Ralph DTE

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Archivi per Ottobre, 2009

10 modi per perdere un cliente

Scritto da ralph-dte.eu su 31 Ottobre 2009

Ecco a voi le dieci cose da NON fare

per avere cura dei vostri clienti:

  1. Dirgli un prezzo e quando poi si manifesta interessato, dirgliene un altro.
  2. Dirgli ogni volta che torna per acquistare lo stesso bene o servizio un prezzo differente e senza una valida spiegazione.
  3. Non seguirlo in ogni fase dell’acquisto.
  4. Non conoscere il prodotto che si sta vendendo. Non essere in grado di rassicurare il cliente sulla corretta scelta di un modello in relazione all’effettiva utilità che viene richiesta.
  5. Non ascoltare il cliente. Lasciarlo aspettare a lungo. Ignorarlo pensando che così diamo un “tono” all’attività (magari nell’illusione di essere “esclusivi” o semplicemente per strafottenza).
  6. Fare osservazioni circa la sua possibilità/impossibilità di acquistare un determinato prodotto (persino al giorno d’oggi succede in talune concessionarie o negozi di abbigliamento ad esempio…).
  7. Non mantenere una promessa. Non rispettare quanto illustrato da una promozione o da una pubblicità ambigua… Fare finti SALDI caricando il prezzo e poi scontandolo e tornando quindi allo stesso prezzo presente prima dei SALDI…
  8. Non ricordarsi di lui, qualora sia un cliente affezionato che torna di frequente al vostro negozio
  9. Non premiare la sua fedeltà con un’offerta dedicata solo ed esclusivamente a lui. Può trattarsi del tipico sconto che un commerciante/artigiano può fare ad un particolare cliente o rendergli un vantaggio offrendogli un particolare servizio per l’occasione (un’assistenza, tra le tante, gratuita…).

  10. Dargli sempre ragione… No, non mi sono sbagliato a scrivere :) Dare sempre ragione al cliente è controproducente al giorno d’oggi. Non siamo più nell’epoca del perbenismo, il cliente non vuole sentirsi dire “sì giusto” a tutto (in tal caso si renderebbe conto di essere preso in giro). Il cliente vuole sapere come stanno le cose realmente e cosa più gli conviene. Poi ovviamente c’è sempre l’eccezione che conferma la regola…

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In men che non si dica arriveranno le feste Natalizie, mi raccomando scegliete i migliori negozi specializzati… :D

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Live for Speed Nuova versione Z25

Scritto da ralph-dte.eu su 30 Ottobre 2009

E’ uscita da poco la nuova versione Z25 di Live for Speed, non si tratta ancora della versione S3 che avrà la VW Scirocco e la pista di Rockingam. Si tratta invece di una versione di introduzione alla S3 che presenterà già le seguenti migliorie:

  • Improved car shadows - Miglioramento delle ombre delle vetture
  • New wheel drawing system - Nuovo sistema di disegno delle ruote
  • Improved road car dashboards - Migliori cruscotti delle auto
  • ABS brakes on some road cars - Sistema ABS su alcune vetture stradali
  • Improved and much faster List of Hosts - Migliore elenco degli Host (molto più veloce)
  • Powerful and flexible multiple screen support - Potente e flessibile multi screen support

Ecco il link con le modalità per scaricare l’ultima versione di Live for speed Z25

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Il Setup di un’auto di formula

Scritto da ralph-dte.eu su 30 Ottobre 2009

Quante combinazioni sono possibili?

Considerando le 24 regolazioni possibili, ossia:

