Scritto da ralph-dte.eu su 23 Ottobre 2008
Le lavorazioni





Il modello di base è una Ferrari Enzo (in scala 1:18) della Hotwheels che in seguito ai pochi secondi di vita normale da automodello statico, è stata completamente sverniciata e smontata pezzo pezzo.
Le principali lavorazioni effettuate da Carlo (così si chiama l’autore di questo modello) hanno comportato per l’appunto:
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la sverniciatura
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l’intaglio della lamiera della carrozzeria in diversi punti come ad esempio ai lati del cofano per inserire gli sfoghi del calore posizionati sopra le ruote
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l’aggiunta di parti (racing replica) quali ad esempio lo spoiler sul fronte, gli estrattori marcati sul retro, il cofano motore con snorkel, probabilmente realizzati con apposite fibre e resine espossidiche.
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la stuccatura (sulla quale ci stiamo ponendo diverse domande)
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la verniciatura (immaginiamo completa di fondo)
Notevoli i dettagli dell’abitacolo, i ganci fermacofano (anche se incompleti) il gancio di traino il cofano motore e la finitura dello spoiler anteriore.
Resta ancora senza risposta la curiosità di sapere se le componenti aggiuntive siano state modellate a mano adattandole con un ottimo occhio o lavorando ricoprendo il pezzo originale per valutare i volumi ed usando poi un distaccante per poter terminare le lavorazioni solo sul pezzo realizzato. Probabilmente l’ipotesi corretta è la seconda ma… mai dire mai. L’ipotesi dello stampo ci sembra al quanto lontana ma non impossibile.
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Scritto da ralph-dte.eu su 23 Ottobre 2008
Contesto della foto: sfondo.
Ipotizziamo di nutrire il desiderio di voler vendere un oggetto da collezione su internet. Dobbiamo realizzare un annuncio valido, chiaro, corretto, ben formulato e veritiero ovviamente. Ma c’è un dettaglio, forse il più importante, che molti tralasciano o trascurano: la foto.
La foto parlerà del vostro oggetto e di nessun’altra cosa. Al centro della vostra foto ci sarà il vostro oggetto e dovrà essere ben in evidenza affinchè possa convincere delle sue particolarità.

Ma come risaltarle?
Fare una foto a caso su una mensola o un tavolino (FOTO 1: esempio di foto senza nessuna cognizione tecnica) e poi inserirla nell’annuncio potrebbe non essere la scelta ideale (certo dipende dall’oggetto). Ammettiamo di voler vendere una bottiglia di Coca Cola da collezione e di volerne sottolineare le caratteristiche. Potremmo scegliere di utilizzare uno sfondo per studi fotografici sorretto da 2 stativi (FOTO 2: illuminazione professionale). In questo modo nella foto vedremmo solo il corpo della bottiglia e nessun altro oggetto a distoglierci l’attenzione e, soprattutto, ad influenzare la scena con i propri colori.
Ehi ma due stativi più lo sfondo per il set fotografico costano! Non vale la pena acquistare un kit del genere per fare qualche scatto per un inserzione e niente di più! CERTO, ovvio. Ed è proprio a causa del costo che stiamo ritardando la pubblicazione degli articoli sulla pagina “Grafica e intrattenimento” di questo Blog…
La soluzione sta nell’ingegno: possiamo ricreare un mini set fotografico in casa badando ad alcuni accorgimenti molto importanti:
- Per la FOTO 3 come stativo è stato usato un porta asciugamani da bagno alto non oltre 80 cm
- Come sfondo è stata usata una risma di fogli a strappo 1m X 0,6m che si trovano in cartoleria (euro 5) e che vengono usati a mò di lavagna appendendoli al muro generalmente.
- Per gli scatti abbiamo utilizzato, o meglio sfruttato al limite, una semplice (mica tanto…) compatta digitale da 6 Mega Pixel (Risoluzione: 2816 x 2112) con zoom ottico 4x.
Cosa è stato settato sulla macchina fotografica? Tra le nostre regolazioni possibili c’erano:
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Priorità dei tempi (per gestire quanta luce entra)
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Diaframma (per gestire come la luce entra)
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Messa a fuoco manuale (per mettere a fuoco solo il dettaglio)
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Possibilità di escludere il flash (se non si vogliono riflessi incisivi)
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zoom ottico 4x (riprendere da più lontano zoomando evita distorsioni e nasconde imperfezioni)
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Timer di scatto (mentre la macchina fotografica è sul cavalletto il timer fa sì che, nel momento in cui effettuiamo lo scatto, abbiamo il tempo di togliere le mani dal corpo macchina evitando di far rientrare nella foto anche le minime vibrazioni)
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Possibilità di regolazioni ISO da 80 a 800 (per regolare la sensibilità del sensore, una volta della pellicola…)
Non pensavate che su una compatta ci fossero tante regolazioni? : ) E’ proprio per tale motivo che vi consiglio (ma fate come volete ovviamente) di imparare ad usare tutte queste funzioni prima di passare ad una reflex. Vi accorgerete che potete fare molto ma molto meglio di quanto una persona inesperta fa con un’ottima reflex.
Continua.
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Pubblicato in Intrattenimento, grafica, animazione, video, 3d, Mondo digitale | 2 Commenti »
Scritto da ralph-dte.eu su 23 Ottobre 2008
Pubblicato in Tecnologie | 2 Commenti »
Scritto da ralph-dte.eu su 22 Ottobre 2008
Rubrica: Il setup che fa impazzire - Livello base
Titolo o argomento: Angoli caratteristici - Le campanature
Se si esclude il caso di lievi affinamenti come citato nel precedente articolo “Le Ali“, anche per le campanature all’anteriore e al posteriore vale la stessa logica già trattata. Significa che in caso di interventi importanti sui valori di campanatura all’anteriore, si hanno effetti che si ripercuotono al posteriore e viceversa.
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Foto 1: esempio di campanatura portata quasi a ZERO. Il contatto a terra del pneumatico è massimo. Naturalmente in curva il pneumatico tenderà a sollevarsi e a non toccare nella parte interna alla curva.
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Foto 2: esempio di campanatura di base fornita generalmente con gli assetti base sui simulatori e sulle vetture stradali a trazione posteriore. Ognuno poi affinerà, in base alla sua guida, i valori ottimali.
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Foto 3: esempio di campanatura eccessivamente negativa. L’esempio mostra come ora solo una minima parte della gomma tocchi a terra. Questo si traduce in uno scarso contatto e scarso feeling. Non arrivano sensazioni al pilota se non quelle sgradevoli che indicano la continua perdita di aderenza. La campanatura ottimale deve sì essere negativa ma non eccessiva.

