Ralph DTE

Bringing art into engineering. 1024×768px

Archivi per Ottobre, 2008

Motorsport Expotech - 1a Edizione ‘08 - Una scoperta

Scritto da ralph-dte.eu il 18 Ottobre 2008

Prima edizione del Motorsport Expotech di Modena

Breve introduzione fotografica al Motorsportexpotech (Fiera di Modena) presso il quale abbiamo trovato un vasto assortimento di componenti racing per auto e moto destinati a tutti coloro che nutrono il desiderio di progettare/costruire un prototipo di vettura/moto da corsa. Si spazia dalle piccolissime vetture da autocross realizzate dagli studenti di Ingegneria Meccanica iscritti alla Formula Student, sino alle prestigiose vetture di formula della Dallara.

Non sono mancati stand inerenti le “Tecnologie meccaniche” quali fonderia dell’alluminio per la realizzazione di componenti per la ciclistica delle moto o per i motori. E ancora: stand in cui erano esposti sistemi di progettazione CAD CAM CAE, macchinari a controllo numerico CNC per la lavorazione dei materiali, utensileria professionale per officine specializzate, sistemi di sospensioni regolabili, sistemi per la prototipazione rapida, forniture di materiali compositi per la realizzazione di scocche e componenti per prototipi.

Sono inoltre state esposte moto e vetture “rare” tra le quali la nota moto TESI 2D, la KTM X -bow, la impressionante Pagani Zonda…

Molto interessanti anche le conferenze tenute su temi quali il “Design e le tecnologie” adottate nel motorismo mondiale. Gli ospiti più importanti rappresentavano Pininfarina, Lamborghini, Ducati, iaad…

La fiera era riservata agli operatori del settore e si è distinta per il buon contenuto di materiale esposto destinato a chi ama realizzare prototipi da corsa. Una sfida che vedrà impegnatio anche Ralph DTE nei prossimi anni.

zonda stradale tesi 2d tesi 2d tesi 2d sospensioni prototipo rilevamento dati prototipo pistoni racing ktm x bow kart manovellismo ferrari daytona f430 f430 reggiani f430 loris reggiani deltona compositi carena carbonio carena prototipo fonderia forcellone ducati

Pubblicato in Motorismo, Motorsport e Meccatronica | 2 Commenti »

Apertura mentale

Scritto da ralph-dte.eu il 16 Ottobre 2008

L’apertura mentale è quella caratteristica propria delle persone che riescono a immedesimarsi in pensieri altrui o in pensieri di vario genere con punti di vista anche “lontani dal proprio”.

Significa saper valutare le cose razionalmente e tendere verso l’evoluzione della persona (e della società) senza per forza passare per punti di vista personali spesso atti a rafforzar il proprio orgoglio ma non la mente.

Non avere apertura mentale porta alla non evoluzione della persona e della mente che tra l’altro genera svantaggi nel mondo del lavoro, nell’inserimento in una società e nel seguire il mondo che cambia.

einstein.jpg

Qualunque sia il vostro ideale, qualunque siano le vostre idee, tenete sempre conto che il mondo non ruota sempre intorno a voi, se non nei promo della telefonia, e che spesso accettare che il mondo sia cambiato può voler dire migliorare la propria esistenza… Se non altro semplificarla. E poi, diciamoci la verità, quante volte ci accorgiamo di aver detto una fesseria ma non lo ammettiamo per orgoglio?

  • primo esempio 

Ieri realizzando un altro mobile per una ricerca su Legno e Design nel laboratorio di Ralph DTE, mi sono scontrato con un banalissimo problema legato alla punta da legno del trapano. Senza dilungarmi sul quale fosse il problema, mio padre che mi aveva visto fare i lavori di assemblaggio aveva notato una imprecisione tecnica. Io non l’ho ascoltato e due ore dopo mi sono accorto che aveva ragione… -Un radiotecnico che corregge un laureando in Ing. Meccanica? Non sia mai! Scherzate!- E invece aveva ragione. Spesso ci si perde nelle piccole cose… Risultato: come l’ho visto gli ho fatto notare che lui aveva ragione e che io avevo fatto un ragionamento errato.

