Ralph DTE

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Archivi per Dicembre, 2009

Simulazione ammortizzatori scarichi e perdita controllo veicolo

Scritto da ralph-dte.eu il 22 Dicembre 2009

Rubrica: Simulazione dinamica del veicolo

Titolo o argomento: Effetti degli ammortizzatori scarichi sulla sicurezza di guida

Diciamoci la verità, nella lista delle cose da comprare, gli ammortizzatori per la vostra auto sono all’ultimo posto, non è vero? Mi rendo perfettamente conto. In questo articolo però, grazie ad un “simulatore” basato su modelli fisici-matematici, abbiamo voluto mostrarvi cosa può accadere (anche senza alta velocità) quando si scarta un ostacolo improvvisamente e con gli ammortizzatori al termine della loro vita utile.

La prova è stata simulata/effettuata utilizzando un simulatore basato su modelli fisici e matematici, pertanto le masse del veicolo e delle persone a bordo sono molto ben simulate. Anche le forze agenti su sterzo, gomme, motore, ammortizzatori, scocca e persone a bordo sono prossime alla realtà. Ogni massa è stata presa in considerazione senza lasciare nulla al caso. La prova è stata condotta in una giornata ventosa. L’asfalto è asciutto.

Ma vediamo le 5 fasi rappresentate nella sequenza di immagini sotto:

Fase 1: Il guidatore avverte che la vettura è traballante e per evitare l’ostacolo tenta di anticipare la traiettoria. La vettura risponde molto lentamente.

Fase 2: Il veicolo colpisce proprio l’ostacolo che si è tentato di evitare. Gli ammortizzatori anteriori si comprimono eccessivamente. Quelli posteriori si estendono senza l’opportuna frenatura. A bordo ci sono quattro persone sui 60-70 kg. Il guidatore si rende conto che non riesce a controllare il veicolo e va in panico.

Fase 3: Il guidatore “tenta” una manovra di emergenza e, proprio nel momento in cui frena più violentemente e con le ruote sterzate (manovra da evitare nella stragrande maggioranza dei casi anche se spesso viene per istinto), la vettura si destabilizza ancora di più e si imbarca.

Fase 4: Gli ammortizzatori (sul lato sinistro dell’auto) sono totalmente compressi, non vi è più alcun effetto smorzante e la tenuta del veicolo è affidata unicamente alle gomme. Si nota la strisciata sull’asfalto dovuta al bloccaggio delle gomme ed al sovrasterzo incontrollato causato dall’eccessiva azione sui freni.

Fase 5: Per fortuna la corsa della vettura termina senza il ribaltamento del mezzo. Questo anche grazie all’ambiente simulato insieme alla vettura, ovvero la pista. Il tracciato è privo di buche, cunette, corsie a doppio senso.

Quello che invece accade nella realtà e che differisce da questa simulazione è la fine della corsa (spesso contro altre macchine, cunette o alberi) di cui si sente parlare sui telegiornali. Non è sempre l’alta velocità la causa, bensì la perdita di controllo. Un veicolo più facilmente controllabile è un veicolo con ammortizzatori, gomme e freni in ordine. Un consiglio: in attesa di sostituire gli ammortizzatori evitate di viaggiare sovraccarichi; questo sposterà leggermente il limite della vostra vettura.

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Schumacher alla Brawn Mercedes?

Scritto da ralph-dte.eu il 22 Dicembre 2009

L’indole dei piloti

Notizia ufficiale del 23 Dicembre: Schumacher confermato alla Brawn Mercedes per 3 anni.

Solitamente non affrontiamo discorsi relativi al mercato piloti. Sono informazioni che fanno parte del mondo di appositi giornali e blog e non hanno molto a che vedere con la “tecnica”; tuttavia ci terrei a sottolineare alcuni aspetti di carattere psicologico che possono sfuggire a chi non si immedesima in un pilota o a chi non sogna di esserlo.

E’ importante rendersi conto che un pilota, di qualunque rango esso sia, sogna in primis una sola cosa:  “Correre“. L’istinto che ne consegue in modo adiacente è quello della “vittoria“, ma non voglio dilungarmi fuori tema.

