Ralph DTE

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Archivi per Novembre, 2008

Proporre un’idea ad un’azienda. Con quali tutele?

Scritto da ralph-dte.eu il 11 Novembre 2008

Rubrica: Sogni il tuo brevetto? -4-

Titolo o argomento: Può convenire proporsi ad un’azienda? Con quali tutele? Perchè?

Un rapido esempio

Premesso che “brevettare” ad esempio un nuovo sistema di comunicazione in buona parte del mondo (brevetto internazionale) serve solo a fare in modo che, nel caso l’idea sia realmente valida da poter offrire un gran ritorno economico, le aziende interessate la brevettino o comunque la realizzino in uno dei paesi non coperti da brevetto. Operazione sicuramente più semplice per una multinazionale. Premesso questo, nutriamo alcuni sospetti circa l’utilità di brevettare qualcosa se non si è una grande azienda e non si dispone di grandi capitali e gruppi di studi legali al seguito.

L’azienda che potrebbe realizzare il prodotto in uno stato dove il vostro brevetto non è coperto, poi potrebbe diffondere il prodotto in larga scala nel mercato tramite normalissime esportazioni e l’ingente capitale investito per corpire l’idea con un brevetto se ne andrebbe a farsi friggere.

Inoltre: di quante persone bisogna fidarsi per raggiungere lo scopo? Dai colleghi con cui si sviluppa il prodotto, alle aziende interessate o che fingono di non esserlo, agli studi o uffici preposti al controllo che l’idea sia veramente nuova. Mi sono sempre chiesto se andando in camera di commercio non ci sia il rischio che gente più esperta si appropri dell’idea nel controllare la sua valenza. Passerò da malfidato ma sapete com’è…

A questo punto per me vi è un’unica soluzione

Acquisire il “diritto morale” e non economico sul prodotto inventato, in modo tale da poter godere del privilegio di essere riconosciuto ovunque come colui che ha inventato un nuovo sistema, una nuova utilità.

  • Il vantaggio è che si può così essere facilmente assunti a buoni livelli dalle aziende interessate al prodotto anche perchè se sono furbe e dedite all’evoluzione, dovrebbero sapere che la vostra mente nel loro ambiente tirerà fuori molte più novità aumentando il prestigio dell’azienda stessa. Se così non fosse vi assumerà l’azienda concorrente e la prima ci rimetterà 2 volte.

  • Lo svantaggio è che non si ha diritto economico su ciò che si è inventato. Un pò come gli studenti che vincono i concorsi sulle tesi di laurea e ricevono un premio di 1000 euro per un’idea che non si calcola che valore possa avere… sicuramente di gran lunga superiore.

 Pertanto non inseguire il massimo profitto, ancora una volta potrebbe essere una carta vincente, soprattutto considerato che inseguendo scopi economici ci si può ritrovare a perdere sia il diritto di brevetto che quello morale. Ovvero, perdere tutto.

Ovviamente se invece avete la possibilità di un amico avvocato o di uno studio legale fidato che vi segua, beh allora potete ambire a di più…

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Sogni il tuo brevetto?

Scritto da ralph-dte.eu il 9 Novembre 2008

Rubrica: Sogni il tuo brevetto? -3-

Titolo o argomento: Sogni il tuo brevetto?

Se il brevetto ti sembra qualcosa di lontano da ciò che pensavi o speravi di trovare come opzione di salvataggio della tua idea ti consigliamo di leggere:

Regolamento (CE) n. 6/2002 del Consiglio, del 12 dicembre 2001, su disegni e modelli comunitari

pare infatti che sia possibile (attenzione ha validità solo nella Comunità Europea) registrare da soli i propri modelli se rispettano determinati prerequisiti (riportati nel lunghissimo testo presente al link sopra) e se rispetti tutta una serie di regole… ma attenzione, il minimo errore e come probabilmente immaginate, tutto va a monte. Farsi seguire da un avvocato, meglio se un amico fidato che ha scelto questo tipo di studi, potrebbe essere la carta vincente per salvaguardare nel migliore dei modi l’idea, il lavoro, l’oggetto che vorreste registrare…

