Ralph DTE

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Archivi per Maggio, 2010

Ridurre il trasferimento di carico

Scritto da ralph-dte.eu il 19 Maggio 2010

Rubrica: I trasferimenti di carico -4-

Titolo o argomento: Ridurre il trasferimento di carico

L’effetto del trasferimento di carico di cui abbiamo parlato nelle prime tre parti di questa rubrica (Trasferimenti di carico parte 1, parte 2, parte 3) è dovuto principalmente alle accelerazioni, siano esse positive o negative, che sono legate all’aderenza fra ruota e terreno. All’aumentare del coefficiente di aderenza si avrà un aumento delle forze di accelerazione e di decelerazione ottenibili, valori che sono poi legati agli effetti di trasferimento di carico.

Si noti come l’accelerazione in un autoveicolo a trazione anteriore comporta possibili effetti di sottosterzo in curva e perdite di aderenza, invece una decelerazione produce una limitazione nell’azione direzionale e frenante del retrotreno, e migliora (in teoria) le caratteristiche di frenata e direzionalità dell’avantreno.

In un veicolo a trazione posteriore, invece, l’accelerazione produce un aumento di aderenza al retrotreno e una peggiore direzionalità dell’avantreno.

Per limitare il beccheggio si può operare un irrigidimento del sistema molla-ammortizzatore che  può tuttavia comportare perdite di aderenza; oppure si può limitare il fenomeno con un’opportuna disposizione geometrica dei bracci di ancoraggio alla scocca, che consiste in una sospensione detta anti-squat (anti-cabrata) nel caso si opponga all’alleggerimento dell’avantreno o anti-dive (anti-picchiata) nel caso si opponga all’alleggerimento del retrotreno.

In generale si tende ad adottare delle sospensioni dotate di un cinematismo che realizzi, durante l’escursione, una variazione di passo tale che durante la corsa si generi uno spostamento orizzontale della scocca nella direzione opposta al senso di marcia del veicolo. Tale movimento della scocca, per essere attuato, richiede una notevole quantità di energia, che viene ottenuta a spese di quella che genera il beccheggio.

italjet_dragster_anti_dive.jpg

Un esempio ultra raffinato di scooter dotato di sistema anti-dive: Italjet Dragster. Questo motorino oltre ad avere la “meccanica” in vista come oggi piace agli italiani, era il primo ed unico ad essere dotato di un raffinato sistema di sospensioni e di sterzo. Una performance di guida sopra la media era garantita persino ad un cinquantino. Pochi anni dopo dalla sua uscita furono messe in commercio anche versioni di maggiore cilindrata nelle quali meglio si poteva godere delle sue peculiarità. Come per tutte le cose molto tecniche ed estreme. Non fu capito dalla massa, oggi invece sarebbe molto apprezzato…

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Il fenomeno fisico del trasferimento di carico

Scritto da ralph-dte.eu il 19 Maggio 2010

Rubrica: I trasferimenti di carico -3-

Titolo o argomento: Il fenomeno fisico

dinamica_veicolo_trasferimento_carico_beccheggio.jpgPer trasferimento di carico si intende la variazione delle quote di peso gravanti sull’asse anteriore e posteriore del veicolo rispetto alla situazione statica: questo effetto è causato dalle accelerazioni e dalle decelerazioni che si generano durante il moto. In effetti si sposta la retta d’azione della risultante R fra il carico P e la forza d’inerzia Fi: il carico statico rimane infatti costante fra i due assi, mentre la forza d’inerzia, applicata al baricentro, genera un momento rispetto all’asse di beccheggio che carica un’asse e scarica l’altro. Si ha così una rotazione del baricentro la cui entità dipende dalla distanza del baricentro dall’asse di beccheggio, dalla flessibilità del sistema elastico e dal passo del veicolo. Si ricorda che l’asse di beccheggio è quell’asse trasversale al veicolo attorno a cui la scocca ruota durante i movimenti di beccheggio (accelerazione-frenata), tale asse si può determinare graficamente in funzione della geometria della sospensione. Gli effetti del trasferimento di carico possono venire valutati con la relazione:

T = (a Mh) / L

Dove:
“T” è il trasferimento di peso in N]
“a” è l’accelerazione in m/s2
“h” è l’altezza del baricentro in m
“M” la massa del veicolo in Kg
“L” lunghezza del passo in m