  1. Ride Height (o altezza vettura).
  2. Caster (o incidenza).
  3. Camber (o campanatura).
  4. Toe (o convergenza).
  5. Springs - Le molle.
  6. Damper low speed bump - La compressione dell’ammortizzatore a bassa velocità.*
  7. Damper high speed bump - La compressione dell’ammortizzatore ad alta velocità.*
  8. Damper low speed rebound - L’estensione dell’ammortizzatore a bassa velocità.*
  9. Damper high speed rebound - L’estensione dell’ammortizzatore ad alta velocità.*
  10. Damper piston - Il pistone dell’ammortizzatore.
  11. Damper pression - La pressione nell’ammortizzatore.
  12. Damper bump shimming - Pacchi lamellari che regolano il passaggio dell’olio in compressione.
  13. Damper needle.
  14. Damper rebound shimming - Pacchi lamellari che regolano il passaggio dell’olio in estensione.
  15. Roll center - Centro di rollio.
  16. Antidive - Antilift - Antisquat.
  17. Wings Setting - Angolo delle ali.
  18. Gurney Flaps (o smorzatore di turbolenze sul profilo alare**).
  19. Tires pressure - Pressione pneumatici.
  20. Antiroll bar - Barre anti rollio.
  21. Antiroll bar blades - I bracci che vanno dall’ammortizzatore alla barra antirollio.
  22. Antiroll bar blades position - La posizione dei bracci che vanno dall’ammortizzatore alla barra antirollio.
  23. Bump rubber - Tamponi di fine corsa degli ammortizzatori.
  24. Brake master cylinders - Il dimensionamento dei cilindri dell’impianto idraulico del sistema frenante.

Secondo la matematica con 24 parametri ci sono la bellezza di oltre 79 trilioni di possibilità, il numero esatto è: 79.766.443.076.872,5 di possibilità :D Per fortuna la maggior parte di queste possibilità non sono funzionali, pertanto ci si muove all’interno di un range molto ristretto dove il giusto setting è comunque molto difficile da trovare.

*Si intende alta o bassa velocità dello stelo dell’ammortizzatore. Quindi un urto (se così vogliamo chiamarlo) più o meno violento. Quando il pilota centra un cordolo, ad esempio, la velocità con cui la ruota spinge e quindi comprime l’ammortizzatore è molto maggiore di quando gradualmente entra in curva ed il mezzo si corica verso l’esterno.
**E’ la traduzione italiana che ho dato io dato che non ce n’é una ufficiale :)

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Formula Student -2-

Scritto da ralph-dte.eu su 28 Ottobre 2009

L’ingegnere ottimizza sempre?

E’ proprio il caso di dire che a volte gli ingegneri si complicano la vita.

E’ il caso della Formula Student, la formula dedicata agli studenti di ingegneria delle principali facoltà del mondo che nutrono il desiderio di ideare, progettare, costruire, provare un’auto da corsa “fatta in casa”.

Come ho spiegato nell’articolo dedicato alla seconda edizione del Motorsport Expotech, nella realizzazione di questi mezzi da corsa, non contano solo la bontà del veicolo e del pilota, bensì anche l’ottimizzazione dei costi, il marketing ed il management…

Eppure presso un’Università del centro Italia sono stati spesi ben 100.000,00 Euro per realizzare un Kart da Autocross. E non è tutto! Presso una facoltà tedesca, secondo alcune indiscrezioni,  si sarebbero spesi ben 400.000,00 Euro (circa 800.000.000 di Lire) per realizzare un semplice Kart ma dotato della più strabiliante elettronica e delle migliori finiture possibili immaginabili.

All’anima dell’ottimizzazione dei costi? :D

Una Formula uno costa circa 2 miliardi e mezzo di Lire e un Kart presso un’Università che avrebbe dovuto ottimizzare i costi, è costato addirittura un terzo con i suoi 800 milioni di Lire.

Pazzesco!

La giustificazione, secondo un ragazzo esperto di questo tipo di attività, risiederebbe nel fatto che un progetto raffinato farebbe più gola a chi lo giudica, rispetto ad un progetto fortemente ottimizzato…

Vorrei inoltre ricordare le prestazioni di questi veicoli:

Si tratta di Kart del peso di circa 230 kg, con motore motociclistico di 600 c.c. e potenza limitata (potenze comprese tra i 75 e i 92 CV) tramite restrizione di flusso in aspirazione. Risultato? La velocità massima raggiungibile è di circa 130 Km/h.

400.000,00 Euro per un kart da 130 km/h??

