Ralph DTE

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Archivi per Ottobre, 2009

Auto elettriche: Il pieno gratis

Scritto da ralph-dte.eu su 23 Ottobre 2009

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Rubrica: The expert on the salmon -16-

Titolo o argomento: Idee per fare il pieno gratis - parte 1

Auto elettriche

Idee per fare il pieno gratis - parte prima-

Continuiamo a parlare di auto elettriche, ma questa volta da bravi economisti ci interesseremo di uno di quei problemi che fino a poco fa scoraggiava l’avvento della nuova tecnologia. Quando per la prima volta abbiamo parlato di auto elettriche, abbiamo terminato dicendo:

“C’è ancora molta strada da percorrere prima che il petrolio venga definitivamente sostituito. Il principale problema restano le infrastrutture, c’è bisogno di molta sperimentazione, investimenti e di standard internazionali.”

A questa piccola riflessione c’è da sommarne un’altra: il costo del carburante. Sembra scontato per molti che l’elettricità costi meno della benzina. Bisogna invece prendere in considerazione serie misure di espansione dell’industria elettrica se pretendiamo che tutti  i mezzi di trasporto del futuro (o molti di essi…) dipendano da questa fonte.

E’ interessante osservare come oggigiorno alcune imprese abbiano già preso la palla al balzo e trasformato questi problemi in opportunità per crescere nel futuro mercato dell’elettricità stradale.

Un primo esempio?

Andiamo negli Stati Uniti, dove è stata creata la prima autostrada “elettrica”. E’ la 101, il ramo che va da San Franscisco a Los Angeles, ed è provvista di 5 stazioni di ricarica elettrica. La curiosità è che è possibile ricaricare gratis in qualsiasi stazione di rifornimento la propria Tesla Roadster (che è l’unico modello attualmente venduto negli USA) in circa 3 ore.

E se il tempo di ricarica sembra assurdamente lungo, è proprio questo il motivo per cui l’offerta è valida. Infatti queste stazioni di rifornimento sono associate alle filiali della banca Robobank, che invita i propri clienti a lasciare la loro auto parcheggiata a ricaricarsi mentre compiono le proprie azioni finanziarie presso la filiale. O mentre mangiano in uno dei ristoranti annessi che fa capo allo stesso gruppo imprenditoriale.

Insomma l’offerta di ricaricare completamente il “serbatoio” dell’auto è un invito a spendere le tre ore nel centro commerciale della stazione di rifornimento.

E’ un’idea senza dubbio interessante e, se pensiamo al futuro, possiamo immaginarci centri commerciali, cinema, ristoranti, stadi, parchi giochi e chi più ne ha più ne metta, offrendo ai propri clienti la sosta-ricarica gratis come strategia di marketing.

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L’offerta diventa ancora più appetitosa se, come nel caso di una delle cinque stazioni di rifornimento dell’autostrada 101, l’energia elettrica è generata direttamente da un grande impianto fotovoltaico che ricopre il parcheggio e la zona del centro commerciale.

Continua…

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti. Inviato dalle isole Canarie.

 

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Quel problemino che arriva dal setup…

Scritto da ralph-dte.eu su 21 Ottobre 2009

… o forse no :D

Nelle sessioni di prove libere in pista (che conduco privatamente o per altre scuderie), dove si lavora sulla messa a punto, sempre più spesso mi accorgo che sono molti i piloti che imputano l’intera colpa di un problema di equilibrio della vettura (o della moto) al setup.

Occupandomi anche di test con appositi software di simulazione, mi sono accorto che anche in questo caso sono molti i piloti per così dire “virtuali” che si soffermano, per il 99,9% del tempo, solo sul setup.

