Ralph DTE

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Archivi per la categoria 'Aspetti psicologici e comportamenti della società' .

I meandri della mente, i nostri comportamenti e gli effetti che ne seguono…

Come si cresce un bambino intraprendente?

Scritto da ralph-dte.eu il 30 Gennaio 2011

Rubrica: Mente e salute

Titolo o argomento: L’intraprendenza va coltivata sin da piccoli

Molti si chiedono: “Il mio bambino sarà un tipo sveglio, se la caverà di fronte ai problemi, alle difficoltà, come vivrà in questi tempi duri che nulla promettono di buono?” In realtà tutti i bambini sono potenzialmente svegli ed intraprendenti. Appena nati inizia la loro sete di conoscere, scoprire, imparare, competere, inventare. Una sete teoricamente inesauribile se non fosse che noi, presi da improvviso eccesso di tenerezza, li viziamo immaginando che ogni passo che semplifichiamo per loro, sia un punto di affetto in più guadagnato o, peggio, un capriccio in più risparmiato. Peccato però che psicologi infantili di tutto il mondo siano d’accordo sul contrario.

Per crescere un bambino intraprendente null’altro bisogna fare che porlo sin da piccolo davanti a difficoltà che puntualmente deve essere in grado di risolvere “da solo” compiendo uno sforzo tutto suo. Il bambino tenderà a voler evitare di compiere lo sforzo solo per il semplice fatto che fin da quando è stato allattato la prima volta, ha compreso che tutto gli può essere dato. Ma così non è e non sarà.

Alla base di una buona riuscita nell’educazione del bambino vi è un gioco di equilibrio: semplificargli troppo ogni difficoltà non lo allena alla vita (ricorda che stargli vicino non è sinonimo di viziare) ed essere ostili o esageratamente severi, non lo renderà un soldatino il cui identikit combacia con il vostro ideale di perfezione. In questo gioco di equilibrio risiede il noto gioco di parole “sii autorevole non autoritario”. Un bambino messo davanti ad una difficoltà, ed incitato ad affrontarla, si accorge subito che non è stato poi così difficile superarla. Ogni volta che comprende questo, il suo limite si sposta un po’ più in avanti. Ogni volta che comprende questo compie un passo importante della sua crescita. Ogni bambino che riceve questa educazione impara meglio come cavarsela e reagisce in maniera più costruttiva agli stimoli del mondo. Bambini cresciuti con la coscenza che possono fare molto di più di quanto immaginano, sono coloro che poi da grandi, nel loro “piccolo”, migliorano il mondo.

Secondo test condotti anche mediante opportune risonanze magnetiche, i bambini che vengono stimolati ad affrontare e risolvere da soli i loro piccoli problemi quotidiani, utilizzano maggiori aree del cervello ed in particolar modo quelle associate alla creatività. Al contrario i bambini esageratamente “agevolati” non usano affatto tali zone con conseguenze che incideranno pesantemente sulla loro qualità della vita da adulti.

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Immagine molto bella trovata nella ricerca di immagini di Google

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Non è la fame ma è l’ignoranza che uccide

Scritto da ralph-dte.eu il 12 Dicembre 2010

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: La ricerca delle certezze

Il titolo? Una frase forte tratta da una canzone dei Litfiba. Indipendentemente dai gusti musicali dei lettori, si tratta di una frase molto profonda, diretta, significativa e che in poche parole sintetizza un concetto più che mai vero e importante. Oggi la vera situazione di svantaggio non è rappresentata dalle minori possibilità economiche ma dalla chiusura delle persone verso il desiderio di sapere nuove cose, studiare, capire nuovi metodi ed uscire dalle abitudini… abbandonandole quasi totalmente.

Oggi molti di noi pensano che fortificando le proprie abitudini si possa avere una maggiore sicurezza. Io credo che si abbia solo una semplice “sensazione” di sicurezza, una sicurezza fittizia che in realtà non c’è.

E’ bastato un comportamento azzardato di talune banche per mettere in crisi economica l’intero pianeta, eppure si crede che il “posto fisso” sia una garanzia (poi guarda caso la grande azienda ritenuta affidabile fallisce e ci si pente di non aver fatto società con lo zio che fa il piastrellista).

C’è un imponente spreco di beni e servizi, tonnellate di rifiuti, imballaggi, contenitori, montagne di usa e getta e molti di noi ancora pensano che bisogna mangiare tanto per essere sani (e guarda caso è proprio il contrario ed i nutrizionisti consigliano addirittura di lasciare la tavola ancora con un leggero appetito).

Si disprezzano le persone che vivono sui libri, imputate di non far nulla dalla mattina alla sera, solo perchè non hanno i calli e poi si scopre che senza di loro non possiamo ricostruire quel legamento che ci permette di camminare, non possiamo avere progetti di mezzi di trasporto più sicuri, nuove tecnologie…

Talvolta si ragiona in modo ottuso dando la propria fiducia a persone che lasciamo ragionare al posto nostro e non si stimola la mente maturando idee nostre, facendo esperienza e cadendo negli errori che la “ricerca di sicurezza” ci fa evitare. Errori che invece fanno parte della nostra vita e sono necessari al nostro crescere.

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Fortificare le abitudini dà solo una sensazione di sicurezza, una sicurezza fittizia.

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Appassionato di motori a costo zero (o quasi)

Scritto da ralph-dte.eu il 8 Ottobre 2010

Come detassare una passione

Nel precedente articolo vi ho raccontato l’evoluzione naturale del rapporto tra l’uomo e l’acquisto di un automobile. Sono sicuro che i casi reali sono molti di più di quelli da me citati, tuttavia credo che quelli maggiormente diffusi siano stati riportati. Ora voglio aggiungere un ultimo caso, il mio.