E non è tutto… motori dotati di turbocompressori o compressori alimentati elettricamente, frizioni robotizzate, sospensioni push rod, cambi sequenziali elettroattuati, scocche alleggerite realizzate in carbonio…

Ora la domanda è: I Piloti chiamati in causa, saranno in grado di trovare il limite di un mezzo così particolare e di metterlo a punto in modo efficiente con i loro tecnici? Infondo con soli 130 km/h di velocità di punta, se non si è veri talenti, è molto facile perdere il gruppo in pista. La differenza la faranno senza meno le curve dove un ottimo compromesso tra il progetto e le richieste di piloti talentuosi*, si rivelerà senz’altro più redditizio di enormi spese non molto logiche.

Io, assieme ad alcuni miei compagni di studi, ci siamo proposti come piloti, motoristi e tecnici setup. Speriamo vivamente di riuscire ad entrare a far parte del progetto Formula Student. Se il responsabile del gruppo di lavoro troverà anche collaboratori per la realizzazione di telaio, scocca, sospensioni ed elettronica sarà molto più facile che l’idea venga portata avanti anche dalla nostra Università che fin’ora non si era ancora schierata nei circuiti di tutto il mondo con una propria vettura.

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*Alcuni team Europei avrebbero addirittura chiamato a correre piloti dei campionati FIA GT i quali probabilmente si saranno iscritti all’Università essendo necessario essere studenti per partecipare ai progetti: Formula Student - Formula SAE. Incredibile :)

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Riciclare arredare -2-

Scritto da ralph-dte.eu su 26 Ottobre 2009

Riconosci questo oggetto?

Lo metteresti sopra un mobile? In cucina? In studio?

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E allora perchè lo butti via?

Hai capito cos’è? Vuoi vedere meglio?

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Adesso lo riconosci?

E’ un barattolo piuttosto piccolo e costoso. Serve per contenere la crema da barba. Forse non lo sai ma la maggiore percentuale di quanto hai pagato per acquistarlo è dovuta proprio al contenitore (tra l’altro MADE in ITALY come puoi vedere dalla prima foto). A maggior ragione se è di vetro, i costi lievitano…

Eppure ogni giorno ne gettiamo centinaia di migliaia… milioni a settimana in tutta Italia.

Io lo uso per contenere in studio tutte le memorie SD delle macchine fotografiche o ancora le chiavette USB, piccoli jack o parti che perderei facilmente…

E TU? :D

Per lavarlo l’ho semplicemente immerso nell’acqua calda e la targhetta è venuta via agevolmente… Del denaro che spendi, non lo sai ma ne butti una buona parte…

Davvero un bel pezzo di vetro pesante.

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Motorsport Expotech - 2a edizione

Scritto da ralph-dte.eu su 26 Ottobre 2009

 Parte seconda

Fondere più temi per raggiungere uno scopo:

Le corse automobilistiche e la Formula Student.

 Come ho sempre creduto anche io, per raggiungere uno scopo, qualunque esso sia, non è assolutamente sufficiente specializzarsi in una cosa sola. Questa credenza ormai è passata e trapassata ed appartiene ad una vecchia mentalità che oggi non è affatto competitiva ed al passo con i tempi.

Chi oggi si specializza in un settore ad alti livelli, sa che dovrà completare la sua preparazione con innumerevoli tematiche che arricchiscono il proprio bagaglio culturale ed aumentano esponenzialmente le possibilità lavorative e di collaborazione con i più svariati settori.

Ne è il tipico esempio la formula student; una formula alla quale prendono parte molte tra le principali Università italiane e dei 5 continenti. Un evento non da poco. Un evento che a differenza di quello che molti pensano non abbraccia solo la meccanica ed i motori bensì si completa attraverso una preparazione curata in ogni dettaglio ed assolutamente da non sottovalutare.

Vediamo in cosa consiste, quali impegni richiede e che tipo di discipline sono chiamate in causa:

  • La Formula Student nasce (dalle Università di tutto il mondo) senz’altro per soddisfare la voglia più golosa di motori, ma non solo…
  • La FormulaStudent prevede lo studio della progettazione di un veicolo da corsa.
  • LaFormula Student prevede lo studio della produzione di un veicolo da corsa.
  • Prevede lo studio dei Test da condurre per verificare la bontà di un progetto.
  • Prevede lo studio dell’Analisi dei costi.
  • Prevede lo studio del Marketing e della presentazione di un prodotto.
  • Prevede lo studio del Management e della Finanza.

