Ralph DTE

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Archivi per Luglio, 2009

Conto economico

Scritto da ralph-dte.eu su 21 Luglio 2009

Schema di un Conto economico

redatto secondo l’art. 2425  c.c.

Il conto economico riepiloga i ricavi conseguiti dall’impresa nell’esercizio ed i relativi costi. Ricordiamo che per esercizio si intende il periodo annuale cui è riferito il bilancio.

Le principali voci del conto economico sono rappresentate dal Valore della produzione, il Costo della produzione, la Differenza tra il valore ed il costo della produzione, i Proventi ed oneri finanziari, i Proventi ed oneri straordinari, Imposte sul reddito d’esercizio.

A) VALORE DELLA PRODUZIONE

  1. ricavi delle vendite e delle prestazioni;
  2. variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti;
  3. variazione dei lavori in corso su ordinazione;
  4. incrementi di immobilizzazioni per lavori interni;
  5. altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio;
  6. TOTALE (1+2+3+4+5).

B) COSTI DELLA PRODUZIONE

  1. per materie prime;
  2. per servizi;
  3. per godimento di beni di terzi;
  4. per il personale;
  5. ammortamenti e svalutazioni;
  6. variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci;
  7. accantonamenti per rischi;
  8. altri accantonamenti;
  9. oneri diversi di gestione;
  10. TOTALE (1+2+3+4+5-6+7+8+9).

Differenza tra valore e costi della produzione: A-B (A meno B)

C) PROVENTI E ONERI FINANZIARI

  1. proventi da partecipazioni, con separata indicazione di quelli relativi a società controllate e collegate;
  2. altri proventi finanziari;
  3. interessi e altri oneri finanziari, con separata indicazione di quelli verso imprese controllate e collegate e verso controllanti;
  4. TOTALE (1+2-3).

D) RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITà FINANZIARIE

  1. rivalutazioni;
  2. svalutazioni;
  3. TOTALE (1-2).

E) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI

  1. proventi, con separata indicazione delle plusvalenze da alienazioni i cui ricavi non sono iscrivibili al n.5 della voce VALORE DELLA PRODUZIONE (A);
  2. oneri, con separata indicazione delle minusvalenze da alienazioni e delle imposte relative a esercizi precedenti;
  3. TOTALE DELLE PARTITE STRAORDINARIE (1-2)
  4. Risultato prima delle imposte (A-B +/- C +/- D +/- E)
  5. Imposte sul reddito di esercizio
  6. Utile (perdita) dell’esercizio.

Cercate di immaginare, se avete letto il precedente articolo, il peso che possono avere tutte queste voci su una grande impresa e su una piccola impresa…

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10 Ottimi motivi per cui…

Scritto da ralph-dte.eu su 21 Luglio 2009

essere piccoli vi renderà più forti dei grandi.

  1. Se la vostra impresa non ha dimensioni enormi (sia che la stiate ancora progettando/sognando, sia che l’abbiate già avviata) sarà più facile tenerla sotto controllo senza affidare tale compito ad altri che non sapranno mai farlo bene come voi. Mi riferisco a tutti gli organi che sono presenti in grandi imprese a partire dagli amministratori, passando per gli organi di controllo, per arrivare fino alle direzioni…

  2. Se la vostra impresa non ha dimensioni enormi, in caso di imprevisti, gli sbalzi di reddito saranno minori e maggiormente controllabili.

  3. Se la vostra impresa non ha dimensioni enormi in caso arrivi il giorno di chiudere non dovrete mandare a casa centinaia di dipendenti e famiglie…

  4. Gli enormi vantaggi delle grandi dimensioni sono ormai svaniti. La maggior parte delle grandi aziende non assumono, tagliano. Quasi il 100% della crescita viene dalle piccole realtà. Una volta era l’esatto opposto è vero; oggi non è più così.

  5. Più è piccola un’impresa e più “velocemente” può adattarsi a cambiare assetto in base alle esigenze del mercato.

  6. Più è piccola un’impresa e più è “facile” effettuare cambiamenti senza trovare opposizioni al cambiamento tipiche di chi lavora in grandi realtà.

  7. Avere un filo diretto con i propri clienti, conoscerli da vicino, ascoltarli… può essere la carta vincente.

  8. Si può partire da piccoli investimenti e basare tutto quasi esclusivamente sulle proprie capacità artistiche, artigiane, strategiche.