Uno stralcio del regolamento che trovate al link sopra:

DIRITTO DEI DISEGNI E MODELLI

Sezione 1

Requisiti per la protezione

Articolo 3

Definizioni

Ai fini del presente regolamento s’intende per:

a) “disegno o modello”: l’aspetto di un prodotto o di una sua parte quale risulta in particolare dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale e/o dei materiali del prodotto stesso e/o del suo ornamento;

b) “prodotto”: qualsiasi oggetto industriale o artigianale, comprese tra l’altro le componenti destinate ad essere assemblate per formare un prodotto complesso, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e caratteri tipografici, esclusi i programmi per elaboratori;

c) “prodotto complesso”: un prodotto costituito da più componenti che possono esser sostituite consentendo lo smontaggio ed un nuovo montaggio del prodotto.

Articolo 4

Requisiti per la protezione

1. Un disegno o modello è protetto come disegno o modello comunitario se ed in quanto è nuovo e possiede un carattere individuale.

2. Il disegno o modello applicato ad un prodotto o incorporato in un prodotto che costituisce una componente di un prodotto complesso è considerato nuovo e dotato di carattere individuale soltanto se:

a) la componente, una volta incorporata nel prodotto complesso, rimane visibile durante la normale utilizzazione di quest’ultimo, e

b) le caratteristiche visibili della componente possiedono di per sé i requisiti di novità ed individualità.

3. Per “normale utilizzazione” a termini del paragrafo 2, lettera a) s’intende l’impiego da parte dell’utilizzatore finale, esclusi gli interventi di manutenzione, assistenza e riparazione.

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Quanti tipi di numeri conosci?

Scritto da ralph-dte.eu il 9 Novembre 2008

 

Rubrica: Officina della Matematica

Titolo o argomento: Tipologie di numeri

Naturali, interi, frazionari, razionali, irrazionali, reali…

I numeri 0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, … sono detti numeri naturali (N). Determinano quanti elementi ci sono in un insieme o quale posizione assume un elemento in un insieme ordinato.

Puoi ad esempio usare il numero 5 per contare le dita di una mano o per collocare il mese di Maggio all’interno dell’insieme ordinato dei mesi dell’anno. Se un numero naturale viene usato nel primo modo viene detto numero cardinale, se viene usato nel secondo è detto numero ordinale.

Tra due numeri naturali “a” e “b”, si dice che “a” è minore di “b” (e si scrive a<b) se esiste un altro numero “n” che sommato ad “a” mi da “b” ovvero: a+n=b implica che a<b.

A volte poi vi è la necessità di distinguere ad esempio se i numeri indicano il lato positivo o negativo di una grandezza, vedi ad esempio la temperatura (-15°C; +29°C) o i valori di crediti e debiti in banca ( +3475,00 Euro; -65,00 Euro). I numeri che permettono di identificare in quale insieme (positivo o negativo) si trova un valore sono detti numeri interi (Z).

Il valore assoluto di un numero intero |a| è il corrispondente numero naturale privato del segno.

Considerando solo i numeri interi positivi, si dice numero primo un numero divisibile solo per se stesso e per 1. La serie di numeri primi è infinita (il numero 1 non è considerato primo), tutti gli altri sono chiamati numeri composti.

I numeri frazionari sono coppie ordinate di numeri interi nella forma m/n con n ≠ 0. “m” è detto numeratore e “n” denominatore.

Un numero che può essere rappresentato con una frazione si dice numero razionale (Q). L’insieme dei numeri interi è contenuto in quello dei razionali poichè ogni numero intero “z” può anche essere scritto come z/1. Un numero razionale può essere positivo o negativo. Il segno di una frazione dipende dal segno del numeratore e denominatore. Se hanno lo stesso segno, il segno dalla frazione è positivo; se di segno opposto, il segno della frazione è negativo. 0/1 esiste e da risultato 0 mentre 1/0 non da valore 0 ma da la logica risposta: non esiste.

Numero decimale finito: es.  123/100= 1,23 è decimale finito in quanto dopo la virgola i numeri sono limitati e, in questo caso si fermano al 3.

