Ralph DTE

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Archivi per Novembre, 2008

BMW M3 Simulazione di guida

Scritto da ralph-dte.eu il 19 Novembre 2008

Scarica la versione demo del simulatore BMW

A questo link trovate una curiosa pagina del sito BMW dove è possibile scaricare una demo molto giocabile (e con una grafica all’altezza della situazione) di “BMW M3 Challenge”. Provandolo abbiamo  osservato come molti dettagli richiamino il noto simulatore di guida per eccellenza “Live for speed”.

La vettura risponde molto realisticamente a sottosterzo, sovrasterzo inoltre sono previste diverse regolazioni quali ad esempio 3 step di controllo di trazione, la possibilità di inserire/disinserire l’ABS e il DSC… Potete scegliere l’assetto originale o quello BILSTEIN più rigido e potete optare per cerchi da 19 pollici molto precisi ma che rendono la guida un pò più nervosa e i cerchi base da 18″ più adatti per chi inizia.

Naturalmente nello showroom del simulatore sceglierete il colore preferito della vostra nuova M3 :) , setterete la grafica e il vostro volante (ma va bene anche la tastiera o il joystick) per partire subito per i turni di prove ed il weekend di gara contro l’Intelligenza artificiale…

m3challenge.jpg

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P.N.D. Prove Non Distruttive

Scritto da ralph-dte.eu il 18 Novembre 2008

Rubrica: P.N.D. Prove non distruttive -1-

Titolo o argomento: Introduzione alle prove non distruttive

Sono tutte quelle procedure e quelle tecniche volte alla valutazione dell’integrità di materiali o di manufatti senza alterarne o distruggerne lo stato. Vengono effettuate allo scopo di ottenere le informazioni necessarie alla valutazione della accettabilità del manufatto. Le prove non distruttive vengono eseguite allo scopo di rilevare la presenza di eventuali difetti in materiali o manufatti (rilevazione), di identificare la tipologia (caratterizzazione) e, quando possibile, definire le dimensioni (dimensionamento).

Rilevazione difetto

Fase che consiste nell’appurare se nel pezzo in esame vi siano o meno difetti.

Caratterizzazione del difetto

Dopo aver rilevato un difetto si cerca di definirne la natura. E’ compito dell’operatore stabilire se il difetto rilevato è interno o affiorante, se planare o volumetrico, se allungato o tondeggiante. In caso di difetti in saldatura, per caratterizzare il difetto ci si avvale di dati quali il tipo di materiale base, il materiale d’apporto, il tipo di preparazione del giunto, procedimento di saldatura impiegato, trattamenti termici, ecc. (vedremo ogni dettaglio in seguito nei futuri articoli).

Dimensionamento del difetto

Consiste nel determinare la lunghezza, larghezza, profondità del difetto, nonché la sua posizione nella parte oggetto del controllo (profondità e orientamento).

Tipi di PND

Metodo radiografico

Metodo ultrasonoro

Metodo magnetoscopico

Metodo dei liquidi penetranti

Metodo delle correnti indotte

Metodo delle prove di tenuta o della rilevazione di fughe

La foto sottostante riguarda…

…La parte finale di un semiasse di una delle vetture da corsa preparate per un campionato europeo in una delle prime scuderie dove ho lavorato. E’ possibile notare la rottura per torsione dovuta forse ad un difetto o più probabilmente ad un componente troppo vecchio e logoro. In categorie superiori e in altre scuderie dove ho lavorato, si utilizzano software che tengono il conto delle ore di vita di ogni singolo componente della vettura. Questo permette di sostituire un pezzo prima che si rompa. E’ straordinario e di estrema semplicità. Un mio caro amico usa queste tecniche persino in categorie minori e, in effetti, le sue vetture non si rompono praticamente mai… Io ho il vizio di adottare tecniche decisamente professionali anche su mezzi molto semplici per il puro gusto di far bene. Ciò che invece non concepisco è come, in un campionato europeo, i controlli fossero inesistenti da parte di alcune scuderie sui loro mezzi. Nonostante tutto riuscivano a vincere spesso e quando non vincevano, la maggior parte delle volte, era dovuto a rotture. Il componente nella foto si è rotto durante il rettilineo del traguardo a Zandvoort a pochi giri dalla fine. Dieci giorni di lavoro buttati al vento per superficialità e conoscenze tecniche non adeguate.