  9. I migliori risultati sono stati ottenuti da coloro che oltre a realizzare il proprio prodotto, hanno saputo realizzare la propria campagna marketing…

  10. Pensate solo al CONTO ECONOMICO di una grande impresa e alle sue voci circa i costi di manutenzione di grandi superfici, capannoni, attrezzature e macchinari, spese energetiche, ammortamenti, interessi sui prestiti bancari, interessi sui debiti quali ad esempio fidi, imprevisti, coperture assicurative, merce ferma… In caso le vendite si fermino, mantenere tali spese è devastante e si possono raggiungere buchi giornalieri di milioni di Euro. Ti basti pensare all’esempio General Motors o Alitalia…

 Una piccola impresa artigiana che ad esempio produce letti in ferro battuto soffrirà comunque di questa o di altre crisi, ma avrà un margine molto, molto più ampio prima di raggiungere un punto di non ritorno. Mi hanno sorpreso esempi di piccole imprese scampate alla crisi semplicemente rimboccandosi le maniche tra colleghi, rilevando l’attività del titolare che aveva dichiarato fallimento e dividendo gli stipendi in parti uguali, indipendentemente dalle mansioni, per non creare un clima di disaccordo e pensare solo a rendere… Davvero ammirevole.

Molto spesso i migliori imprenditori sono persone che hanno lavorato già sul campo e che quindi sono stati prima di tutto operai. Fatevi sotto, è il momento di uscire definitivamente da questa crisi! :D

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Vedi anche l’articolo: In crisi anche i grandi colossi

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Il nostro saluto a Henry Surtees

Scritto da ralph-dte.eu su 20 Luglio 2009

Il nostro pensiero va con grande dolore a Henry Surtees che è morto il 19 Luglio in un tragico incidente (l’ho saputo solo oggi). Una ruota, volata via da una vettura che è andata a sbattere a bordo pista, lo ha colpito alla testa… Un attimo dopo Henry Surtees perdeva coscenza e il controllo della sua vettura.

Noi ci poniamo solo una domanda: Ma non si era fatto tanto per assicurare con dei cavi di acciaio di sicurezza le ruote delle vetture di formula in caso di incidente?

Non aggiungiamo altro se non il forte dispiacere che gli appassionati di motori provano quando un pilota perde la vita. Anche quando un pilota lo si conosce poco, è sempre un triste dolore perchè infondo sappiamo bene che ogni pilota ha un grande valore ed ogni pilota scende in pista per coltivare la sua più grande passione e coronare il suo sogno. Talvolta un imprevisto blocca drammaticamente questo cammino.

Voglio infine aggiungere che ogni pilota dalla formula 1 fino all’ultimo dei kart, dalla motogp fino all’ultimo pilota al traguardo in qualunque categoria, sono appassionati che meritano rispetto e che infondo hanno dei talenti mostruosi impensabili per un comune guidatore. Spesso tra il campione del mondo e l’ultimo in griglia vi è un secondo, un secondo e mezzo… Non ci rendiamo conto che anche se nelle corse sembra un abisso, in realtà è un misero secondo. Tutti i piloti meritano rispetto e purtroppo ci sono Blog dove vengono accettati commenti offensivi e irrispettosi e dove i lettori puntualmente si offendono tra loro perchè fanatici di differenti squadre. Sono lieto che questo qui non accada.

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Un gerundio tecnologico: Lighting -2-

Scritto da ralph-dte.eu su 19 Luglio 2009

Intensità della luce

Quando una sorgente luminosa proietta ombre con contorni netti vuol dire che la qualità della luce è “dura” (tipico di una bella giornata di sole); viceversa ombre molto sfumate nascono da sorgenti di luce “morbida“, tipico esempio ne è una giornata nuvolosa. I termini “dura”, “morbida” definiscono la qualità dell’illuminazione.

Una giornata di sole non è l’unica fonte di luce dura. Questo tipo di illuminazione la si può ottenere anche tramite:

  • Riflettori Spot

  • Flash

  • Lampade domestiche

  • Fiamma della candela

ed è un tipo di luce importante da utilizzare quando si desidera mettere in evidenza la forma di un oggetto.

La luce morbida invece la si può ottenere, oltre che da una giornata nuvolosa, interponendo, tra l’oggetto illuminato e la fonte d’illuminazione, un diffusore. Le nuvole sono un “diffusore” per eccellenza ma si può ricreare l’effetto artificialmente in uno studio video-fotografico utilizzando strumenti quali i soft-box, di cui parleremo ampiamente in seguito, oppure puntando più riflettori da più angolazioni (anche di questo parleremo in seguito) in modo tale che ognuno smorzi l’ombra creata dall’altro e che quello posto superiormente smorzi quasi definitivamente ciò che rimane. In tal modo le ombre residue sono percepibili come una sorta di sfumature che non rendono piatta la scena.

