internet e telefono fisso.

  20. Fa il lavoro che lo appaga, indipendentemente dal guadagno. Almeno al momento. Ma non esclude la possibilità di stress in circostanze di decisioni e responsabilità.

  21. Possiede animali domestici. Secondo molte ricerche sono responsabili di un maggior benessere ogni giorno.

  22. Ha una visone positiva della vita nonostante le difficoltà che vive (altra ragione per cui l’abbiamo preso come riferimento per il test). Sì assume molte responsabilità, è cosciente della situazione del mondo in cui vive ma nonostante ciò invece di buttare paranoie ed essere una presenza negativa con amici, parenti colleghi, la ragazza ecc, preferisce essere ottimista e  impegnarsi quanto può in ciò che gli è possibile.

 Conclusioni, c’è un detto:

Un’ottimista vede in ogni difficoltà, un’occasione. Un pessimista vede in ogni occasione, una difficoltà ( e io aggiungo ) e butta paranoie addosso alle persone…

Mens sana in corpore sano.

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Nuvola rossa…

Scritto da ralph-dte.eu su 29 Ottobre 2008

Nuvola rossa, grande capo indiano, una volta disse a un uomo bianco:

nuvolarossa.jpg

“Quando avrete prosciugato l’ultimo dei fiumi, tagliato l’ultimo degli alberi, ucciso… l’ultimo dei bisonti e magari pescato anche l’ultimo dei pesci… Allora, ma neppure un attimo prima, “capirete” che non potete mangiare… i vostri… inutilissimi… soldi…”

                                                                       Piero Pelù   Litfiba

Soldi

Noi qui, figli del boom
L’umanità che si misura in oro
les jeux sont faits,
L’unica scelta è il mimetismo o il volo
Hai venduto l’anima al mercato? oh, oh
Già qualche santo in terra c’è cascato
Ora ti senti più nervoso, con la faccia da goloso
Per combinazione la salvezza tua la paghi in soldi, sì sì
Soldi soldi soldi soldi, money money, dinero
Sogno di latta, soldi soldi
Sogni di donna, caldi caldi
Aha, soldi soldi soldi
Molle solidità
La tua vergogna è di voler comprare tutto
Noi qui, figli del boom
Abbiamo perso anche l’immunità al contagio della liquidità
Ora che l’impero si è piazzato, Ooh, ooh
Decisamente sospettoso del suo piatto più goloso
Soldi soldi soldi soldi, money money, dinero
Sogno di latta, soldi soldi
Donna di carta, calda calda
Soldi soldi
Piombo - narco - petrolio più spietato di una cambiale
Galline dalle uova d’oro con facce da maiale
Decisamente sospettoso e con la faccia da goloso
La tua dannazione in questa terra sono i tuoi bisogni
Già soldo ti compra ma non paga
Non è ufficiale ma è la peggio droga
Goccia goccia in vena soldi l’ossessione che nascondi, eh
Già… goloso

litfiba-colpo-di-coda.jpg

Infondo la vita è molto Rock, no?

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Crisi -quarta parte-

Scritto da ralph-dte.eu su 28 Ottobre 2008

Edilizia, società e cultura -2- 

Pausa riflessiva e idea di ripresa.

In pratica l’edilizia in sé non si era fermata, procedeva bene. Non sono mancate le speculazioni per me insensate che in molti casi si sono trasformate in ritorsioni che hanno persino portato a fallimenti devastanti. Nel momento di stasi che stiamo vivendo, dalle mie parti sono fallite proprio le imprese dirette dai Signor “Sò Tutto Io!” L’ignoranza sta nel non capire che a volte guadagnare qualcosa di meno e studiare qualche libro di più farebbe bene all’impresa italiana.

L’Italia è molto di più, rimettiamoci la tuta da lavoro, rimettiamoci sui libri, investiamo sulla ricerca e ricominciamo da capo, perchè siamo ancora in tempo e perchè il potenziale lo abbiamo. Purtroppo so che nessuno mi ascolterà e questo mi rammarica.

