P.N.D. Prove Non Distruttive

Rubrica: P.N.D. Prove non distruttive -1-

Titolo o argomento: Introduzione alle prove non distruttive

Sono tutte quelle procedure e quelle tecniche volte alla valutazione dell’integrità di materiali o di manufatti senza alterarne o distruggerne lo stato. Vengono effettuate allo scopo di ottenere le informazioni necessarie alla valutazione della accettabilità del manufatto. Le prove non distruttive vengono eseguite allo scopo di rilevare la presenza di eventuali difetti in materiali o manufatti (rilevazione), di identificare la tipologia (caratterizzazione) e, quando possibile, definire le dimensioni (dimensionamento).

Rilevazione difetto

Fase che consiste nell’appurare se nel pezzo in esame vi siano o meno difetti.

Caratterizzazione del difetto

Dopo aver rilevato un difetto si cerca di definirne la natura. E’ compito dell’operatore stabilire se il difetto rilevato è interno o affiorante, se planare o volumetrico, se allungato o tondeggiante. In caso di difetti in saldatura, per caratterizzare il difetto ci si avvale di dati quali il tipo di materiale base, il materiale d’apporto, il tipo di preparazione del giunto, procedimento di saldatura impiegato, trattamenti termici, ecc. (vedremo ogni dettaglio in seguito nei futuri articoli).

Dimensionamento del difetto

Consiste nel determinare la lunghezza, larghezza, profondità del difetto, nonché la sua posizione nella parte oggetto del controllo (profondità e orientamento).

Tipi di PND

Metodo radiografico

Metodo ultrasonoro

Metodo magnetoscopico

Metodo dei liquidi penetranti

Metodo delle correnti indotte

Metodo delle prove di tenuta o della rilevazione di fughe

La foto sottostante riguarda…

…La parte finale di un semiasse di una delle vetture da corsa preparate per un campionato europeo in una delle prime scuderie dove ho lavorato. E’ possibile notare la rottura per torsione dovuta forse ad un difetto o più probabilmente ad un componente troppo vecchio e logoro. In categorie superiori e in altre scuderie dove ho lavorato, si utilizzano software che tengono il conto delle ore di vita di ogni singolo componente della vettura. Questo permette di sostituire un pezzo prima che si rompa. E’ straordinario e di estrema semplicità. Un mio caro amico usa queste tecniche persino in categorie minori e, in effetti, le sue vetture non si rompono praticamente mai… Io ho il vizio di adottare tecniche decisamente professionali anche su mezzi molto semplici per il puro gusto di far bene. Ciò che invece non concepisco è come, in un campionato europeo, i controlli fossero inesistenti da parte di alcune scuderie sui loro mezzi. Nonostante tutto riuscivano a vincere spesso e quando non vincevano, la maggior parte delle volte, era dovuto a rotture. Il componente nella foto si è rotto durante il rettilineo del traguardo a Zandvoort a pochi giri dalla fine. Dieci giorni di lavoro buttati al vento per superficialità e conoscenze tecniche non adeguate.

Rottura per torsione su cuscinetto

4 risposte a “P.N.D. Prove Non Distruttive”

  1. Le prove non distruttive rappresentano strumento irrinunciabile per il controllo finale del prodotto. Nello specifico, per verificare la conformità dei macchinari presenti in azienda, ho fatto eseguire dai tecnici di xxxxx, un esame termografico direttamente sul posto.
    Utilissimo per garantire il corretto svolgimento dei processi aziendali.

  2. Sì è molto interessante. Di recente ho fatto eseguire invece delle prove distruttive sulle bielle di un motore V12-60° e, non appena le condizioni meteo miglioreranno (in questi giorni incombe la neve), oltre ai risultati delle analisi, mi spediranno i provini distrutti che potrò utilizzare per un servizio fotografico destinato ad un apposito articolo. 🙂

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