Quando si è bambini e si desidera più di ogni altra cosa un “kart” si afferma che ci basterebbe anche solo poterci giocare in un’area privata nei pressi del condominio dove si abita (magari davanti alla porta del garage) promettendo ogni garanzia e massima fedeltà ai genitori… :) Invece, nonostante i buoni intenti, le mire cambiano subito. Si inizia a desiderare una pista, avversari da sfidare, si cerca ogni possibilità per mettersi alla prova, ogni situazione possibile per incrementare la propria abilità… si ambisce sempre a qualcosa di più come è nella “natura umana“.

Così, nonostante la lunga storia con un’amata scuderia, ci si può ritrovare “nuovamente” a desiderare qualcosa di più, a desiderare nuove sfide, voler mettersi nuovamente in gioco, voler sfidare sé stessi e gli altri, mettersi alla prova. Un pilota vive di questo e non lo fa “mai” con cattiveria.

A volte si lascia una scuderia ed i motivi possono essere davvero tanti (ma la verità di cosa ci si dice seduti a quei “tavoli” la sanno davvero in pochi). Probabilmente, nel caso di Schumacher, il desiderio di lavorare con Ross Brown è diretta conseguenza di un grande legame tra i due, un “amore” che ha portato tante vittorie… Non escludo che se Brown fosse ancora in Ferrari, Schumacher non sarebbe tornato definitivamente in Ferrari finché il suo organismo avrebbe retto la lunghezza di un gran premio e di un campionato.

Non ci vedo malizia, non ci vedo cattiveria, non ci vedo “interessi economici” (non in questo caso), ci vedo solo un pilota che desidera la velocità più di ogni altra cosa e che trova ciò che cerca in Ross Brawn.

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La prima autoclave della Ferrari

Scritto da ralph-dte.eu il 21 Dicembre 2009

Rubrica: Che cos’è un’autoclave? -7-

Titolo o argomento: La prima autoclave della Ferrari

Nell’immagine in basso il soggetto è la prima  autoclave (o probabilmente una delle prime) della Ferrari. In essa vennero per così dire “cotti” i primi telai in fibra di carbonio e kevlar nati dalla casa di Maranello. Per motivi facili da immaginare, la Ferrari decise di realizzare e sviluppare tali telai da sola e per tali ragioni, invece di rivolgersi a terzi, fece un balzo tecnologico in avanti acquistando la sua prima autoclave a pochi metri dalla sua fabbrica presso una ditta che realizza essicatoi per salumi. Siamo nell’epoca delle Ferrari 126 C3 - 126 C4.

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Buone feste 2009 - 2010 :)

Scritto da ralph-dte.eu il 19 Dicembre 2009

Ed è con questa imbarazzante (e scherzosa, e risottolineo scherzosa) grafica 3D che quest’anno il blog Ralph DTE e la sua redazione Augura Buone Feste a tutti i lettori, a tutti gli amici, a tutti i conoscenti, a tutti i collaboratori, a tutti i simpatizzanti e antipatizzanti delle nostre letture :D

Ecco a voi un’ottima idea regalo per le feste 2009 2010. Se ancora non sapete cosa regalare alla vostra amata, e se talvolta risulta fin troppo logorroica… una soluzione ci sarebbe :D L’effetto dura pochi minuti, quanto basta per sottrarsi a qualche rimprovero. Naturalmente sto scherzando!

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Clicca per ingrandire…

 Buon Natale e Buon anno a tutti!!

Sponsor by: ROSSETTO VINILICO, in una sola passata colora protegge e sigilla :D

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Proprietà di alcune fibre e matrici polimeriche

Scritto da ralph-dte.eu il 19 Dicembre 2009

Rubrica: Che cos’è un’autoclave? -6-

Titolo o argomento: Proprietà di fibre e matrici polimeriche per l’autoclave

Nella tabella di seguito troviamo interessanti dati circa le “Fibre” e le “Matrici” attualmente impiegate dall’industria per la realizzazione di materiali compositi. Tali materiali, una volta dosati, vengono per così dire “cotti” all’interno di un’autoclave secondo i metodi esplicati nei precedenti articoli di questa rubrica. (Digita Autoclave all’interno della casella di ricerca in alto a destra) .