Continua…

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Cohousing

Scritto da ralph-dte.eu il 18 Maggio 2010

Cos’è, vantaggi, svantaggi

E’ stato inventato in Danimarca 50 anni fa, oggi è riproposto come una delle più recenti novità dal mondo dell’edilizia. Si tratta della possibilità di poter condividere con i tuoi vicini spazi condominiali per il tempo libero, l’hobbistica, lo svago e persino per piccole attività lavorative. Questo significa che oltre alla normale abitazione privata (che rimane ovviamente più che indipendente per ogni famiglia), vi sono una molteplicità di spazi di cui tutti possono usufruire:

  • Palestra
  • Piscina
  • Internet café
  • Biblioteca
  • Orto botanico
  • Stanze ospiti
  • Laboratorio per il fai da te
  • Cucine
  • Spazi gioco per bambini e ragazzi

Il vantaggio, come mi sottolineava ieri il Geometra Coltrinari, sta non tanto nel fatto di far scendere i costi iniziali di un progetto abitativo (anzi questi possono persino salire: gli impianti qualcuno dovrà pur pagarli), bensì di far scendere i costi della vita giornaliera nella quale paghiamo tutta una serie di servizi che invece possiamo ritrovarci sotto casa ed in modo “quasi” gratuito a patto di dividerli con tutti gli altri condomini.

Ho detto “quasi gratutio perchè: primo, esiste sempre il costo iniziale diviso tra tutti gli acquirenti degli appartamenti; secondo, esiste sempre la manutenzione periodica di tali impianti.

Se il cohousing prevedeva la presenza dalle 20 alle 40 unità abitative con servizi in comune, di recente si è arrivati a soluzioni con persino 60 appartamenti che oltre alle singole abitazioni dispongono di orto e frutteto…

Saranno scongiurate le spese mensili per chi va in palestra o in piscina ma sarà facile mettere d’accordo 60 famiglie su varie tematiche? Generalmente assistiamo a vere e proprie lotte condominiali quando si è anche solo in 6-7 condomini… Quello che manca veramente in Italia non sono idee come questa da portare avanti, ma l’educazione che vi vuole per saperle vivere :)

cohousing.png

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Albero motore in acciaio

Scritto da ralph-dte.eu il 17 Maggio 2010

Rubrica: Materiali e motori

Titolo o argomento: Albero motore

La ghisa viene impiegata per la produzione di alberi motore destinati a rotazioni non superiori ai 7000-7500 giri al minuto. Si tratta del materiale più economico per questo tipo di organio meccanico. La sua ottimale lavorabilità ed i costi contenuti ne giustificano il largo impiego nei motori stradali. Ma quando il motore è in grado di raggiungere con scioltezza gli 8000-9000 giri al minuto ecco che si deve soddisfare una maggiore richiesta di affidabilità e performance da parte del materiale impiegato. Sopra i 7500 giri al minuto il materiale utilizzato per questo organo deve avere dei fondamentali requisiti:

  • Elevata resistenza
  • Ottimo modulo elastico
  • Tenacità al cuore
  • Durezza superficiale

L’unico materiale che soddisfa queste necessità è l’acciaio. Più precisamente Acciai al carbonio da cementazione (vengono scelti prevalentemente per i motori a due tempi) e acciai legati da bonifica. Tra quelli di maggiore impiego in campo motoristico troviamo gli acciai al Cromo Manganese (per motori poco sollecitati), gli acciai al Cromo Molibdeno, gli acciai al Nichel Cromo, gli acciai al Nichel Cromo Molideno e gli acciai da Nitrurazione i quali vengono adottati in particolar modo in F1.

Maggiori dettagli sul sito: www.scuderie-rbc.it alla pagina Materiali.

albero_motore_acciaio_500px.jpg

In figura un albero motore in acciaio per uso motociclistico

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Pubblicate da soli le vostre opere

Scritto da ralph-dte.eu il 17 Maggio 2010

Rubrica: Chi fa da sé, fa per tre -1-

Titolo o argomento: Editoria: Pubblicate da soli le vostre opere

Se fino a pochi anni fa raggiungere i propri scopi implicava molto spesso l’avere soprattutto fortuna, conoscenze, o buone disponibilità economiche, oggi molto è cambiato ma in pochi si sono accorti delle reali potenzialità disponibili. Dall’editoria alla musica, dalla recitazione agli effetti speciali e, come sto notando ultimamente, persino nel mondo dei motori e dei piloti in erba… grazie ad internet è alla grande rete mondiale di persone, che ora si possono contattare con un click, tutto è cambiato. Vediamo rapidamente come si sono ingegnati i ragazzi più svegli:

Editoria: se fino a 10-15 anni fa desideravi pubblicare un libro e contattavi una casa editrice, nella maggior parte delle volte la risposta ottenuta era “La ringraziamo per averci contattato/aver mostrato interesse verso la nostra casa editrice, ma al momento non siamo interessati a questo tipo di pubblicazioni in quanto… bla bla bla”, oggi la situazione è ben diversa.