Parlando con “qualcuno” che lavora in “alcune” grandi aziende italiane (grandi per il numero di dipendenti, non per i risultati), sono venuto a sapere che se gli chiedi:”Investite nella ricerca?” Ebbene, ai giornali e nella pubblicità dicono di sì, mentre nella realtà investono in tutto ciò che riguarda il mercato azionario avendo centri utili per la ricerca che sono in disuso o che funzionano per altre aziende all’estero. Non per noi. Così approfondendo ti viene da chiedere come mai succeda questo e ti rispondono che il ritorno atteso sull’investimento (che spiegheremo per filo e per segno in uno dei prossimi articoli) arriva molto prima se investono in borsa piuttosto che nella ricerca collaborando con le università. Alla chiusura dell’esercizio, a fine anno fiscale diciamo, sai già il risultato del tuo investimento. Al contrario se investi nella ricerca e, ad esempio, collabori con le università, il tuo risultato lo scoprirai tra 5 anni minimo.Il rischio è altissimo. Io mi rendo conto che un’azienda che comunque ha delle grandi perdite (non facciamo nomi per professionalità ma se volete sapere di più sappiate che i BILANCI DI ESERCIZIO sono documenti pubblici che forse trovate anche su internet), non può aspettare a lungo se no va a picco. Ma come al solito si tratta di un cane che si morde la coda. Infatti molti, nel momento in cui potevano investire nella ricerca, hanno preferito fare altro ed ora che la ricerca serve per riprendersi, non ce l’hanno.

In conclusione.

Secondo gli esperti, ci sarà una ripresa già tra pochi mesi dell’economia, poco dopo ripartirà l’edilizia e, guarda caso, ipotizzano che le imprese che meglio funzioneranno saranno quelle che si sono mosse come noi. Significa non più case accatastate (ci riferiamo alle zone fuori città) con palazzine da 30 appartamenti, ma con ingresso indipendente, spacciate per villette. Significa non più la casa base con intonaco e vernice colorata con mattoncino per dare un effetto di contrasto. Significa che il cliente esigerà una casa tecnicamente efficiente e non passerà sopra a lavori grossolani effettuati da personale non specializzato. Significa che potremmo uscire vincenti da una crisi e con un vantaggio in termini di tempo sulla concorrenza di oltre 5 anni. E questo non solo per la domotica (si fa presto a riempirsi la bocca con tali parole) o per un pannello solare… Bensì per il processo di ingegnerizzazione che abbiamo ideato e che utilizziamo in cantiere per offrire il massimo. Certo non costa poco. Ma noi confidiamo, anzi sognamo che i prezzi delle abitazioni, possano scendere così da far abbassare anche il costo dei materiali per realizzarli e dei terreni e delle relative tasse di urbanizzazione. La ricerca del massimo profitto può funzionare per un periodo e poi va in crisi. La ricerca dell’evoluzione… Continua sempre.

E la logica?

Ovviamente:

Vedi anche:

Edilizia, società e cultura -Crisi terza parte-

Edilizia, società e cultura -Crisi seconda parte-

Edilizia società e cultura -Crisi prima parte-

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Eau Rouge - Raidillon

Scritto da ralph-dte.eu su 28 Ottobre 2008

Spa Francorchamps - On board camera FIA GT

Alle curve Eau Rouge - Raidillon, nonostante le prestazioni estreme di queste vetture, non sempre è possibile affrontare la serie di curve in pieno. Niente gas spalcancato per le GT del campionato FIA. Al contrario è possibile ascoltare dall’audio come a bordo di una F1 non sia necessario alzare il piede dal gas nella stessa serie di curve. Una minore massa, un baricentro decisamente più basso e un aerodinamica più raffinata permettono alle formula 1 di affrontare con il gas completamente giù situazioni impensabili per altre vetture.

Fia GT

F1

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Arte, amore, fantasia e un modo molto personale di fondere le cose…

Scritto da ralph-dte.eu su 26 Ottobre 2008

Un video che ci ha colpito molto… Guardatelo! I tempi sono perfettamente armonizzati, incredibile come la semplicità e l’unicità vivano insieme in un corto che ci sembra un messaggio più che evidente. Complimenti all’autore.

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Creare le skin per live for speed in Photoshop -parte prima-

Scritto da ralph-dte.eu su 26 Ottobre 2008

Le operazioni potrebbero essere talmente tante da risultare impossibili da sintetizzare. Per tale ragione inizieremo con l’osservare un quadro generale e sintetizzato della situazione in modo da vedere i primi passaggi fondamentali. Successivamente potrete richiederci ulteriori approfondimenti.

