Ralph DTE

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Archivi per Dicembre, 2008

Quando tiriamo troppo la corda…

Scritto da ralph-dte.eu il 18 Dicembre 2008

Oggi ho ricevuto una mail da Tophost, la mail in questione si riferiva all’annullamento di un servizio che hanno proposto negli anni passati con risultati che fanno riflettere. L’iniziativa offriva ai clienti la possibilità di scegliere da soli il prezzo da pagare per il secondo anno (o successivo) di servizio di hosting -ovvero il servizio che ci permette di avere uno spazio nel web per siti e blog- e, chi fosse stato scontento del servizio per motivi plausibili poteva farsi uno sconto da solo e motivare il perchè.

Direi un’iniziativa ottima. Quando mai vi capita che qualcuno vi chieda: “pagami per quanto valgo secondo il tuo parere…”

Naturalmente cosa è successo? In molti se ne sono approfittati e nella mail che hanno mandato ai clienti, e che pubblico qui sotto, trovate le motivazioni che la gente ha dato anche divertendosi a prendere in giro lo staff di Tophost. La mail (in blu) diceva:

Ci dispiace essere arrivati al punto di dover scrivere queste righe. Purtroppo le belle iniziative franano per la furbizia di alcuni soggetti che agiscono in modo avido e approfittatore, senza senso civico e pronti ad accaparrarsi tutto quello che possono, anche se non gli spetta!
 

“Non ho soldi sulla carta ricaricabile”, oppure “mi faccio lo sconto quantità” o anche “penso di aver diritto ad uno sconto”, senza dimenticare i burloni del tipo “siete bravi e rinnovo a meno”; e le chicche “non lo uso” o l’ho usato poco.

Con questa iniziativa molti hanno messo in luce la loro pochezza senza pensarci due volte. Nonostante ad alcune persone, in modo privato, abbiamo detto di smetterla di farsi lo sconto a prescindere a fronte di scuse puerili e di non usare questa iniziativa in modo illecito, non siamo stati ascoltati.
Ora siamo costretti a far sentire la nostra voce in modo chiaro e a malincuore abbiamo deciso di sospendere l’iniziativa del rinnovo a prezzo variabile. Il ringraziamento va alle persone che hanno approfittato dell’iniziativa, potete trovarne in bella mostra alcuni sul blog dedicato ai Clienti. (link a tophost)

Un doveroso ringraziamento a chi ha partecipato a tale iniziativa in modo onesto e costruttivo, perché abbiamo ricevuto molti spunti per migliorare e molti attestati di merito.

Ora tornando a noi io mi (e vi) chiedo: “Come è possibile pensare di cambiare l’Italia o, più in grande il mondo, se nel nostro piccolo siamo esattamente come le persone che critichiamo? Il politico perfetto non esiste. E’ utopia. Avoglia a litigare! Quello che può esistere è una società migliore… e parte da noi. Inutili i discorsi del tipo: “ma se non lo fa tizio, perchè lo devo fare io?” ecc. ecc.

Spero ci sia ancora gente che abbia il desiderio di dare l’esempio e trascinare sulla buona strada le persone che ha intorno. Se ciò fosse ramificato, ognuno di noi farebbe molto…

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Muffa, condensa e umidità in casa?

Scritto da ralph-dte.eu il 18 Dicembre 2008

La muffa, la condensa e l’umidità

La condensazione del vapore d’acqua sulle pareti provoca il germogliare e diffondersi della muffa, funghi di cui si nutrono varie specie batteriche. La presenza di muffe negli ambienti è una delle principali cause di non igiene delle case e può provocare malanni alle vie respiratorie ed anche danni più gravi alla salute. L’acqua condensa a causa di:

  • basse temperature delle pareti, cioè scarso isolamento termico o presenza di ponti termici;

  • insufficiente ventilazione, cioè concentrazione di vapore elevata;

  • serramenti a tenuta, cappe a ricircolo etc, cioè scarsa evacuazione del vapore;

  • cattiva conduzione dell’alloggio (sovraffollamento, temperatura troppo bassa di notte…)