Numero decimale infinito periodico: es. 7/22= 0,318181818181818181818181818 è decimale infinito periodico in quanto i numeri dopo la virgola continuano all’infinito ovvero si ottiene una sequenza di cifre detta “periodo” che si ripete un numero infinito di volte.

Ogni numero razionale è un numero decimale finito o infinito periodico. Il numero naturale prima della virgola è detto antiperiodo, i numeri dopo la virgola costituiscono il periodo.

Il numero pi greco: 3,14159265358979323846… è un numero irrazionale in quanto ha un numero infinito di decimali senza periodo (aperiodico). Ciò significa che dopo la virgola non è possibile risalire ad un numero che si ripete periodicamente. In questo risiede l’irrazionalità.

I numeri REALI sono i numeri nella forma: ±N,abcdef… ovvero sono i numeri che possono avere la sequenza dopo la virgola infinita o finita, periodica o aperiodica, sono i numeri che contengono tutti gli insiemi sopra citati: N, Z, Q.

I numeri COMPLESSI li trovi qui

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La cura dei denti -3-

Scritto da ralph-dte.eu il 8 Novembre 2008

Il colluttorio ha il rovescio della medaglia

Abbiamo condotto uno studio per 4 anni su un prodotto di uso comune per capirne pregi e difetti e il limite tra marketing, voci e vera utilità: il colluttorio.

Iniziamo dalla fine, ovvero dal risultato ottenuto, proseguiremo poi con alcune curiosità emerse.

La soluzione migliore per l’utilizzo del colluttorio per l’igene orale è stata quella dell’uso abbinato ad un idropulsore. Abbiamo miscelato un valore prossimo a 10 gocce di colluttorio in mezzo litro di acqua che può contenere un idropulsore. La pulizia è risultata ottima con queste dosi, senza causare effetti collaterali o danni.

Danni? Ma come! Il colluttorio non è una di quelle cose che più ne usi e meglio è?

La risposta è NO.

  • Un eccesso di colluttorio (e questo l’abbiamo verificato e stradimostrato in 4 anni di test) porta alla corrosione dello smalto che, paradossalmente FAVORISCE LA CARIE.

  • Un eccesso di colluttorio rende i denti più taglienti e può portare a ferirsi facilmente l’interno di labbra e guance.

  • Un eccesso di colluttorio sensibilizza notevolmente i denti dando sgradevoli sensazioni qualora si ingeriscano bevande fredde o gassate.

La quantità ideale e corretta si è rivelata essere di sole 10 gocce in mezzo litro di acqua. Oltre a consentire una durata ottima della confezione nel tempo, offre il giusto compromesso tra igene e utilità. Usarne troppo poco non serve, usarne eccessivamente causa i danni sopra citati.

Puro non va MAI usato, diluito abbondantemente in un bicchiere d’acqua causa il deterioramento dello smalto nonché una puizia inadeguata e localizzata alle zone più facilmente raggiungibili.

Abbinato in massimo 10 gocce a mezzo litro di acqua in un idropulsore, offre una pulizia (in base a come regolate il getto e alla sensibilità delle vostre gengive) precisa dente per dente e tra dente e dente...

colluttorio-ridim.jpg

Provate anche voi. Con l’idropulsore è persino divertente lavare i denti e si fatica poco in proporzione al grande livello di pulizia che otteniamo. Naturalmente non specifichiamo marche di idropulsori perchè non è una pubblicità nascosta nel test. Vi consigliamo solo di leggere bene le istruzioni di tale prodotto e di iniziare la pulizia dentale con potenze ridotte aumentandole man mano che le gengive si adattano al getto. Inizialmente potrebbero veriticarsi leggeri sanguinamenti.

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Giocare con i numeri

Scritto da ralph-dte.eu il 7 Novembre 2008

Rubrica: Matematicamente

Titolo o argomento: Connessioni logiche in una serie di numeri

Di seguito una serie di numeri:

1, 2, 6, 42, 1806, … Quale sarà il sesto numero?

Ecco alcune delle tipiche risposte: Ahh è impossibile, non ci riuscirò mai, non lo capisco, basta rinuncio, zero, ma cos’è ’sta cavolata, machissenefrega?