Rottura per torsione su cuscinetto

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Problema di Montmart dell’abbinamento

Scritto da ralph-dte.eu il 18 Novembre 2008

Rubrica: Matematicamente

Titolo o argomento: Problema di Montmart dell’abbinamento

Il problema di determinare la probabilità che, in un abbinamento casuale di due insiemi accoppiati naturalmente (come due mazzi di carte o un gruppo di lettere e di buste con gli indirizzi) esista almeno un abbinamento corretto.

Tale probabilità tende a: [1-(1/e)] al crescere del numero degli elementi dell’insieme.

La lettera “e” nella formuletta rappresenta per l’appunto  il numero degli elementi dell’insieme.

1-1sux.png

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Errori macroscopici di assemblaggio

Scritto da ralph-dte.eu il 17 Novembre 2008

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili

Titolo o argomento: Assemblare un’auto da corsa, un’operazione alla quale riservare gran rigore

C’era una volta, in una scuderia dove ho lavorato, un meccanico che credeva di sapere tutto e invece aveva delle conoscenze assai grossolane della tecnica con cui si assembla una vettura da corsa. Il problema non è da poco specie se si considera che le vetture, che preparavamo e assemblavamo nell’arco di una intera settimana prima di partire, erano destinate ad un campionato europeo.

All’epoca come oggi io non sapevo e non so tutto. Fidatevi che c’è sempre molto da imparare anche quando ci si sente molto sicuri di sé. Quello che vi rende apprezzati in un team di lavoro non è mai la saccenza, ma il desiderio costante di imparare e di cercare nuove sfide. Quando invece è la saccenza a regnare nel vostro orgoglio, i vostri collaboratori non avranno un attimo di esitazione nel prendersi belle rivincite su di voi alla vostra prima gaffe.

Quello che fa la reale differenza è la capacità di usare la logica, gli strumenti messi a disposizione dagli studi (ad esempio per diventare un Perito o un Ingegnere o un tecnico specializzato) e gli strumenti messi a disposizione dall’esperienza maturata fin da quando avete iniziato un mestiere.

Nel caso della preparazione di una vettura destinata alle competizioni, la forza fisica serve davvero a poco ed è l’ultimo elemento da inserire nella lista di ciò che vi occorrerà. Cosa voglio dire? Semplicemente che prima di ridurre un disco frizione del costo di oltre 250,00 - 300,00 Euro in queste condizioni (vedi foto), perchè il cambio non ne vuole sapere di entrare nella sua sede (e lo si forza avvitandolo con più forza), uno dovrebbe chiedersi: “Perchè il cambio non entra nella sua sede?” Fermi tutti, dovrebbe entrare agevolmente e non con tutto questo sforzo! Cosa ho sbagliato?

Ricordo che il mio collega mi fece passare un pomeriggio d’ inferno a sopportare le sue parolacce perchè non aveva centrato il disco della frizione correttamente nella sua sede e l’albero del cambio, non riuscendo ad attraversare il disco tramite il foro scanalato, premeva contro la superficie della frizione stessa estraendo letterlamente la sede scanalata e distruggendola. Invece di forzare le cose ad andare a posto, non sarebbe meglio soffermarsi a riflettere? Conoscere meglio sia come sono fatte le cose sia come si usano? E questo non penso valga solo per l’assamblaggio di un propulsore da corsa.

Disco frizione Renault Clio 3.0 V6 montanto male e danneggiato

Disco frizione Renault Clio 3.0 V6 montato male e danneggiato

Scatti realizzati da noi nel nostro lab.

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BMW Concept - Quando la fantasia propone cose ora inconcepibili

Scritto da ralph-dte.eu il 16 Novembre 2008

Un altro esempio di quella che io chiamo “Teoria degli accostamenti” ovvero la logica che opera nella mente di chi sa fondere logiche appartenenti a settori distinti e che ritengo rappresenti il futuro (parte uno; parte due). Logiche apparentemente lontane possono fondersi insieme generando un prodotto unico…

In questo esempio vediamo una sorta di tessuto applicato come carrozzeria ad una vettura bavarese; l’eccezzionale flessibilità e capacità di mutamento la rendono un prodotto alquanto affascinante.

Download BMW Concept

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La LEGO si è rivoluzionata

Scritto da ralph-dte.eu il 15 Novembre 2008

Dopo anni di incertezze finalmente si riprende

Tutti conoscete la nota azienda danese che produce da una vita le più belle costruzioni al mondo: la LEGO. Chi non ha passato intensi minuti davanti a vetrine o espositori di negozi di giocattoli desiderando di poterle avere… tutte!