Ammettiamo che vogliamo più trazione (stiamo parlando di una trazione posteriore) ed andiamo a ridurre le campanature al posteriore (ad esempio da -1,5° fino al valore -0,9°) per avere più contatto a terra e conseguente maggiore aderenza nel momento in cui apriamo il gas…
che effetti secondari incontreremo?
Improvvisamente otterremo un retrotreno molto stabile, probabilmente troppo. Questo si ripercuoterà sull’avantreno che non disponendo del leggero sovrasterzo che occorre in rilascio per inserirsi in curva, tenderà ad andare dritto sottosterzando.
Perchè?
Si tratta sempre di una questione di semplici rapporti matematici. Se la superfcie di contatto a terra al posteriore è molto maggiore di quella all’anteriore, il mezzo tenderà ad andare dritto. Viceversa sovrasterzerà molto pericolosamente.
Considerando che le cause di sottosterzo e sovrasterzo sono molteplici anche se spesso la poca esperienza porta ad agire sempre sulle stesse cose (vedi gli alettoni), potremmo ottenere un effetto sottosterzante non solo aumentando il contatto a terra delle gomme posteriori, bensì anche riducendo eccessivamente il contatto a terra all’anteriore con campanature esagerate. Il discorso è sempre lo stesso: il rapporto tra l’anteriore e il posteriore risulta squilibrato con effetti fastidiosi se troppo elevato.
Tuttavia è inutile continuare a cercare i valori ideali di campanatura se non si sono regolati a dovere i differenziali e gli alettoni ad esempio. Ogni parametro può giocare brutti scherzi all’altro. Per trovare le campanature che più si addicono al vostro stile di guida, affidatevi al rilevamento delle temperature delle gomme nella parte centrale e ai due estremi di ogni gomma. Dividete il pneumatico in 3 ipotetiche fasce su cui prendere le temperature con un’apposita sonda se siete in pista realmente o semplicemente premendo F9 sulla tastiera se state simulando con Live for Speed.
Note
Inoltre io sto considerando un mezzo a trazione posteriore dove generalmente l’angolo di campanatura al retrotreno è minore di quello all’avantreno (anche se dipende dal posizionamento all’anteriore o al posteriore del motore che vuol dire davvero molto… ne parleremo in seguito) ma vi accorgerete che è il contrario per una trazione anteriore e che è variabile per una trazione integrale in base all’uso che se ne fa…
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Pubblicato in Setup e Telemetria, Dinamica veicolo, Dinamica Moto, Virtual Racing: LFS | 6 Commenti »
Scritto da ralph-dte.eu su 21 Ottobre 2008
Pubblicato in Mondo motori, Tecnologie | 5 Commenti »
Scritto da ralph-dte.eu su 21 Ottobre 2008
Rubrica:Il setup che fa impazzire - livello base
Titolo o argomento: Le ali
Vai a scaricare gli alettoni ma la macchina va più piano. I tempi sul giro si alzano. Blocchi il differenziale ma all’ingresso in curva l’auto rifiuta di inserirsi. La abbassi pensando che con un baricentro più basso percorrerai le curve più velocemente ma in realtà diventa solo più nervosa e reattiva. Le campanature non vanno mai bene e le gomme scaldano troppo oppure non ti accompagnano nella curva.
Cosa succede al tuo setup?
In alcuni brevi articoli a partire da questo (le ali, le campanature, l’altezza da terra, i differenziali, le barre anti rollio ed un rapid resume molto utile) cercheremo di rispondere alle domande dei lettori nel modo più chiaro e semplice possibile evitando di dilungarci troppo. Successivamente ci occuperemo di approfondire via via sempre di più.
Il setup in realtà è fatto di rapporti ovvero andando a toccare un parametro che riguarda l’avantreno, gli effetti del mutamento si ripercuotono anche sul retrotreno. Per tale ragione ogni modifica fatta all’avantreno deve tener conto delle conseguenze che comporterà sul retrotreno e viceversa.