Non solo la cosa ha migliorato il dialogo, ma non ho dovuto inventarmi scuse assurde pur di dire che avevo ragione. E’ bastato ammettere l’errore per migliorare il clima lavorativo e stare spensierati. In poche parole siamo andati avanti molto più velocemente a vantaggio della qualità del mobile (in serie limitata) che sto realizzando. C’è stata evoluzione. Provate a moltiplicare questo esempio per tanti quanti sono gli abitanti di una nazione… o anche di più. Certo sarebbe utopia allora provate a farlo per voi stessi.

lavoro.jpg 

  • secondo esempio

La mia ragazza e sua sorella proprio non si capiscono. Senza puntare il dito dico solo che una delle due non fa il minimo sforzo per comprendere le esigenze dell’altra. In questo modo condividendo la stessa camera, i litigi si susseguono giornalmente peggiorando l’umore di entrambe, l’armonia a pranzo e cena e la resa a lavoro. La lamentela principale, se le interrogaste entrambe, sarebbe sempre la medesima: “Mia sorella non capisce nulla!” La verità potrebbe stare nel mezzo, oppure si potrebbe non escludere che l’una non faccia il benché minimo sforzo per vedere la situazione dal punto di vista dell’altra e questo non le porta problemi solo con la sorella con cui litiga, bensì le arreca danno anche nel suo modo di interagire con i colleghi di lavoro, nel modo di porsi con il mondo del lavoro, nel modo di porsi verso gli obiettivi che vuole raggiungere con logiche distanti dalla realtà. Se si capisse che comprendere le logiche altrui può farci imparare qualcosa di nuovo e se si capisse che comprendendo nuove logiche si può sviluppare la mente e il modo di fare le cose, beh allora ci sarebbe una maggiore evoluzione della persona.

Questo vale dal rapporto con il vicino di casa o di scrivania, fino alle persone che riteniamo sciocche. Quanto tempo perderemo in assurde discussioni prima di immedesimarci nel loro punto di vista per meglio comprendere anche la loro idea?

litigare.jpg

  • terzo esempio

Enzo ed io. Una persona schematica potrebbe dire che essendo Enzo un Geometra (anche con molti esami di Ing. Edile Architettura alle spalle…), la sua presenza all’interno di una scuderia sarebbe inutile. Nessun errore è più grande di questo nel mondo del lavoro. La presenza di Enzo all’interno della scuderia da un apporto non indifferente. Le sue osservazioni logiche e la velocità e la volontà con cui apprende molti fattori, fanno sì che il lavoro risultante dagli sforzi di entrambi sia migliore ma soprattutto: renda di più in termini di efficienza. Quando si è precoci come me che ho iniziato a lavorare nelle corse come garzone a 16 anni (mentre studiavo all’istituto tecnico) si cade in un brutto errore. L’abitudine e la frenesia con cui si fanno le cose nel mondo delle corse porta spesso a dare alcune cose per scontate. Le osservazioni di Enzo, ad esempio, sono utili in quanto bloccano la frenesia del susseguirsi dei lavori, anche solo per una domanda che può apparire sciocca. Così non è. Non si contano più le volte in cui grazie alle sue domande e alle sue riflessioni abbiamo approfondito un aspetto dato per scontato. Guarda caso ci ha portato enormi miglioramenti in tempi più brevi. “Io ci rifletterei.”

box.jpg

CONCLUSIONI

Tanto per intenderci, Ralph DTE nasce da una logica… E’ una logica… Per questo, per molte persone è stato difficile comprendere come mai un Blog in costruzione come questo trattasse argomenti apparentemente non legati tra loro e che più volte mi è stato suggerito di dividere (erratamente) in più blog. Se io ti parlassi di come usare una certa tecnologia, sapresti poi capire gli effetti della sua presenza in un’azienda o meglio, in un mercato? Saper saldare il rame non significa che saprai come portare innovazione nella saldatura del rame attraverso un servizio unico. Sono argomenti delicati. Non bastano i primi 100 articoli che abbiamo scritto per spiegare… Non ne bastano 1000. Ecco perchè nell’introduzione di questo Blog scrissi che si vedranno i primi suoi effetti tra mesi, se non un paio d’anni…