La temperatura superficiale

Il confort dell’ambiente è dovuto principalmente ad una buona temperatura operante, cioè alla temperatura media tra quelle dell’aria e delle pareti: pareti fredde inducono sensazione di disagio. Inutile tenere alta la temperatura dell’aria: provoca fastidiosi malesseri. È meglio aumentare la temperatura radiante delle pareti con una buona “coperta” isolante. Anche i sistemi di riscaldamento radiante ( a parete, a pavimento, a soffitto etc..) sono da preferire rispetto a quelli convettivi (termosifoni, fan-coil, etc..) che mettono in circolazione polvere e microrganismi.

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Sicurezza, igiene, rumori, energia e salute in casa

Scritto da ralph-dte.eu il 18 Dicembre 2008

La casa è lo spazio dove maggiormente deve essere salvaguardata la salute e il benessere dell’uomo. Una casa sana è dunque amica dell’uomo. Ma spesso si confonde il concetto di casa sana con quello di casa costruita con materiali naturali. Senza nulla togliere allo spirito poetico di chi desidera abitare in una casa completamente “ecologica”, ma cercando di essere concreti, analizziamo il problema, esaminandone i vari aspetti:

• La purezza dell’aria;

• L’igiene ambientale;

• La sicurezza al fuoco;

• La sicurezza degli impianti;

• Il rumore;

• La nocività dei materiali impiegati nel costruire;

• La nocività dei materiali impiegati in casa;

• L’energia e la protezione dell’ambiente esterno.

• Il ciclo di vita dei prodotti.

Alcuni organismi e associazioni si occupano esplicitamente del problema e rilasciano attestazioni di conformità.

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E’ la concentrazione degli inquinanti il vero pericolo in casa.

Per mantenere bassa e quindi non pericolosa la concentrazione, si può intervenire riducendone le immissioni; utilizzando cioè materiali meno inquinanti. Per fare questo conviene esaminare quale è il contributo percentuale degli inquinanti comunemente presenti nelle case. In ogni caso la ventilazione è il modo per ridurre la concentrazione.

Può avvenire:

  • naturalmente, attraverso gli spifferi e l’apertura saltuaria delle finestre (20% del fabbisogno necessario)

  • attraverso la traspirazione dei muri (3% del fabbisogno)

Nè la traspirazione nè l’apertura dei serramenti possono fornire una adeguata ventilazione.

Solo con sistemi specifici (impianto di ventilazione continua a tiraggio naturale o meccanico) si può sopperire al fabbisogno d’aria.

Necessità di arieggiare gli ambienti

La ventilazione degli ambienti è necessaria per un ambiente sano: in primo luogo

serve per rifornire di ossigeno la respirazione umana, e ridurre la concentrazione di

CO2. Con l’aria esterna si può diluire tale concentrazione.

Evitare il ricircolo dei microrganismi

Una buona prassi è evitare di ricircolare ciò che viene aspirato con i comuni aspirapolveri e rimesso in circolazione nell’aria. Bisognerebbe effettuare le pulizie a finestre aperte oppure disporre di filtri adeguati sull’apparecchio o meglio ancora installare un sistema di aspirazione centralizzata che espella all’esterno l’aria aspirata.

La pulizia degli impianti

Ricordarsi di controllare la pulizia degli impianti di ventilazione, le condotte d’aria, i termosifoni e i ventilconvettori

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Ritorna il baratto: Uno scambio interessante

Scritto da ralph-dte.eu il 17 Dicembre 2008

Rubrica: Metodi. Alternative al mondo abituale.

Titolo o argomento: Uno scambio interessante

Se sui libri di storia abbiamo letto che il baratto era una forma primitiva di commercio e se è vero che i vari rami del mercato emergono ciclicamente, allora incominciate a credere al fatto che il baratto stia tornando.

Un esempio?