Oggi vi è la possibilità di scrivere un libro (rileggerlo e correggerlo con un/una vostro/a ex prof/prof.ssa di italiano), farlo stampare, rilegare ed infine distribuirlo autonomamente presso le librerie dopo aver pagato gli opportuni diritti d’autore. Ma non solo! Potete promuoverlo voi stessi a costo ZERO su internet… Potete realizzare un piccolo sito introduttivo al vostro o ai vostri libri… Potete persino realizzare un blog per avere un contatto diretto con il pubblico, con gli eventuali lettori, con chi è interessato alla vostra storia. Potete persino scrivere l’intero libro sul vostro sito o allegarlo in formato pdf se non siete interessati a realizzare un profitto ma ci tenete principalmente a diffondere una storia… E non è ancora tutto: potete anche metterlo online sul vostro sito direttamente in vendita e farvi pagare con metodi elettronici o bonifici… Potete metterlo in vendita in formato elettronico ad un prezzo competitivo o in formato cartaceo con spese di stampa rilegatura e spedizione ad un prezzo che comprenda il tutto…

Insomma, oggi, se pensate che realmente ciò che avete ideato possa piacere alla gente, non dovete far altro che muovervi e mettere in moto le vostre idee… Il giudizio di una casa editrice non sarà più importante per voi, sarà importante solo ed esclusivamente ciò che voi pensate e ciò che il pubblico dice di voi… Un ponte diretto tra voi e chi volete raggiungere. Attenti però alle delusioni, il pubblico può essere molto più severo e selettivo di quanto possiate immaginare :D

pubblicate_da_soli_le_vostre_opere.jpeg

Continua…

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Ragazzi c’è John!!

Scritto da ralph-dte.eu il 15 Maggio 2010

Lo spot telecom per me non va

spot_telecom_john_travolta.jpgDiciamoci la verità, John Travolta ha il suo fascino, è un attore accattivante, simpatico, di talento… ma farlo parlare in italiano credo sia stata una pessima idea. Gran parte del suo fascino si dissolve con una pettinatura da bravo ragazzo e con un dialogo incerto, titubante in italiano.

Così mi viene da pensare: “Non sarà che molte serie televisive americane che ci affascinano, ci riescono “anche” per via dei doppiaggi?” Il fatto di attribuire la voce che meglio riteniamo adatta ad un personaggio, il fatto che inconsciamente ci rendiamo conto che il labbiale non combacia perfettamente con i dialoghi che ascoltiamo… che sia questo l’ingrediente magico che rende affascinante spot e serie televisive d’oltre oceano?

Del resto proprio di recente ho visto uno spezzone di una puntata di Scrubs in lingua originale e mi è sembrata totalmente diversa. Si attribuisce un certo carattere ad un personaggio anche per il suo modo di parlare ma la voce in realtà è di un doppiatore italiano. Quando poi lo si ascolta in lingua originale il personaggio che ci eravamo creati nella nostra fantasia può persino deluderci… essere diverso da come noi lo abbiamo disegnato con la nostra fantasia. Se inoltre il personaggio, oltre a parlare con la sua voce, tenta di parlare in italiano stravolgendo le parole…

… beh allora credo che se la pubblicità telecom fosse stata girata doppiando John Travolta con il suo solito doppiatore e dandogli la possibilità di trasmettere la sua nota sicurezza in sé stesso, probabilmente sarebbe stata una pubblicità più sexy, più accattivante e di maggiore impatto.

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Grafica: come si realizza una grafica efficiente - 1

Scritto da ralph-dte.eu il 14 Maggio 2010

Metodo, logica e ragionamento

Ultimamente diverse persone mi hanno chiesto di realizzare una grafica per la loro attività (includendo io ai miei studi tecnologici anche quelli di grafica, marketing, branding, e psicologia…). Nessuna di queste persone si rendeva conto di cosa significhi realmente. Fare un disegno che fa scena mescolando un brodo di effetti, filtri, punti luce e riflessi, tratti linee e simboli senza senso… non significa fare una grafica corretta e, soprattutto, non significa fare una grafica che funzioni.