Pubblicato in Aspetti psicologici e comportamenti della società, Forse non tutti sanno che/chi è, MatematicaMENTE FisicaMENTE | Nessun commento »

Crisi: i guadagni facili

Scritto da ralph-dte.eu il 14 Ottobre 2008

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: Cosa successe con i bond argentini spiegato in termini semplici

  • Ammettiamo che una nazione abbia bisogno di un aiuto economico perchè ha dei debiti e cerca un ritorno di capitali per tamponarli come meglio può.
  • Ammettiamo che esista una cassa comune (fondo monetario internazionale) alla quale tutti i stati possono accedere in caso di situazioni di crisi.
  • Ammettiamo che l’Argentina fosse in crisi all’epoca, ma anche in un periodo antecedente lo scandalo dei Bond e che non potesse accedere al fondo internazionale perchè aveva già un altro debito da sanare prima di ottenere un nuovo prestito.
  • Ammettiamo che l’interesse per i prestiti sul fondo monetario internazionale fosse stato all’epoca del 6,45% (ovvero l’Argentina doveva restituire al fondo internazionale, il suo debito più il 6,45% annuo)
  • Ammettiamo che l’Argentina, sapendo bene questo, abbia emesso dei titoli che voleva vendere alla gente offrendo un vantaggioso interesse del 25%.
  • L’Argentina che convenienza avrebbe avuto a prendere dei soldi dalla gente per poi restituirli con addirittura il 25% di interesse, se poteva prenderli dal fondo monetario internazionale restituendoli con il 6,45% di interesse?

Risposta. L’Argentina sapeva bene che non avrebbe restituito nulla alla gente, nè il capitale investito, nè tantomeno gli interessi. L’argentina sapeva che non avrebbe potuto accedere al fondo monetario internazionale nuovamente senza aver pagato il precedente debito.

Cosa ne deriva. Molte persone sono corse dietro i guadagni facili… I guadagni facili a mio avviso non esistono o se ci sono non funzionano. Gli investimenti migliori non hanno mai interessi così alti e così facilmente realizzabili. Possibile che non venga alcun sospetto?

Da cosa deriva. Un gesto disperato per tentare di salvare una nazione dal fallimento, nessuno poteva immaginare che una intera nazione fallisse; è successo. Io credo (ma non sono un esperto, mi informo solo e con tutti i miei limiti) che sia dovuto anche a tutta una serie di fattori legati con il resto del mondo ed i grandi squilibri economici tra nazioni.

Perché questo esempio? Questo è uno dei tanti esempi che si potevano fare a posteriori per trattare il tema dei “momenti di crisi economica”. Ognuno di questi articoli (crisi, prima parte; crisi, seconda parte; ecc.) sta a significare che dietro un botto improvviso segnalato dai giornali, esistono diversi fenomeni che si muovono ogni giorno e che noi il più delle volte ignoriamo interessandoci ai problemi solo quando ormai sono davanti a noi.

Cosa sono i titoli di stato? Approfondisci

Questo articolo è una sintesi semplificata richiesta da alcuni lettori per comprendere un meccanismo.

Pubblicato in Imprenditoria, microeconomia, marketing, branding | 5 Commenti »

Crisi: Brevi valutazioni sulle amministrazioni

Scritto da ralph-dte.eu il 13 Ottobre 2008

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: Le amministrazioni

Esiste una gerarchia aziendale molto semplice e allo stesso tempo molto poco conosciuta da chi non studia economia. Facciamo un esempio, ipotizziamo esista una società di capitali: ovvero a responsabilità limitata, con la società avente una propria personalità giuridica e con il potere di amministrazione dissociato dalla qualità di socio. La struttura dei piani alti è la seguente:

  • Si parte dagli organi di proprietà.

  • Scendendo agli organi di amministrazione (con potere esecutivo).

