Auguri
Scritto da ralph-dte.eu su 30 Dicembre 2008
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Scritto da ralph-dte.eu su 28 Dicembre 2008
La legge 46/90 prevede l’adeguamento degli impianti al 31-12-1999. Gli impianti elettrici, di riscaldamento e di condizionamento delle case debbono essere conformi a tale legge; una apposita dichiarazione di conformità deve essere rilasciata dall’installatore autorizzato. La realizzazione degli impianti deve essere eseguita a regola d’arte, cioè rispondere alle norme tecniche in vigore. Le norme tecniche descrivono con grande chiarezza e precisione le caratteristiche che dovrebbero possedere i componenti degli impianti (caldaie, camini, prese elettriche, etc…), le modalità di installazione, le competenze degli operatori, etc.

L’UNI distribuisce gratuitamente articoli esplicativi sull’argomento.
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Scritto da ralph-dte.eu su 27 Dicembre 2008
Grazie ad un plug-in aggiunto alla versione “Y” di Live for speed siamo stati in grado di simulare cosa succederebbe ad una mini se fosse preparata in modo “estremo”.
Abbiamo dotato una vecchia mini di propulsore 10 cilindri a V da F1 e l’abbiamo fatta girare su un tracciato ovale. Le fasi della partenza sono state impressionanti. Una sequenza strabiliante durata molto poco…
In realtà, come era immaginabile, il corpo vettura non ha retto al surplus di potenza. Non è possibile scaricare simili potenze su vetture normali o comuni utilitarie.
Ma perchè questo articolo?
Naturalmente si tratta di un’iperbole, un modo di ingigantire la cosa all’ennesima potenza… abbiamo fatto un esempio esagerato per farvi capire quanto sia sbagliato elaborare le vetture stradali. Si spendono migliaia d’euro per dare potenze spesso troppo elevate a mezzi con non sono in grado né di sopportarle, né di scaricarle a terra. Inoltre la parte piacevole dura molto poco e termina spesso con gravi incidenti.
Invece di aumentare eccessivamente la potenza di un mezzo, con gli ovvi costi che ne derivano, sarebbe meglio trovare il modo di alleggerirlo con gli ovvi risparmi di carburante (e relativo inquinamento in meno) che ne derivano.
Inoltre se aveste poi la possibilità di andare in pista con una utilitaria taroccata, vi accorgereste che, non solo il mezzo sbanda e risulta inguidabile, ma se l’aveste venduto per acquistarne uno più prestante avreste persino speso meno.
Come è finita la mini?
Gomme bruciate di cui una esplosa dopo mezzo giro di pista. Nelle foto vediamo come le gomme non smettessero mai di fumare, soprattutto appena raggiunto il rettilineo dove si dava pieno gas…
Parte idraulica delle sospensioni esterne alla curva esplosa
Sospensioni deformate
Incidente contro il muro
Tutto questo per simulare il modo di battere una F1 avendo su una vecchia mini 4 persone a bordo, un pieno di carburante, un assetto abbastanza rigido e un propulsore leggermente più potente delle F1 contro le quali si schierava. Bella simulazione
Note: tra pochi mesi vedremo su questo Blog esperimenti al quanto interessanti su mezzi reali… Esperimenti tratti dagli studi di ingegneria. Molto probabilmente, dopo la laurea, offriremo un particolare servizio, nel nostro studio e nei nostri laboratori, di cui al momento non sveliamo nulla…
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Scritto da ralph-dte.eu su 27 Dicembre 2008
Il rischio di incendio è uno dei più temuti in casa:
Come ridurlo:
Evitare che si sviluppi l’incendio. I materiali da costruzione partecipano in misura marginale al problema. Sono prevalentemente gli arredi le principali cause di incidenti da fuoco. I materiali che sono incorporati nelle murature, come gli isolanti, ben difficilmente possono incendiarsi.
Evitare che la struttura collassi. Le strutture devono essere progettate e costruite in modo da resistere al fuoco ed evitare il crollo dell’edificio. I materiali isolanti possono contribuire in modo decisivo a tale risultato proteggendo le strutture.
Evitare che si sviluppino fumi opachi. Il pericolo più immediato in caso di incendio è costituito dai fumi. L’opacità dei fumi ostacola la fuga e i soccorsi impedendo la vista. I fumi sono sviluppati soprattutto dai materiali che possono facilmente incendiarsi come gli arredi, i mobili imbottiti, le tende, ecc.
