Ralph DTE

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Archivi per Agosto, 2009

Imprenditoria attiva -5-

Scritto da ralph-dte.eu su 26 Agosto 2009

Riduco il personale o ci riduciamo gli stipendi?

Questa è la domanda che si è posta il fondatore di una delle tre imprese presenti su questo pianeta che si occupano di intervenire in caso di alluvioni, terremoti, vasti incendi, maremoti o importanti fenomeni naturali che paralizzano la vita di tutti i giorni di intere città o regioni.

Un’azienda insolita che, come dice il suo padrone scherzando, lavora quando capita “una sfiga”. Un’azienda che nonostante la sua rarità vive un grave momento di crisi con un fatturato addirittura ridotto di oltre il 50%.

Il padrone/fondatore si è posto il problema di dialogare con i suoi dipendenti e cercare di fargli capire che avrebbe dovuto tagliare i costi licenziando il 25% del personale. Cosa non facile. Tuttavia ha pensato ad una interessante alternativa.

Quale rimedio?

La sua idea per tentare di risolvere il problema, peraltro accettata di buon grado da tutti i suoi dipendenti tranne uno, è consistita nel consultare i suoi dipendenti e proporgli una scelta:

  • Possibilità di tagliare il 25% del personale

  • Possibilità di restare a lavoro ma ridurre a tutti lo stipendio del 25% e continuare a lavorare insieme salvando l’azienda e l’affiatato gruppo di lavoro.

Per sua sorpresa tutti i dipendenti tranne uno hanno accolto volentieri l’idea di riduzione dello stipendio (fino a ripresa avvenuta ovviamente) per ottenere così la possibilità di non chiudere e restare a lavorare insieme in un team affiatato. Non è detto che l’unico che non ha accettato la proposta non sia stato coinvolto dall’iniziativa, potrebbe ad esempio essersi trovato nella circostanza di non poter assolutamente fare a meno di uno stipendio come quello che percepiva (magari per via di un mutuo o altro).

Con questa mossa il sogno di queste persone, che si erano conosciute lavorando in passato insieme per una delle altre due aziende del settore, è potuto continuare.

Piccole curiosità

L’idea di aprire la terza delle tre aziende (di cui due multinazionali) che si occupa di dare assistenza in caso di “eventi naturali eccezionali” è nata dal desiderio di alcuni dipendenti, che precedentemente lavoravano per la concorrenza, di lavorare in modo “diverso”.

In modo diverso significa che la loro idea era quella di accettare anche i grandi lavori esclusi dalle multinazionali per il basso vantaggio offerto dal profitto ottenuto in proporzione alle risorse utilizzate ed al tempo impiegato per far fronte ad un particolare evento. Purtroppo questo metodo, pur animando gli animi di tante splendide persone volenterose e meno interessate ai profitti, ha portato a soffrire maggiormente la crisi rispetto ad una concorrenza che sceglie (anche se può sembrare banale) solo lavori dove in proporzione al tempo impiegato la remunerazione è la più alta.

Questo significa che se una di queste due multinazionali deve scegliere tra un lavoro che gli garantisce un incasso di 10 milioni di euro in 1 anno ed un altro che gli garantisce 5 milioni di euro in tre mesi, scelgono il secondo e dedicano il restante tempo ad altre commissioni. Infatti nei 9 mesi di differenza potrebbero capitar loro commissioni per un valore finale superiore a quello ottenibile dal primo caso citato.

Le prime due multinazionali si basano quindi sul raggiungimento di profitti sempre più alti nel breve periodo. La terza azienda, nonostante i buoni propositi, vive un rischio molto maggiore che momentaneamente non ha premiato ma è importante sottolineare che gli effetti di questa crisi erano davvero difficili da prevedere.

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Note

Parleremo in seguito in questo Blog di “Breve periodo” e “Lungo periodo” nella funzione di produzione cercando di farvi esempi più che mai semplici e intuitivi che possono esservi utili.

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Scarica i video di Youtube

Scritto da ralph-dte.eu su 21 Agosto 2009

Visita, guarda, scarica i video che preferisci.

In  passato appassionati e non si sono letteralmente smattiti sul codice dei video di Youtube per modificarlo e rendere un video scaricabile e riutilizzabile offline. Adesso è possibile con due soli strumenti “Mozilla Firefox” ed un suo “Plug in”, visualizzare il video scelto, scaricarlo automaticamente, convertirlo e riosservarlo inifinite volte.

Mozilla Firefox lo conoscete già tutti immagino. Si tratta di un Browser in competizione con Internet Explorer e molti altri.