A dire il vero ci ho fantasticato più volte per evitare le banche e per usufruire con amici di maggiori servizi a minor prezzo ma gli esempi che seguiranno sono ben più evidenti:

  • Chiacchierando con due tecnici, un elettricista e un idraulico, ho saputo che loro non pagano mai i loro impianti e non li fanno pagare nemmeno ad amici e parenti. Come? Semplicissimo, senza nemmeno bisogno di spiegazioni, l’uno offre la sua esperienza all’altro non in cambio di soldi… bensì in cambio di un servizio analogo. Io ci rifletterei.

  • Io sono motorista e più volte ho riparato gratuitamente motori & co ad amici parenti e persino alla mia ragazza che inizialmente era scettica. In cambio ognuno di loro mi ha offerto gratuitamente servizi relativi ai loro rispettivi lavori. E non è poco. Fidatevi non è poco. Se hai delle esperienze, delle abilità, sfruttale. Quando non ci sono di mezzo denaro e potere, sono sempre sane  e fanno bene al cuore vostro, di amici e conoscenti…

  • Stessa cosa ho visto fare ad alcuni geometri, ognuno dei quali specializzato in diversi rami, chi nelle ristrutturazioni, chi nel disegno 3d, chi nello stile rustico.

  • Ho visto un tecnico di assistenza TV dare delle dritte nell’Electrolux BerardiStore in cambio di assistenza gratuita sul camper. Uno metteva a puntino il frigo del camper ad assorbimento e l’altro gli diceva come far rifunzionare il televisore a tubo catodico tanto amato.

 Avrei molti moltissimi esempi ma il succo si è capito. Credo anche che questo sistema renda persino più unite le persone. Certo deve sussistere una compatibilità e non si vive di solo scambio. Non potete realizzare dei maglioni a mano per pagare la spesa alla cassa, ovvio :)… Ma potreste offrire un servizio gratuito di maglieria ad un supermercato che dispone dell’angolo abbigliamento, in cambio di buoni spesa… Non stuzzicatemi la fantasia, sono tremendo in queste cose.

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Continua… nel prossimo articolo un esempio bancario molto interessante su come, in alcuni casi, potete autofinanziarvi.

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Compatta digitale: Tempo di esposizione

Scritto da ralph-dte.eu il 16 Dicembre 2008

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -2-

Titolo o argomento: Tempo di esposizione

aeroblog2_ralph-dte.jpg

Se usate la vostra compatta digitale in modo automatico forse non ve ne sarete accorti, se invece stuzzicate le varie funzioni con curiosità potrete notare che la rotellina che gestisce le modalità di scatto si può posizionare sulla voce “TV”.

TV non ha nulla a che fare con le opzioni per fare brevi filmini. Per quelli vi è un’apposita funzione indicata dal simbolo della telecamera.

La rotellina per scegliere le opzioni in manuale, quando viene posizionata su “TV” permette all’operatore di scegliere i tempi di esposizione ovvero di selezionare il tempo durante il quale il diaframma resterà aperto.

tv.jpg

Più il diaframma resterà aperto e più luce raggiungerà il sensore (o la pellicola nelle macchine fotografiche “normali”). Questa particolare possibilità ci permette di effettuare scatti in zone poco luminose come stand fieristici o meglio di notte. Uno scatto per così dire prolungato deve poter riprendere un soggetto fermo, mantenendo ferma anche la macchina fotografica. E’ necessario utilizzare ad esempio un cavalletto, ma può trattarsi di un qualunque supporto. Se si muove la macchina fotografica o il soggetto fotografato, la foto verrà indubbiamente mossa e poco gradevole.

Al contrario se si scattano foto con tempi di esposizione prolungati, con il soggetto in movimento e lo sfondo fermo o viceversa, si possono ottenere effetti interessanti. Un esempio è rappresentato dalla foto sottostante dalla quale abbiamo poi ricavato una grafica che oggi si trova nell’ufficio di un mio amico in formato 2816×2112. Non è affatto poco per una compatta.

