Ralph DTE

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Archivi per Ottobre, 2009

Anche i giornalisti della MotoGP se lo chiedono…

Scritto da ralph-dte.eu il 5 Ottobre 2009

Ma perchè escludere le 250 2tempi?

Sabato scorso durante l’attesa per le gare del Motomondiale della Domenica,  tra le varie interviste, un giornalista ha fatto osservare qualche dettaglio tecnico circa due moto due tempi classe 250. Tuttavia non si trattava di una vera e propria intervista di tipo “tecnico” bensì di un richiamo per riflettere sul fatto che Simoncelli, venendo dal campionato 250 2 tempi del motomondiale, è stato in grado al primo colpo di andare sul podio nella sua breve esperienza in superbike… Gli stessi piloti della Superbike che masticano quelle moto da tempo, hanno fatto fatica a tenerlo dietro…

Sorprendente!

Allora è vero che la 250 2 tempi del motomondiale fa scuola e forma talenti!!! :D

???Quindi ci chiediamo:

Ma come si può commettere un simile sacrilegio ad escluderle dal motomondiale?

A quanto pare le ragioni di ordine economico hanno la meglio sulla passione (leggi l’articolo).

simoncelli-dalla-250-che-fa-scuola-alla-superbike-in-un-baleno.jpg

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Motorismo: Dimensionamento della testata (le valvole) - Parte seconda

Scritto da ralph-dte.eu il 5 Ottobre 2009

Rubrica: Motorismo

Titolo o argomento: Dimensionamento della testata (le valvole) - Parte seconda

Prosegue dall’articolo: “Motorismo -7- Dimensionamento della testata parte prima”

Abbiamo detto che nella progettazione si cerca di realizzare valvole di aspirazione più grandi possibili, tuttavia il valore che i progettisti ricavano dalla seguente formula per la valvola di aspirazione

diametro valvola aspirazione

risulta essere tale da impedire il corretto posizionamento della candela in zona centrale e da impedire il giusto dimensionamento della valvola di scarico. Un modo piuttosto vantaggioso per porre rimedio a questi ostacoli risulta l’adozione delle 4 valvole per cilindro. In tal caso i diametri delle valvole di aspirazione saranno ottenuti tramite la relazione:

diametro valvola.png

Ricordiamo che dv è il diametro che otteniamo per le valvole di aspirazione  in una camera di scoppio con 4 valvole (due di aspirazione e due di scarico); mentre dva è il diametro che avevamo ricavato nel precedente  articolo sul dimensionamento della testata (Motorismo -7-) per la valvola di aspirazione ottimale per un motore con due valvole per cilindro (una di aspirazione e una di scarico).

Frazionare il numero delle valvole da quindi un vantaggio geometrico in quanto si riesce ad ottenere un maggiore passaggio di fluido sia per l’aspirazione che per lo scarico ed allo stesso tempo non si ha alcun impedimento nel posizionare al centro della camera di combustione la candela o le candele nel caso di motori Twin Spark (ossia a doppia accensione).

Continua…

Maggiori approfondimenti alla sezione “Motorismo” della pagina “Motori“.

img2_valvole_aspirazione_scarico_candela_centrale_ralph-dte.jpg

Vista in trasparenza della soluzione quattro valvole per cilindro

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Fotovoltaico a media concentrazione

Scritto da ralph-dte.eu il 5 Ottobre 2009

Rubrica: Energia

Titolo o argomento: Fotovoltaico a media concentrazione

Aumentare la resa

Per tentare di catturare maggiori raggi luminosi è sempre necessario utilizzare molte più file di pannelli fotovoltaici? Volendo si può fare ma risulta una soluzione assai costosa. Così oggi la tecnologia ci offre delle soluzioni ingegneristiche alternative più intelligenti ed ottimizzate. Una di queste consiste nell’utilizzare una sola fila di pannelli solari fotovoltaici che viene addirittura rivolta verso il terreno.

E la luce come li investe?

La cosa curiosa è proprio questa, la luce non investe direttamente i pannelli fotovoltaici proprio perchè sono rivolti verso il suolo. A portare una maggiore quantità di raggi luminosi ai pannelli fotovoltaici (energia sotto forma di fotoni) provvedono degli appositi specchi orientabili intorno al proprio asse longitudinale. Tali specchi si occupano di rimbalzare una quantità di energia luminosa molto maggiore di quella che potrebbe catturare la singola fila di pannelli solari se fosse rivolta verso l’alto.