In sintesi questo significa che la maggior parte dei piloti non considera che un problema che si verifica in pista può provenire da loro stessi, dal loro stile di guida, dal loro metodo di affrontare una determinata curva, una determinata chicane, un determinato tornante, un ingresso/uscita di curva, ecc…

Questo li rende una delle specie più cocciute che ci siano :)

Spesso la differenza nel rendimento in pista la fanno quei piloti che senza presunzione alcuna ascoltano ciò che i tecnici in squadra hanno loro da consigliare. Li vedi lì seduti ai box che ascoltano, che si fanno spiegare, che chiedono, che non partono dal concetto “so già tutto”…

Purtroppo però tali piloti sono una rarità e quei pochi che hanno il coraggio di fare domande senza credere che questo comportamento turberà la loro autostima, in pista poi si “vedono”.

Così si scopre che un differenziale autobloccante non era tarato male, semplicemente il pilota prolungava la frenata mentre iniziava a sterzare… Si scopre che le sospensioni non erano starate, semplicemente il pilota prima del centro curva apriva il gas in anticipo per poi richiuderlo mentre iniziava a sottosterzare… Si scopre che le gomme non si sarebbero usurate precocemente se il pilota avesse lasciato “scorrere” il mezzo… Si scopre che il cambio non era distanziato male, semplicemente il pilota affrontava le curve con la marcia errata…

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Cambiare fa sempre bene?

Scritto da ralph-dte.eu su 20 Ottobre 2009

Ho notato che molti lettori si sono affezionati ai colori di questo blog, a come sono organizzati gli spazi, a come è organizzato tutto… Così mi sono ritrovato ieri a parlare con l’Ing. Gestionale Davide Mazzanti, il quale anche lui ribadiva che, per il forum che stiamo preparando in abbinamento a questo blog, sarebbe opportuno mantenere una grafica pressoché simile…

Non c’è che dire, la cosa mi ha fatto piacere, sebbene al momento ci seguano solo poco più di 25.000 lettori (ammetto che c’è indubbiamente da crescere :) ), ho notato che diversi mi dicono che l’aspetto del blog durante la lettura è proprio piacevole.

Questo significa che se cambiassi template al blog, non mi evolverei, ma farei un danno. Ormai i lettori vogliono questo :D Sono contento di come la semplicità a volte sia meglio di un’accanita evoluzione spesso condotta senza senso.

E le pubblicità?

Altro punto fondamentale è quello che ha riguardato la pubblicità, i lettori hanno gradito che il fatto di non dover cercare, tra i mille spot fuori tema, due righe di contenuti… Qui è il contrario, tra mille contenuti trovi due righe di spot che comunque sia sono inerenti con gli articoli che vengono pubblicati. Persino gli spot in diversi casi fanno informazione qui. Questo ha portato i lettori a continuare a crescere anziché abbandonare la lettura…

Eh già perchè molti che possiedono un sito e lo riempiono di pubblicità di scommesse, giochi d’azzardo, offerte internet e telefoniche ecc, poi non riescono a capire come mai i lettori inizino a diminuire. E’ presto detto. Mettetevi nei panni di un lettore, entrate in un sito, cercate delle informazioni ma non ci riuscite, è pieno di banner che vi compaiono sopra i testi e che dovete spegnere ogni volta che cambiate pagina, è pieno di messaggi che si aprono anche se non lo avete richiesto, le righe di un articolo si mescolano con quelle della promozione del sito di e-commerce del momento…

Risultato?

Pochi secondi e cliccate sulla casetta del broswer per ricominciare la vostra ricerca di informazioni utili.

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Motorismo -10-

Scritto da ralph-dte.eu su 16 Ottobre 2009

Dimensionamento della testata -parte terza- I Condotti

Prosegue dall’articolo: “Motorismo -9- Dimensionamento della testata parte seconda”

Ricavato il valore del diametro della valvola di aspirazione (motori 2 valvole per cilindro - motori 4 valvole per cilindro), possiamo ricavare il diametro del relativo condotto. Questo avrà un andamento inizialmente convergente, successivamente costante ed infine, nei pressi della valvola (ovvero a fine condotto) esso sarà divergente.

Il tratto costante avrà un diametro che si ricava grazie ad un coefficiente empirico pari a 1,7:

dc_diametro-condotti.png

Questa formula offre il miglior compromesso per una curva di potenza. Con valori maggiori si otterrebbero senz’altro maggiori picchi di potenza ma altrettanti vuoti ai bassi che penalizzaziono la progressione nell’erogazione della potenza.

disegno_condotti_aspirazione_ralph-dte.jpg

Il condotto deve avere un andamento più rettilineo possibile onde evitare perdite di pressione.

