Scritto da ralph-dte.eu su 31 Agosto 2009
Powershift
Se un tempo i dispositivi più sofisticati si trovavano solo ai livelli alti delle competizioni, negli ultimi anni molte risorse tecnologiche sono state rese disponibili già nei campionati nazionali ed europei. E’ il caso del Powershift o Ignition Cut, un dispositivo tanto semplice quanto importante per le cambiate di marcia più veloci che potete immaginare.
Si tratta di un dispositivo che viene accoppiato ai cambi sequenziali, ossia quei cambi laddove per salire o scendere di marcia si da uno strattone deciso indietro o in avanti. In questi cambi, tanto per capirci, non è possibile passare direttamente dalla quinta alla seconda senza passare per tutti i rapporti intermedi. Proprio come nelle moto.
Il Powershift o Ignition Cut non è altro che un semplice dispositivo che, nel momento in cui si agisce sulla leva del cambio, taglia la corrente alle candele per una brevissima frazione di secondo sufficiente a permettere l’inserimento del rapporto successivo. Tagliare l’alimentazione in questo frangente è fondamentale in quanto la marcia successiva può entrare solo se si allenta leggermente la presa delle ruote dentate. In altre parole è possibile se la coppia trasmessa al cambio viene meno per un’istante.
Il Powershift permette di inserire la marcia senza alzare il piede dal gas. Un semplice interruttore provvederà a tagliare l’alimentazione per voi. I tempi si aggirano intorno ai 2 decimi di secondo.
Di recente questo genere di dispositivo è stato messo a punto persino per i kart 125cc a 6 marce sequenziali: vedi il Link.
Ben altra soluzione invece quella proposta dalla Ferrari con i cambi elettroidraulici.

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Scritto da ralph-dte.eu su 31 Agosto 2009
Il teleobiettivo
Il teleobiettivo è un obiettivo detto “a lungo fuoco”, esso inquadra una minima porzione della scena ripresa e questo perchè ha un ridotto angolo di campo. Questo particolare tipo di obiettivo serve ad ottenere immagini ravvicinate ed ingrandite.
Si tratta di obiettivi abbastanza pesanti, molto lunghi e solitamente con una non eccellente luminosità (salvo rari e costosi casi).
Viene utilizzato prevalentemente per i primi piani grazie anche alla sua capacità, oltre che di ingrandire e ravvicinare, anche di non distrorcere le immagini. La ridotta profondità di campo fa sì che il soggetto sia a fuoco mentre tutto ciò che si trova più vicino o più lontano non lo sia. Il soggetto è così maggiormente evidenziato nella scena.

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Scritto da ralph-dte.eu su 30 Agosto 2009
Particolarità dei software Unbiased
Utilizzare un motore di rendering Unbiased non richiede particolari conoscenze nella regolazione dei parametri utili ad ottenere una scena quanto mai realistica. Questo perchè un software Unbiased nasce per ottenere sempre il miglior risultato possibile in termini di fotorealismo. Non si può quindi intervenire su alcun parametro che possa ridurre la qualità dell’immagine che vedremo a fine render. Se avessimo questa necessita utilizzeremmo ovviamente i motori di rendering Biased trattati in precedenza (link).
Al contrario un motore di rendering Unbiased, ossia “senza compromessi”, richiede buone conoscenze di fotografia. Questo perchè i valori che andremo a decidere noi saranno di tipo fotografico:
L’obiettivo usato, la sua lunghezza focale, l’apertura del diaframma, la profondità di campo….
I tempi di rendering dei motori Unbiased sono molto più elevati dei motori Biased. Questo perchè lavorano per ottenere sempre il massimo. Ovviamente il vostro Hardware inciderà in modo sostanzioso sui tempi di render.
La metodologia di rappresentazione del rendering avviene per affinamento stocastico. Il calcolo viene suddiviso per pixel. Questo produce una grana nell’immagine la quale viene ripulita con l’avanzare del calcolo.
A differenza degli “engine biased”, nei motori di rendering Unbiased la cura dei materiali assegnati agli oggetti è più che fondamentale. In quanto il loro comportamento quando vengono investiti dalla luce può incidere in maniera rilevante sul risultato ottenuto.
Con questo tipo di software dovrete quindi dedicarvi maggiormente alle conoscenze della fotografia ed alla realizzazione di materiali molto curati per ottenere discreti risultati e valorizzare questo tipo di scelta.