Tutti temi che non vengono solo sfiorati, ma accuratamente approfonditi ai massimi livelli come è giusto che una preparazione di tipo universitario sia. Non si tratta di realizzare un’auto da corsa che “Chissà se funzionerà…”, si tratta di realizzare un progetto che verrà valutato con 3 importanti prove e modalità:

  1. Una valutazione del prodotto ottenuto
  2. Una valutazione della resa in pista (vi è un apposito campionato, anzi più di uno e con più categorie di tipo nazionale/internazionale)
  3. Una valutazione su come sono stati investiti tempo e denaro

In sostanza non vince chi si presenta poi in pista e vince la corsa… Vince chi supera con ottime valutazioni tutti e tre i test: devi aver prodotto un mezzo competitivo, deve essere costato una cifra ragionevole (ottimizzazione dei costi), deve essere stato prodotto in modo intelligente e deve possibilmente essere portato anche all vittoria in pista con ragazzi di talento.

Quello che fa impazzire, nenache a dirlo, è che le prove in pista (di vario genere: gare, prove di handling, prove di accelerazione, skid pad, autocross, endurance…) vengono effettuate sui circuiti più famosi del mondo: vedi Silverstone, vedi Hockenheim, Varano…

Se i tuoi sogni sono l’ingegneria, essere un pilota - pilota collaudatore… costruire un mezzo e portarlo alla vittoria con il tuo team… beh allora la Formula Student è proprio un bel progetto per uno studente. Speriamo che dall’Università alla quale diversi membri di questo blog sono iscritti (Università Politecnica delle Marche) ci arrivino risposte stimolanti alle nostre frementi domande :D

Note

Ora però siamo venuti a sapere che diverse squadre universitarie hanno speso cifre intorno ai 100.000 Euro per la realizzazione e la messa in pista di questi piccoli bolidi. Noi di Ralph DTE siamo sicuri di riuscire a fare un buon lavoro con cifre molto minori, per tale ragione stiamo prendendo i dovuti contatti con l’Università Politecnica delle Marche nella speranza di una collaborazione studente Università nella quale fondere il nostro Know How.

Il vantaggio offerto dal mio gruppo in questo progetto si traduce in:

  • Una enorme preparazione nelle corse con esperienza maturata sul campo sin da quando avevo 16 anni. Ho lavorato con diverse scuderie nelle più svariate mansioni.
  • Una preparazione non da poco a livello motoristico.
  • Una valida preparazione in tema SETUP.
  • Una valida preparazione a livello di Marketing.
  • Ottime capacità di Analisi dei costi ed ottimizzazione degli stessi tramite conoscenze e collaborazioni con una moltitudine di aziende.
  • Ottime capacità di guida offerte da diversi componenti di questo gruppo maturate sia in pista, sia sui kart, sia su collaudi, sia al simulatore.
  • Possibilità di avere a disposizione il nostro reparto corse gratuitamente…

Solo un parametro ci manca… La collaborazione dell’Università che spero di cuore non ci venga negata :D

 

Nel prossimo articolo le caratteristiche tecniche del veicolo in figura.

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Aprilia GP 250. La storia: I titoli -parte seconda-

Scritto da ralph-dte.eu su 25 Ottobre 2009

Una lista che continua… nel migliore dei modi

2002 - Una stagione record

La stagione 2002 del motomondiale sarà ricordata in Aprilia per il record assoluto che la Casa veneta ha conseguito durante l’anno. Aprilia ha infatti vinto 4 dei 6 allori mondiali in palio in questa stagione, un fantastico POKER: due titoli mondiali costruttori, classe 125 e 250 e due titoli piloti nella 250 con Marco Melandri e nella 125 con Arnaud Vincent. Un annata straordinaria che ha visto le 2T del glorioso Reparto Corse di Noale dominare sulle piste di tutto il mondo e il già ricco palmares di Aprilia salire a quota 21 Titoli Mondiali.