Sullo sfondo del porto, lo scatto prolungato mette in evidenza il movimento delle automobili che si strasformano in scie di luce generate dai fari ripresi per più secondi consecutivi.

ancona-porto.jpg

citta-in-crescita.jpg

E’ possibile operare al contrario e ridurre il tempo di esposizione per uno scatto ad un oggetto che si muove in velocità (una moto in pista, un atleta ecc.). In questo caso per non avere un’immagine mossa i tempi saranno ridotti fino a minime frazioni di secondo ma dovremo regolare altri parametri (che vedremo in dettaglio nel prossimo articolo) affinché, dato lo scarso afflusso di luce al sensore, la foto non venga scura se non completamente nera.

NB. importanti, oltre ai prossimi articoli, saranno anche i test di lighting che stiamo preparando per la pagina “grafica e intrattenimento” attualmente in costruzione. Questa pagina verrà utilizzata per esporre i nostri lavori ma, dato le dure critiche che si possono ricevere in questo campo, stiamo cercando di dare il nostro meglio prima di rendere la pagina visibile al pubblico. Lavoro di mesi che successivamente si protrarrà negli anni. :D

Continua…

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P.N.D. Metodo ultrasonoro

Scritto da ralph-dte.eu il 16 Dicembre 2008

Rubrica: P.N.D. Prove non distruttive -3-

Titolo o argomento: Metodo ultrasonoro

Il metodo ultrasonoro sfrutta la propagazione e la riflessione, all’interno di un pezzo, di onde di frequenza superiore a quella percepibile dall’udito. La presenza di difetti modifica la riflessione di queste onde e permette l’individuazione dei difetti stessi e, in certi casi, anche delle loro dimensioni. Le onde impiegate hanno frequenze normalmente comprese tra 100 khz e 15 Mhz esse sono prodotte dalla vibrazione di cristalli di materiale piezoelettrico (es. quarzo) oppure elettrostrittivo (es. titanato di bario) eccitato elettricamente.

ultrasuoni_190x146.jpg

L’esame può essere effettuato con onde Longitudinali, trasversali, superficiali.

pnd-ultrasonoro-longitudinale.jpg pnd-ultrasonoro-onde-superficiali.jpg pnd-ultrasonoro-trasversale.jpg

Tecniche di applicazione:

Trasduttori

 Con il metodo per trasmissione si usano due trasduttori (posizionati in modo opposto l’uno all’altro) di cui uno emette un treno di onde ultrasonore mentre l’altro è destinato a ricevere quella parte di emissione che non è stata assorbita dallo smorzamento interno del materiale e che non è stata riflessa e deviata da difetti interni favorevolemente disposti.

Con il metodo a riflessione si usa invece un unico trasduttore che emette un treno di onde e sospende l’emissione per il brevissimo periodo necessario a ricevere quella parte di emissione che viene riflessa dalla superficie del pezzo, oppure da eventuali difetti favorevolmente disposti. Per evitare che gran parte dell’energia emessa dal trasdutore venga dissipata, si è soliti immergere il pezzo da verificare e il trasduttore in acqua. Questo metodo evita le normali dispersioni che avverrebbero attraverso l’aria falsificando la prova. (metodo per immersione)

Rilevamento dei difetti

Il rilevamento avviene osservando l’eco riflesso da eventuali difetti. Spostando il trasduttore come fosse uno stetoscopio di un medico, è possibile rilevare difetti che tendono a nascondersi per la loro particolare posizione sfavorevole. Le dimensioni del difetto vengono calcolate per confronto con l’eco di difetti artificiali posti su appositi provini.

Continua…

Trovi i precedenti articoli sul PND a questi link:

parte prima, parte seconda

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Nuova pagina…

Scritto da ralph-dte.eu il 15 Dicembre 2008

Cliccando sul menù del Blog, in alto a destra l’ultima voce ora è

il mercatino del nostro Blog dove si trova solo materiale nuovo a buon prezzo oppure usato ma in ottime condizioni (comunque sia è esplicitamente segnalata la condizione di Nuovo o Usato). Non sono presenti articoli di dubbia qualità o in condizioni che non siano ottime… E questa credo sia una garanzia in più.

Non ci sono tariffe da pagare e il materiale in vendita proviene solo ed esclusivamente da persone che conosco o che fanno parte del Blog stesso.

