Ralph DTE

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Archivi per Maggio, 2010

Formula1: Frenata dell’evoluzione tecnica.

Scritto da ralph-dte.eu il 8 Maggio 2010

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa

Titolo o argomento: Frenata evoluzione tecnica in F1

Un netto ritorno al passato per la Formula1 moderna. Un ritorno al passato spesso presentato con la veste di novità tecniche. Ma perchè questo non è vero?

sospensioni_pul_rod_arrows_a21.jpgIn primis… La performate Red Bull di Adrian Newey adotta sospensioni PULL ROD anziché PUSH ROD per il valido motivo tecnico che un “tirante” (PULL) a parità di forze in gioco può essere realizzato con un dimensionamento meno generoso a tutto vantaggio dell’aerodinamica.

Ed il motivo che ha spinto Newey a questa soluzione è proprio la ricerca della massima performance aerodinamica ottenibile.

Ma questa soluzione non è nuova, essa infatti è già stata adottata dalle Arrows degli anni ‘90 (Arrows A21) le quali ottennero le migliori velocità di punta del parco macchine proprio grazie a questa soluzione. La foto sopra a sinistra raffigura il sistema pull rod già adottato dalla Arrows oltre 15 anni fa.

formula1_alettoni_semovibili.jpgSecondo. Gli alettoni semovibili di cui si parla nel campionato F1 2010 sembrano essere l’ultima trovata geniale dei tecnici, ma è realmente così? Naturalmente no. Già negli anni ‘60, ovvero ben cinquant’anni fa, le vetture di F1 erano dotate di un comando che veniva utilizzato dai piloti per ridurre l’inclinazione delle ali nei rettilinei e per ridare carico in frenata e durante le curva…

Come andò a finire? La federazione decise di abolire questa sorta di trucchetto e rendere le ali fisse per preservare la vita dei piloti in seguito a gravi incidenti che si verificarono. Che succeda di nuovo?

Infine oggi la Mc Laren ritorna alle soluzioni adottate prima degli anni ‘80 in cui non vi era alcuna presa d’aria dinamica sopra la testa dei piloti a vantaggio di una minore (o assente) turbolenza nel retro della monoposto. A quanto pare il beneficio aerodinamico che se ne ricava è maggiore di quello che si ottiene con una migliore “respirazione” del motore.

Niente di nuovo quindi :) francamente spero che il ritorno al passato porti con sé anche maggiori sorpassi e spettacolo senza andare mai a scapito della sicurezza del pilota…

Fonte info tecniche per il confronto: www.scuderie-rbc.it sezione “Aerodinamica”.

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La mia auto slitta sulla salita ripida di casa

Scritto da ralph-dte.eu il 6 Maggio 2010

Rispondendo a Maurizio

Il nostro lettore ci informa che la sua Hyundai i10 ha problemi di trazione su una breve salita che conduce a casa e, quando piove, su quest’ultima la vettura slitta. Questo problema impedisce alla vettura di completare la salita ed il suo proprietario vorrebbe sapere se è il caso di dotarla di un differenziale autobloccante (qualora vi sia un’azienda che produce tale componente per la suddetta vettura).

Di seguito la nostra risposta

Salve, per rispondere meglio avremmo bisogno di capire alcune cose in più: La vettura slitta su un breve tratto quale ad esempio una ripida salita in asfalto/cemento dei garage? In tal caso, anche altre persone che fanno questa salita hanno lo stesso problema con altre vetture? Oppure slitta su un normale tratto di strada con forte pendenza? Avverti che una ruota perde aderenza e quindi la vettura si ferma, essendo dotata di un differenziale aperto, oppure hai la sensazione che la vettura scivoli perchè manca completamente il grip all’avantreno? Quali sono le condizioni di questa salita? Asfalto consumato e viscido solo da un lato (importante per capire se un differenziale autobloccante potrebbe essere la soluzione), oppure presenza frequente di ghiaccio o scoli di acqua o ancora breccino misto terra…

Se fosse una sola ruota a perdere aderenza su questa breve salita, ovviamente con un differenziale aperto normale la vettura si ferma. Al contrario con un differenziale autobloccante dovrebbe riuscire a proseguire a patto che i pneumatici riescano ad avere grip a terra. Tuttavia acquistare un differenziale autobloccante ha un costo piuttosto elevato che può superare i 1500 euro tranquillamente. Inoltre le aziende che li realizzano non li realizzano per tutti i modelli di autovetture. Il differenziale autobloccante non ha bisogno di comandi per essere inserito o disinserito, bensì entra in funzione da solo quando una delle due ruote motrici perde motricità.