  • Ancora più giù gli organi di controllo (che sorvegliano sull’amministrazione della società ed il rispetto delle leggi e della contabilità).

  • Per arrivare agli organi di direzione (traducono in direttive i piani espressi dall’amministrazione).

Uno dei problemi principali è dato dal fatto che l’organo di proprietà, assume degli amministratori altamente specializzati al fine di perseguire, non il massimo profitto, bensì la massima crescita dell’azienda. Gli amministratori vengono raramente sostituiti proprio per il loro possesso di enormi conoscenze ed esperienza.

Nel caso in cui gli organi di proprietà non abbiano l’esperienza e le conoscenze tali da verificare la bontà dell’amministrazione, si verifica un problema (molto diffuso) di separazione tra proprietà e controllo. Significa che gli amministratori sono liberi di seguire le strade che preferiscono e che, in alcuni casi, possono portar vantaggio ai soli amministratori. Tali comportamenti sono chiamati sui migliori testi di economia: “Opportunistici”.

Abbiamo scritto questo articolo per far capire come i fattori in esso espressi siano complici di una situazione di crisi. Ma perchè? Perchè le scelte dell’amministrazione sono tali da influire sull’economia nazionale di un paese, basti pensare alle conseguenze che una serie ripetuta di errori può portare su un numero esteso di dipendenti…

  • Ammettiamo che l’amministrazione per contratto, come quasi sempre accade per essere maggiormente stimolata alla crescita aziendale, si possa avvalere di un ritorno economico percentuale sul risultato aziendale.

  • Ammettiamo che la gestione dopo un certo periodo sia stata caratterizzata da errori o incompetenze con conseguenze importanti per la società.

Questo può portare a diverse conseguenze tra le quali:

  • Le uscite utilizzate per pagare la cattiva amministrazione portano ad un ulteriore aumento delle perdite.

  • I tempi che intercorrono tra il momento in cui la società inizia a perdere ed il momento in cui capisce che la situazione è grave, sono spesso troppo lunghi.

  • Nel possbile cedimento della proprietà ad un nuovo proprietario che apporta capitali, possono essere distorti i valori del bilancio (in base alle varie normative: fiscale o civilistica) facendo apparire situazioni più floride. In tal caso l’amministrazione riesce ad ottenere comunque una elevata retribuzione, andando ad aggravare le perdite e portando la società verso l’inevitabile implosione.

  • Andando a modificare il bilancio si “possono” (o meglio non si può, ma tecnicamente è fattibile) emettere più azioni sul mercato (essendo la loro emissione proporzionale all’andamento aziendale), ma trattandosi di una mistificazione, di un falso in bilancio, le azioni emesse non sono valide. Si tratta quindi di emissione di azioni fasulle, fraudolente.

Ma come mai, vi chiederete, la proprietà non manda via questo genere di amministrazioni? La risposta è molto semplice: perchè la gente è abituata a vedere il negozio in cui va a fare compere dove in moltissimi casi può parlare con una figura che è il proprietario dell’attività;

Nelle società il proprietario non è un’unica persona ma un insieme, alle volte molto esteso, in cui i proprietari, ad esempio, potrebbero incidere ognuno per l’1% al massimo. Vedi GM. La General Motors con un capitale sociale di diversi miliardi di dollari in tutto il pianeta, ha una proprietà talmente estesa che l’azionista più grande non supera l’1,5%. Questo comporta la possibilità per gli amministratori di comportarsi come meglio credono essendo molto difficile rinominarli. Perchè? Perchè per rinominarli è opportuno che il 50+1% degli azionisti sia d’accordo nel farlo, inoltre è talmente costoso intraprendere una tale azione di convincimento nei confronti dei soci, che generalmente e preferibile vendere le proprie azioni e cambiare società.

Vedi anche: Definizione di azioni e Descrizione di società di capitali.