Il Plug in che occorre per divertirsi nel salvataggio dei video preferiti lo trovate al seguente link: Video DownloadHelper 4.6.2

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Note

  • Attenzione il sito di Mozilla Firefox non viene correttamente visualizzato su Internet Explorer.

  • Fate attenzione al fatto che non tutti i video sono liberi (free), diversi infatti sono protetti da diritti d’autore.

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I lavori disponibili…

Scritto da ralph-dte.eu su 21 Agosto 2009

…Nessuno li vuole!

Da quanto emerge dai recenti telegiornali, pare che i media confermino le teorie spesso espresse in questo Blog: “Nonostante la crisi che ci stiamo per lasciare alle spalle, alcuni lavori ci sono, ma pochissimi sono i giovani disposti a considerarli”. Di seguito l’elenco dei lavori più richiesti ma meno desiderati dai giovani italiani:

  • Falegnami

  • Panettieri

  • Meccanici

  • Fabbri

  • Saldatori

  • Parrucchieri

Quanto appena scritto è a mio avvisio assurdo. Si tratta di lavori rispettabilissimi e in alcuni casi persino artistici che vengono costantemente svalutati dai “giovani di oggi”. All’età di 29 anni, quindi essendo giovane anch’io, vorrei esprimere il mio punto di vista in merito ai lavori sopraelencati e ad altri che molto probabilmente rientreranno in quella lista ma che non sono stati citati dai media:

Falegname

Un lavoro più che adorabile e creativo che sta andando a scomparire nel momento sbagliato, ossia proprio nel momento in cui grandi aziende sono in piena crisi e realizzano prodotti anonimi, omologati, standardizzati; sarebbe proprio ora il momento ideale per un falegname con molta fantasia di mostrare di cosa è capace. Certo, tutto questo al dovuto prezzo.

Panettiere

Un lavoro particolarmente duro, per fortuna aiutato dai moderni macchinari, che necessita di giovani che sappiano dimostrare la loro forza di volontà ed il loro impegno. Un lavoro che va vissuto in orari difficili della giornata. Non nego che sia un lavoro poco desiderabile ma se il vostro scopo è realizzare un sogno, comprarvi una casa, acquistare la moto tanto sognata… e non avete altra scelta, beh allora: “Perchè no?”

Meccanico

Un lavoro che ho fatto per una vita in concomitanza con gli studi (anche se nel mondo delle corse) e che mi ha regalato tante soddisfazioni. Non riesco a comprendere cosa ci trovino di brutto i ragazzi della mia età o quelli ancora più giovani. Un lavoro che viene fatto realmente bene da poca gente e che proprio per tal motivo potrebbe essere uno stimolo a dimostrare di che pasta siete fatti. Fate pure la “gavetta” qualche anno, fate esperienza, accompagnate questa esperienza con un diploma di un istituto tecnico e regalatevi la vostra officina. Ma che davvero volete fare tutti quanti il manager?

Fabbro

Uno dei lavori più sottovalutati eppure, lo zio di una mia cara amica, fa dei letti in ferro battuto da mettersi le mani nei capelli tanto sono belli. E non solo… Complementi di arredo, ringhiere, tralicci per eventi e fiere… Chi più ne ha, più ne metta. Eppure i giovani non capiscono che è un mestiere basilare, fondamentale di cui proprio non si può fare a meno sia nella grande industria, sia nella bottega del piccolo artigiano che tira fuori il meglio di sé…

Saldatore

Molto simile al lavoro precente per taluni aspetti. Conosco un saldatore che guadagna “davvero tanto” e sapete perchè? E’ l’unica persona nella mia città disposta a saldare sott’acqua. Avete capito bene: sott’acqua. Lui salda lunghe condutture sott’acqua nel mare come un sub e con una particolare attrezzatura. Sta ore sotto il mare chiuso dentro queste condutture (non mancano gli assistenti che lo controllano state tranquilli) a fare il suo egregio lavoro e così abbina le sue due passioni: fare il sub e saldare. E’ matto? Sicuramente è felice.

Parrucchiere

Non vi biasimo, nemmeno io lo farei mai :) ma resta sempre il fatto che se fosse l’unico lavoro, in attesa di trovare qualcosa che mi si addica di più, non mi tirerei comunque indietro.

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Sono oltre 40.000 in Italia i posti liberi per i mestieri sopra elencati (questo stando a quanto espresso dai media) e indovinate a chi andranno questi lavori che noi ci ostiniamo a rifiutare?

Ma la lista è ancora lunga; lavori come: l’elettricista, l’idraulico, il muratore, il pasticcere, il gelataio, il professore di matematica (strano ma vero)… Sono lavori che i giovani letteralmente evitano.