Anticipiamo che l’adozione del programmino aggiuntivo CMX VIEWR di live for speed può risultare decisamente utile per visualizzare le skin appena realizzate in photoshop senza avviare ogni volta il simulatore e dover scendere in pista…

Sarà sufficiente scaricare cmx viewer e copiarlo nella cartella principale dove teniamo il simulatore live for speed per evitare troppo disordine.

Lavoreremo principalmente con due cartelle:

  1. La cartella skin che si trova all’interno del simulatore Live for speed, e più precisamente nel percorso: c:\…\…\live for speed z\data\skins\xrr_gianni65  (tanto per fare un esempio dedicato al lettore che ci ha posto la domanda)

  2. E la cartella skin che si trova all’interno del programma CMX Viewer che avremo provveduto a scaricare. In essa troveremo le skin bianche di default da “copiare” (dico da copiare per evitare di modificare quelle originali per poter avere sempre a disposizione un comodo punto di partenza). La cartella skin di LFS Viewer si trova nel percorso: c:\…\…\live for speed z\cmx viewer\data\skins\xrr_default

 xrr_default.jpg bozzetto-skin-gianni.jpg

Nella prima immagine vediamo un esempio di skin di default che troviamo all’interno della cartella skins presente nel CMX Viewer, mentre nella seconda immagine vediamo un bozzetto di una skin alla quale stiamo lavorando su proposta dello stesso Gianni che ci ha richiesto questo articolo interessante. Il bozzetto non è assolutamente definitivo e cerca solo di dare un idea valutativa delle linee che potrebbe avere questa carrozzeria. Il lavoro dal bozzetto alla skin definitiva è molto particolare e richiede molte ore di lavoro come vedremo nei successivi articoli di questo tema. 

Una volta presa la skin di default dalla cartella “skins” del cmx viewer possiamo aprirla con photoshop e salvarla nuovamente con un altro nome come ad esempio xrr_gianni65. Ho specificato questo modo di rinominarla, ovvero scrivendo sempre prima il modello dell’auto seguito dal trattino basso (underscore) e dal nome che vogliamo dare alla skin, perchè altrimenti il simulatore non la vede. Ripeto che rinominare il file è fondamentale per tenerne sempre una copia originale di default per tornare indietro.

Anticipiamo che una volta ultimata la skin, il suo file oltre ad essere copiato all’interno della cartella skin di live for speed, deve anche essere caricato tramite il sito lfsworld nei server di live for speed per rendere la vostra skin visibile a tutti coloro che corrono con voi…

Continua…

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Crisi -terza parte-

Scritto da ralph-dte.eu su 25 Ottobre 2008

Edilizia, società e cultura  -1-

Pausa riflessiva e idea di ripresa.

Una nostra indagine approfondita condotta da un’appassionata (del nostro team)  di organizzazione aziendale e comunicazione, ha ottenuto come risultato che il motivo preponderante alla base del rallentamento del mercato edile delle nuove costruzioni, non è dato da un fattore provienente dall’edilizia stessa ma, come avrete ormai capito, dal sistema bancario Italiano ed Europeo.

Nel momento in cui ottenere un mutuo oppure ottenerlo ad un tasso decente, è risultato impossibile, è iniziata la brusca frenata dell’edilizia sebbene il desiderio di investire sulla casa ci fosse eccome! La cosa sconvolgente è che ciò si è verificato in un momento che non era affatto di crisi per l’edilizia (non sto considerando le imprese soggette a cattiva gestione e comportamenti opportunistici). Le vendite crescevano e non avevano ancora ragiunto il picco che segnala l’inevitabile discesa cui è soggetto un mercato quando viene saturato.

Significa che in molti chiedevano nuove case, in molti chiedevano un mutuo, in molti lo volevano rinegoziare e vendere la propria casa per realizzare il sogno di una casa migliore, più comoda e soprattutto in periferia. Era cresciuto nella cultura italiana il desiderio di staccare la spina la sera e uscire dalla città per ritirarsi nella casetta in periferia. Naturalmente ciò non vale per tutti ma il cambiamento riguardava prevalentemente chi prediligeva tali scelte.

