Ralph DTE

Bringing art into engineering. 1024×768px

Un curioso dialogo in banca

Scritto da ralph-dte.eu il 1 Dicembre 2008

Un mio amico mi ha raccontato una breve e coinvolgente avventura mattutina in banca. Venendo subito al dunque ecco il dialogo che riporta esattamente quanto detto tra il mio amico Marco e la  Responsabile che si occupa di far investire i clienti.

Marco: Buongiorno.

Resp.: Buongiorno, venga si accomodi.

Marco: sì, mi avete chiamato per darmi dei consigli circa il capitale che ho fermo qui presso di voi.

Resp.: esattamente, dunque se mi dice il numero del conto vediamo subito la sua situazione…

Marco: XXXXXXXXXXX

Resp.: molto bene, abbiamo visto che lei ha fermi questi 49.000 euro da qualche mese e le volevamo dare alcuni consigli su come farli fruttare.

Marco: Molto bene la ascolto…

Resp.: allora ci sarebbe l’opzione di investire in un fondo comune… bla bla bla.

E la responsabile illustra tutte le condizioni a Marco che non riportiamo per sintesi e per arrivare subito al punto INTERESSANTE…

Marco: quindi lei mi sta dicendo che se vi lascio in mano i miei 49.000 euro voi mi date come interesse 400,00 euro meno le spese? Ma lei sta scherzando?

Resp.: No perchè?

Marco: Cioè io le dò 49.000 euro, non li posso più toccare per un anno o due anni ecc per 400.00 euro di interesse all’anno? E dove sta il guadagno scusi? Ma lei ha tenuto conto che se faccio riferimento agli indici e all’inflazione (premetto che Mauro ne capisce abbastanza di formule e formulette di economia) dopo due anni il denaro che mi restituite vale molto meno di quello che ho adesso?

Resp.: Sì certamente, lo so…

Marco: Mi scusi, ma se lo sa, perchè me lo ha proposto?

Resp.: Perchè è così che funziona!

Marco: Lei mi da un bidone e mi dice che io lo devo prendere perchè è normale e perchè è così che funzionano le banche oggi?

Resp.: Ma tanto non trova altre soluzioni!

Marco: Ah no? Ma lei lo sa che se compro una nuova sega combinata per la falegnameria ho la possibilità di incrementare la mia produzione di 3 pezzi a settimana e che ognuno di quei 3 pezzi mi rende oltre i 400,00* euro che mi offre lei?

Resp.: ……………

Note:

*40 ore settimanali di lavoro in falegnameria con i colleghi (8 ore per 5 giorni). Con una macchina combinata in più per fare vari tipi di taglio e lavorazioni Marco può realizzare 3 pezzi in più (3 pezzi non significa 3 comodini, significa 3 cucine artigianali ad esempio, lui li chiama 3 pezzi ma in realtà sono molti di più) a settimana. Questi 3 pezzi vengono venduti intorno ai 2000-3000 euro dai quali sottraendo materia prima, manodopera, finiture (maniglie, guide scorrevoli, pomelli, ecc) ammortamenti dei macchinari, le dovute tasse, imballaggi, spedizioni, imprevisti (rottura utensili, altro materiale difettoso da sostituire, ripensamenti del cliente, utensileria nuova ecc.) rimangono proprio cifre intorno ai 300-400 euro…

Allora vi potreste chiedere subito: “perchè Marco non acquista immediatamente una macchina combinata in più per la sua falegnameria?”

Perchè prima di fare un qualunque passo ci si pensa più e più volte inoltre, visto che nel commercio e nell’artigianato i profitti vanno su e giù come le montagne russe in base ai vari momenti, Marco potrebbe acquistare la sua macchina combinata in più, farla lavorare molto per 8 mesi di attività, magari assumere una nuova persona e poi, nel momento in cui le vendite scendono nuovamente trovarsi in crisi perchè non ha guadagnato abbastanza da ripagarla totalmente. O magari il flusso di lavoro potrebbe andar molto bene nei 3 anni a seguire e senza cali in modo tale da far registrare a Marco profitti più che positivi.

Chi può dirlo?

Analizzeremo nei prossimi articoli il significato dei termini ”indice”, “inflazione” e “conto economico di un’impresa.”

4 Commenti a “Un curioso dialogo in banca”


  1. Etto Scrive:

    Sono senza parole…


  2. Gianma Scrive:

    Sì è piuttosto frequente ma bisognerebbe che tutti fossero istruiti su tutto per evitarlo e questo mi pare utopico purtroppo.


  3. Daniele Scrive:

    Mah sapete, se a scuola aggiungessero, non dico tanto, 2 ore settimanali sulle utilità che servono nella vita di tutti i giorni, non farebbe male. Magari 2 ore in meno alla settimana di materie inutili per fare qualcosa di realmente istruttivo… Ma poi, chi educa i professori a spiegarle correttamente? Come al solito la vita ritorna la stessa per tutti, chi è più forte va avanti… è una legge naturale.


  4. Franco Scrive:

    Ma scherziamo? Che in banca davano i numeri lo sapevamo tutti. Ma che numeri!

Lascia un Commento

XHTML: Puoi usare i questi tag: <a href="" title="" target=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>

 
Chiudi
Invia e-mail