Continua…

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Finalmente un comportamento intelligente

Scritto da ralph-dte.eu su 16 Ottobre 2009

A Maranello per correre si abbandona la strada

e si corre in Pista con la “P” maiuscola.

Ovviamente non è l’unico circuito italiano che offre questa possibilità ma il punto non è questo. Acquistare auto in grado di offrire particolari e travolgenti performance, tenterebbe anche il più calmo automobilista appassionato a dare qualche tiratina. Spesso a esagerare. D’altronde si tratta di un peccato veniale :D .

Allora ecco che circuiti come quello di Fiorano (nota pista di proprietà della Ferrardi utilizzata per i test delle sue vetture) accolgono i clienti più saggi che decidono di dare sfogo ai loro impeti corsaioli in tutta sicurezza.

Siamo andati a vederli e abbiamo “rubato qualche scatto” dei momenti di vero e puro godimento.

Vi erano diversi tipi di appassionati… C’era quello che è andato da solo per poter affondare il gas senza che nessuno in macchina gli urlasse la sua paura :D , ma c’era anche il bravo e coscenzioso papà che assicurando il suo bambino con la cintura di sicurezza, si limitava a buone aperture di gas solo nei punti meno rischiosi ed in modo assennato. Non sono mancati anche errori da parte di qualche pilota che con il suo costosissimo paraurti anteriore ha centrato i birilli posizionati lungo il tracciato e, cosa più importante, non è mancato il pazzo furioso che in staccata nel tornantino davanti a noi, ha lasciato scivolare il retrotreno della sua Ferrari 430 Scuderia per affrontare l’intera (e sottolineo intera) curva in un traverso da capogiro. Si è trattato di un istante: Abbiamo sentito la frenata violenta, si è sollevato l’odore forte che proveniva dall’impianto frenante e l’urlo del motore con il gas giù a tratti parzializzato è stato accompagnato da una fragorosa sgommata durata alcuni secondi. Per non parlare poi delle rapide cambiate di marcia e del sound dell’allungo… Siamo rimasti estasiati.

Da notare che un’area della pista era abbondantemente bagnata (artificialmente) e adibita alle prove di handling per il controllo del mezzo in caso di pioggia.

La parte più difficile?

Riuscire a realizzare degli scatti decenti, a fuoco, con lo zoom al massimo,  tra le sbarre del recinto che affianca l’intero circuito cercando di centrare dei soggetti ovviamente in movimento a forte velocità… :D

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Note

Ecco l’ennesimo esempio della teoria che ho espresso in questo blog e che ho chiamato “Teoria degli accostamenti” (link 1 - link 2). Si evince come sia utile in questo blog fondere più temi apparentemente diversi tra loro, abbiamo infatti utilizzato gli articoli della rubrica “Portare al limite una Reflex digitale” (link alla prima parte) per realizzare un articolo a tema Motori…

Allora ha un senso parlare di più temi su questo blog! :D

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Motorsport Expotech 2a Edizione - Parte 1

Scritto da ralph-dte.eu su 16 Ottobre 2009

Quanta meraviglia…

Si è conclusa ieri la seconda edizione del Motorsport Expotech, una mostra convegno internazionale di materiali innovativi, tecnologie, prodotti e servizi per il motorismo da competizione. L’ingresso è riservato agli operatori del settore così siamo andati a vedere che tipo di agonismo si respirava quest’anno.