Molti mutui non sono stati concessi. Molte famiglie, che puntavano sul vendere la loro casa ad una coppia di sposini senza troppe pretese, hanno dovuto rinunciare alla rinegoziazione del mutuo e ai progetti che avevano ritirato in cantiere (talvolta anche presso di noi visto che ci siamo inseriti nella fascia di mercato medio alta di VILLE VILLETTE RUSTICI E CASALI). Molti giovani non sono riusciti ad acquistare (senza offesa per loro ovviamente) una semplice casa di 50mq al prezzo eccessivo che costano perchè le banche non gli hanno concesso una percentuale un pò più alta di mutuo sull’intero valore dell’abitazione. Molti altri giovani invece si sono lasciati andare e hanno preso un pò troppe cose a rate: auto, moto, scooteroni, home theatre, vacanze, ecc. senza desistere e sacrificarsi da un lato per ottenere la casa; le troppe rate insieme non hanno permesso loro di ottenere il mutuo ad esempio. Molti giovani hanno incertezza sul lavoro (è sempre esistita) chi per sfortuna, chi per scarsa serietà dei datori di lavoro, chi per negligenza e scarso impegno nello studio o nella specializzazione, chi per colpa degli stimoli sempre minori che arrivano dalle scuole. Altri frequentano l’università convinti che guadagneranno di più e non perchè amano un lavoro e ci mettono la passione con il desiderio di approfondirlo e specializzarsi per fare “MEGLIO”.

Insomma un insieme di fattori socio-culturali uniti a comportamenti OPPORTUNISTICI delle banche e di chi ha permesso loro di superare i limiti, ha delineato una crisi la quale, come un cane che si morde la coda, è colpa di più parti. E’ impensabile che ogni singolo soggetto desideri avere tutto e, cosa peggiore, desideri avere tutto senza compiere uno sforzo.

Da che mondo e mondo le leggi della fisica insegnano che la legge valida nell’universo circa il lavoro è data dalla nota relazione L=F*S ovvero il lavoro è dato dalla relazione direttamente proporzionale di una forza moltiplicata per uno spostamento. -Se vuoi spostare una lavatrice dalla cucina al bagno devi spingerla applicando la tua forza e spostarla ad esempio per 8 metri lungo il percorso di casa- Vi sembrerà strano ma per ottenere una qualunque cosa, la logica corretta “sarebbe” questa… Così è. Così sarà per sempre. Ma allora come si può sperare di prendere macchina alla moda, moto o scooterone (se non entrambi), gingilli elettronici, cellulare multifunzione, vacanze, sprechi e sperperi e poi dire: non sono riuscito ad ottenere un mutuo? Questi sono molti dei casi che si sono verificati in Italia.

Ma nel rispetto della vostra intelligenza e, per fortuna per la società, non sono tutti i casi esistenti. Infatti siete in molti ad essere dei grandi lavoratori che si sono impegnati e spezzati letteralmente di lavoro e sacrifici per vedersi poi negata la possibilità di un mutuo vantaggioso o rinegoziarlo. E’ incredibile, è inaccettabile se siamo il paese che si vuole vantare di avere La Ferrari, La Ducati, La Moda, Le imprese… L’Italia potrebbe essere di più, ma rischio di andare fuori tema. Il vero cuore dell’Italia è fatto da voi, voi che siete impiegati e prendete il treno per raggiungere il vostro lavoro e fare il vostro dovere da anni, da voi che vi alzate la mattina presto per un’altra giornata di sudore, da voi che siete il miglior elettricista della zona, il miglior idraulico, il miglior medico, il miglior professore a scuola o all’università, da voi che vi mettete la tuta da operaio e rischiate la vita su impalcature o in mezzo alla strada, da voi che saldate d’estate sul rovente ponte di una nave a 50° Centigradi minimo di temperatura, da voi che aprite il vostro negozio o negozietto senza sapere se questo mese lavorerete o andrete in perdita ma comunque ce la mettete tutta… e scusatemi per tutti coloro che ho tralasciato.

L’Italia vera è questa ma non si vede, perchè ci sono i programmi idioti in televisione, ci sono mode stupide, ci sono esempi senza valore per dei giovani che potevano essere e avere di più… E oggi si parla di crisi. La crisi è sempre frutto di un comportamento maturato nel lungo perdiodo antecedente il botto che fa notizia. La crisi era iniziata molto tempo prima che lo dicesse il telegiornale.

Potrebbe essere interessanti i precedenti articoli: crisi parte seconda e crisi parte prima.

Continua.