L’impiego di tali materiali spazia nei più disparati settori. Si va dall’Aeronautico-Aerospaziale per il quale si realizzano: parti di ali e code, fusoliere, antenne, pale di elicottero, carrelli di atterraggio, sedili, pavimenti, pannelli interni, serbatoi, involucri esterni… Passando per il settore automobilistico: parti di carrozzeria, cabine per camion, spoilers, quadri comandi, paraurti, organi di trasmissione, ingranaggi, cuscinetti… Spaziando poi nel mondo Navale-Marino con: scafi, ponti, alberi, vele, profili strutturali, sagole di salvataggio, boe, protezioni per motori, pannelli interni… Non è da meno il settore edile nel quale trovano largo impiego di materiali composii: passerelle e ponti per traffico leggero, condotte sotterranee, recinzioni, profili strutturali, corrimano, ringhiere, grondaie, profili per finestre, elementi di rinforzo e recupero edilizio… Ottimo l’abbinamento anche tra lo sport ed i materiali compositi nel quale se ne fa un grande uso per la realizzazione di: mazze da golf, racchette da tennis, elmetti protettivi, sci, tavole da surf, snow board, archi e frecce, biciclette, canne da pesca, canoe, piscine, componenti per caravan roulottes…

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Berardi Store

Scritto da ralph-dte.eu il 19 Dicembre 2009

Berardi Store

BerardiStore

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Realizzare un locale con le pareti di ghiaccio

Scritto da ralph-dte.eu il 19 Dicembre 2009

Rubrica: Esisteranno materiali alternativi al cemento?

Titolo o argomento: Un bar con le pareti di ghiaccio

Partiamo subito con un caso esasperato. A Stoccolma vi è un bar, frequentato solo da turisti affascinati dall’idea, interamente realizzato con il ghiaccio: pareti di ghiaccio, sgabelli di ghiaccio, arredamento di ghiaccio… bicchieri di ghiaccio. Aldilà della trovata pubblicitaria (che non trattiamo in questo articolo), vi è comunque una prova valida tangibile che stuzzicando un pò la fantasia è possibile trovare materiali alternativi al cemento.

Ma per quale ragione un ingegnere dovrebbe desiderare di costruire abitazioni e locali con materiali alternativi?

E’ impossibile credere che con tutta la tecnologia attualmente esistente, costruiamo ancora con un metodo ormai vecchio, obsoleto, costoso e pericoloso in caso di terremoto. Costruire con il cemento significa poi scervellarsi per trovare nuove soluzioni per isolamenti termici e acustici che possano rispettare in pieno le norme sul risparmio energetico. Talvolta i tempi di costruzione sono così lunghi che una fluttuazione sul mercato subentrata durante il vostro periodo di attesa può non rendere più conveniente il vostro tipo di acquisto. L’idea di dover buttare giù pareti, rompere pavimenti, tappare, stuccare, produrre macerie, polveri e quant’altro in caso di lavori, mi sa di vecchio e sorpassato. A questo punto le costruzioni della Lego (nate circa un secolo fa) sono più all’avanguardia non vi pare?

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Continua…

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Dinamica della moto: Gli effetti giroscopici - p.1

Scritto da ralph-dte.eu il 19 Dicembre 2009

Rubrica: Dinamica della moto

Titolo o argomento: Gli effetti giroscopici - parte prima

Ogni qualvolta un corpo si trova in rotazione attorno al proprio asse e, contemporaneamente, si trova in rotazione anche intorno ad un secondo asse, nasce l’effetto giroscopico. Si tratta di un momento che va ad agire attorno ad un terzo asse perpendicolare agli altri due.

Tradotto in “italiano” :) e partendo da un semplice esempio possiamo considerare di tenere tra le mani la ruota di una bicicletta (afferrando il mozzo come se le nostre braccia fossero la forcella).

Mettendo in rotazione la ruota e spostandola con movimenti paralleli al corpo, verso l’alto o verso il basso, non avvertiremo alcun effetto se non quello della forza peso data dalla massa della ruota moltiplicata per la gravità (img. 1).

Al contrario se compiamo una brusca rotazione (attorno all’asse verticale) come se stessimo sterzando con il manubrio da un lato o dall’altro, sentiremo una coppia agire tra le braccia con la tendenza a ruotarle lungo l’asse longitudinale, in pratica, ad avvolgerle (img. 2).

effetti-giroscopici_1.jpg effetti-giroscopici_2.jpg

img. 1 - img. 2

L’intensità dell’effetto cresce sia aumentando il numero di giri della ruota (ovviamente attorno al proprio asse), sia aumentando la velocità con cui si inclina la ruota rispetto all’asse verticale (come se stessimo piegando).