LINK utili
Su questo Blog sono presenti, tra le tante rubriche, due in particolare che parlano di fotografia. Si tratta di rubriche molto semplificate, ed alla portata di tutti, fondamentali per capire alcuni concetti espressi in tema di rendering:
Scrivendo semplicemente il titolo della rubrica desiderata sulla casella di ricerca in alto a destra, è possibile attingere a tutti gli articoli al momento presenti in tema. Articoli che si aggiornano periodicamente.
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Scritto da ralph-dte.eu su 28 Agosto 2009
Luce diretta - Radente
Si tratta di una luce che prende la scena tangenzialmente. Il fascio luminoso risulta quindi parallelo al piano e perpendicolare all’asse che si forma tra il soggetto ripreso e l’operatore di una telecamera o una macchina fotografica.
Questo tipo di illuminazione è utilizzata qualora si desideri ottenere immagini molto contrastate e sature. I contorni del soggetto ripreso vengono meglio definiti, tuttavia una parte della scena risulterà ovviamente in ombra.
La luce del tramonto può ricreare questo effetto in modo naturale. In uno studio si ottiene questo effetto ponendo la fonte luminosa, come già detto, in posizione tangenziale al soggetto.

Lo scatto sopra è stato da realizzato in studio semplicemente con una macchina fotografica compatta digitale (regolata in posizione Manuale - Apertura, Tempo esposizione, Fuoco, Iso, ritardo scatto), un faretto spot, un telo per la diffusione della luce, una borsa in cordura come base ed un modellino rappresentante una moto più che nota.
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Scritto da ralph-dte.eu su 28 Agosto 2009
Abbiamo voluto fare una prova
una prova curiosa e discutibile
data la diversità dei computers scelti…
Intel vs Intel
Abbiamo messo a confronto un parametro di un computer Apple iMac del 2006* con un moderno portatile Centrino 2 del 2009. Il parametro su cui si è basata la prova era il tempo di avvio della versione valutativa del software 3d studio max 2010.
La prova è stata eseguita due volte. La prima volta con i computers appena accesi la mattina (quindi belli freddi). La seconda prova è stata effettuata pochi minuti dopo con la memoria ram già pronta.
Le prove sono state condotte con una temperatura in studio poco gradevole di ben 30,3°Centigradi ed una percentuale di umidità del 55%. Entrambi i computer alimentati a corrente.
Ecco tutti i dati ed i tempi rilevati:
1°Avvio del software
iMac (anno ‘06) processore Intel Core Duo 2 T7400 2,16Ghz 3GB ram: 43,84 s
Portatile (anno ‘09) processore Intel Core Duo2 Centrino2 P7350 2GHz 4GB ram: 1′e25″
2°Avvio del software (memoria RAM già carica)
iMac (anno ‘06): 18,09 s
Portatile (anno ‘09): 23 s

Note
Certo non si tratta di due computer nati per utilizzare particolari software 3d, tuttavia ci sembrava interessante metterli sotto il torchio per vedere quali risultati sarebbero emersi. Fate voi le vostre conclusioni anche se ci tengo a sottolineare che si tratta di una prova discutibile dato che il portatile utilizza la tecnologia Centrino 2.
*Ricordiamo che l’iMac utilizza tecnologia da portatile.
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Pubblicato in Le nostre prove e i nostri approfondimenti, Mondo digitale | 5 Commenti »
Scritto da ralph-dte.eu su 28 Agosto 2009
Dal corpo umano ad un motore
Un uomo potrebbe consumare anche più di un’auto
indubbiamente inquinando molto meno
Ad una gara di “mangiate”, (avete capito bene) una gara basata sul mangiare di più, un partecipante avrebbe vinto essendo stato in grado di mangiare oltre 4kg di cibo. Tuttavia finito il generoso pasto e raggiunta la bilancia prima delle premiazioni, il vincitore sarebbe aumentato di peso di alcuni etti in meno rispetto ai 4 chilogrammi previsti.
Parte del cibo sarebbe infatti stata trasformata dall’organismo in calore emesso dal corpo, un’altra parte del pasto si sarebbe trasformata in sudore, un’altra parte ancora si sarebbe trasformata in energia bruciata per i movimenti del corpo. La stessa digestione ha richiesto un notevole apporto energetico essendo difficoltosa.