Evitare i fumi tossici. La tossicità è letale. Non sempre i materiali sintetici, contrariamente a quanto si ritiene, e comunque non tutti sono i più pericolosi nei confronti dei fumi da incendio. Ad esempio i più tossici sono i fumi prodotti dalla lana e dal cotone…

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Scritto da ralph-dte.eu su 27 Dicembre 2008
Rubrica: Matematicamente
Titolo o argomento: La rovina del giocatore d’azzardo
Un cammino a caso nel quale un giocatore d’azzardo scommette su degli esperimenti ripetuti, in ciascuno dei quali la sua probabilità di vittoria è strettamente compresa tra 0 e 1. Tale possibilità si conclude quando il giocatore riesce a raddoppiare il suo capitale iniziale oppure quando lo perde completamente.
Ad esempio può iniziare con 5 euro e scommettere sempre 1 fino a che vince 10 euro, oppure perdere tutta la somma iniziale. Tale procedimento dà “le probabilità di transizione di una catena di MARKOV” con due stati assorbenti; la probabilità di andare in rovina dipende sia dallo stato iniziale che dalla probabilità di vittoria di ogni esperimento.
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Scritto da ralph-dte.eu su 27 Dicembre 2008
Cosa significano queste voci?
Per priorità dei tempi si intende che, posizionando la rotella di selezione su TV, possiamo andare a scegliere il tempo esatto di durata dello scatto che desideriamo. Ma non siamo ancora in piena modalità manuale e gli altri parametri li sceglie la macchinetta. Se ad esempio vogliamo usare la luce naturale che passa dalla finestra ma ci accorgiamo che l’oggetto fotografato in modalità automatica viene scuro, possiamo impostare la macchina fotografica su TV e scegliere un tempo di esposizione di 1 secondo. Se la foto viene troppo luminosa, riduciamo a mano a mano sino a che non otteniamo l’immagine desiderata. Attenzione che ciò che vediamo sul display della macchinetta non corrisponderà alla vera luminosità che avrà la foto. Generalmente le foto sono più scure di come le vediamo sul dispay da 2 o 3 pollici. Vice versa se la foto è ancora troppo scura agiamo nuovamente sul tempo aumentando magari a 1,6 secondi poi 2, …, 3, sino ad arrivare al tempo ottimale. Saranno le vostre prove a darvi ragione. Il risultato del vostro scatto lo verificherete correttamente sul vostro monitor del pc o mac. I mac vanno particolarmente forte in questo settore vantando monitor di qualità eccelsa in HD.
Ho sottointeso che durante queste operazioni il flash viene disattivato. Una foto in ambiente poco luminoso fatta con il flash viene molto molto differente dalla stessa fatta senza flash e con un tempo di esposizione di circa 2 secondi. Sicuramente ve ne siete accorti ed è per questo che volete esplorare le regolazioni manuali della vostra compatta.
Altra cosa che ho sottointeso è l’uso di un cavalletto…
Un motivo per il quale ho preferito non pubblicare una lista di priorità dei tempi e dei diagrammi a seconda dei vari casi, è che le situazioni e le scene possono essere assai differenti tra loro. Nella vostra foto non incide solo la sorgente luminosa (artificiale o naturale) ma tutti gli oggetti intorno a quello da fotografare, i loro riflessi, e tutto quanto si trova dietro e sotto l’oggetto fotografato. Ogni oggetto intorno a quello fotografato emette radiazioni luminose ben precise che influenzano il vostro scatto. Ad esempio impostando un tempo di 0,3 secondi con diaframma f8 utilizzando una luce alogena ed uno sfondo bianco, la foto può dare un risultato che può essere molto differente se le regolazioni sono le stesse ma lo sfondo dietro l’oggetto è di un colore diverso dal bianco oppure se invece della luce artificiale si usa la luce diurna, o ancora se vicino all’oggetto da scattare avete posizionato un carrellino degli attrezzi che magari è rosso. State sicuri che influenzerà la vostra foto con componeti di luce rossa che potreste non notare inizialmente.
Per priorità diaframma come indicato sul menù di alcune compatte si intende che posizionando la rotella di selezione su AV sceglierete l’apertura (solitamente circolare o poligonale) che ha il compito di ostacolare o favorire la luce che raggiungerà la pellicola o il sensore.