Se le ottavo di litro Aprilia hanno vinto quest’anno 8 delle 16 gare in calendario, nella classe 250 la supremazia è stata addirittura schiacciante. Le quarto di litro di Noale hanno vinto 14 su 16 gare disputate. Dominio totale e incontrastato. Ad oggi, Aprilia ha messo a segno nella sua, seppur giovane, storia nel mondo delle competizioni, ben 140 vittorie nel mondiale velocità di cui 59 nella classe 125 e 81 nella 250, salendo sul podio con i suoi piloti per 392 volte. Non vanno dimenticate le 8 vittorie in Superbike, le 7 Superpole, sempre in Superbike, e i 16 titoli europei nella velocità (6 in 125 e 10 in 250).

E’ stato anche l’anno importantissimo del debutto e della crescita del progetto più ambizioso di Aprilia, la RS Cube, tre cilindri dalla potenza straordinaria, che ha mosso i primi passi nella stagione appena terminata. Un anno importante che ha permesso di gettare le basi per il futuro. Infatti Aprilia raddoppia il suo impegno nella classe regina del motomondiale ed il prossimo anno schiererà una squadra ufficiale con due piloti. I due alfieri Aprilia per la MotoGP sono il campione del mondo in carica della Superbike Colin Edwards ed il funambolico talento giapponese Noriyuki Haga. Ai due assi delle due ruote sarà affidato l’incarico di sviluppare ulteriormente il progetto di punta di Noale e di portarlo alla massima competitività che merita.

Proprio uno dei due piloti che il prossimo anno difenderanno i colori Aprilia nella MotoGP, Noriyuki Haga, è stato protagonista nel Mondiale Superbike. Schierato al via del campionato concluso a fine settembre dal team FGF Aprilia, Nori ha deliziato il pubblico con il suo repertorio unico di numeri da spettacolo, nulla potendo però contro il talentuoso vincitore del titolo mondiale Colin Edwards che il prossimo anno sarà il suo compagno di squadra sulla MotoGP Aprilia.

E’ stato un anno intenso, sportivo, sublime.

2003 - La favola di Poggiali

In classe 250 uno strepitoso Manuel Poggiali riesce nell’impresa di vincere il mondiale al debutto, supportato da un team Aprilia ufficiale assolutamente perfetto; il mondiale costruttori è una formalità, le Aprilia si aggiudicano ben 14 gare, portando sul gradino più alto del podio oltre a Manuel anche Neito, Elias, De Puniet e West.

2006 - L’anno della conquista

Il 2006 è l’anno della riconquista da parte di Aprilia dei titoli mondiali costruttori classi 125 e 250 nel campionato del mondo velocità. La stagione è stata caratterizzata, per quanto riguarda le attività “road racing”, dalle vittorie di due piloti in particolare, Alvaro Bautista nella 125 e Jorge Lorenzo nella 250.

La 250 ha avuto un solo grande protagonista. Si tratta di Jorge Lorenzo, del Fortuna Aprilia team. Il pilota di Palma de Maiorca ha imposto il suo sigillo sulla quarto di litro ottenendo ben 11 pole position e 8 vittorie stagionali. Lorenzo, soprattutto nella seconda parte del campionato 2006, ha fatto della costanza il suo rendimento migliore, con tre gran premi vinti consecutivamente, in Repubblica Ceca, Malesia e Australia. Con 11 pole in una stagione, poi, Lorenzo sorpassa il record fatto segnare da Anton Mang nella stagione 1981.

La stagione 2006 è stata caratterizzata dalla competitività delle moto Aprilia su tutte le piste del mondo, anche quelle tradizionalmente non favorevoli alle caratteristiche dei motori di Noale. Complessivamente Aprilia ha collezionato, fino al Gp d’Australia, 19 vittorie nelle due categorie, 10 in 125 e 9 in 250. Bautista, campione del mondo con tre gare d’anticipo sulla fine della stagione, è salito sul gradino più alto del podio sette volte, due volte Mattia Pasini e una volta Hector Faubel. In 250, Jorge Lorenzo ha vinto 8 volte, mentre Hector Barbera una volta. In entrambe le categorie i vincitori sono compagni di squadra: in 125 si tratta del Master Aspar Team, mentre per la 250 ad imporsi sono stati i piloti del Fortuna Aprilia.