Molte delle persone che rinunciano subito, in realtà possono rispondere a questa domanda matematica. Per farlo però ci vuole “Metodo”.

Guardate:

riscriviamo la serie: 1, 2, 6, 42, 1806

per scrivere il numero che seguirà, ovvero il sesto numero, devo individuare la relazione che intercorre tra i primi 5 numeri elencati. La funzione logica che li lega mi darà il sesto numero…

che legame c’è tra 1 e 2? (ricordiamoci che il primo numero della serie è 1)

semplice: 2 è il doppio di uno. Quindi 1 x 2 = 2

che legame c’è tra 2 e 6?

2 x 3 = 6 e così via…

6 x 7 = 42

42 x 43 = 1806

pertanto osservando ciò che ho sottolineato con i differenti colori, notiamo che i numeri in rosso (detti moltiplicatori) sono esattamente i numeri Naturali successivi ai numeri in blu ( detti moltiplicando). Ovvero ogni “moltiplicatore” è uguale al suo “moltiplicando +1″.

In termini matematici, la legge che da il risultato del sesto numero è la seguente:

n x (n+1)

da cui

1806 x (1806 + 1) = 3.263.442 che è il sesto numero.

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Perchè la ricerca può aiutare nella crisi?

Scritto da ralph-dte.eu il 5 Novembre 2008

Alcuni lettori ci chiedono come mai sostengo che la ricerca poteva (se precedentemente attuata) aiutare durante il perdiodo di crisi.

A mio avviso è importante avere la capacità di guardare oltre e saper prevedere i cambiamenti o i possibili cambiamenti con un buon anticipo in modo da organizzare un’impresa vincente anche nei momenti di difficoltà. Certo nessuna impresa è perfetta ma se sa vedere oltre, nei momenti duri, soffrirà un pò meno. Sicuramente.

Durante un periodo di crisi la gente non ha bisogno dell’aspirapolvere nuovo, del nuovo televisore ultrapiatto, del nuovo lettore mp3 o della nuova auto. Durante un periodo di crisi la gente ha bisogno di un prodotto che sia fondamentale per migliorare il benessere e perchè no, di un prodotto idoneo al momento di crisi. Quale?

Ecco un esempio:

Ammettiamo che durante la crisi un’azienda proponga un metodo per risparmiare sul consumo energetico negli impianti industriali e domestici… Avete già capito quanto sarebbe utile vero?

La ricerca serve a questo. Nessuno vieta ad una grande impresa di investire in borsa per ottenere un ritorno che la aiuti a sostenersi. Ma bisognerebbe sempre tenere vivo un dipartimento che possa avere gli strumenti per crescere, per innovare. Perchè dalle crisi si esce solo così…

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Depositare una domanda di brevetto

Scritto da ralph-dte.eu il 4 Novembre 2008

Rubrica: Sogni il tuo brevetto? -2-

Titolo o argomento: Depositare una domanda di brevetto… non è facile.

Il primo passo da fare, indubbiamente il più complesso, è quello di capire a fondo l’invenzione e quindi valutare se è brevettabile ed in caso affermativo in quale modo sia conveniente proteggerla. Mentre per alcune invenzioni si tratta di una valutazione semplice, per altre non lo è. Si pensi ai brevetti relativi ai prodotti alimentari, ai software, o a tutte quelle invenzioni apparentemente banali che proprio per questo devono essere descritte in modo rigoroso.

Dal punto di vista formale occorre preparare una documentazione tecnica comprendente una descrizione e dei disegni che facciamo comprendere in che cosa consiste l’invenzione. La documentazione non deve essere una semplice descrizione di come è fatto il prodotto che si vuole brevettare, ma deve essere scritta in modo tale da evidenziare bene quali sono gli aspetti innovativi sui quali si chiede di ottenere la tutela. La difficoltà nello scrivere il brevetto sta proprio in questo. Anche se si è dei tecnici esperti non è detto che si riesca a scrivere un brevetto nel modo ottimale. E quindi buona regola consultare un esperto in materia che possa aiutarvi.
Preparata questa documentazione di base occorre poi predisporre la modulistica. Questo aspetto è tanto più difficile a seconda degli stati in cui si vuole ottenere un brevetto.

