Ralph DTE

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Archivi per Febbraio, 2009

Crisi Banche Edilizia: quanta confusione

Scritto da ralph-dte.eu il 4 Febbraio 2009

Come siamo bravi a fare confusione

Le crisi di settore ci sono sempre state e sempre ci saranno. Ci sono i settori che per un periodo vanno meglio e per un altro periodo hanno tendenza a calare. Ci sono settori che si riprendono quando innovano, altri che ritornano quando si scopre che un’innovazione portata da un prodotto o servizio alternativo non rispondeva alle aspettative.

Persino all’interno dello stesso settore edile ci sono crisi distinte dovute a metodi di costruzione obsoleti, oppure a logiche di lavoro sbagliate, a progetti che non vanno più, a zone che non sono più le preferite dalla massa, a investimenti errati o troppo grandi andati male e, perchè no, ai matrimoni in diminuzione. Certo il settore edile è quello che va in crisi con cicli molto più lunghi di quelli della meccanica o dell’elettronica e quando va relativamente in crisi (io stimo ogni 20 anni circa al contrario di altri settori ingegneristici che si alternano nella competizione ogni 5 anni… ripeto: a mio avviso) non subisce un vero e proprio calo, piuttosto una fase di stasi in cui i prezzi rimangono stabili e non calano come molti ipotizzano. E vorrei aggiungere:”magari calassero!” Si vedrebbero subito le imprese migliori, quelle che sanno fare di più con di meno, quelle che sanno fare delle scelte, che sanno otiimizzare e apportare innovazione nei metodi e nel servizio offerto. Se calassero i prezzi significherebbe che anche la materia prima, e tutto quanto ruota attorno all’edilizia, costa meno. Così non è, almeno per il momento. Nessuno può fare una reale previsione, nemmeno i maggiori esperti. Non possiamo sapere la massa cosa deciderà, che tipo di case vorranno tra 5 anni, dove e come. Possiamo fare solo delle ipotesi.

Pertanto, concludo dicendo il messaggio centrale di questo articolo: sentire che delle persone che conosco sono andate in banca per un mutuo e la banca ha cercato in tutti i modi di scoraggiarli incitandoli ad attendere tempi migliori con una assurda previsione di calo dei prezzi delle case, mi sembra solo un’azione errata volta a non centrare l’argomento sul vero problema: “la crisi vera reale è delle banche.”

Non possiamo nemmeno immaginare come siano state gestite in questi ultimi 15-20 anni, fatto sta che il problema reale è che la banca ora ha bisogno di clienti fidati al 100% per uscire dalla sua crisi e questo dopo un periodo in cui sono stati concessi mutui e prestiti ovunque. Questo genera una situazione di sfiducia che, per far bella figura, viene giustificata dicendo che è preferibile attendere più in là perchè i prezzi scenderanno.

Accertatevi voi stessi, andate in banca, chiedete e informatevi, dite che avete trovato la casa che vi piace al prezzo che volevate e ditegli che siete sicuri dell’acquisto. A questo punto saranno costretti a dirvi che vi concedono il mutuo oppure no perchè possono o non possono o perchè si fidano o meno.

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Oltre 200 cavalli e non sentirli

Scritto da ralph-dte.eu il 4 Febbraio 2009

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili -6-

Titolo o argomento: Oltre 200 cavalli e non sentirli

Le generazioni cambiano, si evolvono, non sempre nelle direzioni che preferiamo… Questo vale anche per le auto. Una volta (circa 10-15 anni fa) era l’era delle Lancia Delta HF integrale Evoluzione, delle RENAULT Clio 1.8 16V e Williams, delle Ford Escort RS Cosworth, delle Opel Astra GSi, delle pepate Peugeot 106 rally, Toyota Celica, Subaru Impreza… Erogazioni di coppia e potenza aggressive, di pura indole sportiva.

Si tratta di auto che oggi non possono più essere realizzate dalle case costruttrici (con quei parametri motoristici) per poter rispettare le normative anti inquinamento. Regola assai corretta ma altrettanto inefficace dato che basta il primo camion o furgoncino (che si ferma in centro per azioni di carico e scarico) ad appestare un’intera via di prima mattina… Mentre, al contrario, credo siano veramente rare le volte in cui avete notato un’auto “racing replica” per i gas di scarico piuttosto che per il suo fascino e per il fatto che sia rara da vedere*…

Quali sono stati i risultati?

Adeguare una vettura (ma anche una moto: vedi il caso di Aprilia che ha abbandonato il progetto RS 250) alle normative anti inquinamento, “costa” non poco. Si è dovuto aggiungere da una parte per togliere, come quasi sempre accade, dall’altra.

Dove si è tolto?

Oggi si cerca di ricreare il mercato di una volta ricco di funs di piccole sportive aggressive, ma lo si fa in maniera errata da un punto di vista tecnico. Vedremo tra poco perchè. Abbiamo detto che adeguare una vettura alle rigide norme anti inquinamento ha dei costi elevati e a livello di marketing fa poco effetto: Immaginate una casa costruttrice che vuole far conoscere la sua sportiva puntando sul fatto che inquina poco… L’intento sarebbe sicuramente buono ma di scarso effetto. I giovani non sarebbero interessati. Perlomeno non tutti.

Come si è operato?

Sono state incrementate le potenze raggiungibili dai motori delle nuove sportive. Sono state, in alcuni casi aumentate anche le cilindrate o i sistemi di iniezione e sovralimentazione. Si è messo mano alle centraline offrendo anche la possibilità di mappature optional per erogazioni più corpose… Si è tornati alle linee più racing e spartane in linea con la filosofia di anni fa.