Grazie al secondo posto di Alex De Angelis nel Gp del Giappone, Aprilia riesce a conquistare il suo sesto mondiale marche della 250 nella sua storia. I 20 punti fatti guadagnare alla casa dal pilota di San Marino nella gara nipponica fanno arrivare matematicamente il titolo ad Aprilia, che se lo aggiudica con il punteggio di 316 punti contro i 255 della Honda.

2007 - L’anno della RIconquista

Nel 2007 Aprilia riesce in un impresa formidabile: riconfermare i quattro titoli mondiali vinti l’anno prima. Nella quarto di litro il vincitore è sempre Jorge Lorenzo che, come fece Max Biaggi, si riconferma campione con una gara di anticipo, mentre nell’ottavo di litro è l’ungherese Gabor Talmacsi a fregiarsi del titolo mondiale, confermando l’ottima qualità dei piloti dell’Est Europa.

Il campionato 250 rimarrà per sempre tra i più bei ricordi della storia di Aprilia. Le 11 vittorie, i 10 secondi posti e i 9 terzi posti, che hanno portato alla vittoria del titolo costruttori con tre gare di anticipo e quello piloti con una, non sono l’unica cosa che la rendono speciale. A Brno esordisce ufficialmente la RSA 250 assegnata ad Alvaro Bautista e Thomas Luthi. La moto va subito bene, i piloti sono soddisfatti scoprendone l’ottimo comportamento in curva e la grande agilità nei cambi di direzione, unico punto debole della “vecchia” RSW. Dopo solo due gare, sul circuito dell’Estoril, Bautista taglia per primo il traguardo vincendo il Gran Premio del Portogallo, è la prima vittoria per la RSA che rappresenta il futuro di Aprilia nella quarto di litro.

Il 2007 è l’anno della definitiva consacrazione di Jorge Lorenzo. Il giovane pilota spagnolo a Sepang riesce nella difficilissima impresa di riconfermarsi campione del mondo della 250 con una gara di anticipo. Il suo è un ruolino di marcia impressionante: 9 vittorie, record Aprilia in una stagione eguagliando due grandi campioni come Max Biaggi e Valentino Rossi, un secondo posto, due volte terzo, 8 pole position. Jorge entra di diritto nella storia di Aprilia, che lascerà a fine stagione per fare il grande passo nella classe regina. A Valencia dichiarerà: “Sono triste di dover lasciare l’Aprilia perché battere la Honda, il colosso motociclistico mondiale, non è mai facile ed insieme siamo riusciti a farlo per ben due volte e questo è incredibile. Insieme abbiamo passato momenti bellissimi e mi hanno aiutato sempre tantissimo, per questo auguro ad Aprilia e a tutti coloro che ci lavorano ancora tante vittorie e altri titoli mondiali”.

Articolo tratto dal sito Aprilia

Note

Dopo tutto quanto espresso e ricordato negli articoli che abbiamo dedicato alla storia Aprilia, ora vi chiedo: “Vi sembra possibile eliminare le due tempi dal motomondiale perchè Honda ha deciso così e Aprilia è troppo piccola per poter imporsi?” Aprilia correrà con un motore Honda!?!? Nelle corse?!!? E’ vero che la 250 stradale montava un motore di derivazione Suzuki però… nelle corse mi sembra un pò troppo…

Link

Vedi anche i nostri articoli:

Aprilia GP 250. La storia - Gli anni prima del titolo-

Aprilia GP 250. La storia - Il 1985-

Leggende in modalità irreversibile

Ecco perchè scomparirà il due tempi dal motomondiale

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The expert on the salmon -17-

Scritto da ralph-dte.eu su 24 Ottobre 2009

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Auto elettriche

Idee per fare il pieno gratis - parte seconda-

Mentre in America si punta sul marketing elettrico, in Europa non stiamo di certo a guardare.

La IAV è un’azienda tedesca dal nome impronunciabile (Ingenieurgesellschaft Auto und Verkehr) che ha recentemente brevettato un sistema per ricaricare le auto direttamente in strada. L’idea è quella di un’autostrada a pagamento che permetta  di ricaricare le batterie dell’auto durante il percorso tramite un sistema wireless. Effettivamente grazie all’induzione elettromagnetica è possibile trasportare energia elettrica senza la necessità di un cavo e questo principio abbinato ad un ricevitore elettromagnetico montato direttamente sul fondo della macchina permette la completa ricarica.

