Scritto da ralph-dte.eu su 31 Marzo 2010
L’auto elettrica andrebbe abbinata al fotovoltaico…
Dice Horacio Pagani (Papà della Pagani Zonda) in una curiosa intervista pubblicata su TopGear che per il momento la soluzione dell’elettrico potrebbe non essere realmente la soluzione più ecologica. Perchè? Per un motivo banalissimo in fondo.
Utilizzare un’auto elettrica in un paese che non predilige le fonti di energia rinnovabili significa solo delocalizzare il problema inquinamento. Mi spiego meglio. L’Italia, come è noto a chi si è documentato, per le energie rinnovabili e pulite e quindi per il fotovoltaico, l’eolico, le biomasse, le correnti marine… è davvero indietro. E’ pertanto inutile acquistare una vettura elettrica desiderando per principio di inquinare meno quando poi la sera, attaccando la spina per effettuare la ricarica, prenderemo energia da una enorme centrale a carbone magari realizzata in Amazzonia. Sposteremo l’inquinamento che assilla le nostre città in un’altra parte del pianeta.
Come dargli torto? In fondo cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia.

Nell’immagine la presa di ricarica delle vetture puramente elettriche della TESLA. Tale azienda oggi è sicuramente la migliore sul pianeta. Ha realizzato e omologato vetture che vantano velocità di punta da vera sportiva (oltre 210km/h), tempi di ricarica incredibilmente rapidi (2 ore la ricarica rapida), e autonomie con elevatissimi chilometraggi (oltre 350 km). Questo prodotto, abbinato ad un impianto di ricarica fotovoltaico, sarebbe il massimo del massimo attualmente.
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Pubblicato in Mondo motori, Tecnologie | 2 Commenti »
Scritto da ralph-dte.eu su 31 Marzo 2010
I problemi edili sono spesso nascosti e quasi impossibili da individuare. Grazie alla tecnologia ad infrarossi è però possibile rilevare rapidamente sprechi energetici, infiltrazioni, fuoriuscite d’aria, umidità, isolamento non corretto e problemi elettrici.
La tecnologia moderna infatti mette a disposizione un particolare strumento in grado di rilevare tutti gli inconvenienti appena elencati, si tratta della “termocamera ad infrarossi“. E’ in grado di fare un’ispezione non distruttiva dell’intera abitazione in ogni punto, anche il più difficile da raggiungere. Non distruttiva significa che tramite gli infrarossi è in grado di vedere attraverso i muri, (senza dover effettuare lavori a “caso” con gli ingenti problemi che ne conseguono in termini di spesa, di tempo e calcinacci inutili) e rilevare il calore emesso verso l’esterno dall’abitazione. Ma non solo…
Gli strumenti più moderni della categoria sono in grado di generare automaticamente un report in pdf con le immagini e i dati da voi rilevati, sono inoltre in grado di farvi realizzare delle annotazioni vocali e di collegarsi in wireless al computer per il download di tutti i dati.
Nulla sfuggirà ad un vostro attento controllo.