Forse non tutti sanno che alcuni anni fa la Lego passò un brutto periodo economico (chi non l’ha passato in imprenditoria?), brutto al punto da rischiare di chiudere. Almeno questo è ciò che lessi con grande rammarico su una rivista credo attendibile.

Ora dopo anni in cui, crescendo avevo dimenticato il mondo Lego, mi sono ritrovato per caso a visitare il loro sito in cerca di parti ordinabili come ricambi da aggiungere ad un lego Technic…

Non potete immaginare la mia sorpresa (anzi la potete immaginare se fate un salto sul sito lego.com) nel vedere come la Lego si sia rivoluzionata a 360°. Personalmente non soffrendo di invidie o complessi di inferiorità, gli auguro di aver guadagnato tanto da essersi rimessi perfettamente in piedi.

Cosa mi ha stupito?

Soprattutto il nuovo servizio. Loro hanno centrato il bersaglio, hanno capito tutto ciò che doveva offrire un’azienda così per essere completa. L’hanno capito e l’hanno messo in pratica al meglio e credo anche con costi non spasmodici.

  1. Adesso puoi acquistare direttamente sul sito ai prezzi più bassi del web.
  2. Non devi più tribolare nel caso in cui il negozio di giocattoli dove ti rechi non dispone del prodotto esatto che preferisci o non te lo ordina mai.
  3. Hanno abbassato i prezzi. Certo le costruzioni più complesse superano i 100 euro ma non immaginate quanto lavoro di progettazione e ingegneria c’è dietro queste magnifiche costruzioni e non immaginate quante tecnologie vengono utilizzate per realizzare ogni singolo componente ad elevato standard qualitativo.
  4. Hanno evoluto il prodotto adattandolo armoniosamente ai tempi; è possibile realizzare modelli meccanici da muovere come gru e ruspe. Certo esistevano anche in passato ma ora sono più complessi e più raffinati con ulteriori funzioni.
  5. Vuoi spingere la meccanica oltre i limiti? Benissimo sono previsti anche kit per la realizzazione di Robot con tanto di sensori di vario genere (che rilevano campi magnetici o che sono sensibili al tatto…), plc programmabili, controlli remoti a infrarossi, motori elettrici…
  6. Vuoi creare di testa tua senza per forza realizzare il prodotto previsto nella confezione? Benissimo, la Lego ti dà ora la possibilità di realizzare un modello virtuale della tua costruzione tramite un software gratuito scaricabile dal sito, nonché la possibilità di ordinare solo ed esclusivamente le parti necessarie a realizzare il tuo progetto.
  7. Puoi ordinare ricambi, sensori aggiuntivi, parti programmabili e realizzare il Robot che hai in mente o una Ruspa che abbia delle funzioni da te personalizzate.
  8. Molto interessante la sezione “CREATOR” del sito LEGO.com
  9. Avete possibilità a dir poco infinite… e se penso a quanto era scarno il catalogo della Lego nel periodo della loro crisi… beh allora posso dire con orgoglio che ci hanno saputo fare. Complimenti! Magari le Aziende Italiane fossero capaci di simili innovazioni!!!

Download Mindstorms

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Perchè usiamo anche un simulatore per le corse…

Scritto da ralph-dte.eu il 15 Novembre 2008

Anticipazioni:

Un simulatore non è un videogioco. Un simulatore è uno strumento sebbene sia divertente per gli appassionati della specialità simulata.

Dicesi simulazione:

Per simulazione si intende la costruzione di un modello matematico di qualche processo, situazione ecc., allo scopo di determinare le sue caratteristiche, o di risolvere i problemi al riguardo, in modo probabilistico nei termini del modello.

Cosa facciamo noi:

Attraverso il simulatore Live for speed noi studiamo il modello dinamico di una vettura da corsa tipo GTR per capire in varie situazioni di forte stress del veicolo, come agiscono le forze sul telaio e sulle parti usurabili come gomme e sospensioni.

Immaginiamo in modo schematico il modello di auto da corsa come una H il cui estremo anteriore può ruotare liberamente ovvero come due parti (avantreno e retrotreno) che possono ruotare l’una rispetto all’altra (casi limite: forti sottosterzi o sovrasterzi). Clicca sull immagine per ingrandirla; ti renderai conto di come semplifichiamo al limite il modello:

modello-schematico-vettura-simulata.jpg

Sulla base di questo concetto logico semplificato, seguiamo tutta una serie di studi volti a comprendere i meccanismi che innescano squilibri dinamici nella vettura. Gli articoli scritti fin’ora ne sono un esempio. Tali articoli non sono terminati, ne seguiranno molti altri a partire dalla taratura delle sospensioni  (compressione, estensione, precarico, corsa, altezza vettura, ecc.)