Ovviamente la spesa nell’acquistare e sistemare su un campo 10 specchi di grandi dimensioni è molto minore di quella che occorre per acquistare 10 pannelli solari di pari dimensioni.

L’unica fila di pannelli fotovoltaici è dotata di un dissipatore di calore rivolto verso l’alto che permette lo smaltimento dell’enorme quantità di calore che si accumula sui pannelli stessi dopo essere stati investiti dai fotoni provenienti dagli specchi. Un sistema sicuramente articolato ma indubbiamente maggiormente redditizio e più economico di quanto si possa immaginare :)

dispositivo-fotovoltaico-a-media-concentrazione-e-dispositivo-tradizionale_ralph-dte.jpg

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Gli errori da primato del motomondiale

Scritto da ralph-dte.eu il 5 Ottobre 2009

Dobbiamo temere un Poker? :)

Dopo il passaggio dalla 500 2 tempi alla motoGP 1000, dopo la riduzione da 1000cc a 800cc ed infine dopo l’eliminazione della 250 2 tempi dal motomondiale, se la Superbike proponesse l’anno prossimo di correre con le moto elettriche faremmo Poker… In realtà è proprio la Superbike che si sta facendo strada tra gli appassionati delle due ruote. Da anni la Superbike è sempre più accattivante e propone regolamenti attendibili. Questo favorisce l’agonismo e le capacità espressive dei piloti. Gli appassionati se ne accorgono ed ecco che aumenta il pubblico. A mio avviso la Superbike è sempre stato il mondo delle 4 tempi derivate di serie e il motomondiale doveva rimanere il mondo delle 2 tempi estreme… L’organizzazione del modomondiale invece è stata autrice di una serie di errori legati a motivazioni di ordine economico che hanno letteralmente deluso molti appassionati. Stessa cosa successe alla F1 che fu abbandonata da molti appassionati di motori proprio per seguire maggiormente un motomondiale che pareva non avrebbe mai deluso, e invece…

Valentino Rossi in un’intervista ad una rivista spagnola ha affermato quanto segue:

Le 990cc grazie alla loro potenza e coppia erano molto divertenti, le gare più combattute e spettacolari con le derapate di potenza in uscita dalle curve. L’ elettronica era quasi del tutto assente e il pilota poteva mettere “più del suo” nella condotta di gara. Le 800cc hanno meno potenza e dipendono maggiormente dall’ elettronica per andar forte. Inoltre i privati, con le 800cc, non riescono più a vincere così come accadeva con le 990, moto che hanno portato alla vittoria i team satellite di Sito Pons e Fausto Gresini ma anche Makoto Tamada del team Konica-Minolta honda.”

 world_superbike_logo.gifmotogp_logo.jpg

Fonte: clicca qui per vedere l’intervista rilasciata da Valentino Rossi

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Pininfarina

Scritto da ralph-dte.eu il 5 Ottobre 2009

o Pinin Farina? :)

Una volta si chiamava Pinin Farina, ovvero Giuseppin Farina. Questo comportava però l’utilizzo di due targhette da montare sulle vetture (una per il nome ed una per il cognome) e risultava all’epoca assai difficile riuscire a metterle parallele. Problema estetico estremamente scocciante. Inoltre occorrevano ben 4 chiodi per il fissaggio. Troppi se si pensa che si trattava solo di un logo. Così G. Farina pensò bene di unire soprannome e cognome in modo da avere una sola targhetta fissabile con due chiodi e senza problemi di disallineamenti anti estetici :)

pininfarina_logo_b.jpg

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I nostri studi trovano conferme in FIAT e Grandi gruppi Italiani

Scritto da ralph-dte.eu il 4 Ottobre 2009

Crescere da zero è difficile :)

Ci fa molto piacere venire a sapere oggi che Fiat sta dotando la nuova Punto evoluzione di un dispositivo (ne parliamo tra poche righe) molto simile per certi tratti a quello che abbiamo ideato mesi fa e appena accennato in un nostro vecchio articolo (ecco il link). Ci fa piacere che in centri di ricerca piuttosto evoluti come quello Fiat le idee che brulicano, fermentano e crescono, non siano poi così diverse da quelle che prendono forma nel nostro studio… Ci fa piacere perchè vuol dire che le nostre idee sono fattibili e che stiamo lavorando nella giusta direzione. Le coincidenze poi, in un mondo come quello dell’ingegneria, sono piuttosto frequenti tra i creativi. E’ ovviamente normale. Non si può pensare di essere gli unici ad avere certe idee.