Ecco una breve animazione di questa tecnologia:

Download Ricarica wireless

La Nissan è la prima marca di auto che prevede di inserire un dispositivo di ricezione wireless sulle proprie vetture garantendo un’efficienza del 90%.

Un ulteriore scenario previsto per questo tipo di tecnologia, è quello di installarlo in strade urbane e interurbane molto trafficate, così da permettere in un futuro il completo abbandono delle stazioni di ricarica, visto che sarà possibile recuperare tutta l’energia necessaria direttamente in strada. Per questo servizio ovviamente sarà previsto un costo, ragione per cui ogni auto avrà un codice ID collegato al proprietario a cui verranno consegnate le fatture relative alla reale energia assorbita. Grazie a questo sistema si risolve il problema dei lunghi tempi di ricarica e della corta autonomia della batteria.

Se infatti la batteria è agli sgoccioli sarà sufficiente scegliere un percorso alternativo che comprenda una strada dotata di ricarica elettrica wireless per poter continuare a viaggiare senza preoccuparsi di fermarsi a fare il pieno.

Mi piacerebbe concludere con una soluzione forse meno interessante ma sicuramente molto creativa. Questa volta viene dalla Spagna, dal gruppo Telefónica che ha presentato un piano di riutilizzo per le proprie cabine telefoniche. Se infatti nel ventunesimo secolo quasi tutti abbiamo un telefono cellulare e il ruolo delle cabine telefoniche è venuto a mancare, Telefónica ha proposto nell’ultimo consiglio di amministrazione di convertire tutte le cabine telefoniche presenti in Spagna in punti di ricarica per auto elettriche. Questo permetterà a migliaia di persone di ricaricare il proprio veicolo mentre sta comodamente parcheggiato, magari in pieno centro, senza preoccuparsi di niente.

L’idea è semplice e attuabile sin da subito. Ovviamente il quadrato di parcheggio più vicino alla cabina sarà riservato alle auto elettriche, e scendendo dall’automobile sarà sufficiente inserire la propria tessera identificativa nella cabina e lasciare che l’auto si ricarichi. Si inizia quest’anno da Madrid, e poi l’iniziativa sarà allargata anche a Barcellona e Siviglia nel 2010.

Sicuramente vedremo fra pochi anni spuntare molte altre iniziative,

secondo voi chi ha più possibilità?

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti. Inviato dalle isole Canarie.

Note

Vorrei aggiungere al prezioso articolo scritto da Davide alcuni spunti. Le auto verranno fornite di un ID per il pagamento della reale energia utilizzata per la ricarica delle batterie. Probabilmente la risposta delle aziende produttrici di batterie (in accordo con le case automobilistiche per vender più auto) sarà quella di investire per creare batterie estremamente più longeve e con una maggiore autonomia. In seguito potrebbero ipotizzare di fornire (come già è stato fatto su diversi prototipi) le stesse auto con pannelli fotovoltaici che ricaricano le batterie mentre si è in marcia.

Inoltre nell’aspetto ecologico c’è da considerare che se le batterie non saranno poi così durature anche dal punto di vista del numero di ricariche che è possibile eseguire e quindi della vita utile del dispositivo, sarà necessario spendere molto denaro “pubblico” per lo smaltimento di un rifiuto così largamente inquinante. Il rovescio della medaglia è dietro l’angolo.

Anche l’inquinamento da onde elettromagnetiche al giorno d’oggi offre una molteplicità di dubbi circa la salute dell’uomo. Un pò come avviene per i cellulari e molti dei dispositivi più moderni…

Link

Quest’ultimo articolo contiene le foto delle stazioni di ricarica di bicilette elettriche, motorini elettrici e piccole utilitarie elettriche presenti a Firenze. Anche in Italia al momento è possibile ricaricare gratis ma la televisione è piena d’altro… così quasi nessuno lo sa.