Colpa della televisione?

Se da piccoli sognavamo di fare il pilota, l’astronauta, il calciatore… oggi sognamo di fare i manager, gli affaristi, i direttori, “le veline” (riferito alle ragazze ovviamente). Quasi quasi erano più concreti i sogni di un bambino :D

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Un gerundio tecnologico: rendering -4-

Scritto da ralph-dte.eu su 21 Agosto 2009

Particolarità dei software Biased

Principale caratteristica di questi software è quella di poter selezionare l’algoritmo di render che riteniamo più corretto per il nostro lavoro. Gli attuali software 3d possiedono praticamente “di serie” tutti gli algoritmi di base per la rappresentazione tridimensionale di una scena. Questo significa che dalla semplice ombreggiatura di Goraud, al Phong, al Ray tracing, tutto è considerato come materiale di calcolo di cui proprio non si può fare a meno.

Oggi vengono inclusi anche algoritmi che considerano la luce indiretta evolvendo ulteriormente la tecnologia Biased. Si tratta di tecniche denominate Global Illumination che basano i loro calcoli su metodi come: Radiosity, Photon Mapping, fino al più preciso Path tracing o ancora al Micropolis light transport.

Gli engine Biased sono modulari, questo vuol dire che si possono tarare in modo indipendente tutti i parametri del rendering. Possiamo scegliere ad esempio il livello di campionatura dei contorni (percentuale di aliasing) o ancora la quantità di rimbalzi (bouncing) considerata nel conteggio dei singoli raggi di luce, ecc. In tal modo abbiamo la garanzia che la qualità del risultato ottenuto ed il tempo impiegato, sarà a nostra discrezione.

La tecnologia Biased quindi ci da la possibilità di raggiungere compromessi qualità/tempo sui nostri lavori. Va però considerato che tutto questo va a scapito del fotorealismo (in fondo non sempre necessario) che può essere ottenuto solo tramite engine Unbiased.

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Soluzioni estremamente sofisticate possono addirittura eseguire rendering ibridi nei quali vengono utilizzati contemporaneamente più algoritmi di calcolo.

Continua…

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La battaglia dell’automotive ecologico: Auto a Idrogeno

Scritto da ralph-dte.eu su 20 Agosto 2009

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Rubrica: The expert on the salmon -12-

Titolo o argomento: Auto a idrogeno

La battaglia  dell’automotive ecologico

Quello che molti non sanno

L’idrogeno, il più semplice dei carburanti esistenti al mondo (H2), sembra ormai pronto a sbarcare nel mondo dei mezzi di trasporto commerciali. Esistono due tipi di motore, attualmente in fase di sviluppo, utilizzanti l’idrogeno come combustibile:

  • Motori a scoppio che utilizzano una miscela di benzina + idrogeno.

  • Le celle a combustibile.

 La miscela benzina (o metano) + idrogeno semplicemente arricchisce il normale carburante per auto con una percentuale variabile di idrogeno, permettendo di diminuire le emissioni del veicolo (l’idrogeno non emette direttamente CO2) e allo stesso tempo tenere sotto controllo la combustione in camera di scoppio. La percentuale di idrogeno della miscela è limitata per via del basso rendimento dell’idrogeno puro in camera di combustione.

Per migliorare tale valore di rendimento, con il tempo si è passato dal motore tradizionale ad un motore elettrico. La famosa cella a combustibile, altro non è che un generatore elettrico alimentato direttamente a idrogeno ed aria, senza bisogno di combustione termica.

A livello pratico, l’efficienza termodinamica di una pila a combustibile si aggira attorno al 70%, questo significa che è possibile liberare solo il 70% dell’energia contenuta chimicamente nell’idrogeno, mentre il restante 30% viene irrimediabilmente persa.

Questa piccola introduzione ci porta al principale problema dell’idrogeno (ed in generale dell’elettricità) nel trasporto: l’idrogeno non è una fonte di energia. L’idrogeno a differenza della benzina è solo un vettore, ovvero un mezzo per trasportare energia da un posto a un altro. Infatti se finora il costo della benzina era determinato dall’estrazione del petrolio e dalla sua raffinazione, ora si calcolerà il costo dell’idrogeno esattamente come il costo dell’energia elettrica, ovvero in base al costo della fonte utilizzata per produrlo.

Lasciando da una parte la teoria sull’idrogeno e sui suoi vantaggi/svantaggi, vediamo come si stanno muovendo le principali case produttuttrici di automobili in questo contesto.