Tuttavia, per fortuna, il dispositivo ideato da Fiat serve per dare consigli al guidatore per una guida più ecologica. Il dispositivo che stiamo ideando noi invece seppur con tratti simili rimane segreto in vista della possibilità di brevetto. Per tale ragione, con diverse aziende italiane stiamo formando una società che si occuperà di aiutare i giovani ingegneri… Ma ne parleremo in seguito.

Il compito difficile per Ralph DTE ora è quello di trovare i giusti legami con le aziende per proporre e finalmente realizzare buona parte delle nostre soluzioni.

Vi annunciamo che ad esempio, ed era ora, un’azienda nel campo dell’elettronica made in Italy, sta valutando di collaborare con noi per la realizzazione della nostra lavagna interattiva già proposta da molte aziende in varie forme e modalità ma nemmeno lontanamente simile alla nostra… per fortuna :D

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StereoLitographic Apparatus

Scritto da ralph-dte.eu il 2 Ottobre 2009

Rubrica: Prototipazione rapida -5-

Titolo o argomento: SLA - StereoLitographic Apparatus

Si tratta della tecnica di prototipazione rapida più diffusa nell’industria. Essa  integra quattro diverse tecnologie tra cui quella Laser, quella ottica, la chimica dei fotopolimeri e  particolari software. La Stereolitografia segue precise fasi.

sla_prototipazione-rapida_fascio-laser_polimerizzazione_ralph-dte.jpg

La preparazione

Durante la preparazione su workstation si provvede a predisporre dei supporti atti a sostenere il pezzo che si andrà a realizzare.

La costruzione

Si prosegue poi con la costruzione del prototipo all’interno della macchina SLA. Questa operazione è controllata tramite appositi software al computer. La macchina SLA genera all’interno di una apposita cabina (corredata di una vasca contenente un monomero liquido) un fascio laser. Tale fascio viene localizzato con un sistema ottico presente sulla superficie della vasca contenente il monomero epossidico di partenza allo stato liquido.  Essendo il monomero utilizzato fotoreattivo, il fascio laser* innesca la reazione chimica a catena per passare dal monomero al polimero. In questo modo si crea una particella solida. Il movimento nel piano di focalizzazione del laser consente la realizzazione della prima sezione del prototipo. La macchina SLA è provvista di un elevatore il quale si abbassa di una quantità pari allo spessore di fotopolimero solidificato e una lama, o un sistema di ricopertura di precisione, ricopre la sezione appena costruita con un film liquido di monomero. Il processo può così ripartire con la solidificazione di uno strato successivo. Ogni nuovo strato aderirà stabilmente alla sezione sottostante.

*La potenza del fascio laser è pari ad alcune decine di mW.

Pulizia

Si prosegue fino a completare tutti gli strati che costituiscono il prototipo dopodiché si passa alla pulizia dello stesso. In questa fase il pezzo ottenuto prende il nome di Green Part.

Post-trattamento

Quando gli strati vengono completati in realtà il pezzo non è completamente polimerizzato e la sua resistenza non è ancora sufficiente. Subisce quindi un trattamento finale per completare la polimerizzazione. Si tratta di esporre il pezzo ad una particolare lampada ad ultravioletti (come dal dentista per le otturazioni :) ). Il pezzo completato è chiamato Red Part. L’ultimissima tappa consiste nelle finiture superficiali per rendere il pezzo ottenuto ben presentabile.

schema_sla_prototipazione-rapida_polimerizzazione_b.jpg

Note

Per ottimizzare i tempi, il laser non solidifica tutta la sezione che si va a creare ma solo il suo profilo e particolari segmenti atti a realizzare un resistente nido d’ape.

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Questi erano piloti! :)

Scritto da ralph-dte.eu il 1 Ottobre 2009

René Arnoux e Gilles Villeneuve

I piloti che hanno fatto emozionare i nostri genitori

Non c’è bisogno di fare alcun commento se non una piccola precisazione… Questi signori si permettevano di fare l’impossibile in pista ed avevano il coraggio di mettersi a ridere come vecchi amici appena si ritrovavano ai box.

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