Questo fenomeno è assai noto in campo motoristico dove si sa che una buona parte dell’energia prodotta dalla combustione all’interno del motore viene dissipata nei modi più impensabili. Vi basti considerare che persino il suono prodotto dal motore viene emesso con una seppur minima spesa energetica. Le percentuali di energia più importanti vengono perse in attriti tra gli organi meccanici, perdite di calore, perdite dovute al trascinamento di accessori del motore (quali alternatore, climatizzatore…), resistenza all’avanzamento del mezzo nell’aria, rotolamento delle ruote, trasmissione…
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Scritto da ralph-dte.eu su 27 Agosto 2009
Sollevamento dello specchio
Quando si eseguono degli scatti, con macchine fotografiche reflex, lo specchietto che ci permette di vedere la scena inquadrata attraverso il mirino si solleva. (Vedi anche il nostro articolo allegato). In quell’istante attraverso il mirino non vediamo più nulla. Appena terminato lo scatto lo specchietto torna nella posizione, per così dire, di riposo. Il sollevamento dello specchio è essenziale affinché la luce possa raggiungere la pellicola o il sensore ovviamente.
Il movimento dello specchio su e giù può indurre delle vibrazioni fastidiose nocive per la messa a fuoco della scena. Per evitare la possibilità di tali vibrazioni molte reflex hanno una funzione che permette di sollevare manualmente (si fa per dire…) lo specchio quando lo desideriamo. Questa utilità fa si che al momento dello scatto lo specchio sia già sollevato evitando ogni possibilità di vibrazione. Terminato lo scatto potremo riabbassare lo specchio o eseguire nuovi scatti a nostro piacimento.
Altre reflex invece hanno l’impostazione per ottenere un ritardo di pochi decimi di secondo (circa 0,4s) sull’apertura dell’otturatore dopo il sollevamento dello specchio.
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Scritto da ralph-dte.eu su 27 Agosto 2009
Ecco alcuni dei siti che molti evitano di dirvi. O perlomeno così è successo a me
- www.astegiudiziarie.it
- www.asteitalia.it
- www.anesim.it
La cosa che mi fa più specie è che mia madre conosce una persona che lavora al tribunale alla quale ogni qualvolta abbiamo chiesto informazioni sulle aste, ci ha risposto che non ne sa nulla e che comunque non c’è nulla, ecc… scoraggiandoci. La cosa che mi fa più specie è che più volte la legge è dovuta intervenire affiché l’informazione per i cittadini in merito alle aste fosse meglio divulgata.
Così in questo articolo vi abbiamo fornito 3 indirizzi internet che spero vi siano utili. Se ad esempio effettuate una ricerca sul sito “astegiudiziarie” potrete osservare che il sito è molto ben fatto e che facilmente si accede a tutte le informazioni necessarie per presentarsi alle aste.
E’ fondamentale sapere che:
-
non ci si può presentare all’improvviso ma bisogna completare l’apposita domanda in ogni sua parte e consegnarla con alcuni giorni di anticipo.
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bisogna pagare una cauzione che poi verrà restituita in caso non si acquisti nulla.
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esistono aste in cui vengono effettuati rialzi con una cifra minima di rialzo imposta, altre in cui non è necessario.
-
essere accompagnati da un Geometra esperto (e di fiducia) nel caso si partecipi ad un’asta per un immobile “è fondamentale” per non incappare in errori. I dati degli immobili li trovate sui siti elencati e devono preferibilmente essere visionati da un Geometra che sappia bene se ad esempio si può fare un cambio destinazione d’uso o vi è la necessità di una ristrutturazione che rende poco conveniente l’acquisto o che comunque venga con voi a vedere le condizioni dell’immobile prima di presentare domande per prendere parte all’asta.
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Scritto da ralph-dte.eu su 27 Agosto 2009
L’altro giorno stavo tornando a casa in moto, un’automobilista mi abbagliava con i fari che riflettevano negli specchietti. Con la mano sinistra ho coperto lo specchietto e mi sono reso conto che si tratta di una parte della moto che non curo mai. Certo di sfuggita lo guardo mentre sono per strada ma non lo osservo davvero come invece guardo la moto quando è parcheggiata.
Eppure lo specchietto è una parte fondamentale della moto, senza rischierei diversi incidenti. Appoggiandoci una mano sopra, una volta tanto l’ho guardato meglio. Ho guardato come è fatto, il colore, il materiale… Sembra assurdo ma in tanti anni non mi ero mai soffermato così a lungo nell’osservare uno specchietto.
In fondo a chi verrebbe in mente di dire: “Sono proprietario di 2 specchietti, 5 carene, 1 telaio, 1 motore, 2 ruote…” Il tutto viene raggruppato in un insieme chiamato “moto” ovviamente.
Spesso guardiamo le cose nella loro totalità e non ci rendiamo conto che anche la realtà più piccola (nel lavoro, nel commercio, nella professione, nell’artigianato…) è parte fondamentale di un sistema più grande. Un sistema che ha bisogno di quella piccola realtà per funzionare bene ma che spesso non se ne rende conto.
Altrettanto spesso siamo proprio noi che non siamo consci del fatto che la nostra realtà, seppur piccola e da noi sottovalutata, è importante. Noi siamo parti fondamentali di un paese che si chiama Italia e che senza di noi sarebbe incompleto, talvolta non funzionante.
Ci avete mai pensato?

Dimostrazione paradossale: Se tutti i piccoli negozi e tutte le piccole attività artigianali, le piccole imprese e le piccole realtà professionali chiudessero insieme per la crisi o per leggi che non le tutelano, la nazione si bloccherebbe. Lo stato dovrebbe fare a meno di tanti posti statali. La mancanza di entrate in tasse costringerebbe a controlli molto più severi alle grandi attività per compensare le perdite… Come una moto senza lo specchietto che ad una precedenza impatta su un’auto non vista, lo stato impatterebbe con la realtà con conseguenze che non so prevedere.
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