Rimane però il fatto che anche il differenziale autobloccante normale ha i suoi limiti. Esso infatti lavora al meglio in condizioni di aderenza ottimale mentre in condizioni di neve o ghiaccio o fondi stradali viscidi è necessario avere un differenziale autobloccante elettronico che lavori insieme alla centralina elettronica della macchina.

In poche parole, montare un differenziale autobloccante, oltre alla grande spesa, potrebbe non dare i risultati previsti. Montare un differenziale autobloccante elettronico credo che non sia possibile per la complessità della modifica.

A mio avviso quando piove la vettura perde trazione solo su questa salita di cui ci parli molto probabilmente per la leggerezza della vettura stessa. Penso quindi che anche con l’autobloccante potrebbe non salire. Quando una salita è molto ripida e viene percorsa per forza di cose a bassa velocità, se la spinta che il peso del mezzo (dato dalla massa per l’accelerazione di gravità) offre lungo l’asse verticale non è sufficiente, il veicolo perde trazione. In parole povere i pneumatici non hanno il carico sufficiente addosso che li possa premere a terrà permettendogli di avere una buona presa.

Probabilmente se quando piove fai la prova di percorrere la salita con un passeggero robusto (circa 100kg) all’anteriore e nessun passeggero nei posti dietro, sentirai la vettura avere una maggiore presa e la situazione potrebbe migliorare leggermente.

Nel caso di salite in cemento per raggiungere i garage, come in molti casi succede, si procede ad effettuare delle scanalature drenanti sulla strada… Il fondo rimane meno allagato e l’attrito necessario per superare la salita viene ripristinato. Anche in questo caso si slitta meno con una spesa minima.

Siamo curiosi di sapere ulteriori aggiornamenti sulle soluzioni che proverai :)

Buon lavoro

Link utili: I padroni della coppia -1- | I padroni della coppia -2- | I padroni della coppia -3- | Il setup che fa impazzire: Il differenziale | Pagina tecnica “Differenziale” dal sito Scuderie RBC

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Bancarelle cinesi

Scritto da ralph-dte.eu il 5 Maggio 2010

Gli equivoci e le colpe degli italiani

Sento dire sempre più spesso che i prodotti cinesi che si trovano presso le bancarelle, in particolar modo i capi di abbigliamento, sono uguali ai prodotti italiani… quindi, a detta di molte donne, tanto vale comprare i prodotti cinesi per il minor prezzo.

Su questo tema si è verificato uno dei più grandi equivoci che si possa immaginare. Facciamo un pò di chiarezza. Con l’avvento, negli ultimi anni in modo più conistente,  delle bancarelle cinesi presenti nei centri storici e alle fiere, la gente ha conosciuto un nuovo mondo. Un mondo fatto di prodotti venduti a costi molto bassi e dall’estetica tutto sommato piuttosto gradevole. Insomma c’è stata una proposta golosa e alternativa alle solite bancarelle. La fase successiva, quella della quale pochi si sono accorti, è stata la fase in cui anche molti proprietari italiani di bancarelle hanno deciso di rifornirsi di materiale di provenienza orientale. Se lo scopo era quello di trarre un maggior profitto vendendo ai soliti prezzi, il risultato che oggi possiamo toccare con mano è stato ben diverso: le casalinghe e le ragazze che frequentano spesso le bancarelle si sono accorte che non vi era alcuna differenza tra i prodotti cinesi e quelli venduti da molte bancarelle italiane. Questo ha portato molte persone a dire: Guarda che i prodotti che compri alle bancarelle cinesi sono uguali ai nostri! Perchè devo spendere di più?

tessuti_made_in_italy.jpg

Il risultato è stato che ora la gente crede che i prodotti cinesi e quelli italiani siano uguali, in più chi ha avuto la brillante idea di cammuffare prodotti di dubbia provenienza per prodotti italiani, ha avuto maggiori incassi in realtà per un limitatissimo periodo di tempo (il tempo sufficiente affinchè le clienti si accorgessero dell’assenza di differenze).

In soldoni un nostro atto incoscente ha ulteriormente rovinato il mercato e confuso le idee di moltissime persone. Non è vero infatti che il prodotto di dubbia provenienza a costo irrisorio sia uguale a quello italiano che invece vanta coloranti che rispettano le normative della comunità europea, tessuti altrettanto certificati, finiture sicure e manodopera regolare. Sono inoltre sempre più insistenti le voci secondo le quali il cromo, presente nelle scadenti tinture dei capi di abbigliamento di dubbia provenienza, sia diretta causa di tumori*.

