Ralph DTE

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Archivi per Novembre, 2009

Imballaggi di plastica. Guadagnamoci su :)

Scritto da ralph-dte.eu su 27 Novembre 2009

Dal Pane ai Motori, un modo curioso di risparmiare.

Avete presente quel genere di cose a cui si preferisce non pensare con la scusa che si ha già la testa piena d’altro? No?

Sarà capitato a chiunque di acquistare i panini all’olio confezionati in buste di plastica. E che buste!! Sono ottime, robustissime, tanto difficili da rompere quanto da smaltire. E se non si fa la raccolta differenziata la situazione è anche peggiore.

buste-plastica-pane_articolo-ralph-dte.jpg

Allora perchè buttarle?

Negli ultimi anni si è maggiormente diffusa l’abitudine di riutilizzare le buste della spesa… finalmente. Ma bisogna rendersi conto che non basta più. Allora se per smaltire una robustissima busta di panini all’olio ci vogliono oltre 100 anni, perchè non sfruttare queste caratteristiche per altri utilizzi?

Io ho iniziato ad accumulare le buste che si scartano con l’uso dei prodotti alimentari. Le uso per contenere organi meccanici che devono essere riparati da polvere, sporco, ossido*… Pensate che una volta andavo persino in una ferramenta specializzata ad acquistare degli imballi per questo scopo. Ora semplicemente conservo le robustissime buste dei panini. Non inquino. Proteggo i componenti meccanici nel mio laboratorio e non spendo denaro per andare a comprare delle apposite buste/imballaggi che sono assolutamente identici.

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Nella foto un pistone automobilistico imballato in un sacchetto di plastica di alta qualità per uso alimentare. Il pistone è stato leggermente lubrificato e imballato. Risultato: il laboratorio è in ordine e pulito, il pistone è preservato da polvere e umidità.

Non vi fa riflettere il fatto che in passato pagavo diversi euro delle buste che tutti noi buttiamo ogni giorno? Pagavo per comprare una cosa che buttate. La conseguenza è che c’è la possibilità di “vendere” qualcosa che solitamente si butta… 100% guadagno. Basta diffondere questo tipo di cultura. Come per tutte le cose ci vorrà del tempo. Se invece questo messaggio lo trasmettesse la tv basterebbero poche settimane.

Perchè non l’ho fatto prima? Perchè non ero attento alla spesa che si fa in casa…

E voi?

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Che cos’è un’Autoclave? -3-

Scritto da ralph-dte.eu su 26 Novembre 2009

Mantenimento

Prosegue dall’articolo: “Che cos’è un’Autoclave? -2-

Per mantenimento si intende l’arco di tempo durante il quale temperatura e pressione all’interno dell’autoclave ed il vuoto all’interno delle sacche contenenti il manufatto, vengono mantenuti costanti.

La temperatura raggiunta e mantenuta costante all’interno dell’Autoclave, viene regolata in base ai parametri indicati nelle specifiche tecniche di ogni tipo di resina utilizzata.

Un sofisticato sistema di raffreddamento provvede a correggere la tendenza della temperatura a salire durante la reazione chimica esotermica della resina.

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Continua…

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Prototipazione rapida -6-

Scritto da ralph-dte.eu su 24 Novembre 2009

Polyjet

La tecnica Polyjet si basa sulla stampa a getto di un fotopolimero. Si parte, come al solito,  dal file STL (come abbiamo spiegato nei precedenti articoli di questa rubrica).

Dopo l’operazione di slicing utile a determinare il profilo della sezione che andiamo a realizzare strato per strato (di spessore costante o variabile), una testina viene azionata ed inizia a muoversi sull’area di lavoro posando in modo selettivo il fotopolimero utile a creare ogni strato del corpo del prototipo. La testina è provvista di più di un ugello per lo “spruzzo” del fotopolimero.

Nell’istante successivo alla posa dello strato di fotopolimero, quest’ultimo, viene solidificato da apposite lampade ad ultravioletti posizionate dietro la testina di stampa.

Non appena una sezione è pronta, il piano su cui è stata realizzata, si muove verso il basso di una misura pari allo spessore del nuovo strato da creare e così via per tutti i successivi strati fino al completamento della forma del modello che intendiamo realizzare.

Quando la costruzione del prototipo è terminata si opera la rimozione dei supporti di sostegno del pezzo stesso il quale è già pronto per la finitura a mano. Il processo di stereolitografia, trattato nel precedente articolo di questa rubrica, prevedeva un post-trattamento che nel caso del polyjet non occorre in quanto le lampade a ultravioletti avranno completamente solidificato il modello realizzato.

 prototipazione-rapida_polyjet.jpg

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Condizionatori camper - Berardi Store riv. Electrolux Dometic Waeco

Scritto da ralph-dte.eu su 24 Novembre 2009

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Che cos’è un’Autoclave? -2-

Scritto da ralph-dte.eu su 24 Novembre 2009

Riscaldamento

Prosegue dall’articolo: “Che cos’è un’Autoclave? -1-

Quando il componente che abbiamo realizzato con la fibra di carbonio è stato modellato ed opportunamente impregnato di resina*, procederemo ad inserirlo nell’autoclave per la fase di riscaldamento. Prima di essere inserito verrà imballato in apposite sacche sigillate.