Un esempio?
Solitamente quando la macchina stenta ad inserirsi in curva, si agisce sull’ala anteriore con la volontà di ottenere più aderenza. Il più delle volte si finisce con l’ottenere una vettura che in realtà sovrasterza troppo.
Come mai?
Non bisogna solo considerare l’angolo dell’ala anteriore o posteriore durante una regolazione, bensì anche le percentuali di carico sul fronte sul retro. Se abbiamo un carico aerodinamico del 30% sul fronte e del 70% sul retro e vogliamo più aderenza all’anteriore, aumenteremo sì l’angolo dell’ala anteriore, ma andremo a correggere anche l’ala posteriore affinchè le percentuali di carico rientrino in quel range che mantiene la vettura in equilibrio durante la curva. Questo soprattutto quando andiamo a creare nuovi assetti. Prima ancora di scegliere l’angolo delle ali, sarà opportuno effettuare qualche conto sul bilanciamento del veicolo. Come sono ripartiti i pesi? Ha il motore anteriore o posteriore? Valori numerici ben precisi sono riportati alla pagina info della vostra vettura (sul simulatore lfs).




Solo nel caso si facciano leggeri affinamenti correttivi si va a toccare una sola ala. Se invece le prestazioni del vostro mezzo sono da rivedere e la vettura in curva dinamicamente vi piace ma non vi entusiasma nel rettilineo, allora riducendo l’ala al posteriore per avere più velocità, dovrete ricordarvi di agire anche sull’ala anteriore per ricreare quell’equilibrio che avevate prima e che non rendeva la macchina né troppo sottosterzante, né troppo sovrasterzante.
Curiosità
A mano a mano che scarichi gli alettoni, solitamente sono necessarie alcune correzioni anche ad altri parametri del set. Spesso riducendo l’angolo di un’ala, si interviene anche sulle campanature delle relative ruote (anteriori o posteriori in base alla rispettiva ala) aumentandole un pelino. Tuttavia la migliore certezza l’avrai provando questa soluzione ed osservando in che misura ti da vantaggi/svantaggi. Muovi sempre le regolazioni di poco, si tratta di affinamenti. Aumentare un paramentro del 30%-40% ogni volta andando di 10 in 10 non ha senso. L’intervento è troppo esagerato e non ti dirà la verità.
Per le domande, come al solito, potete contattarmi alla mail ralph.dte@gmail.com
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Pubblicato in Setup e Telemetria, Dinamica veicolo, Dinamica Moto, Virtual Racing: LFS | 7 Commenti »
Scritto da ralph-dte.eu su 20 Ottobre 2008
In Italia migliaia di famiglie cercano di rinegoziare il proprio mutuo, ma perchè trovano ostruzioni? Un terzo dei mutui concessi in Italia è stato cartolarizzato. Cosa significa? In parole più che semplici per far meglio comprendere a chiunque, significa che le banche cedono il tuo mutuo o meglio i crediti alle società per la cartolizzazione incassando così immediatamente la somma prestata e cedendo la rata a tali società.