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Come potrebbe trasformarsi la vita quando si inseguono i propri sogni?

Scritto da ralph-dte.eu il 3 Novembre 2008

Esempio nelle corse

Non ci si alza la mattina e si fa il lavoro preferito. O perlomeno in linea di massima non succede quasi mai. Ogni singolo passo in più che vogliamo fare nella vita equivale a sacrificio. Devi rinunciare a qualcos’altro. Io ad esempio sono stato costretto (per mia volontà ovviamente) a fare gli esami all’università più lentamente pur di non rinunciare al lavoro che svolgo nel campo: tecnologie edili, meccaniche e motoristiche. Ho rinunciato alle vacanze (che sono ormai un’abitudine naturale per i miei amici tra estive e invernali), ne avrò fatte due o tre in tutta la mia vita, ho rinunciato a qualsiasi cosa fa un giovane alla mia età. Naturalmente solo nei momenti di maggiore difficoltà. E’ ovvio che mi svago anche io.

I miei amici erano a ballare il sabato sera e io ero a Zandvoort per l’europeo con la Renault Sport. I miei amici erano a giocare a calcetto nell’anno dell’esame del 5° superiore e io ero a Misano a montare il box con i colleghi per i test in pista dei nuovi pezzi delle auto. I miei amici a 16 anni erano al mare con i motorini d’estate e io montavo i primi accessori su una Escort RS Cosworth. Ogni cosa che volevo imparare a fare la dovevo imparare a scapito di altre cose e soprattutto, in molti casi (aspetto fondamentale) GRATIS. Per recuperare il denaro necessario per realizzare un laboratorio (piccolo reparto corse) ho fatto il pasticcere, il gelataio, il cameriere… Ma rimanevo indietro con gli esami anche se ora ho recuperato moltissimo e mi dirigo verso la fine degli studi.

Se vi piacciono le corse e vi auguro di realizzare i vostri sogni, c’è un sistema che vi darà più possibilità di riuscire nell’intento…

Perchè gratis?

Quando avete 16 anni o 20 anni o 25 e non sapete un’acca di auto da corsa, (dalle riviste che spesso si leggono alla realtà ce ne passa…) nessuna scuderia ha bisogno di voi. A meno che… C’è un però…

A meno che non siate disposti a pulire la macchina del pilota ogni qualvolta si attaccano i moscerini su paraurti, cofano e parabrezza; a meno che non siate disposti a raccogliere con la segatura l’olio che è caduto per terra; a meno che non vogliate, sotto un sole cocente a 40 gradi, andare con un carrello a prendere un treno di gomme dal gommista del paddock e poi ancora un altro e un altro e un altro ancora. A meno che non siate disposti ad andare a dormire alle due di notte con la macchina che non è ancora a posto e rialzarvi alle otto mentre tutti gli altri sono già in piedi o forse non sono mai andati a dormire… A meno che non accettiate di essere l’ultima ruota del carro e come tale essere trattati.

Il sacrificio

Un sacrificio enorme anche psicologico. Si diventa pezze umane. Ci vuole un carattere forte, ci vuole che quando tornate a casa e uscite dai panni dell’aiuto meccanico (mi riferisco solo ai primi tempi), del garzone, del motorista, del preparatore o altro, vi ricordiate chi siete e che non siete da meno di nessuno ma avete solo un grande sogno.

Non ci vogliono le raccomandazioni, ci vuole di farsi in quattro per la prima squadra dove si va a lavorare, poi per la seconda, la terza e così via. Ci vuole che capiate bene questo e altre due cose: la prima è che se inseguite un sogno il sacrificio sarà ovvio e sempre presente; la seconda cosa, con cui una persona ottimista combatte meno, è che dovete sempre tener conto che il sogno potrebbe comunque non avverarsi.