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Incominciamo a parlare di automobili -14-

Scritto da ralph-dte.eu su 19 Luglio 2009

Ho portato a ricaricare la batteria dell’auto ma…

Domanda:

Ho un’auto alla quale sono affezionato che uso solo durante il periodo estivo, nonostante abbia staccato i cavetti d’inverno, al riavvio la batteria (che avevo da un solo anno) non ha dato segni di vita… L’ho portata a ricaricare e dopo due giorni ha smesso definitivamente di funzionare. L’elettrauto al quale mi sono rivolto mi ha subito consigliato di acquistarne una nuova. E’ normale?

Risposta:

La risposta è più breve della domanda. In generale (vale sia per le auto che per le moto) le batterie (escluse quelle al gel per le quali occorrono appositi caricatori) vanno caricate ad 1/10 dell’amperaggio della batteria stessa per ora. Questo significa che se la batteria ad esempio è da 55 A, andrà caricata con una carica lenta da 5,5 Ah per un tempo di circa 10 ore. In questo modo una batteria che non è anziana tornerà a funzionare correttamente.

Al contrario se si usano cariche veloci, la batteria, molto spesso, si riattiva e muore in pochi giorni se non poche ore. A volte chi effettua la ricarica di una batteria conosce bene questo meccanismo e lo utilizza come scusa per farvi acquistare una nuova batteria. E’ brutto dirlo ma purtroppo il furbo può sempre capitare.

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Un ultimo esempio:

Su moto come l’Aprilia RS 250, che dispone di avviamento con la pedalina, è addirittura possibile partire a batteria completamente scarica (è necessario effettuare qualche tentativo prima dell’avviamento) e percorrere una distanza di qualche decina di chilometri per far riprendere la batteria. La carica lenta offerta dall’impianto elettrico di bordo è la migliore. In questo modo una batteria arriva a durare anche 7-8 anni (utilizzando la moto solo d’estate). Anche qui vige la regola di caricare ad un decimo dell’amperaggio per ora.

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Portare al limite una Reflex Digitale -2-

Scritto da ralph-dte.eu su 19 Luglio 2009

La sensibilità della pellicola

E’ detta anche rapidità della pellicola ed esprime quanto una pellicola sia sensibile alla luce. Una volta veniva espressa in ASA che è l’acronimo di American Standard Association oppure in DIN ovvero Deutsche Industrie Norm.

Oggi, invece di utilizzare le due precedenti denominazioni, se ne usa una: ISO (International Standard Organization). Quella che segue è una scala delle principali pellicole che erano disponibili in commercio prima dell’avvento del digitale: ISO 25 50 100 200 400 800.

Sotto ai 100 ISO le pellicole venivano chiamate a bassa sensibilità. Al valore di 100 ISO venivano chiamate di media sensibilità; oltre i 100 ISO erano definite ad alta sensibilità. Una pellicola a bassa sensibilità produce un’immagine con poca grana. Viceversa una pellicola ad alta sensibilità produce molta grana sulle immagini.

Le pellicole ad alta sensibilità si utilizzano prevalentemente in due casi:

  1. quando la scena ha un’illuminazione molto bassa

  2. quando un oggetto ripreso è in movimento e si adottano tempi di esposizione brevi

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Con l’avvento del digitale, il range di sensibilità ISO è dato dalla dimensione del sensore. Tanto maggiore è la dimensione del sensore e tanto maggiore sarà la sensibilità raggiungibile. Inoltre, un sensore più grande (a parità di megapixel), vi darà il vantaggio di un minore “rumore” nell’immagine.

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Un gerundio tecnologico: Lighting -1-

Scritto da ralph-dte.eu su 18 Luglio 2009

Conoscere la luce

La luce viene ben descritta da tre fondamentali grandezze: luminosità (o ampiezza), colore (o frequenza), polarizzazione (o angolo di vibrazione). Nello specifico ecco i parametri per la misurazione della luce:

  • intensità luminosa: Si tratta di una una grandezza fotometrica e fisica la cui unità di misura nel Sistema Internazionale è la candela (cd). L’intensità luminosa viene quantificata come candele in una data direzione di una sorgente che emette radiazione monocromatica di frequenza pari a 540×10^12 hertz e con una intensità radiante in detta direzione di 1/683 watt per steradiante. L’intensità luminosa può anche essere considerata come il numero di fotoni che attraversa una sezione unitaria di un campione (che può essere anche il vuoto) nell’unità di tempo.