Nell’immagine è possibile osservare un tecnico che effettua un rilevamento delle aree di un edificio dal quale fuoriescono quantità eccessive di calore. In Rosso ovviamente le zone che lasciano passare abbondanti quantità di calore e in blu le zone che non manifestano dispersioni energetiche. Immagine indicativa.
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Scritto da ralph-dte.eu su 29 Marzo 2010
Ci sono diversi modi, più che altro logiche, attraverso le quali si può dar vita ad una supercar. Una volta tali logiche erano pure. Questo significa che quando si pensava ad una vettura dalle prestazioni altamente sportive e quando poi la si progettava, si pensava esclusivamente all’aspetto tecnico della vettura e alle emozioni che essa poteva offrire durante la guida o semplicemente osservandola.
I tempi poi sono cambiati. Si è scelto di dare una grande priorità alle esigenze di vivibilità del mezzo e agli sfizi atti a soddisfare le persone che possono permetterseli. Quindi si è iniziato a progettare vetture prestanti e allo stesso tempo ricche di accessori inutili per una sportiva purosangue. Del resto vetture di un certo calibro vengono acquistate da persone con ampie possibilità economiche che spesso non ricercano prodotti senza compromessi, bensì prodotti ricchi di compromessi:
- Deve correre tanto ma non devo fare rumore se parcheggio la sera davanti un lussuoso ristorante(così nacque il sistema che la ferrari usa per silenziare gli scarichi sotto un certo numero di giri e aprirli sopra tale regime). Un dispositivo tecnicamente più che inutile ma realizzato per vendere una vettura a chi può permettersela e, chi può permettersela vuole questo. Logico che la Ferrari si adatti altrimenti non venderebbe.
- Deve sembrare la F1 di schumacher ma deve avere gli interni in pelle, l’aria condizionata, finiture in legno, l’impianto stereo della Bose, i sedili riscaldati che all’occorrenza praticano sfiziosi massaggi…
- Deve avere l’aspetto di una vettura del campionato FIA-GT ma non deve farmi sentire le buche e le sconnessioni dell’asfalto, deve essere bassa ma non toccare sotto se vado in città…
- Deve dare l’idea che sono un grande intenditore di auto da corsa ma con le stesse gomme deve tenere la strada in condizioni di forte caldo, caldo, clima temperato, pioggia, freddo invernale.
- Deve avere oltre 100 cavalli litro, un motore esasperato e generoso ma non deve mancare lo scaldavivande integrato nel cruscotto… un pò come realizzare la vettura più leggera e potente da schierare in pista e poi metterle la zavorra.
L’attuale stadio di rovina delle supercar sta nel ricercare potenze sempre più elevate ed elettroniche sempre più sofisticate per poterle gestire. Le attuali supercar sono molto guidabili anche da persone che tutto sono fuorchè abili piloti.
- Devono avere ormai potenze prossime ai 600-700 Cavalli e un’elettronica in grado di bypassare un guidatore che in effetti non è un pilota e che, per di più, sta guidando su una normale strada con tutti gli imprevisti annessi.
- Devono avere un sistema frenante da vera F1 e tanti controlli che operino sulle scelte di chi guida perchè con tali sistemi frenanti diventa davvero difficile decelerare mantenendo il mezzo stabile anche se si prendono imperfezioni dell’asfalto o si fa l’errore di sterzare.
- Devono essere “troppo in tutto” e avere un valido rimedio ad ogni eccesso.
Tecnicamente, progettualmente e dinamicamente una delle vetture migliori sotto ogni punto di vista rimane ancora oggi la Ferrari F40, una vettura dal motore di dimensioni contenute, dalle prestazioni brillanti, dall’aspetto cattivo e spartano e, a detta di tanti tester, una delle vetture più guidabili tra quelle in grado di superare egregiamente i 300km/h.
Ebbene se la Ferrari F40 fosse in vendita oggi, sarebbe un totale fallimento sotto il punto di vista economico. Le persone che economicamente potrebbero permettersela non la sceglierebbero perchè sarebbe ritenuta scomoda, poco rifinita, scarsamente accessoriata, con un abitacolo che non sembra un cockpit di un aereo, interni per nulla fashion e, cosa da non sottovalutare, avrebbe “numeri” troppo piccoli o comunque non sufficienti per poterli sfoggiare durante una chiacchierata: solo 3.000 centimetri cubici, solo 478 cavalli, solo 8 cilindri… Infondo solo una vettura che fa capire se chi la guida è un vero pilota o un normale guidatore.
E’ strana la vita, ci sono appassionati purosangue che farebbero ballare certe vetture ma, ironia della sorte, simili vetture sono destinate ad altri

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Scritto da ralph-dte.eu su 29 Marzo 2010

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Scritto da ralph-dte.eu su 27 Marzo 2010
Metodi per realizzare immagini stereoscopiche
Ci sono numerosi modi per presentare immagini stereoscopiche al vostro pubblico. Queste includono le immagini “freeform”, gli anaglifi, i display polarizzati ed infine le immagini stereoscopiche ottenute da sistemi automatici o più precisamente dagli “Automated shutter systems”. Gli ultimi due metodi sono decisamente costosi e affatto adatti a lavori “fai da te” pertanto, inizialmente, approfondiremo i primi due metodi.
Freeform Stereoscopic Viewing
Si tratta del sistema in assoluto più semplice ed economico per realizzare immagini stereoscopiche. E’ un metodo piuttosto curioso sul quale potrebbe persino venire da ridere. Si tratta infatti di affiancare due immagini apparentemente uguali ma che sono state riprese con il metodo descritto nei precedenti articoli di questa rubrica (Stereoscopy 1 - Stereoscopy 2), ovvero fotografate con una doppia macchina fotografica che abbia un interasse tra i due obiettivi il più possibile simile a quello degli occhi umani*.
Successivamente, non sto scherzando, dovreste incrociare gli occhi… Sì, come se stesse facendo gli scemi… Dovete incrociare gli occhi fino a che le due immagini che avete affiancato (siano esse su carta o sul monitor del computer) non risultino sovrapposte. Aspettate qualche istante che il cervello si adatti alla insolita esperienza visiva, dopodiché noterete un inaspettato senso di profondità dell’immagine. La terza dimensione, la profondità, risulterà alquanto marcata.
Ovviamente il lato sfavorevole è che la situazione la potete protrarre solo per pochi istanti e non è appetibile per guardare un film. Diciamo che è più un modo di giocare e di far vedere ai vostri amici qualcosa di curioso. Il costo? Ovviamente zero se l’effetto è realizzato digitalmente
Nei prossimi articoli di questa rubrica mostreremo dei curiosi esempi.