GM

A Torino è stato presentato HydroGen4, il primo veicolo elettrico a celle combustibili a idrogeno. La Regione Piemonte investirà circa 10 milioni di euro per la costruzione di distributori di idrogeno sull’autostrada Torino-Milano e per la produzione di vetture prova. E’ una buona notizia, e dimostra come solo il connubio pubblico-privato potrà contrastare la dipendenza del petrolio.

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Mazda

La casa giapponese lotta controcorrente e concentra il lavoro dei propri ingegneri sulla Mazda RX-8 Hydrogen RE, rimodellando il tanto amato motore Wankel per funzionare a inizione diretta di idrogeno. La seconda generazione di questa vettura, già in vendita in Europa, è dotata di 109 CV (80 kW), ha 100 km di autonomia con l’idrogeno e 45 km con la benzina. L’idea è che il serbatoio di benzina sia di emergenza, come in tutti i motori bi-fuel.

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Hyundai

Il gruppo Hyundai ha annunciato un investimento di più di 2,25 miliardi di euro destinato allo sviluppo delle auto ecologiche, confermando l’obiettivo di diventare entro il 2012 uno dei primi quattro costruttori di veicoli a basse emissioni al mondo. E’ una somma esorbitante, che al momento attuale ha già fruttato una concept, la i-Blue.

hyundai-i-blue.jpg

Toyota

Ha sviluppato un SUV a idrogeno (Highlander FCHV), che è stato testato su un percorso di oltre 400 miglia in condizioni reali. Come conclusione di questi test, la Toyota ha presentato un documento sulla reale possibilità di introduzione di un veicolo completamente alimentato ad idrogeno. Non dimentichiamo che la Toyota ha puntato moltissimo sull’ibrido, e sembra voler continuare su questo percorso, almeno fino a che le infrastrutture per l’elettrico/idrogeno non saranno completate.

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BMW

Equipaggiata con il motore è il V12 di 6.0 litri della “760i”, depotenziato e portato a 260 CV e 390 Nm di coppia a 4300 giri, la “Hydrogen 7″ dovrebbe raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in meno di 10 secondi e toccare i 230 km/h di velocità (limitata elettronicamente). La vettura ha due serbatoi: 74 litri di benzina e 8 chilogrammi di idrogeno (mantenuto liquido a una temperatura di -250°) che, secondo la Casa, garantiscono rispettivamente 500 e 200 chilometri di autonomia; quando uno rimane vuoto, il sistema passa automaticamente all’altro. Visto che viaggiando a idrogeno l’auto ha minime emissioni inquinanti, speriamo che presto il più grande diventi inutile.

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Di seguito i principali punti aperti riguardo le due tecnologie, tanto per Toyota come per il resto dei costruttori:

Celle a combustibile

  • Costi: alti, ma in linea con gli obiettivi per l’introduzione commerciale.
  • Durabilità: in miglioramento, ancora insufficiente per l’uso abituale.
  • Autonomia e partenza a freddo: Risolto.
  • Infrastruttura: punto dolente, la redditività non è chiara, sussidi pubblici inizialmente necessari.

PHEV/BEV

Plug-in ibrido elettrico/Elettrico a batteria

  • Costo Batterie: alto sulla base dei kW-hr. Riduzioni significative difficili con tecnologia a ioni di litio.
  • Durabilità: non provata per il raggiungimento degli obiettivi di costo e dimensioni.
  • Densità di potenza/energia: bassa. Miglioramenti limitati.
  • Performance a basse temperature: bassa. Miglioramenti limitati.
  • Ricarica: Residenziale (~50%) e poche stazioni pubbliche.

Prendendo in considerazione questo studio della Toyota (si può scaricare qui la presentazione) possiamo concludere che c’è ancora molta strada da percorrere prima che il petrolio venga definitivamente sostituito. Il principale problema restano le infrastrutture, c’è bisogno di molta sperimentazione, investimenti e di standard internazionali. Questo collo di bottiglia ritarderà senza dubbio l’introduzione dei veicoli elettrici/idrogeno nel trasporto di massa. Anche in questo caso sono gli interessi di potere/economici del pianeta a frenare il progresso tecnologico.

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti. Inviato dalle isole Canarie.