  • flusso luminoso: lumen (lm). Il flusso luminoso emesso in tutte le direzioni da una sorgente con intensità luminosa pari ad una candela e rilevabile in un angolo solido di uno steradiante. Lo Steradiante (sr) è il corrispondente tridimensionale del radiante.

  • illuminamento: lux (lx). Un lux equivale ad un lumen su metro quadro. La luce del sole si aggira intorno ai 32.000-100.000 lux; un uffico luminoso varia tra i 400 lx ed i 500 lx; i riflettori di uno studio televisivo raggiungono i 1000 lux; la luce della luna è pari a circa 1 lx.

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Continua…

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Sottosterzo sovrasterzo -rapid resume-

Scritto da ralph-dte.eu su 16 Luglio 2009

Rubrica: Il setup che fa impazzire -  livello base

Titolo o argomento: Sintesi dei parametri che influenzano sottosterzo e sovrasterzo

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Una vettura può essere sottosterzante

per i seguenti motivi:

___Ali___

  • Ala anteriore troppo scarica o ala posteriore troppo carica o rapporto tra ala anteriore e posteriore squilibrato. Trovate la giusta percentuale di carico aerodinamico (ad esempio 33% ant - 67% post) e cercate di mantenerla in caso di grossi interventi sul setup volti al raggiungimento di velocità più o meno elevate. Una volta trovato l’equilibrio della vettura (che dipende da come le masse sono in essa distribuite: pilota, motore…) cercate di mantenerlo.

___Campanature___

  • Campanatura all’anteriore troppo elevata (esempio -3,3°) oppure campanatura posteriore troppo bassa o ancora un’eccessiva differenza di campanature tra anteriore e posteriore. Ogni pneumatico ha un range (in termini di angoli di campanatura) nel quale lavora al meglio. Questo significa che, disponendo di una campanatura negativa,  ci si può muovere in una o nell’altra direzione di un piccolo intervallo dell’ordine di qualche decimo di grado per far sì che il pneumatico abbia la migliore impronta di contatto a terra durante le curve più impegnative del circuito e non in rettilineo. Disporre di un’eccessiva impronta di contatto a terra durante il rettilineo, oltre a penalizzare le velocità di punta, fa sì che la gomma, in curva, lavori quasi esclusivamente sulla zona esterna surriscaldandola. Una campanatura eccessiva invece non garantirà che la parte più esterna del pneumatico riesca a toccare bene quando la vettura in curva andrà in appoggio su tale ruota.

___Sospensioni___

  • Vettura troppo bassa sull’assale posteriore o troppo alta all’anteriore (attenzione che non è la stessa cosa, l’altezza al posteriore potrebbe essere corretta mentre all’anteriore eccessiva o viceversa). Va ricordato che la vettura scarica più massa ovviamente nella zona più bassa. Dove questo avviene le gomme hanno una maggiore presa a terra che può arrivare, negli eccessi, a logorarle molto anticipatamente.

  • Vettura eccessivamente bassa sia all’anteriore che al posteriore.

  • Ammortizzatori troppo teneri in compressione.

  • Ammortizzatori troppo frenati in estensione al posteriore.

  • Corsa ammortizzatori anteriori troppo ridotta.

 Per comprendere meglio questi concetti è importante riuscire a immaginare quanto segue:

  • Nel momento in cui si accelera, il peso del corpo vettura si sposta posteriormente dove le gomme iniziano ovviamente a fare più presa. Questo va considerato quando si scelgono i valori di compressione/estensione degli ammortizzatori ant/post e i valori di campanature e pressione gomme.

  • Nel momento in cui va a frenare, si trasferisce il carico all’anteriore. Esso graverà sulle ruote anteriori tanto più gli ammortizzatori anteriori saranno teneri in compressione e quelli posteriori teneri in estensione.

  • Se iniziamo a renderci conto del concetto di TRASFERIMENTO DI CARICO inizierà a sembrarvi chiara l’utilità della frenatura in estensione degli ammortizzatori e delle giuste campanature e pressioni di gonfiaggio. Altrimenti potreste incorrere in gomme che si usurano troppo precocemente…

___Differenziali___

Trazione posteriore

  • Differenziale posteriore con precarico troppo elevato.

  • La vettura sottosterza in ingresso di curva: Differenziale posteriore autobloccante con percentuale troppo bassa in rilascio.

  • La vettura sottosterza in uscita di curva: Differenziale posteriore autobloccante con percentuale troppo bassa in potenza.