*Chiedi personalmente informazioni agli esperti di tessuti e del Made in Italy e, ovviamente, ai medici che si interessano di questo fattore di rischio.

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Abbigliamento protettivo obbligatorio in moto

Scritto da ralph-dte.eu il 2 Maggio 2010

In cantiere l’articolo 171 che regolamenta le protezioni per i centauri

Di seguito la legge sulla quale si sta lavorando:

«1. L’articolo 171 del Codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, è sostituito dal seguente:

”Art. 171 - (Dotazione di sicurezza per la conduzione di veicoli a due ruote) –
1. Durante la marcia, ai conducenti, e agli eventuali passeggeri, di ciclomotori e motoveicoli è fatto obbligo di indossare indumenti e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo di tipo omologato, in conformità con i regolamenti emanati dall’ufficio europeo per le Nazioni Unite - Commissione economica per l’Europa e con la normativa comunitaria.

2. Ai fini di cui al comma 1:

a) per i veicoli fino a 11 Kw è obbligatorio l’utilizzo del casco integrale;

b) per i veicoli da 11 Kw a 25 Kw è obbligatorio l’utilizzo di un casco integrale, di guanti per la protezione delle mani, e di giacca tecnica con protezioni per spalle e gomiti;

c) per i veicoli da 25 Kw a 52 Kw è obbligatorio l’utilizzo di un casco integrale, di guanti per la protezione delle mani, e di giacca tecnica con paraschiena integrale e con protezioni per spalle e gomiti;

d) per i veicoli oltre 52 kw è obbligatorio l’utilizzo di un casco integrale, di guanti per la protezione delle mani e di una tuta tecnica o di una giacca tecnica con paraschiena integrale e con protezioni per spalle e gomiti e di pantaloni tecnici con protezioni per fianchi e ginocchia.

3. Sono esenti dagli obblighi di cui al comma 2, i conducenti e i passeggeri:

a) di ciclomotori e motoveicoli a tre o quattro ruote dotati di carrozzeria chiusa;

b) di ciclomotori e motoveicoli a due o a tre ruote dotati di cellula di sicurezza a prova di crash, nonché di sistemi di ritenuta e di dispositivi atti a garantire l’utilizzo del veicolo in condizioni di sicurezza, secondo le disposizioni del regolamento.

4. Chiunque viola le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 74 a euro 299. Quando il mancato uso degli indumenti e del casco riguarda un minore trasportato, della violazione risponde il conducente.

5. Chiunque importa o produce per la commercializzazione sul territorio nazionale e chi commercializza indumenti e caschi protettivi per motocicli, motocarrozzette o ciclomotori di tipo non omologato è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 779 a euro 3.119.

6. Gli indumenti e i caschi di cui al comma 5, ancorché utilizzati, sono soggetti al sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI».

 armatura_protettiva_guida_moto.jpg

Considerazioni:

Per come la vedo io ci sono dei lati positivi e gli ovvi rovesci della medaglia. Anticiperei il rovescio della medaglia: vien da sé che l’obbligo di qualcosa costringe a delle spese impreviste molto spesso poco gradite. Inoltre in questo caso vi è da considerare la scomodità di utilizzo d’estate o nei brevi tratti o ancora per recarsi a lavoro.   D’altra parte però dopo aver visto dei miei conoscenti che andando al mare con le infradito, il costume, una maglietta a maniche corte, una R1 e, subendo un incidente, si sono ritrovati al pronto soccorso con abrasioni tali da rendere visibili le ossa, con schiene grattuggiate a vita e mani e piedi smaciullati… beh allora mi vengono da dire sostanzialmente due cose:

1. Con certe moto è meglio se ci vai solo in pista.

2. Con certe moto se proprio vuoi andare per strada è meglio che ti vesti in modo adeguato

3. Con certe moto sarebbe meglio che stessimo più attenti al codice stradale e, qualora sbaglino gli altri e ci coinvolgano, sicuramente un abbigliamento adeguato ci preserva e ci permette di poter vivere la giovinezza (mi riferisco anche ai 50enni) nel modo più sano possibile.

Credo che la tendenza degli italiani sarà quella di non concordare con questa legge, però ci rendiamo conto di certe cose solo dopo che ci capitano. La prevenzione non è nella nostra cultura. Probabilmente parlo così per aver visto le conseguenze, sul corpo umano, di una semplice caduta a 70-80 km/h sull’asfalto rovente estivo e le conseguenze gravissime per velocità superiori…

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