Con un’apertura f5,5 più luce raggiungerà il sensore, mentre con un apertura f8 ne arriverà molta meno e vi accorgerete che dando la priorità alla scelta dell’apertura AV, prima dello scatto sul dispay vi comparirà anche il tempo di esposizione che la macchinetta sceglierà. Noterete che impostando un f8 (valore massimo possibile per la canon A540) il tempo di esposizione aumenta, mentre impostando un f5,5 (valore minimo possibile per la A540) il tempo di esposizione si ridurrà notevolmente a frazioni di secondo.
C’è una netta relazione tra queste due regolazioni TV-AV. Ogni valore impostato su una regolazione ne implica un altro che sceglie la macchina fotografica. Vi accorgerete che se ad esempio scegliete un tempo di 1/6 di secondo, in automatico il processore sceglierà un’apertura f5,5. Mentre se darete la priorità alla scelta dell’apertura e userete un’apertura f5,5, in automatico il processore della compatta sceglierà un tempo di esposizione di 1/6 di secondo.
Note:
Con il diaframma a piena apertura, la zona di nitidezza in profondità (profondità di campo) sarà relativamente limitata.
Diminuendo l’apertura (l’operazione è detta diaframmare) si aumenta l’estenzione della zona di nitidezza, che raggiunge il massimo quando il diaframma è portato all’apertura minima.
Diaframmi di piccole dimensioni richiedono però tempi di esposizione più lunghi e conseguentemente implicano un maggior rischio di mosso se il soggetto o la fotocamera si spostano durante l’esposizione.
I numeri f esprimono il rapporto tra la lunghezza focale dell’obiettivo e il diametro dell’apertura del diaframma
Ecco qualche esempio semplice. Notate che le caratteristiche dello scatto sono contenute nel nome del file e ripetute nell’elenco sotto. Ci sono alcune foto sottoesposte e altre sovraesposte. Questi “errori” sono voluti per meglio comprendere cosa accade distribuendo la quantità di luce che vi occorre in modi differenti:
foto A: tempo di esposizione 0,05 secondi ovvero 1/20 di secondo; f/stop 5.5
foto B: tempo di esposizione 0,2 secondi ovvero 1/5 di secondo; f/stop 5.5
foto C: tempo di esposizione 0,25 secondi ovvero 1/4 di secondo; f/stop 5.5
foto I: tempo di esposizione 1 secondo; f/stop 8.0
foto O: tempo di esposizione 2,5 secondi; f/stop 8.0
foto P: tempo di esposizione 3,2 secondi; f/stop 8.0
foto R: tempo di esposizione 5,0 secondi; f/stop 8.0
E’ interessante notare come con tempi di esposizione maggiori si usi un’apertura più piccola che oltretutto impedisce il passaggio di alcune radiazioni luminose sulla frequenza del giallo. La foto perde parzialmente, a nostro vantaggio, quella componente giallina che è causata da lampadine non appropriate al tipo di scatto.
In seguito vedremo alcuni effetti interessanti ottenibili giocando con le esposizioni e altri risultati ottenibili con diversi tipi di luce e, cosa importante spiegandone il perchè. Parleremo quindi di radiazione luminosa con accenni di fisica.
Continua…
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Scritto da ralph-dte.eu su 24 Dicembre 2008
Gli Italiani sono disordinati, gli italiani sono ordinatissimi, gli italiani sono puliti, gli italiani sono inquinatori, gli italiani sono cordiali, gli italiani sono maleducati, gli italiani sono artisti, gli italiani sono demotivati, gli italiani sono perditempo, gli italiani sono ottimi lavoratori, gli italiani sono organizzati, gli italiani sono disorganizzati, gli italiani sanno il loro mestiere, gli italiani sono ignoranti… Come sono gli Italiani?
Puoi girare l’Italia “in lungo e… in lungo”. Non troverai un italiano uguale all’altro rimango stupito ogni giorno di più da pregi e difetti di ogni regione dell’Italia. Ognuna con diversi problemi, ognuna con diverse caratteristiche. C’è un Italia più viva, una più sorniona ma artistica, una più creativa, una più rigorosa ma chiusa, ogni regione con la sua storia, ogni regione con le sue persone che, seppur con modi diversi, inseguono le stesse cose, sognano le stesse cose… Infondo infondo, siamo tutti uguali. Eppure dal tacco alla cima tutto è completamente diverso con diversi pregi e diversi difetti.