 Trazione anteriore

  • Differenziale autobloccante con percentuale di bloccaggio troppo elevata. La maggior parte delle trazioni anteriori hanno la regolazione di un solo valore, questo vuol dire che non vi è la regolazione in potenza e in rilascio.

___Barre antirollio___

  • Barra antirollio troppo dura all’anteriore (attenzione che, come per gli alettoni, anche le barre antirollio anteriori e posteriori hanno un rapporto tra loro che va mantenuto. Alle basse velocità, dove le ali non influiscono, possiamo osservare il comportamento dinamico della vettura e se risulta neutro o leggermente sovrasterzante, abbiamo trovato il giusto compromesso tra barra antirollio anteriore e posteriore. Una volta trovato tale equilibrio, cercate di mantenerlo in seguito a successive variazioni di setup).

  • Barra antirollio al posteriore troppo morbida.

___Gomme e Sterzo___

  • Gomme anteriori non in temperatura.

  • Convergenza ruote posteriori troppo positiva.

  • Frenata troppo ritardata.

E’ ovvio che a mano a mano che riduciamo il sottosterzo, ci avvicianiamo alla neutralità della dinamica della vettura (per un range molto piccolo) e proseguendo, ci troviamo un mezzo leggermente sovrasterzante. Esagerando nel ridurre il sottosterzo potremmo trovare un mezzo che sovrasterza eccessivamente facendoci perdere troppo tempo. L’equilibrio ottimale va trovato dal pilota in base alle proprie sensazioni di guida.

 powered by Scuderie RBC

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Tutti i link della rubrica “Il setup che fa impazzire”

Livello BASE

  1. parte prima Le ali

  2. parte seconda Campanature

  3. parte terza Temperature e Campanature

  4. parte quarta Il differenziale

  5. parte quinta L’altezza della vettura

  6. parte sesta Le barre antirollio

  7. parte settima Il cambio

  8. scrivi anche il termine setup nella casella cerca in alto a destra e guarda tutti gli articoli :D

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La pirateria è un reato grave -5-

Scritto da ralph-dte.eu su 13 Luglio 2009

Software 3D Pirata, perchè?

Lo sai che non è necessario spingersi a tanto? 

Ci sono studi in grado di fare lavori con software come

Interior Design realizzato dalla Belight

Il suo prezzo si aggira intorno ai 90 Euro nella versione Pro e soli 60 euro per la versione Standard. Ci sono studi che fanno gli stessi identici, a volte monotoni lavori, con software che costano migliaia di Euro a copia. Studi non prettamente tecnici, bensì studi con esigenze limitate al presentare un progetto di arredamento senza ricorrere al buon vecchio pantone per questioni di tempo…

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In questi ed altri casi, salvo particolari necessità ovviamente, può essere sufficiente ricorrere a software che pur essendo economici, contengono in sé una impressionante versatilità e velocità, nonché una notevole intuitività che offre una possibilità di apprendimento prossima all’immediato :D

Belight Software

Il fattore più importante risiede nel fatto che, anche se un occhio esperto nota subito i limiti di un software più economico, un cliente di uno studio di arredamenti è soddisfatto già potendo avere un quadro generale di come verrà la sua cucina dopo la ristrutturazione ad esempio. Voi potreste desiderare di assecondare diverse richieste di variazioni, disposizione, colori, luci, in tempi davvero ridotti e con una spesa minima. Utilizzare simili software significa nella maggior parte dei casi, fare centro senza ricorrere a copie pirata.

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PRO

  • possibilità di tracciare piantine 2D in modo decisamente intuitivo e veloce senza possedere software CAD

  • possibilità di realizzare 3D di interni in maniera altrettanto facile e rapida

  • possibilità di acquisire da internet gratuitamente gli oggetti 3d che vi mancano (sedie, porte, finestre, complementi di arredo… tutto)

  • possibilità di creare animazioni in formato quick time (mov)

  • Agevole interazione con Google SketchUp
  • Editor di materiali avanzato
  • Possibilità di eseguire modifiche in real time ad una scena già renderizzata
  • Possibilità per chi è completamente a digiuno circa il mondo 3d di poter imparare velocemente ad utilizzare il programma
  • Prezzo davvero Ottimo

Contro

  • è possibile realizzare esclusivamente 3d di interni
  • non si possono ottenere risultati fotorealistici -ovvio per soli 60-90 Euro-

Note 

Osservate bene il video specie negli ultimi secondi in cui è possibile notare la piantina 2d accanto al 3d e la rapidità degli interventi possibili.

Vedi anche il Link

con i video dimostrativi di Live interior 3d.

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