Il differenziale di un’auto da corsa
Scritto da ralph-dte.eu su 30 Ottobre 2008
Rubrica: Il setup che fa impazzire - livello base
Titolo o argomento: Generalità su alcune tipologie di differenziali
I differenziali autobloccanti sono realizzati in modo da evitare che ci possa essere un’eccessiva differenza di velocità di rotazione delle due ruote motrici. Il funzionamento avviene in maniera automatica e contrasta il rischio di slittamento in condizioni di scarsa aderenza.
Differenziale autobloccante
Trazione posteriore
In una trazione posteriore il differenziale autobloccante si regola su 3 parametri:
-
percentuale di bloccaggio in potenza,
-
percentuale di bloccaggio in rilascio,
-
precarico.
In questo caso aumentare la percentuale di bloccaggio in rilascio da via via più inserimento in ingresso curva. Esagerare, aumentando troppo questa percentuale, può portarvi sino al testacoda. Aumentare invece la percentuale in potenza offre sempre più inserimento nel momento in qui si va a riaprire il gas oltre il centro curva. Si diventa via via più sovrasterzanti a mano a mano che ci si proietta fuori dalla curva.
Generalmente la percentuale in rilascio è maggiore di quella in potenza. Questo perchè si tende a cercare maggiore inserimento quando, lasciando il gas, si entra in curva; mentre si cerca un pelino di sottosterzo in uscita di curva per poter aprire il gas prima e più velocemente.
Il valore del precarico indica la Coppia motrice (Nm) che si deve superare per raggiungere le percentuali di bloccaggio impostate. Forse non tutti sanno che prima di raggiungere il valore di coppia pari al precarico, il differenziale autobloccante si comporta come un differenziale aperto.
Trazione anteriore
In una trazione anteriore il differenziale autobloccante si comporta all’esatto opposto di una trazione posteriore. Questo vuol dire che più lo si blocca e meno inserimento avrà la vettura. Ricordiamo che nella stragrande maggioranza dei differenziali autobloccanti per vetture a trazione anteriore, la percentuale di bloccaggio in potenza ed in rilascio è la medesima. Si può tarare un solo valore percentuale ed, ovviamente, anche il precarico. Un differenziale autobloccante, con un’elevata percentuale di bloccaggio, darà meno inserimento all’ingresso curva, ma maggiore stabilità del veicolo in fase di rilascio del gas. E’ opportuno quindi, come per tutte le tarature, trovare la via di mezzo che rende maggiormente.
Trazione integrale
Nella trazione integrale trovare il giusto set dei 3 differenziali presenti di cui uno viscoso (il centrale) non è cosa facile, specie per chi (come spesso accade) pensa che si debbano tarare il differenziale anteriore e posteriore sulle stesse logiche.
Si opera in realtà tenendo conto di quanto elencato nei punti precedenti di questo articolo. Inoltre è importante capire che una vettura a trazione integrale è un mezzo con una forte tendenza al sottosterzo. Quindi avvertire questa situazione è normale ed è inutile cercare di neutralizzare questo effetto perchè si rischia di incorrere in un mezzo che sovrasterza all’improvviso e anche pericolosamente.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di ottenere un avantreno che si inserisce ed un retrotreno che lo accompagna tentando di sovrasterzare leggermente. Il differenziale posteriore potrebbe ad esempio essere regolato in modo tale da agevolare o meno il lavoro del differenziale anteriore nel caso in cui l’inserimento in ingresso curva sia più o meno eccessivo.
Nelle foto vediamo un retrotreno di un automodello ed il sistema più semplice di differenziale esistente: il “differenziale aperto” ossia senza controllo alcuno sul bloccaggio in tiro o in rilascio.
A voi il divertimento di trovare l’EQUILIBRIO. Serve nella vita, serve in un rapporto con una ragazza e serve in un assetto…
Differenziale Torsen
Il differenziale Torsen consente in maniera del tutto automatica di ripartire la coppia secondo l’aderenza disponibile per ciascuna ruota. Questo dispositivo non si blocca mai e viene definito differenziale a distribuzione di coppia. Può essere impiegato sia sull’asse anteriore che su quello posteriore o anche come differenziale longitudinale. Il sistema di funzionamento è molto semplice e si rifà al principio della vite senza fine che trasmette il moto in una sola direzione.
Giunto Viscoso
Vedi la pagina tecnica “Differenziale” del sito Scuderie-RBC.it
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