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Domanda, offerta e l’inesperienza dei giovani

Scritto da ralph-dte.eu su 23 Ottobre 2009

Sempre più affaristi, sempre più tonfi…

Probabilmente a causa degli input sbagliati che offre la televisione, o forse a causa della superficialità, molti giovani si improvvisano simil manager, simil imprenditori… o sarebbe il caso di dire: affaristi? Eh già perchè come vedremo, questi ragazzi hanno ben poco di professionale nella loro preparazione.

Così vi racconto l’ultima situazione che mi è capitata:

Stavo conducendo con un ragazzo una trattativa per l’acquisto di un furgone usato che mi occorre in famiglia. Inizialmente incontro il ragazzo che ha messo l’inserzione. Si presenta bene, è gentile e disponibile. Arriva vestito bene, con una bella macchina, capello preciso… Mi dice che il furgone non è suo, è del padre… tuttavia la trattativa la condurrà lui perchè il padre è negato (dice lui…). Andiamo insieme a vedere il furgone in questione. Rimango sorpreso perchè sembra realmente tenuto bene. Non ha ruggine o parti visibilmente danneggiate.

Chiedo il prezzo ed il ragazzo mi dice una prima cifra (alta a dire il vero) ma dice anche che è trattabile. Ovviamente chiedo di quanto. Non appena lui nota il mio interessamento incomincia a “tirarsela”. Inizia a rimangiarsi la trattabilità dell’acquisto, inizia a raccontarmi che ci “sarebbe” diversa gente interessata che gli deve far avere una risposta persino in giornata…

Insomma la sua disponibilità svanisce nell’istante in cui io mi mostro interessato. Lui inizia a credere che siccome sono realmente interessato, pagherò anche una cifra alta e fuori mercato. Una semplice illusione, lo saluto e lo lascio a bocca asciutta (molto probabilmente non ha mai letto questo blog :D )

Il caso vuole che per fortuite coincidenze, cercando altri furgoni simili, la settimana successiva incontro il padre di questo ragazzo che ha condotto la pessima trattativa. Non solo vengo a sapere che il padre non è affatto negato per la vendita del suo furgone, ma il prezzo che chiede sarebbe inferiore (e anche di molto) a quello chiesto dal figlio. In soldoni il padre è intenzionato a vendere al prezzo stimato da riviste e concessionarie (meno il guadagno di una eventuale concessionaria, trattandosi ovviamente di una compravendita tra privati).

La morale l’avete già intuita immagino… :D

Il mercato, facendo la sintesi della sintesi della sintesi, in sostanza funziona così:

Vi è una Domanda di beni e servizi da parte della gente e vi è un’Offerta da parte delle imprese che producono beni e servizi. La Domanda, detto in parole povere, consiste nelle richieste di una determinata quantità di prodotti ad un determinato prezzo.

Un esempio? Se una barretta di cioccolata costa 5 Euro, sono disposto a comprarne (forse) una, non di più. Se la stessa barretta costa 1 Euro, allora sono disposto a comprarne anche cinque (o un valore compreso tra 1 e 5). L’offerta da parte delle imprese funziona al contrario di come ci si immagina. Molti credono che se per un prodotto c’è una forte richiesta, si abbasseranno i prezzi (errato). L’offerta funziona esattamente al contrario: Maggiori sono le richieste, maggiore diventa il prezzo di un bene o servizio; minori sono le richieste e minore sarà il prezzo di vendita fino a raggiungere un punto in cui l’impresa non ha convenienza a vendere.

La domanda e l’offerta formano due curve (che spesso però vengono schematizzate con due rette) che si intersecano in un punto. Tale punto non è altro che l’Equilibrio nel quale l’acquirente è disposto a comprare ad una determinata cifra una determinata quantità di beni o servizi e l’impresa che offre il bene o servizio è disposta a vendere proprio quella data quantità a quel dato prezzo. In figura è rappresentata l’intersezione tra la curva di domanda e quella di offerta: il punto di Equilibrio Domanda/Offerta.

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Avremo modo in seguito di approfondire meglio molti aspetti inerenti la domanda, l’offerta ed il mercato. Ovviamente li analizzeremo con esempi chiari e semplici alla portata di tutti.

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