Pubblicato in Imprenditoria, microeconomia, marketing, branding | 3 Commenti »

Valutazioni sull’acquisto di un’auto -3-

Scritto da ralph-dte.eu il 12 Ottobre 2008

Influenza della società

Non farò esempi perchè ognuno ha la propria automobile preferita e, trovare grandi critiche sull’auto preferita o per la quale si sono fatti enormi sacrifici, può equivalere a ferire l’orgoglio di una persona. Nei Blog riservati a questo tipo di argomenti, si scatenano veri e propri conflitti tra persone che sono convinte di sapere tutto e che nei post si insultano perchè feriti nel proprio orgoglio da chi gli dice che non si è trovato bene con lo stesso mezzo che da un altro viene elogiato. Al giorno d’oggi dire che l’acquisto di un’auto sia stato un errore equivale a dire: “Sei un incapace, non sei stato in grado di, sei un fesso, non ci sai fare, non hai gusto, non capisci nulla”. O cose del genere…

Perchè? Semplice, perchè nella nostra società ormai è radicato il concetto :”Dimmi che auto hai e ti dirò chi sei!” Ovvero l’auto oggi rappresenta un elemento fondamentale per presentarsi in questa società.

Un esempio chiaro. Vi racconto l’ultimo esempio. Premesso che io sono immune alle mode ed all marketing, premesso questo, vi posso dire che una volta acquistai una Fiat Regata Weekend 2000 diesel (senza il turbo). Era messa malino e la pagai poche centinaia di migliaia di lire. Gli amici mi criticarono perchè tenevo una Clio 1.8 16v (replica fedele della Clio Coppa o coupè se volete dal francese) del campionato Renault Sport ferma in garage quando andavo al mare e preferivo uscire nelle mie domeniche con la Regata che ritenevano squallida. Ora a me poco importava questo. Il mio motivo era l’utilità. Andare al mare con la macchina da corsa avrebbe fatto scena come volevano i miei amici, ma non era per fare scena che la comprai. La Regata, pur essendo un 2000 (basta con la fissazione che le cilindrate maggiori consumano di più delle piccoline, non è vero), percorreva ben 25 km con un litro pesando solo 1100kg (un pò leggerina per essere una familiare in effetti). Inoltre la guida di quell’auto mi rilassava: il volante grande, tanto spazio, il rumore di un camion, il portellone che si apriva in due parti…. Che divertimento.

Conclusioni sul fattore società. I miei amici non volevano salire in macchina e si vergognavano, io mi divertivo da matti. A cosa mi sarebbe servito seguire gli standard della società? A spendere di più, a fare le cose solo per far vedere che…, a fare il buffone con la macchina da corsa, a voler sembrare quello che non sono e, ripeto, a spendere soldi inutili che la società mi avrebbe obbligato a spendere. Ma se poi mi fossi lamentato che il denaro non bastava mai, con chi me la sarei duvuta prendere? Con la società o con me stesso? Io la macchina da corsa preferisco guidarla in pista (www.scuderie-rbc.it) o a passeggio dopo il lavoro… Bello sentirla ronbare di potenza quasi a scocciarsi che stia andando piano.

Aspetto economico. Stesso concetto vale per chi si indebita per comprare l’auto più “vistosa o tamarra” del vicino. Sono guerre perse in partenza soprattutto se si pensa al costo delle opportunità ossia a quello che avrei potuto fare con i soldi buttati per l’auto, se li avessi utilizzati nel miglior impego alternativo. Link all’articolo molto interessante sul costo delle opportunità

Ora capite meglio l’esigenza di questo BLOG di saper fondere discorsi apparentemente differenti.

Pubblicato in Forse non tutti sanno che/chi è, Imprenditoria, microeconomia, marketing, branding, Motorismo, Motorsport e Meccatronica | Nessun commento »

Ospiti per i test della motoGP 2007 2008

Scritto da ralph-dte.eu il 11 Ottobre 2008

Lo scorso anno siamo stati ospiti di un noto team della motoGP di cui ho promesso di non fare il nome per questioni di professionalità. Stessa cosa dicasi quest’anno dove oltretutto non abbiamo potuto fare fotografie non essendoci mossi di un millimetro dal box. Il tutto era molto riservato e ne comprendiamo la necessità dato che anche nella nostra scuderia, seppur sia a livello di officina laboratorio e test in pista per approfondimento studi universitari, non desideriamo che vengano scattate foto. Quelle che pubblichiamo generalmente non riprendono i nostri metodi nello specifico e non rischiano di suggerire agli avversari in pista, parte delle nostre conoscenze. E’ giusto che in pista il risultato sia frutto del lavoro di ogni singola persona e non di una copiatura del vicino di box ovviamente.