La temperatura verrà alzata con un gradiente proporzionale allo spessore del pezzo ed al numero di pezzi che abbiamo inserito nell’autoclave.

Si prosegue con la pressurizzazione. Il pezzo da realizzare viene protetto e sigillato in apposite sacche, dopodiché verrà mantenuto sotto vuoto spinto per favorire l’uscita dell’aria rimasta imprigionata tra gli strati di tessuto e resina in fase di assemblaggio.

La trasmissione di calore non avviene in modo diretto, bensì tramite lo scambio dell’aria fatta circolare all’interno dell’autoclave.

Il tempo che occorre per raggiungere la massima temperatura del ciclo è stabilito dallo spessore e dalla quantità di resine adottate. Per controllare l’efficacia di questo ciclo produttivo si è soliti utilizzare dei “pezzi campione” che hanno le stesse caratteristiche del pezzo che andiamo a realizzare ma sono muniti di sonde per il rilevamento dati.

Qualora lo spessore del pezzo superi i 10mm è consigliabile effettuare delle soste durante il riscaldamento per uniformare la temperatura su tutto il corpo del pezzo da realizzare.

 telaio_supercar_inautoclave_web.jpg

Continua…

*i fornitori di materiale professionale vendono la fibra già imbevuta che va solo modellata sullo stampo.

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Che cos’è un’Autoclave? -1-

Scritto da ralph-dte.eu su 23 Novembre 2009

Possiamo definire le autoclavi come delle vere e proprie camere iperbariche. Nell’ingegneria che si interessa di materiali, meccanica e del settore motoristico sono fondamentali per produrre organi, componenti o intere parti strutturali di vetture da corsa e non solo…

Sebbene la fibra di carbonio venga modellata al di fuori delle Autoclavi, il passaggio all’interno di queste camere iperbariche è d’obbligo per far polimerizzare la resina che il tecnico provvederà ad applicare manualmente, in fase di modellazione, o della quale la fibra stessa sarà già provvista. La resina polimerizza nel momento in cui l’autoclave inizia a fornirgli il calore necessario per la trasformazione chimica.

L’uso dell’Autoclave conferisce una resistenza del 30% maggiore rispetto a tutti gli altri processi di polimerizzazione. In essa vengono controllate la temperatura, la pressione e il vuoto. Tramite uno speciale sistema di riciclo dell’aria, composto da ventilatore e apposite canalizzazioni, si ottiene l’omogeneità della temperatura.

È possibile riscaldare l’autoclave anche  per mezzo di una batteria elettrica opportunamente dimensionata. La temperatura è controllata in fase di riscaldamento, mantenimento e raffreddamento. I gradienti di riscaldamento/raffreddamento sono stabiliti a seconda delle specifiche richieste dal cliente. La pressione viene regolata in fase di pressurizzazione, mantenimento e scarico per mezzo di valvole pneumatiche modulanti che, gestite dal sistema di controllo, lasciano entrare o uscire l’aria/azoto necessari al ciclo.

Continua…

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Autoclavi dell’azienda ATR Group che attualmente sta passando un momento difficile. Speriamo si risollevi presto dalla crisi e speriamo di poter far visita agli stabilimenti quanto prima.

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Così è la vita -5-

Scritto da ralph-dte.eu su 20 Novembre 2009

Universitari. Gli atteggiamenti che non costruiscono

Ricordo che quando mi diplomai all’istituto tecnico in qualità di perito meccanico, mi iscrissi all’università (ingegneria meccanica) pieno di buoni propositi e convinto di fare un buon lavoro di gruppo con alcuni miei compagni delle superiori.

Paura

Tutto il contrario. In breve tempo il gruppo non si incontrò più per studiare insieme. Il motivo? Diverse persone avevano il timore di agevolare le lauree altrui… Niente di più falso, studiare in gruppo è sempre stata la cosa migliore.

Faziosità

Successivamente mi rivolsi ad un’associazione studentesca. Anche quest’esperienza trovò presto la fine. Mi si richiedeva un’appartenenza all’uno o all’altro schieramento, ma per me che sono imparziale di natura non è stato possibile. I legami si sono rotti e con essi un sereno proseguimento degli studi.

Limitata costruttività

Passa altro tempo, conosco la mia attuale ragazza ed i suoi amici. Non mi è stato possibile fare gruppo di studio nemmeno con alcuni di loro che ormai erano organizzati in diverso modo. Quasi fosse un processo irreversibile.

A questo punto credo che questa sia una prerogativa della città in cui vivo. Ho notato infatti che gli studenti di altre regioni, ad esempio, sono molto più uniti, si aiutano e  collaborano in altra maniera. Costruiscono.