Questo implica che con grandi difficoltà si può negoziare un mutuo perchè il cliente della banca non ha la possibilità di cambiare gli accordi tra la banca e la società per la cartolarizzazione.
Viene da chiedersi: è un’operazione consentita e trasparente? La risposta è sì. Non ci sono leggi che prevedono che il cliente debba essere informato di tali operazioni ma in caso si presentasse in banca per richiedere una rinegoziazione, si troverebbe davanti una bella bega.
In Italia è successo ad un terzo di coloro che hanno un mutuo e la cifra totale dei mutui cartolarizzati si aggira intorno ai 70 miliardi di euro.
Vedi anche: http://www.nonsoloprestiti.com/2008/07/27/la-cartolarizzazione-dei-mutui/
“Commenti chiusi per spamming”
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Scritto da ralph-dte.eu su 20 Ottobre 2008
Si irrigidiscono le norme
Sono cambiate le norme che regolano la sicurezza nei cantieri. Sono diventate più severe. E se pensiamo a quanto poco vengono ascoltati i responsabili di cantiere dalle persone che in esso lavorano, ci fa piacere. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che ora, se sei il responsabile di un cantiere e le persone che lavorano con te non ti danno retta facendosi male, rischi di passare grossi guai. Se poi l’incidente sul lavoro è tale da causare conseguenze definitive… Beh allora l’ipotesi del carcere oggi non è poi così lontana. Ma è corretto?
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Da un lato irrigidire le norme era necessario anche per pareggiare la situazione economica. Vi erano cantieri che spendevano fior fior di quattrini per regolarizzarsi e ce n’erano altri che facendo i furbi ottenevano, tirando le somme, un capitale netto superiore con il rischio giornaliero di perdere dipendenti sul lavoro.
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Dall’altro lato non è possibile incolpare un Geometra che era stato chiaro sul non andare in cantiere quando pioveva o non incominciare un lavoro in uno scavo senza picchettare le pareti se più alte di 120 cm ecc, per non essere stato ascoltato. Diventa assai difficile dimostrare davanti a un Giudice che si era ripetuto più e più volte:”Questo non si fa! Quello lo devi fare così! Guarda che c’è una regola! Attento che così ti fai male! Se potessi ti manderei via perchè ogni 5 minuti ti metti in pericolo con le tue mani…” E’ la verità, molti non ti ascoltano! Che colpa ne ha il Geometra se il più delle volte non ascoltano. E’ la troppa sicurezza di sè, la classica convinzione: L’ho sempre fatto così ed è andata bene.

No non è così, un cantiere non va avanti per fortuna o per speranza, un cantiere deve osservare le regole non per imposizione ma perchè chi ci lavora si rende conto che c’è un modo per fare ogni cosa. Il responsabile del cantiere deve assicurarsi che le norme vengano rispettate o sospendere il cantiere.
Le regole sono importanti ma è giusto punire il Geometra per una mancanza altrui? Forse bisognerebbe smussare qualche spigolo di queste regole che vedono il solo ed unico responsabile il Geometra il quale in caso di consegenze gravi, va diretto in carcere.
Risultato? molti Geometri stanno rinunciando a prendersi le responsabilità dei cantieri e questo perchè? Perchè tanto se dici a tizio non salire su quella scala pericolante, sostituiscila e fissala! Stai sicuro che come volterai lo sguardo farà come dice lui… Ma che ci deve fare il Geometra o il titolare di un’impresa che si prende una gastrite dopo l’altra rimprovereando a destra e a sinistra la pericolosità di certe azioni sconsiderate.
Ingegnerizziamo i nostri processi fino all’esasperazione! Nel nostro caso, ormai raro mi rendo conto, l’Ing. arriva a mettersi la tuta, le scarpe da lavoro anti infortunistica e il caschetto, per assicurarsi che le cose vengano fatte come dice lui. E non perchè è un tiranno… Un motivo c’è sempre.
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Scritto da ralph-dte.eu su 18 Ottobre 2008
Aperta la nuova sezione che raccoglierà le domande dei lettori. In più occasioni infatti i nostri lettori hanno preferito inviarci una mail piuttosto che inserire una domanda in un commento. Ci hanno contattato facendoci una o più domande alle quali spesso possiamo rispondere. Con il crescere del numero di lettori che ci seguono ci è parso opportuno segnalar loro che, invece di abbandonare il blog, qualora non trovino già pubblicato un argomento di loro interesse, possono segnalarci un tema o una curiosità di loro interesse. Ogni volta che troverete il banner “le domande dei lettori” significa che tramite l’articolo che state leggendo, stiamo rispondendo in particolare a chi ci ha posto la domanda.
Vi ricordiamo che questa semplice iniziativa nasce proprio per il fatto che il Blog è in costruzione e ci vorrà del tempo prima di riuscire a preparare e organizzare tutti i contenuti che tratterà e che, noi speriamo, saranno di vostro gradimento…
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