Inoltre molte volte la spedizione (tracciabile) è compresa nel prezzo. Non ci sono offerte SOTTOCOSTO di materiale che poi si rivelerà difettoso facendovi litigare con le assistenze… Non ci sono articoli provenienti da mercati paralleli. Non ci sono articoli contraffatti. Ci sono solo articoli originali per il mercato Italiano.

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Aggiungere, sottrarre e sfumare selezioni in Photoshop

Scritto da ralph-dte.eu il 15 Dicembre 2008

Rubrica: Photoshop da 0 a 100

Titolo o argomento: Operazioni di addizione e sottrazione con gli strumenti di selezione

Con lo strumento di selezione desiderato (ovvero gli strumenti visti nei precedenti articoli: lazo, bacchetta magica ecc.), portarsi in alto a sinistra nella finestra del programma e scegliere l’opzione per la selezione normale di un singolo oggetto o, accanto, per la somma di nuove selezioni o ancora per la sottrazione da un oggetto di dettagli che non vi occorrono. E’ molto semplice.

Nelle immagini sotto un esempio molto veloce in cui inizialmente è stata selezionata la mela, successivamente anche la parte superiore ed infine è stata sottratta una zona circolare a caso (giusto per fare l’esempio). Infine abbiamo colorato la selezione ottenuta in modo da rendere chiaro il risultato di somme e sottrazioni.

Si tratta di strumenti abbastanza intuitivi. Non smetterò mai di ripetere che per ogni strumento selezionato è fondamentale osservare i riquadri che compaiono sotto il menù a tendina principale.

selezione.jpg somma-effettuata.jpg selezione_2.jpg risultato.jpg

Sfumare una selezione

Una volta completata la selezione delle parti di immagine che ci interessano, possiamo cliccare all’interno della selezione con il tasto destro del mouse e comparirà un breve menù contenente anche la voce sfuma. Cliccando su sfuma si accederà al pannello che ci da la possibilità di impostare di quanti pixel desideriamo  sfumare la selezione. Abbiamo fatto un esempio veloce (giusto per far capire) sfumando 38 pixel ed infine andando a ricolorare la zona nello stesso modo precedente. Come potete osservare il risultato è ben diverso:

sfuma.jpg raggio-sfumatura.jpg risultato-sfumatura.jpg

L’obbiettivo delle supersintesi è di comprendere velocemente solo ciò che ci occorre in modo da poter usare (in questo caso photoshop) un programma subito, imparando poi le finezze e maggiori dettagli. Tuttavia se qualcosa non vi è chiaro potete contattarci via mail ralph.dte@libero.it o facendo domande tramite i commenti. In tal modo ci sarà possibile migliorare questo tipo di sintesi per i prossimi interessanti programmi che intendiamo trattare…

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Tecnologie in Edilizia - L’importanza del tetto -2-

Scritto da ralph-dte.eu il 15 Dicembre 2008

Tetti ben fatti

Le caratteristiche meccaniche tecnologiche di un ottimo tetto

Un buon tetto si caratterizza per un insieme di requisiti indispensabili che agiscono in maniera sinergica e garantiscono il massimo comfort e il maggior risparmio energetico in ogni stagione.
Si possono distinguere fra quelli meccanici, riguardanti la tipologia della struttura, e tecnologici.

REQUISITI MECCANICI: la resistenza
La struttura portante di ogni tetto nelle due tipologie principali (piano continuo di un solaio in latero-cemento o discontinuo di un solaio in legno) deve sopportare carichi permanenti (strutturali) e sovraccarichi accidentali, riconducibili principalmente all’azione di agenti atmosferici, come la neve o il vento:

  • per pendenze che vanno dai 20° ai 60°, in cui la neve si accumula in strati che possono scivolare verso il basso, la normativa prevede la necessita’ di distribuire sulla copertura elementi fermaneve, disposti per file parallele alla linea di gronda in quantita’ proporzionale alla criticita’ della situazione;

  • la forza del vento agisce in maniera distribuita o localizzata, sotto forma di turbolenze e vortici: in questo caso esercita una pressione soprattutto sulle linee di bordo, di gronda, di colmo, che vanno accuratamente ancorate.