*In alternativa, se si sta lavorando mediante software 3d è sufficiente impostare due camere che riprendano la scena in modo parallelo tra loro e con una distanza tra gli obiettivi compresa tra i 5 ed i 10 centimetri.
Note: difetti nella vista possono impedire la riuscita di questo curioso esperimento.
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Pubblicato in Intrattenimento, grafica, animazione, video, 3d | Nessun commento »
Scritto da ralph-dte.eu su 26 Marzo 2010
Il materiale più utilizzato è la ghisa grigia ad alto tenore di silicio e grano molto fine. Nel caso di fasce molto sollecitate si utilizza una ghisa nodulare oppure acciaio al CrMoV o ancora, sinterizzati (polvere di acciaio, Nichel e Molibdeno).

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Scritto da ralph-dte.eu su 25 Marzo 2010
Rubrica: Una frase per teorema
Titolo o argomento: Limiti di successioni
Limiti di successioni
Perchè si studiano?
Sono utilissimi quando si vanno a calcolare aree per mezzo degli integrali.
Cosa sono?
Una successione è una legge che ad ogni numero naturale “n” fa corrispondere uno e un solo numero reale an.
Posso vedere un esempio “grafico”?
La successione an ha un limite che si chiama “a” (”a” è un numero reale), qualunque sia il margine che scegli intorno ad “a” (a-ε; a+ε) allora esiste un indice ν (nelle immagini sotto prima ν=5 e poi ν=7) tale che per n>5 (oppure per n>7 nel caso dopo) e quindi ad esempio per a5,9 (oppure a7,5 nel caso dopo), an rientra nell’intervallo: ana-ε<an<a+ε.

In pratica?
In pratica esiste un indice ν (ni) che se viene superato da n allora la successione an cade dentro l’intervallo a-ε; a+ε pertanto risulta vero che “a” è il limite di “an”.
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Pubblicato in MatematicaMENTE FisicaMENTE | Nessun commento »
Scritto da ralph-dte.eu su 23 Marzo 2010
Oltre alle leghe di alluminio, in questo campo, è frequente l’utilizzo di leghe di magnesio. Sono più leggere (di quelle utilizzate per i motori stradali) avendo una minore densità: 1,8 kg/dm^3 anziché 2,7 kg/dm^3. Tuttavia il maggior coefficiente di dilatazione termica ed una minore resistenza complessiva, obbligano a fare uso di Zirconio (aumentando quindi i costi) come elemento di alligazione.

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Scritto da ralph-dte.eu su 22 Marzo 2010
Curiosa l’idea di un signore del nord Italia. Disponendo di alcune camere in più a casa sua, ha deciso di acquistare delle keywords su Google per pubblicizzare il suo Bed & Breakfast. Risultato? Tutto prenotato per i prossimi 3 anni.
Prenotato da chi?
La stragrande maggioranza dei clienti sono stranieri ed è proprio su di essi che questo imprenditore desiderava puntare. Il suo metodo pubblicitario basato sull’acquisto di keywords in effetti funziona poco in Italia (per certi settori) ma funziona egregiamente all’estero.
Cosa significa acquistare delle keywords?
Significa acquistare delle ‘parole chiave’ (in questo caso su Google) che ti permettono di essere tra i primi della lista quando viene effettuata una ricerca su uno specifico argomento. Per taluni settori vi è ormai l’abitudine di effettuare delle ricerche su prodotti e servizi tramite i motori di ricerca e infondo pensateci bene: quando effettuate una ricerca, pur essendoci migliaia di fornitori del servizio che desiderate, quante volte andate oltre la terza pagina propostavi da Google?

Questo meccanismo pubblicitario basato sull’acquisto di keywords non è una vera novità, negli Stati Uniti era già largamente diffuso alcuni anni fa.
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