Ma quali vantaggi e quali svantaggi ho avuto da questa esperienza?

Sono uno studente fuoricorso di Ingegneria Meccanica. Non ho mai passato un esame copiando, non ho mai imparato a memoria… Ho passato tutti i miei esami solo quando ho realmente capito, realmente imparato concetti tecnici e logica matematica. Ho allenato in modo esasperato la mia mente, non sono diventato più intelligente ma sicuramente più sveglio, più efficace, più logico, più redditizio… Sono un ottimizzatore nato. Riesco a fare una molteplicità di cose in modo organizzato e con ottimi risultati. Ho un curriculum denso, bello, interessante, carico di esperienze lavorative (molte delle quali condotte gratuitamente)  andate a buon fine. Perchè non ho lasciato nei momenti di difficoltà? Perchè l’ingegneria mi piace, la amo e se sei un creativo ti permette di sbizzarrire la tua fantasia… Sono tremendo in questo :D

Eppure senza il “pezzo di carta” per il quale mi manca ancora qualche esame, per lo stato, sono pari al nulla… e questo mi pesa tanto.

La morale? Lavorate/Studiate in gruppo. Ognuno di voi è speciale per un diverso motivo. Non pensate che studiando insieme ad altri perderete qualcosa. Al contrario apprenderete ciò che di buono l’altro ha da offrirvi. Perchè tutto vi può essere utile a tutto… se siete svegli. ;)

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LINK interessanti:

Gli universitari preferiscono studiare in gruppo

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Carta Etica Digitale

Scritto da ralph-dte.eu su 19 Novembre 2009

L’associazione “Innovatori”

avanza una proposta piuttosto interessante

Di seguito i punti che costituiscono la Carta Etica Digitale, per aderire è sufficiente inviare una mail all’indirizzo ced@innovatori.it specificando: nome, cognome ed il termine “aderisco”.

CARTA ETICA DIGITALE

ottobre 2009

Art.1 (Opportunità digitale)

A chiunque deve essere universalmente garantita l’opportunità di accedere ad Internet per la diffusione del proprio libero pensiero.

Art.2 (Sviluppo)

I Governi favoriscono l’accesso locale ad Internet quale sviluppo democratico della Societa’ dell’Informazione.

Art.3 (Promozione)

I Governi sostengono l’utilizzo di Internet sviluppando procedure di governance che assicurino trasparenza, efficacia e tempestività nei rapporti tra Stato e cittadino.

Art.4 (Rispetto)

Chiunque nell’utilizzo di Internet e’ chiamato al rispetto della risorsa tecnologica nell’interesse proprio e della collettività.

Art.5 (Verifica)

Chiunque nella diffusione di informazioni deve accertare e verificare, prima delle divulgazione delle stesse, la veridicità della fonte.

Art.6 (Segreto)

Chiunque condivide informazioni in Internet non è tenuto a rivelare la fonte dell’informazione se non su richiesta dell’autorità giudiziaria.

Art.7 (Anonimato)

Chiunque può ricorrere a sistemi di anonimizzazione etica qualora il Governo del proprio Paese ponga in atto azioni lesive verso i diritti e le libertà fondamentali dell’uomo.

Art.8 (Compilazione)

Chiunque scrive ed esegue un codice o un algoritmo informatico deve rispettare i diritti personali e patrimoniali altrui.

Art.9 (Standard)

Chiunque scrive ed esegue un codice o un algoritmo informatico deve porre ogni azione affinchè sia possibile garantire l’interoperabilità dei sistemi.

Art.10 (Gratuità)

Chiunque produce e diffonde liberamente la propria conoscenza non è tenuto alla corresponsione di alcuna tassa o esser sottoposto a vincoli di controllo.

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Note.
Si può aderire a titolo personale, come associazione, ente, università…

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Motorismo -13-

Scritto da ralph-dte.eu su 18 Novembre 2009

Dimensionamento della testata -parte sesta-

Verifiche finali

Dopo aver ottenuto tutti i parametri costruttivi elencati nei precedenti articoli della rubrica “Motorismo” (digita: Motorismo all’interno della casella “cerca” in alto per ricercare tutti i precedenti articoli) potrebbe accadere che questi siano troppo grandi. Le loro dimensioni potrebbero essere eccessive per la camera di scoppio che abbiamo a disposizione.

In tal caso si opera sulle valvole una riduzione del diametro e se ne aumenta l’alzata. Questa soluzione però le avvicina di più al cielo del pistone che, per essere reso compatibile, verrà provvisto di apposite scanalature per ospitare l’avvicinamento delle valvole e mantenere quindi il giusto gioco.

In questo modo aumenta anche il volume della camera di scoppio e risulta difficile ottenere rapporti di compressione geometrici elevati. La progettazione, come al solito, diviene quindi un campo che richiede molti compromessi.

 pistoni-intaglio-valvole_articolo-ralph-dte.jpg

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