Circa il 2008 possiamo dire poco o niente. Mentre nelle foto seguenti vediamo parte di ciò che abbiamo potuto osservare da vicino.

gresini-copia.jpgassemblaggio-aprilia-3-copia.jpgassemblaggio-aprilia-2-copia.jpghayden-copia.jpgassemblaggio-aprilia-copia.jpgaprilia-racing-copia.jpgcampetella-copia.jpgguareschi-copia.jpgyamaha-m1-copia.jpgkawasaki-copia.jpgmotore-m1-copia.jpghrc_2-copia.jpghrc_1-copia.jpgrsw-250-copia.jpgfoto-e-grafiche-ralph-dte.jpg

Note: è vietata la riproduzione anche parziale del materiale fotografico presente in questa galleria di immagini, se non dietro espressa autorizzazione dell’autore.

 

Pubblicato in Le nostre prove e i nostri approfondimenti, Motorismo, Motorsport e Meccatronica | 4 Commenti »

BMW HP2 SPORT

Scritto da ralph-dte.eu il 10 Ottobre 2008

Svantaggio o privilegio?

bmw-hp2-sport-ralph-dte.jpg

Arrivo alla BMW motorrad per il TEST RIDE delle enduro ma noto che tra le moto esposte ce n’é una che non si può provare. La linea è bellissima (ma questo parametro è puro e soggettivo così come il tratto che esce dalla matita dell’artista), ha un ché di motoGP. D’altra parte mi sembra massiccia e immagino quanto possa pesare una moto così. Salgo per provare la sensazione che mi trasmette anche solo da ferma. Strabiliante: è leggerissima; “sembra” persino pesare meno di una RS 250. Dico sembra perchè molto probabilmente la sensazione è accentuata dal motore boxer 1200 che riduce moltissimo la presenza di masse vicino al serbatoio e abbassa il baricentro dando un feeling stupefacente già da ferma. Il motore è enorme, un 1200 per la precisione da 133CV. Mai pensato ad un motore così grande e con la disposizione boxer, per andare in pista e fare “la messa in piega alla moto” :) . Poi noto che tra i dati viene indicata una velocità di oltre 200km/h. Di solito se una Ferrari raggiunge i 306km/h, si scrive: velocità massima oltre 300km/h. Così penso che questo bolide raggiunge una velocità abbastanza tranquilla. Ora la domanda che mi porgo: E’ un privilegio e quindi posso prenderci mano in tutta sicurezza e divertirtmi al massimo a dare il 110% in pista? Oppure è uno svantaggio e spendo una bella cifra per poi rendermi conto dopo pochi mesi che la sfrutto a pieno e vorrei di più?
Non lo so proprio, certo è che la possibilità di sfruttarla per bene fino al suo massimo, mi ingolosisce parecchio. Per un pilota trovare il limite di un mezzo è pura soddisfazione e un valore aggiunto in termini di adrenalina e orgoglio. Un pò come un goal alla semi-finale dei mondiali, non hai ancora vinto e senti l’emozione e la paura di andare avanti…

Non appena la proveremo anche noi su strada, vi faremo sapere le nostre impressioni di guida. Già sapete quanto siamo esigenti e quanto approfondiamo i temi che ci interessano…

Pubblicato in Motorismo, Motorsport e Meccatronica | Nessun commento »

Ralph DTE prova le BMW F 800 GS - F 650 GS - G 650 X Country

Scritto da ralph-dte.eu il 6 Ottobre 2008

Con il sorprendente contributo del Geometra Elisa Coltrinari

Ecco a voi una breve recensione della nostra impressione di guida.