Siamo andati a visitare i mercatini di Natale a Brunico e Bressanone (e brevemente a Innsbruck). Tante le cose che ci hanno colpito con alti e bassi. Tanta pulizia, tanto ordine, tanta precisione, tanto rigore… La gente per le vie è tanta eppure non sembra esserci rumore confusione. Giusto i turisti parlano a voce un pò più alta. I negozi chiudono alle ore 18:00 e se sei già entrato e stai per fare un acquisto ti chiedono di tornare l’indomani. Senza considerare che magari il giorno dopo è di chiusura e dovrai anche ripartire. Queste sono cose che a me piacciono molto poco. A dire il vero sono entrato in un negozio di cravatte e affini bellissimo, mi piaceva tutto quanto esposto e non sapevo cosa scegliere. I prezzi erano talmente ottimi che pensavo ci fosse qualche errore. Sono dovuto uscire, ormai erano le 18:15. Sono rimasto male.
La mattina dopo passiamo lì davanti al negozio e troviamo la signora vicino la porta, chissà come mai decidiamo di entrare nonostante il fastidio del giorno prima e…
…Scopriamo che la signora era veramente gentile, cordiale, molto precisa e che il fatto dell’orario è un’abitudine di tutti lì. Loro sono precisi con te ma tu devi esserlo con loro. Per soli 15 euro ha messo sotto sopra l’intero negozio dandomi la possibilità di scegliere la cravatta preferita. Sono bastati pochi minuti e si è aperta a parlare con noi persino di cose personali. E’ stata molto dolce e l’abbiamo ringraziata molto. A volte le apparenze ingannano. Da quelle parti sono così: Rigorosi ma non per cattiveria.
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Scritto da ralph-dte.eu su 20 Dicembre 2008
Una volta appresi gli strumenti di base che abbiamo visto nei precedenti 4 articoli (è sufficiente che tu scriva “photoshop” nella casella “cerca” del blog per ritrovarteli elencati comodamente), possiamo iniziare a gestire meccanismi un pelino più complessi.
Cosa sono i livelli?
Ipotizziamo che si abbiano a disposizione dei fogli trasparenti (quelli adoperati sulle lavagne luminose per capirci) e che su ogni foglio tracciamo dei segni differenti con un pennarello. Sovrapponendoli tutti verrà fuori una nuova immagine costituita da vari fogli ovvero da vari livelli. Possiamo aggiungere o togliere un foglio trasparente e vedere così più o meno parti di un’immagine. O ancora: possiamo modificare un solo livello senza rischiare di rovinare i segni grafici contenuti negli altri.
Ecco un esempio chiaro: Se non ci fossero livelli da gestire e dovessimo cancellare la scritta posta sull’immagine qui sotto (foto: 1, 2, 3) cancelleremo tutto ciò che è rappresentato nel disegno. Invece creando un nuovo livello per ogni parte della nostra grafica, possiamo agire sulle singole componenti (foto: 4, 5, 6) senza alterare le altre. Viene da se che si può lavorare molto più comodamente e velocemente, realizzando agevolmente disegni assai complessi.
Come avete potuto osservare nelle utlime 3 foto, cancellando parte della scritta, non si vanno ad intaccare gli altri livelli. Quali sono gli altri livelli presenti nelle foto 4, 5, 6? Vi è il livello che contiene il testo, il livello che contiene le strisce colorate e un livello che non si vede nell’immagine ma che può tornare utile in caso di sfumature (vedremo in seguito le proprietà dei livelli) e che si chiama sfondo.
Come si visualizza il menù dei livelli? Per farlo comparire è sufficiente premere F7 oppure dal menù principale in alto andare alla voce “Finestra” e successivamente spuntare “livelli”.
Come si crea un nuovo livello? Una volta comparso il riquadro dei livelli, in basso, troverai un breve menù. Clicca sull’icona evidenziata in figura:
Come lo si cancella? Dal suddetto menù clicca sull’icona a forma di cestino che si trova accanto all’icona “crea nuovo livello”.