Concludendo possiamo affermare che l’effetto giroscopico (riferito nel nostro caso alla ruota anteriore di una moto) è quell’effetto che tende ad inclinare la moto dalla parte opposta a quella verso la quale stiamo sterzando. Quando si è abituati a guidare la propria moto non è più difficile accorgersene, ma spesso, quando guidiamo una nuova moto, ci accorgiamo che quando curviamo o tentiamo di “piegare” questa tende ad opporsi alla “piega” per i motivi sopra citati. Appena presa confidenza l’effetto ovviamente permane ma nascosto nelle nostre abitudini di guida.

Continua…

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Le aspettative dei giovani

Scritto da ralph-dte.eu il 17 Dicembre 2009

Da ragazzi a pesci il percorso è breve

Avete presente quelle immagini nei documentari dove si vedono una molteplicità di pesci muoversi insieme in una direzione e poi, al primo pericolo, cambiare direzione tutti insieme?

Ecco noi giovani siamo più o meno così. Da un pò di anni vi è il fenomeno dell’università di massa. Se i compagni di classe decidono di andare all’università, in molti casi anche a noi sorge il dubbio e ci buttiamo a seguire gli amici. Il bello è che magari, di quello che andiamo a studiare, non ce ne importa nulla. Oltretutto si fa pure parecchia fatica. L’obiettivo è quello di un pezzo di carta per non essere da meno degli altri e, cosa peggiore, la credenza che così si faranno un mucchio di soldi*. Fino a circa 10 anni fa il fenomeno era esattamente inverso. Si vedevamo più spesso i nostri compagni di classe** lasciare gli studi alle superiori per andare a “fare il mestiere”. L’idea stimolava anche altri che aspettavano lo spunto giusto da seguire o che nutrivano incertezze o che pensavano che il mestiere rendesse loro di più.

In sostanza seguiamo poco quello che ci piace realmente fare e seguiamo molto quello che sceglie di fare la collettività. Quasi fosse una garanzia. Come a dire che se lo fanno gli altri…

Ma cosa ne sa la massa delle vostre necessità? Credete veramente che con tutta la gente che ad esempio si iscrive ad ingegneria, gli stipendi poi saranno di chissà quanto? Un ingegnere che non ha particolari competenze, capacità, conoscenze, non guadagna molto di più di una persona che fa un normale mestiere senza alcun titolo di studio… anzi  in molti casi  guadagna anche meno (o non si trova proprio lavoro).

Le persone con più “carattere” sono, come in tutte le specialità, una minoranza. Sono quelli che vanno a fare il falegname dopo aver frequentato l’istituto tecnico perchè amano stare davanti ad una fresa, un tornio, un materiale da lavorare. Sono quelli che, nonostante la classe sia dedita all’abbandonare gli studi quanto prima, si iscrivono anche da soli ad una facolta che realmente li appassiona.

Non è classificabile come scelta corretta l’andare all’Università dopo il 5° superiore o la scelta del mestiere subito. E’ classificabile come scelta corretta quella che regala a voi il maggior piacere personale (possibilità permettendo ovviamente).

Mi fa davvero una brutta impressione vedere interi gruppi di persone studiare all’università contro voglia cose che letteralmente non gli interessano pensando che con quel pezzo di carta poi…

Dopo quel “poi” invece cosa c’è? Spesso delusione e ramarrico per non aver preso altre strade al momento giusto. Ma vai a saperlo prima. E’ difficile prendere decisioni in particolar modo da giovani; ecco perchè una nazione come l’Italia dovrebbe utilizzare di più il suo tempo per seguire e sostenere i giovani piuttosto che perdersi in una moltitudine di idiozie oggi capeggiate dal gossip e tutte le  intramontabili sciocchezze ad esso legate e per le quali letteralmente si “sprecano” enormi energie.

Io ho scoperto interessanti spunti sulle cose che mi appassionano di più relativamente tardi e, cosa più assurda, non grazie alla scuola e nemmeno all’università; le ho scoperte grazie ad amici stretti ma anche ad amici che in principio ritenevo addirittura antipatici ed insopportabili. Eppure mi davano gli input giusti. Ma mi chiedo, e perdonatemi il termine: “E se non avessi avuto CU_O?”

Siate forti delle vostre scelte, dovete contare solo su voi stessi e su chi vi sta vicino.

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Link: puoi leggere anche l’articolo sul sondaggio condotto da “Trendence” sugli studenti.

*Testimonianze reali raccolte durante i miei studi presso l’Università.
**Testimonianze reali raccolte durante gli studi all’Istituto tecnico.

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