Negli ultimi anni il fenomeno BMW Motorrad ha trovato sempre più consenso tra i centauri. Molti uomini hanno gradito le due ruote tedesche, ma non dimentichiamo che molto probabilmente il consenso maggiore è arrivato proprio dalle donne. Dopo tanta curiosità Elisa ed io siamo andati a provare per la nostra gioia e per la gioia dei lettori questi tre modelli:

  • BMW F800GS
  • BMW F650GS
  • BMW G 650 X Country

Abituati ai motori spinti a 2 tempi per la pista, non pensavamo di trovarci a nostro agio su queste moto da turismo. Unico particolare non facilmente digeribile durante i primi chilometri, il freno motore. Ci è parso un pò eccessivo specie nel traffico dove le auto che precedono variano la velocità continuamente. Gli scossoni ai quali si pone immediatamente rimedio usando maniacalmente la frizione, li abbiamo trovati un pò fastidiosi. Nulla a confronto delle note positive.

Sono bastati pochi chilometri per prendere confidenza con motore, cambio e ciclistica. Sono tarati appositamente per permettere a chiunque e con qualunque livello di esperienza di poter fare un viaggio divertendosi.

La risposta del motore della F800 GS e della F650 GS sono molto buone, la coppia arriva subito ai bassi regimi. Non bisogna attendere che il motore riprenda. E’ già pronto. Si prende subito confidenza con il gas e in breve ci si armonizza con la curva di coppia e si può persino osare un pò di più se si ha esperienza. Certo la spinta non si riproduce in un allungo deciso al quale siamo abituati, ma non trattandosi di un mezzo per la pista ci pare fin troppo ovvio.

In città tra una curva e l’altra sembra di guidare un ciclomotore tanto sono leggere e maneggevoli. Ne deriva che all’uscita dalle curve poi viene la tentazione di testare l’aderenza trasversale e affondare un pò di più. Impressionante, sembra quasi un giocattolo. Un giocattolo tecnologico però.

La F 800 Gs e la F 650 Gs sono molto simili ma la 650 (meno rifinita) con un’altezza della sella nettamente minore della F800Gs, permette alle ragazze di divertirsi con maggior sicurezza e prendendo più rapidamente la dovuta confidenza.

Non sono mancati gli imprevisti. Una delle moto provate da Elisa aveva le pasticche anteriori finite (saranno state centinaia le persone che l’hanno provata) ed in una frenata in curva alle basse velocità si è verificato un bloccaggio sgradevole della ruota anteriore. Il problema in questo caso non viene da BMW ma da chi si occupa di tenere a punto le moto concesse in prova.

Altra nota che non abbiamo ben compreso è quella dei comandi degli indicatori di direzione. Tre pulsanti ci sono sembrati eccessivi. Uno sulla parte sinistra del manubrio, due sulla parte destra. Il terzo ha la funzione di spegnere le frecce sia la destra che la sinistra che le 4 frecce. Non è molto intuitivo nè di facile raggiungimento a nostro avviso.

Ottima la ciclistica, specie durante la nostra prova nei tratti in campagna. Buono il motore che non frizza ma permette a chiunque una marcia armoniosa e con la giusta coppia per superare gli ostacoli. Ottima anche l’assenza di vibrazioni che invece caratterizzava il precedente modello della F 650 GS. Ottime anche le finiture (specie nella F800GS) e la presenza dell’ABS. Certo la qualità si paga… Anche un pò troppo cara a nostro avviso.

Sulla G 650 X Country Elisa ha potuto apprezzare una facilità d’uso ed una maneggevolezza impressionante. Veniva facilmente il desiderio di spingere di più. Anche se in città ovviamente meglio evitare. La sensazione preponderante di Elisa è stata quella di continuare il più possibile. Credo che da parte sua ciò significhi: La comprerei volentieri e partirei subito all’avventura…

Note:

Ringraziamo il Geometra Elisa del gruppo Ralph DTE che in qualità di donna ha preso parte alla nostra prova BMW raccontandoci le sue impressioni di guida.