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Logitech G27

Scritto da ralph-dte.eu su 19 Agosto 2009

L’erede del G25

Non si tratta di un vero e proprio nuovo volante, bensì di un’ottimizzazione della versione precedente già molto valida. A grande richiesta degli utenti sono stati aumentati da 2 a 6 i pulsanti subito disponibili sotto mano sulle razze del volante in metallo e pelle. Sono stati aggiunti i led del cambio marcia che diversi artigiani proponevano anche come kit aggiuntivo negli ultimi tempi. Ora ci sono due led rossi, quattro gialli e quattro verdi programmabili sulle vostre esigenze. Sono stati migliorati gli ingranaggi (ora in acciaio inossidabile) collegati ai due motori dedicati al ritorno di forza (force feed back). La pedaliera resta sostanzialmente invariata, presentando però 2 importanti miglioramenti:  i pedali di freno e frizione sono stati rialzati di 13 mm, e i bracci dei pedali possono essere inclinati lateralmente. Queste due modifiche facilitano il gioco “tacco-punta” e aumentano il controllo dei pedali. La manopola per il passaggio da cambio ad H a cambio sequenziale è scomparsa lasciando posto ad un più pratico pulsante. Infine la nuova codificazione ottica della rotazione del volante è ancora più precisa ed elimina ogni possibilità di zone morte o piccole rotazioni a vuoto. Tutto questo per la massima precisione.

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Note 

Per i partecipanti ai campionati virtuali nazionali e internazionali con il team T.E.R. Corse ci stiamo informando per la possibilità di acquistare questo nuovo prodotto all’ingrosso in stock da almeno 5-10 pezzi a prezzo scontato. Tuttavia non è ancora certo che riusciremo nell’intento :) 

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Un gerundio tecnologico: Lighting -6-

Scritto da ralph-dte.eu su 19 Agosto 2009

Luce diretta - Frontale

Abbiamo una luce diretta “Frontale” quando la sorgente utilizzata per l’illuminazione si trova sullo stesso asse del soggetto. La luce che deriva da questa scelta di illuminazione è piatta ed uniforme. Si nota inoltre la quasi totalità delle ombre che vengono proiettate dietro il soggetto e non sono visibili nell’inquadratura (macchina fotografica o videocamera che sia).

Il flash della macchina fotografica, come abbiamo detto in precedenza, è un esempio chiaro di luce diretta frontale. Altro esempio è il caso in cui si fotografa un soggetto all’aperto e il sole si trova dietro le spalle del fotografo. E’ da sottolineare però in questo caso che la luce proveniente dal sole non si troverà proprio in asse con il soggetto ma possiamo considerarla tale con buona approssimazione durante un tramonto inoltrato.

Ciononostante nella foto in basso vediamo come, con un angolo di pochi gradi formatosi tra l’asse longitudinale del faretto spot e quello longitudinale del soggetto ripreso, le ombre siano leggermente visibili sul lato sinistro dell’immagine.

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Vedremo in seguito come sui set cinematografici, anche se molto spesso non ce lo immaginiamo, le scene di giorno vengano corrette con apposita illuminazione artificiale diffusa per evitare scene troppo scure e per correggere le ombre…

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Incominciamo a parlare di automobili -15-

Scritto da ralph-dte.eu su 17 Agosto 2009

Perchè i motori Turbo raggiungono regimi di rotazione più bassi rispetto agli aspirati?

Partiamo dal presupposto che un motore sovralimentato, sia mediante turbocompressore sia mediante turbo volumetrico, lavora con pressioni in camera di scoppio più elevate rispetto ai motori ad aspirazione “atmosferica”. Se da un lato questo porta un vantaggio in termini di lavoro e rendimento, dall’altro obbliga gli ingegneri a progettare i componenti del manovellismo con dimensioni assai più generose. Questo implica masse maggiori sia in moto alterno, sia in rotazione. Ne segue che il motore con pistoni, albero, bielle e spinotto più pesanti, può raggiungere un minor numero di giri essendo ogni organo sottoposto a maggiori forze di inerzia oltre che a sollecitazioni più elevate ed un maggior calore prodotto in camera di combustione.

Una vettura per campionati FIA GT sovralimentata raramente supera i 7000 giri/min, mentre una vettura della stessa categoria ma con motore aspirato può sfiorare i 9000 giri/min. Sono inoltre molto diverse le due erogazioni dei motori. Nel primo si soffrono leggeri vuoti ai bassi regimi che quasi fungono da traction control (questo perchè occorre molto lavoro per accelerare le giranti della turbina e del compressore…), per poi disporre di una corposa erogazione fino al cambio marcia. Nel secondo caso (motore aspirato) l’erogazione è più immediata e, talvolta,  meno gestibile contrariamente a quello che si tende a pensare.

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NOTE: Se lo desideri vedi anche la rubrica “Costruire un motore”. E’ sufficiente scrivere il nome della rubrica in alto a destra nella casella “cerca” per richiamarne tutti gli articoli.

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Scritto da ralph-dte.eu su 16 Agosto 2009

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