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La necessità dei numeri grandi

Scritto da ralph-dte.eu il 14 Novembre 2008

Compatte digitali,  lettori mp3, cellulari, notebook e pc, reflex, gadjets elettronici di ogni genere dietro i quali corriamo, spesso senza renderci conto che i numeri che ci riempiono la testa, la maggior parte delle volte sono eccessivi, inutili, non ci occorrono. O perlomeno non sempre… Giga byte, Mega Pixel, Frequenze di Clock, Ram, Hard disk enormi, pollici, sempre più pollici. Ma ci servono realmente?

In 7 casi su 10, abbiamo constatato, no. Non sfruttiamo al limite il prodotto acquistato e quando lo sostituiamo andiamo dietro a numeri più grandi senza nemmeno sapere che differenze reali troveremo nel prodotto e se realmente ci occorrono.

In 2 casi su 10, il prodotto viene acquistato per il puro gusto di possedere quello con le caratteristiche tecniche più elevate. Si tratta di un disturbo compulsivo ossessivo ormai diffuso e perchè no, forse a causa della pubblicità martellante ai limiti del plagio. O dell’impatto che certe tecnologie di consumo hanno sulla società.

In 1 solo caso su 10, chi acquista un prodotto più performante lo fa per sfruttarlo a pieno e perchè gli occorre realmente per hobby, per passione, o per lavoro. Ma un solo caso su dieci di acquisto coscenzioso ci sembra pochino.

Ma servono veramente tutti quei Gb e megapixel? Ecco un altro esempio di un paio di buoni scatti realizzati semplicemente conoscendo l’uso delle luci (di cui parleremo più approfonditamente a primavera nella sezione “Grafica e intrattenimento” di questo Blog) e delle funzioni manuali di una semplice (ma non più di tanto) compatta digitale.

Troveremo il seguito più approfondito di questo articolo in 6 articoli che seguiranno l’articolo: Portare al limite una Canon a 540.

NB. le foto di seguito riportate sono state ridimensionate per utilità del Blog. Quelle originali avevano dimensioni di ben 2816 x 1584.

aeroblog1_ralph-dte.jpg aeroblog2_ralph-dte.jpg

In entrambe le foto abbiamo fatto sì che fosse visibile la macchina fotografica che ha fatto gli scatti. Come è possibile osservare non si tratta di una reflex. Volendo sarebbe stato possibile realizzare le foto senza che fosse visibile la compatta usata. Nella prima è volutamente a fuoco solo una parte dell’oggetto; in modalità manuale regolando il fuoco abbiamo fatto sì di simulare un obiettivo più professionale.

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La vettura si scompone…

Scritto da ralph-dte.eu il 12 Novembre 2008

Rispondendo a Luca 

Rispondiamo a Luca che ci chiede come mai sul simulatore di guida ( http://www.liveforspeed.net ) pur mantenendo le campanature simmetriche sulla destra e la sinistra della vettura, in frenata la vettura flette sulla destra scomponendosi e terminando spesso in testa coda se ritarda la frenata:

E’ probabile che in parte tu ti sia già risposto: potresti aver settato una frenata eccessiva che porta al bloccaggio delle ruote anteriori e a tampone le sospensioni anteriori. In questa situazione il mezzo fatica ad inserirsi in curva e tutte le masse non sospese (ovvero quelle sorrette dalle sospensioni) che non sono perfettamente bilanciate come ad esempio la massa del pilota e le asimmetrie dei componenti montati sul telaio potrebbero portare il mezzo a sbilanciarsi con estrema facilita. Immagina che se le sospensioni hanno una corsa dello stelo insufficiente, in frenata si comprimono fino a toccare il fondo corsa (a tampone) e perdendo ogni proprietà elastica. In poche parole non ammortizzano più e le masse del veicolo scaricano su ogni ruota in modo irregolare. Situazione assolutamente da evitare.

Di solito si pone rimedio a questo problema verificando la taratura della frenata e alzando il corpo vettura aumentando la corsa dello stelo (l’altezza)  delle sospensioni. Se al di là della frenata il mezzo ti sembra bilanciato, alza la vettura della stessa quantità sia sul fronte che sul retro in modo da mantenere il medesimo equilibrio che avevi prima. La frenata potresti ridurla (non sappiamo il valore da te adottato) per esempio da 1800Nm a 1720-1750Nm e vedere se trai giovamento da questi interventi.

I manuali di liveforspeed consigliano di non superare valori di 1600-1680Nm.

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