Pubblicato in Le nostre prove e i nostri approfondimenti, Motorismo, Motorsport e Meccatronica | 3 Commenti »

Metodo di lettura di un libro universitario

Scritto da ralph-dte.eu il 6 Ottobre 2008

Voglio parlarvi in due righe di una cosa che spesso gli studenti universitari alle prime armi (ma non sono esclusi anche quelli delle scuole medie inferiori e superiori) faticano inizialmente ad inquadrare… Il metodo di lettura di un testo. Un metodo che si trova all’interno di un insieme ancora più grande che è il metodo di studio. Ho notato che c’è un fattore comune a molti testi universitari. Un fattore che mi ha giocato spesso brutti scherzi facendomi perdere diverso tempo. In sintesi espongo immediatamente:

  • Ipotizziamo un testo con circa 15 capitoli. Nella maggior parte delle volte che ho studiato per un esame, ho potuto osservare come il professore salti uno o due capitoli ai quali non si interessa in particolar modo e sui quali all’esame non fa alcuna domanda. Osservare bene il programma ed andare a ricevimento dal professore chiedendo consigli sull’importanza dei vari capitoli, può farvi risparmiare parecchio tempo. Vi è mai capitato di andare ad un esame e il professore vi chiede tutto quello che avete studiato solo nella parte iniziale del programma o solo ciò che vi è nella parte finale? Vi è mai capitato di perdere parecchi giorni a studiare cose che non vi sono state minimamente chieste e che non interessano al professore in caso di domanda libera per incrementare il voto?
  • Nella maggior parte dei casi i primi 3 capitoli sono delle note introduttive agli argomenti centrali del libro di testo. Si tratta di capitoli atti a farvi capire bene ciò di cui si parlerà dopo; servono a farvi entrare nell’ordine di idee. Il risultato è che soffermarsi troppo su questi capitoli vi farà perdere un mucchio di tempo in quanto se avete capito i concetti, li troverete nuovamente esposti e maggiormente approfonditi nei capitoli centrali.
  • Terza cosa. Valutate che il guadagno su un libro è misurato in base al numero delle pagine. Non sono rari i casi in cui medesimi concetti vengono esposti più e più volte con lievi differenze procurandovi una gran confusione e tutto questo solo per aumentare il numero delle pagine.
  • Nel terzo punto risiede la ragione per la quale è fondamentale andare a lezione anche qualora non fosse con obbligo di frequenza. Capirete senz’altro meglio il concetto sovraesposto nel libro.
  • Non fate riferimento ad un solo testo ma nemmeno a troppi (per evitare un inutile sovraccarico di lavoro). Può essere utile trovare su un altro testo un esempio grafico di un teorema di Analisi Matematica 1 o 2 ad esempio. Un esempio grafico che mostri il concetto di limite o di derivata o di integrale può aiutarvi a non imparare a memoria concetti fondamentali ma anche molto semplici in fin dei conti, come quelli trattati dalla matematica. L’incomprensibilità di questa materia è solo dovuta al fattore linguaggio. Spesso i concetti espressi sono fin troppo ovvi ma non raggiungono lo studente per questioni di incomunicabilità.

Tornando a noi e riassumendo:

  1. Abbiamo ipotizzato un libro di testo con 15 capitoli.
  2. Abbiamo ipotizzato che il professore ne escluda un paio (ammettiamo il 12 e il 15)
  3. Abbiamo ipotizzato che i primi 3 capitoli iniziali siano un avviamento al libro sul quale non pedere tempo eccessivo.

Risultato: i capitoli sui quali compiere un extra sforzo, nella maggior parte dei casi sono i capitoli centrali. Perdere tempo eccessivo anche sugli altri si è verificato essere spesso un grave errore. Questo risultato è un dato emerso da un sondaggio svolto tra decine di studenti universitari di Ingegneria compresi anche quelli del Vecchio Ordinamento ormai in via di estinzione.

 

libri.jpg

Pubblicato in Ingegneria, tecnologie e cenni di scienze | 2 Commenti »

 
Chiudi
Invia e-mail