Ideare e realizzare una grafica è molto di più: è un gioco artistico ma soprattutto di logica… Potrei fare un discorso lungo e complicato ma sarebbe “pesante”, pertanto sintetizzo il concetto:

Quando si realizza una pubblicità, un’animazione, un logo, un cartellino promozionale… Il progetto comprenderà una parte grafica e una parte di testo (ma non sempre). La cosa che sottolineo essere importantissima è che ciò che è scritto deve rispecchiare ciò che è disegnato e viceversa. Ovvero la scritta deve essere una conferma di quanto già espresso dalla grafica e la grafica deve spalleggiare al meglio ciò che comunica la scritta. Linee senza senso buttate lì per far scena possono piacere per qualche istante ma, subito dopo, ci si accorge che non comunicano assolutamente nulla. E vi garantisco che questo oggi è un errore più che frequente fatto anche su grafiche che costano care.

Quindi togliendo la scritta dovrei essere in grado di comprendere, anche solo dal disegno, cosa si vuole comunicare e viceversa. Il testo non deve essere lungo ma al contrario: breve, chiaro, intuitivo, efficiente e molto comunicativo. La parte grafica deve fare altrettanto. Quasi nessuno oggi si soffermerà a leggere righe e righe di presentazione di una ditta o un’azienda (Del resto stanno cercando un phon per capelli, cosa vuoi che gli importi sapere che tuo nonno li vendeva già negli anni 50 in una bottega fatta di pietra e travi di legno nel centro di una città con forte passato storico artistico culturale… :D ) o un progetto più importante: bisogna essere efficaci e colpire l’attenzione. Una volta ottenuta l’attenzione si può rimandare la persona interessata ad approfondire ulteriormente su una pagina specifica di un depliant o di un sitoweb. Ma anche qui: attenzione! Se già dalle prime righe degli approfondimenti il lettore intuirà anche un solo dettaglio non veritiero, tutto sarà vano. La gente oggi è molto più sveglia e pratica.

Alle persone che mi contattano pongo sempre particolari domande circa il loro modo di essere e le particolarità della loro attività. Molte di queste persone vedono questa cosa come una complicazione e così io decido di non fare alcun lavoro per loro :) Pensare che queste domande siano inutili porta senza ombra di dubbio all’insuccesso di un’idea grafica, quindi tanto vale non farla.

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Una delle icone animate realizzate per il rivenditore Dometic Waeco Electrolux: www.berardi-store.eu La logica della nautica si intreccia con la logica del radar marino che visualizza il pallino dell’oggetto rilevato come il puntino della “i”. Il diritto d’autore appartiene a Berardi-Store.eu e a Ralph-DTE.eu è rigorosamente vietata la riproduzione su altri siti.

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Frigoriferi trivalenti - Berardi Store rivenditore Dometic Waeco Electrolux

Scritto da ralph-dte.eu il 14 Maggio 2010

Berardi Store

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La pubblicità diretta, vera che non ci gira intorno…

Scritto da ralph-dte.eu il 11 Maggio 2010

La pubblicità dei televisori Sharp azzera tutte le altre

Mi sono sempre chiesto:

“Come mai le pubblicità dei televisori sono così nitide, con colori sgargianti, effetti luminosi brillanti?”

“Ovvio!! Perchè pubblicizzano le doti di un nuovo televisore…”

“Si ma… pensandoci bene, queste doti le sto vedendo tramite una pubblicità sul mio televisore… Quindi il mio televisore può offrirmi molto di più di quanto sia solito mostrarmi… E soprattutto, se quello che vedo sul mio televisore durante la pubblicità mi stupisce, significa che non ho bisogno di un nuovo televisore… Perchè il mio televisore già riproduce ciò che la pubblicità sta enfatizzando in quel preciso istante…”

Capito cosa voglio dire?

Ebbene finalmente qualcuno ha pensato di essere più diretto con un messaggio che azzera tutte le altre pubblicità di televisori: lo slogan della Sharp dice chiaro e tondo che non potrò vedere le performance del loro nuovo prodotto sul mio televisore. Mi invitano quindi a valutare realmente di persona con i miei occhi quello che vedrò presso una loro esposizione. Apprezzabile il fatto di non voler tentare di convicermi di qualcosa utilizzando il mio stesso televisore. Non trovate? :)

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Attenzione: questa valutazione non si riferisce alla Sharp come azienda ma all’agenzia pubblicitaria che per conto di Sharp ha ideato questo slogan. Lo Studio Creativo Ralph DTE non conosce agenzie pubblicitarie (in quanto provvede autonomamente alla propria pubblicità) pertanto i giudizi che vedrete in questa categoria saranno puramente imparziali e disinteressati. Se effettuando valutazioni dovessimo valutare più volte spot provenienti dalla stessa agenzia, sarà puramente casuale.

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