Con nostra meraviglia, visitando i vari stand, abbiamo conosciuto i titolari di un’azienda che si occupa di realizzare pezzi, strutture, modellini, prototipi, carrozzerie in materiali compositi e che si sono mostrati molto interessati a collaborare con noi. Per collaborazione intendiamo che hanno accettato di illustrarci passo passo tutte le fasi della realizzazione di un pezzo in carbonio. Sia esso un componente che va abbinato ad un insieme, sia esso una parte strutturale di un telaio e quindi una parte portante. Ci ha sorpreso l’approccio assolutamente costruttivo che abbiamo avuto con questa azienda. Del resto lo scopo del Motorsport Expotech è proprio questo :) . Con nostra meraviglia abbiamo finalmente ottenuto risposte precise ed approfondite alle nostre domande tecniche. Ci ha sorpreso come i titolari (di cui sveleremo il nome in un articolo appositamente dedicato) si siano mostrati assai collaborativi. Avete presente quando andate da qualcuno e chiedete: “Come si fa?” E costui se la tira e gira che ti rigira non ti dice nulla? Beh con questa azienda è andata esattamente al contrario, anzi, sono stati loro per primi che vedendo il nostro interessamento e apprezzando la realtà del nostro Blog e della nostra scuderia privata ci hanno detto: “Se volete organizziamo un incontro insieme e passiamo una giornata presso la nostra sede a vedere e provare come si fa…” E ancora: “A noi non è che piacciano più di tanto quelle realtà in cui ogni insegnamento sul lavoro deve rimanere sempre un segreto, insomma dove nessuno ti insegna il mestiere e dove non si costruisce mai nulla…”

Lato imprenditoriale

D’altro canto quando si instaurano curiose collaborazioni non è detto che insegnando il mestiere non avvenga qualcosa di costruttivo anche grazie a chi ha imparato. Questa azienda infatti, iniziando a collaborare con i giovani ha avuto tanti ritorni dalle sue iniziative; ora infatti collabora con diverse Università, vende le materie prime a “chi vuol far da sé”, offre il servizio legato all’autoclave (il forno per la cottura dei pezzi a pressioni elevate) ed infine, solo infine, realizza pezzi per i propri clienti. Questo vuol dire che la maggior parte del loro lavoro nasce proprio grazie allo spirito di collaborazione e dall’aver risposto sì alla fatidica domanda: Potrebbe insegnarmelo?

Ammettiamolo, una vera rarità in Italia.

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Per i più curiosi: solo un pò di pazienza :)

Realizzeremo un apposito servizio su questa azienda alla quale speriamo di fare un’ottima pubblicità sui nostri siti e ne sveleremo il nome non appena avremo organizzato il tanto atteso incontro con la redazione del nostro Blog.

Continua…

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Rubinetti e Salute

Scritto da ralph-dte.eu su 15 Ottobre 2009

I rubinetti rilasciano pericolosi metalli pesanti al passaggio dell’acqua.

Quando sono nuovi la situazione è anche peggiore…

Molti pensano che i rubinetti siano realizzati in acciaio inox ragione per cui non ci sarebbe bisogno di preoccuparsi… In realtà i rubinetti sono costituiti da una lega a base di ottone. Il principale elemento di alligazione che viene abbinato all’ottone è il piombo.

Si realizzano con questa lega la stragrande maggioranza dei rubinetti che vengono distribuiti nel mondo in quanto il piombo è utile per facilitare le lavorazioni atte ad ottenere la forma finale del rubinetto. In altre parole, se non ci fosse contenuto il piombo nella lega che costituisce il rubinetto, non sarebbe possibile dargli agevolmente la sua forma finale e con bassi costi.

Inoltre quando un rubinetto è nuovo, la percentuale di piombo che viene rilasciata nell’acqua è molto maggiore con conseguenze tutte da accertare per l’organismo. Certo è che se i medici sconsigliano l’assunzione del tonno troppo spesso, in quanto trattasi di pesce che contiene metalli pesanti spesso cancerogeni, qualche controindicazione per i suddetti rubinetti ci sarà. Vale quindi la pena approfondire questo tema…

Trovi tutti gli approfondimenti e le risposte alle domande che ti stai ponendo, a questo indirizzo web: clicca qui.