C’è solo un piccolo problema tecnico:

sono stati aggiunti tanti, troppi cavalli sulle trazioni anteriori. Tecnicamente qualunque esperto del settore dovrebbe perlomeno sapere che la trazione anteriore oltre i 200 CV inizia a non avere più senso. La vettura pattina sempre, il volante si alleggerisce e scaricare la cavalleria in esubero a terra diventa assai difficile. Inoltre i sottosterzi sono all’ordine del giorno.

Pertanto sono stati aggiunti dei traction control.

La vettura inizia a pattinare e, tempestivamente l’erogazione della potenza viene tagliata.

Risultato?

Possessori di vetture da 220-240 CV (ma stanno arrivando sul mercato anche modelli da 300CV trazione anteriore) hanno lamentato l’inefficacia del mezzo, la mancanza di emozioni e la perdita di scariche di coppia entusiasmanti. Su autorevoli riviste sono stati pubblicati articoli in cui  possessori ad esempio di Lancia Delta Integrale da 220 CV dichiaravano di esser passati a vetture nuove da 240 CV sempre sovralimentate ma a “trazione anteriore” e quindi obbligatoriamente con TC, con il risultato di una enorme delusione. La vettura nuova risulta fin troppo dolce e facile da guidare inoltre proprio nel momento in cui sembra arrivare il bello, il TC interrompe l’alimentazione per evitare il pattinamento delle ruote ed ogni emozione svanisce.

Conclusioni:

Auto di questo genere e con le suddette potenze, potevano tranquillamente esser realizzate a trazione integrale (più raramente posteriore) ma il costo dell’intervento sarebbe stato troppo elevato per le case costruttrici che si sono limitate ad adottare Traction Control su economiche trazioni anteriori, nonchè cerchi di maggiori dimensioni (diametro) per ridurre l’effetto di pattinamento ed aumentare la stabilità e le tanto agognate gomme più larghe una volta non omologabili e che fecero sudare un’intera nazione di appassionati per poterle montare.

Il rovescio della medaglia:

Non bisogna d’altra parte omettere di dire che rendere l’erogazione più dolce ha facilitato la guida anche agli appassionati meno esperti. E’ servita quindi a ridurre la quantità di incidenti su strada dovuti all’inesperienza. Non tutti i possessori di vetture performanti sono dei piloti e la filosofia delle case costruttrici per allargare le vendite sta proprio in questo: “Ti piace l’auto sportiva? Non sei un pilota? Non è detto che tu debba esserlo! Ci pensa l’elettronica a fare ciò che non sai fare!”

Ecco in questo ci vedo molti motivi di discussione sia pro che contro…

*Mi riferisco a vetture racing replica puramente originali in ogni loro parte e che possono essere tranquillamente iscritte all’ASI come auto d’epoca o storiche.

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Truffe su ebay -3-

Scritto da ralph-dte.eu il 3 Febbraio 2009

Improvvisamente vi arriva una mail di lamentela nei confronti del vostro account… La grafica è precisa identica a quella di ebay e vi segnalano che non avevte pagato un oggetto o che voi avete accusato qualcuno di non avervelo pagato… Rimanete impietriti qualche istante e leggete che chi vi manda la mail prenderà provvedimenti il giorno dopo con ebay…

Così inserite il vostro ID e la vostra Password per entrare nell’account direttamente dal messaggio di posta elettronica che vi è arrivato e siete fregati: account clonato.

Come riconoscere se c’è qualcosa che veramente non va?

  • primo trucchetto: cliccate con il tasto destro del mouse sul titolo della mail che vi è arrivata e aggiungete (solo per prova) il titolare della mail alla vostra Rubrica… Noterete subito che il messaggio non proviene da ebay ma da una mail che utilizza parole simili e nella quale il truffatore ha inserito al posto del nome termini come: “Utente ebay:” e al posto del cognome “tizioXX”. Naturalmente lo scopo è quello di far sembrare il più possibile la mail che vi arriva, una vera mail di ebay.

  • secondo trucchetto: non inserite il vostro ID e PASSWORD direttamente dalla mail, altrimenti verrete truffati. Uscite dalla casella di posta e andate nel vostro accoutn ebay da un’altra finestra… Noterete che nell’account ebay non vi è nessun messaggio. I messaggi veri di ebay arrivano sia nell’account ebay che nella casella di posta elettronica

  • terzo trucchetto: avvisate subito ebay inoltrando la mail del truffatore al seguente indirizzo: spoof@ebay.it

  • quarto trucchetto: nel dubbio che siate stati comunque clonati, accedete subito al vostro account ebay e modificate la password per sicurezza.

 Qual è la logica del furto di account?

Il truffatore non potendo accedere agli archivi di dati supersicuri di ebay, usa il metodo inverso ovvero fa sì che siate voi a dargli i dati. Come? Rispondendo a ciò che lui vuole… La grafica identica a quella di ebay risulta convincente, ed il messaggio di protesta incute timore, così senza pensarci sopra un utente prova ad accedere direttamente dalla casella di posta e non si accorge che sta inviando i suoi dati al malfattore che li riceve senza alcuno sforzo. Se non gli rispondete non può riuscire ad averli.

Cosa faranno poi con il vostro account?

Metteranno in vendita merce che non esiste a prezzi bassi o di mercato per essere più credibili. Incasseranno il denaro dato che su ebay prima si paga e poi si riceve la merce, ed il vero titolare dell’account si beccherà tutte le proteste dei clienti.

In alto nel blog alla voce “cerca” inserisci il termine ebay e leggi i nostri altri articoli inerenti le truffe su ebay…

Spero vi sia utile :)

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