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Temperature e campanature

Scritto da ralph-dte.eu su 24 Ottobre 2008

Rubrica: Il setup che fa impazzire - livello base

Titolo o argomento: Relazione tra le campanature e le temperature delle gomme

Avrete notato che in diversi simulatori viene mostrata, attraverso i tasti funzione, la temperatura delle gomme di ogni ruota. In quelli migliori addirittura la temperatura dei 3 settori di contatto a terra di ogni gomma. Ovvero la temperatura della fascia interna di pneumatico (in teoria quella a maggior contatto); la temperatura della fascia centrale (che dovrebbe essere tra i 5 e i 10 gradi centigradi più bassa) ed infine la temperatura della fascia esterna ovvero quella responsabile del contatto con il suolo nelle curve (qui la temperatura misurata nel rettilineo potrebbe oltrepassare i 15°C di differenza in meno rispetto alla fascia centrale). Su live for speed vengono visualizzate 3 temperature per ruota ma in realtà ci sono ben 16 sensori per fascia (per un totale di 48 sensori per ruota) atti a rilevare (simulare) ogni tipo di variazione di temperatura causato da: saltellamenti della gomma, contatti errati, spiattellamenti e bloccaggio della ruota, sovrasterzi o sottosterzi marcati… Impressionante. Grazie a questi valori si può calibrare la migliore campanatura nonché comprendere il comportamento dell’intero autotelaio.

In sintesi:

  • temperatura maggiore al centro: pressione di gonfiaggio pneumatico eccessiva

  • temperatuta maggiore all’interno: è naturale dato che si adottano su tutti i veicoli da corsa campanature negative ( http://www.scuderie-rbc.it ). Se tale temperatura è troppo elevata, segnala un eccessiva campanatura negativa che, se presente all’anteriore, porta al sottosterzo per mancanza di contatto a terra; mentre se presente al posteriore, porta a incontrollabili sovrasterzi già marcati all’ingresso curva.

  • temperatura maggiore all’esterno: campanatura da aumentare ovvero da rendere ancor più negativa; in curva il veicolo non ottiene il dovuto grip in quanto la ruota tende a far toccare solo la parte esterna del pneumatico il quale non poggia bene

  • temperature maggiori ai bordi: pressione di gonfiaggio insufficiente

Nella foto vengono visualizzate le temperature delle gomme (simulazione) ai box, ovvero poco dopo lo smontaggio delle termocoperte. Le gomme in questione a mescola intermedia andranno in temperatura a 100°C. Sono inoltre visibili i 4 vettori perpendicolari al piano che indicano la forza con cui preme ogni ruota sull’asfalto a mezzo fermo. Durante il movimento oltre ad aumentare l’intensità della forza (riconoscibile da un allungamento più o meno pronunciato di tali segmenti) a seconda dello sbilanciamento del mezzo, vengono anche indicati i vettori (paralleli al piano) che aiutano nei conteggi dell’aderenza, delle forze centrifughe e delle forze di inerzia in gioco su ogni ruota in accelerazione, in frenata ed in curva. Un quadro completo per ottenere validi SETUP e capire il comportamento del nostro mezzo e del pilota.

temperatura troppo elevata dell’intero pneumatico:

  • mescola troppo tenera

  • Barra antirollio del relativo asse eccessivamente rigida. Le gomme vanno in temperatura molto velocemente e tendono a scaldarsi oltremodo se il valore della rigidezza della barra è eccessivo. Viceversa se le barre sono troppo morbide, le relative gomme, si scalderanno in modo più uniforme per il fatto che la gomma è libera di oscillare in modo a volte anomalo facendo alternatamente toccare l’intera superficie del pneumatico che non si scalda ma traballa regalando una forte imprecisione di guida.

  • pressione di gonfiaggio insufficiente

  • troppo sottosterzo se le gomme scaldano eccessivamente all’anteriore e al contempo il muso della vettura se ne va per la tangente della curva

  • troppo sovrasterzo se le gomme che scaldano troppo sono le posteriori. Generalmente si verifica meno in quanto il pilota quando sente sgradevoli galleggiamenti del posteriore, non spinge al massimo.

  • troppo slittamento in apertura di gas in partenza o all’uscita di tornantini lenti.  Le cause risiedono nella gestione motore e nel piede del pilota.

  • sgommate o guida impropria: comportamenti che stressano eccessivamente e, sopratutto inutilmente, le gomme, portano all’usura in pochi minuti con la perdita totale di aderenza.

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