REQUISITI TECNOLOGICI: controllo delle condizioni “igrometriche” del manto

La porosita’ naturale delle tegole nei manti in laterizio rende le coperture relativamente permeabili, e cioe’ traspiranti e resistenti all’acqua allo stesso tempo.
Dopo precipitazioni abbondanti, pero’, le tegole imbibite d’acqua si asciugano velocemente solo esternamente per l’azione del sole e del vento: se non si provvede in qualche modo, l’intradosso puo’ rimanere umido per lungo tempo, originando possibili fenomeni degenerativi delle tegole stesse e degli strati sottostanti.

Uno dei modi per mantenere temperatura e umidita’ il piu’ possibile uniformi fra esterno e interno e’ adottare una micro - ventilazione sottomanto, posando a secco gli elementi del manto su supporti (listelli di legno) paralleli od ortogonali alla linea di gronda (fig. 1).
Una pendenza intorno al 35% e’ sufficiente per determinare differenze di pressione e temperatura tra la linea d’ingresso dell’aria (linea di gronda) e la linea di uscita (linea di colmo), necessarie per innescare il movimento dell’aria nell’incavo creato. Naturalmente la linea di gronda e quella di colmo devono essere libere da ostruzioni.

microventilazione.jpg

La micro - ventilazione sottomanto puo’ essere incrementata mediante speciali tegole d’areazione.

REQUISITI TECNOLOGICI: controllo delle condizioni “igrometriche” del tettoScambi termici in inverno e in estate
Il tetto svolge un ruolo rilevante nel bilancio energetico degli edifici: migliorarne le prestazioni termiche influisce positivamente sul microclima interno, riducendo i consumi energetici dovuti a riscaldamento e raffrescamento e di conseguenza l’inquinamento ambientale. I due parametri essenziali in questo senso sono:

  • l’isolamento termico, che si determina quantificando le dispersioni termiche in periodo invernale;

  • la ventilazione, che consente di ridurre il flusso termico entrante nel periodo estivo e di smaltire il vapore interno nel periodo invernale.

Durante il periodo invernale, un buon tetto deve limitare le dispersioni termiche e accumulare il calore fornito dall’irraggiamento solare, in modo da poterlo rilasciare lentamente negli ambienti interni durante la notte. E’ necessario quindi uno strato isolante che, posizionato all’estradosso del solaio di copertura (al di sotto e non interposto ai listelli di ventilazione, fig. 2), sia in grado di migliorare il controllo dei ponti termici e limitare i fenomeni di condensa.
Un altro aspetto da non sottovalutare e’ il controllo degli eventuali ponti termici in corrispondenza dei cordoli e delle travi in cemento armato.

stratoisolante.jpg

Un tetto con un buon sistema di ventilazione garantisce invece un generale raffrescamento naturale degli ambienti sottotetto, con conseguente aumento del comfort e diminuzione dei costi. Si puo’ realizzare come ventilazione sottomanto:

ventilazione_sottomanto.jpg

oppure, in presenza di sottotetto non abitato, si puo’ attivare mediante aperture contrapposte ubicate nelle chiusure verticali; in questo caso lo strato termo-isolante andra’ posto all’estradosso dell’ultimo solaio interpiano.

Controllo della condensa interstiziale
La condensa interstiziale si forma di solito in inverno negli strati esterni di chiusura, quando il vapore interno, migrando verso l’esterno, incontra materiali ad elevata impermeabilita’. Questo si verifica quando questi strati si trovano sopra lo strato termo - isolante.

condensa.jpg

Fra le possibili soluzioni si può:

  • “bloccare” il vapore ascendente sotto lo strato termo - isolante con uno strato a elevata impermeabilita’ al vapore (polietilene, membrane bituminose), detto barriera al vapore.

  • diffondere l’eventuale vapore attraverso il tetto, anziché bloccarlo, con una membrana impermeabile e traspirante che, resistendo al vento e all’acqua, permette il passaggio all’esterno del vapore, impedendo di fatto la formazione della condensa interstiziale.

     

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