 rubinetto_acqua_metalli-pesanti.gif

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Telemetria -parte 13-

Scritto da ralph-dte.eu su 13 Ottobre 2009

-Sensori di torsione-

Un esempio di applicazione

Abbiamo parlato nel precedente articolo (Telemetria -parte 12- Sensori di Torsione) dei sensori di torsione e del loro campo di applicazione; ora poniamo alla vostra attenzione un esempio di uno dei principali usi di questa tecnologia:

 sensori-di-torsione_applicazioni1_ralph-dte.png

Il grafico in figura sopra riporta sull’asse delle x (ascisse) il tempo espresso in secondi e riferito al giro di pista, mentre sull’asse delle y (ordinate) riporta la coppia espressa in Newton per metri. Il grafico rappresenta tre canali: quello della Torsione, quello della velocità della ruota presa in esame e quello dei giri motore.

Il grafico mostra un cambiamento di marcia all’altezza di 134.50 secondi. Durante il cambio di marcia si innesca un leggero pattinamento delle ruote (ricordo che il canale rappresentato sul grafico esprime la velocità di una sola ruota motrice presa in esame) che iniziano a scivolare nell’istante di tempo 134.66s. producendo una piccola torsione del semiasse relativo alla ruota esaminata.

Quando ritorna la presa del pneumatico a terra, la ruota rallenta e con essa i giri del motore; in questo frangente si verifica un elevato aumento di torsione sul semiasse in quanto tutta la trasmissione ritorna “all’improvviso ed in maniera violenta” sotto sforzo.

L’energia che agisce sull’albero di trasmissione (qualora il motore sia anteriore e la trazione posteriore), o sui semiassi, o ancora su entrambi,  permette alla macchina di prendere velocità. In questa situazione, più aumenta la velocità e minore sarà la torsione sugli alberi che trasmettono il moto. Inoltre il carico sul motore cala ed il numero di giri aumenta.

Si viene così a generare un sistema che agisce tra motore, albero di trasmissione, semiassi e pneumatico che si smorzerà durante i successivi 0.5 secondi.

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Tecnologie in edilizia - Tetti in legno

Scritto da ralph-dte.eu su 12 Ottobre 2009

Iniziamo a pensarci…

Non sono ancora entrati nella nostra cultura, pensiamo che il calcestruzzo sia migliore più robusto in quanto ci da una maggiore idea di forza di durata nel tempo. Ecco allora una serie di rapidi spunti per pensare:

  • Il tetto in legno offre un isolamento termico nettamente migliore del tetto in calcestruzzo.
  • Minori consumi energetici per il riscaldamento o il raffrescamento dell’abitazione.
  • Minore massa gravante sulle colonne e l’intera struttura della casa.
  • L’ingegnere può progettare una struttura (dell’intera abitazione) meno generosa dovendo sostenere carichi minori. Quindi meno costi sulla realizzazione del “telaio” della casa.
  • Maggiore sicurezza in caso di terremoti e minore ondeggiamento della casa. Al contrario, i tetti in calcestruzzo, oltre ad essere notevolmente più pesanti, tendono a far muovere maggiormente la casa in quanto si tratta di una enorme massa posta nella zona più alta dell’abitazione e quindi sono in grado di creare una maggiore “leva”.
  • Maggiore economicità nella realizzazione.
  • Maggiore semplicità nella realizzazione.
  • La durata e l’affidabilità nel tempo competono tranquillamente con quella dei tetti in calcestruzzo.
  • Si possono ulteriormente isolare e ricoprire normalmente con i coppi come un normale tetto in calcestruzzo.
  • Hanno una bellezza sobria con l’innato fascino del naturale (a mio avviso).

E allora perchè in Italia siamo restii alla scelta dei tetti in legno? Perchè non fa parte della nostra cultura, perchè pensiamo che “di più” è meglio… Perchè nessuno ce ne parla mai, perchè c’è persino chi pensa che quando piove il tetto si inzuppa e si può rovinare… Poi come al solito se qualcuno lo fa prima di noi, gli correremo dietro. :D

 tetto_soffitto_in_legno_blog_ralph-dte.jpg

Foto tratta dal nuovo progetto eco-sostenibile di Tomas Ghisellini. Foto: Tomas Ghisellini

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