Come posso spostare un livello? Una volta selezionato il livello che ti interessa clicca sulla finestra principale degli strumenti che abbiamo visto nei precedenti articoli (digita photoshop sul riquadro “cerca” per visualizzarne l’elenco) selezionando lo strumento sposta indicato dalla freccia gialla:
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Scritto da ralph-dte.eu su 19 Dicembre 2008
Senza accorgercene ecco in breve (si fa per dire) la lista alla quale ci siamo assuefatti piano piano, o perchè lo fanno gli altri, o perchè il mercato ce lo ha quasi imposto “silenziosamente”:
Neanche a dirlo: il cellulare. Superfunzionale: deve fare filmini con la qualità di un colossal; foto (con il pacchetto THE BEST viene anche il tecnico per le luci); giochi, televisione, radio, lettore mp3, computer, palmare, navigatore, sms, mms, internet, wi-fi, avvisarvi su chi ha vinto un reality, a volte RUBRICA, più raramente usato per telefonare…
Neanche a ridirlo: secondo cellulare con la tariffa più agevolata per le chiamate verso le targhe dispari, per quelle pari invece usiamo il telefono precedente
Lettore mp3: per ascoltare 80 GB di canzoni ovvero 22.857 brani da ascoltare tutti (68.571 minuti di musica ovvero 1142,85 ore) ovviamente in mezz’ora di autobus.
Navigatore per ritrovare la macelleria in paese sotto casa nostra. Non mi ricordo mai se quando apro il portone devo girare verso il bar o verso la croce gialla….
Computer portatile con l’hard disk più grande della storia… per salvare 20 file di testo che stanno in un dischetto da 1,44MB scritti con l’ultimo programma di scrittura che però occupa 3GB. E per tenere le foto del battesimo del figlio del cugino della sorella di quella nuora di terzo grado amica del collega del tabaccaio di fronte casa di nonna. Ma non la nostra nonna vera, la vecchietta di paese tanto tenera che ormai è diventata un parente.
Portatile Mignon. Si appoggia comodamente sul portarotolo di carta igenica per fare video conferenze con gli amici soprattutto nel “momento del bisogno”…
Macchina fotografica da Xn MegaPixel in modo che le foto, se sono brutte, si vedano veramente bene… che sono brutte.
Utilitaria con verniciatura fatta a mano nel primo pomeriggio dallo stesso stilista che ci ha fatto la cinta così pesante che ci cadono i pantaloni. Auto ovviamente munita di presa usb per collegare il pace maker alla centralina e scegliere la mappatura: sport, race, pioggia (rain), gita nell’entroterra toscano… per sentire la strada “nel cuore”.
Televisore al Plasmon (plasma) per “nutrire energicamente” i nostri bambini con concetti fondamentali e di primaria importanza per la loro crescita e lo sviluppo delle loro capacità: reality, gente spacciata per famosa non si sa per quale motivo, pubblicità di tariffe, canoni, abbonamenti ai quali, mi raccomando, non possiamo mancare; gente che canta, balla, zompetta, si offende, si pettina al buio… Una volta va bene, due pure, ma sempre attaccati li no eh!
Lettore dei “soli” formati: cd/dvd/hd/blueray/md/sd/mmc/3,5″/dat/video8/vhs/miniDV/HDV/cici/coco/ecacameocaz (come direbbe un buontempone che conosco), ma stiamo aspettando che ne escano altri 20 per averli tutti
Occhiali da sole che abbaiano il sole stesso. Li riconosci perchè sono così potenti che li vedi in giro quando il sole per non farsi abbaiare rende la giornata nuvolosa…
Penso non manchi nulla. Qualche scemenza per farsi due risate. Due risate che però fanno riflettere.
Aspetti psicologici.
Molti psicologi e studiosi ritengono che questo grande desiderio di possedere tutto nasca da un recondo senso di insoddisfazione personale che più si tenta di colmare con degli oggetti e più ci lascia vuoti. Ogni nuovo ogggetto è una nuova speranza di felicità… una felicità che si assopisce già dopo poche ore dall’acquisto. Diverso è il discorso per chi acquista materiale tecnico per una reale utilità o meglio per lavoro o passione. In questi ultimi casi un acquisto tanto agognato può rendere realmente più sereni per il raggiunto scopo di un obiettivo ambito e per la consapevolezza che tale materiale sarà utile a qualcosa, utile a raggiungere uno scopo.
E’ importante distinguere sempre un acquisto motivato da un acquisto fatto per noia.
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