Voi darete il massimo e magari non ci saranno sviluppi, ma almeno avrete tentato. A denti stretti. E’ così che si fa. Poche lamentele e più fatti. Non importano i pasti saltati, le ore perse di sonno, le vacanze che non ci sono, le discussioni da stress nel team (non fatele mai davanti agli sponsor :) ). Ciò che conta è che se lo sognate veramente, lo dovete fare e rischiare anche l’insuccesso. Se non provate non potrete mai dire:”tanto non ci riesco.”

Le pretese

Più coverete pretese e meno risultati otterrete. Le vere pretese o meglio ambizioni le dovete nutrire verso voi stessi, verso l’obiettivo che vi siete preposti. Ed è proprio nel momento in cui capirete che dovete annullare le  pretese che avverrà il cambiamento. Vi accoregerete che troverete altri team che apprezzano il vostro lavoro, altri team che hanno bisogno di giovani, altri team che vi danno un pò di coniderazione in più, troverete gente che vi sfrutterà sempre meno e vi rispetterà sempre più. Inizierete ad essere pagati. Qualcuno vi chiederà cosa studiate e se continuerete a studiare per restare nelle corse a livelli più alti…

Lo studio

Considerando che il mondo delle corse è un mondo di pura ignoranza diffusa (esclusi tecnici e ingegneri), se non nutrite il desiderio di divorare quantità enormi di libri e se non avete voglia di essere al top mentre studiate all’istituto tecnico o ad ingegneria meccanica o elettronica o informatica ecc. in base al ramo che preferite, beh se non fate questo potrete lavorare nelle corse, essere dei buoni tecnici, ma impressionare meno di quanto avreste potuto. Dipende dal rapporto che avete con i libri e dalla vostra apertura mentale.

  • Quando quello che studiavo all’istituto tecnico, non mi bastava più, ho acquistato libri su libri anche e soprattutto all’estero dove c’è una cultura più estesa sulle corse.

  • Quando quello che studiavo all’università non mi è bastato più sono andato a fare lavori di ogni genere per realizzare il mio laboratorio personale e poter approfondire esame per esame ciò che studiavo…

Su questo Blog sono stati affrontati in precedenti articoli i temi relativi ai libri e all’apertura mentale e, come adesso state iniziando a capire se seguite questo Blog da tempo, ecco un altro dei molteplici motivi che spiegano da dove deriva l’esigenza di conoscere più temi sapendoli accostare per fare bene una cosa (link: la mia teoria degli accostamenti e la parte seconda della teoria degli accostamenti che la mia mente ha partorito :) ).

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L’altezza di una vettura da corsa

Scritto da ralph-dte.eu il 2 Novembre 2008

Rubrica: Il setup che fa impazzire -  livello base

Titolo o argomento: Altezza di una vettura e gli effetti sulla sua regolazione

Anche l’altezza della vettura è un parametro che se regolato solo da un lato (avantreno o retrotreno) da effetti anche sull’altro.

Qui l’esempio è molto più semplice che nei casi precedenti (vedi i link in basso). Una vettura più bassa dietro tenderà a scaricare più massa sulle ruote posteriori rimanendo più incollata all’asfalto con il retrotreno. Questo effetto, se troppo eccessivo, si ripercuoterà all’avantreno con sottosterzi irroneamente corretti dai più con un aumento dell’ala anteriore e il conseguente risultato di una vettura molto sbilanciata e di difficile comprensione nella guida.

Ciò significa che la differenza di altezza tra avantreno e retrotreno non sarà mai eccessiva, indipendentemente da che altezza complessiva abbia il mezzo.

Un veicolo troppo basso sul fronte, distribuirà qui la percentuale maggiore della sua massa e, oltre ad affaticare sospensioni e pneumatici anteriori in staccata, vi regalerà inefficienti sovrasterzi che si verificheranno già al primo accenno di inserimento in curva. inizialmente l’avantreno vi sembrerà solido ma, appena agirete sullo sterzo con più decisione, il retro del veicolo tenderà ad anticiparvi.

Regolare l’altezza del mezzo su un asse dell’auto va fatto tenendo conto degli effetti che avrà anche sull’altro asse. Evitate eccessive differenze di altezza.

Maggiori approfondimenti alla sezione “Setting” della pagina “Motori“.

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