Esiste un caso assai raro di appassionato di automobili sportive o vere e proprie auto da corsa che non nutre alcun interesse per le utilitarie o comunque per le vetture stradali. Uno come me è il classico tipo che gira per la città con un’auto vecchia di 15 o 20 anni, che non ha alcun interesse per l’auto alla moda del momento e che vede l’acquisto di una nuova auto come uno spreco di denaro che poteva orientare preferibilmente verso la sua grande passione per le vetture destinate alla sola pista.

Immaginate di voler comprare la vostra auto sportiva preferita per utilizzarla solo in pista, che vantaggi avreste?

1. Innanzitutto nessuna spesa di passaggio di proprietà. Fate demolire la vettura dal precedente proprietario, glie la pagate e realizzate una scrittura privata con testimone che controfirma che avete versato tot euro a tizio per l’acquisto ad esempio di una Lotus Elise del valore di 12.000 Euro.

2. Secondo vantaggio, non essendo il veicolo targato e non essendo circolante sulle strade, non dovete pagare alcuna tassa di proprietà o bollo. Potete pertanto possedere un mezzo con tanti cavalli e con i soldi annuali risparmiati dal bollo pagarvi i turni di prove libere in pista.

3. Terzo vantaggio: l’assicurazione aumenta? Per il vostro veicolo è addirittura alle stelle? Nessun problema perchè un mezzo che gira solo in pista non ha bisogno dell’assicurazione che si usa su strada. Anzi, non la deve proprio fare in quanto l’assicurazione stradale non copre nulla se andate in pista. Casomai vi informerete presso un club di appassionati per sapere se c’è una qualche convenzione per un’assicurazione espressamente dedicata alla pista che comunque non ha i prezzi esosi di quelle stradali.

4. Quarto vantaggio, non hai vincoli Euro questo o Euro quello. Puoi finalmente acquistare quella vettura che dieci anni fa sognavi tanto e pagarla addirittura oltre il 60% in meno.

5. Nessuna revisione ogni due anni. Spesso un veicolo sportivo lo curiamo meglio di noi stessi eppure quella scocciatura ogni due anni di far toccare ad altri (e pagarli pure per questo) qualcosa di cui siamo oltremodo gelosi per sentirci dire che è tutto a posto, non ci va giù.

6. Rischio zero per multe o altri inconvenienti legati a vetture sportive: limitazioni sul traffico in centro, autovelox, comportamenti azzardati per strada… In fondo, diciamo la verità, l’auto sportiva o da corsa la compri per te o la compri per fartela vedere da tutti per le strade di tutti i giorni? Se la compri per fartela vedere allora dovrai pagare tutte le spese indicate sopra, se la compri realmente per te hai già capito come puoi risparmiare. In più la strada non è una pista, è fatto obbligo di rispettare il codice stradale. Quindi tanti cavalli per cosa? Provali, emozionati, divertiti… vai in pista e corri solo in pista :)

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Di seguito un preventivo di risparmio nell’ipotesi che acquistiate una BMW M3 E46 del 2002.

Ovvero il preventivo del denaro che “non” pagherete se andrete solo in pista (con un carrello)

Passaggio di proprietà: dai 950,00 Euro ai 1223,00 Euro circa a seconda della città in cui vivete

Bollo auto: dagli 855,00 Euro ai 1100,00 Euro circa a seconda della città in cui vivete

Assicurazione: dai 527,00 Euro ai 1892,00 Euro circa se siete in prima classe e stipulate un’assicurazione online. Se vi trovate in classi successive, o stipulate una normale assicurazione, la spesa aumenta drasticamente, ad esempio in 14° classe si va dai 1567,00 Euro ai 4138,00 Euro per le assicurazioni online mentre le cifre sono ancora più elevate per le normali assicurazioni.

Revisione: circa 64-68 Euro ogni due anni.

Acquisto vettura: oggi (BMW M3 attuale) oltre 70.000 Euro; acquisto BMW M3 del 2002 (vettura che conserva comunque un gran fascino e vantaggi non indifferenti  in termini costruttivi e di progettazione) si parte dai 15.000 Euro (prezzo di un’utilitaria).

 Preventivo di risparmio nell’ipotesi migliore:  2396,00 euro il primo anno, 1446,00 gli anni successivi.

 Preventivo di risparmio in un’ipotesi intermedia: 4010,00 euro il primo anno, 3060,00 gli anni successivi.

 Preventivo di risparmio nell’ipotesi peggiore: tariffe sconcertanti.

Se sei un vero patito di motori hai già capito che puoi avere molto di più con molto meno. Pensa inoltre a tutto ciò che puoi procurarti risparmiando: attrezzature, accessori, un carrello, strumenti, ricambi, abbigliamento sportivo, protezioni…

Calcolo del bollo | Preventivo assicurazioni online | Calcolo del passaggio di proprietà

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Un curioso sondaggio sul mercato dell’automobile

Scritto da ralph-dte.eu il 6 Ottobre 2010

Perchè si vendono meno auto nuove?

Di recente ho sentito su un approfondimento di un telegiornale che, secondo gli esperti, il mercato dell’automobile (con riferimento al “nuovo”) sarebbe in calo perchè la gente non ha il denaro sufficiente per acquistare una nuova auto. Questo esperto che esponeva la sua teoria è pronto a scommettere che se i cittadini italiani avessero più liquidità senza meno cambierebbero la loro auto con un modello più nuovo, meno inquinante e con maggiori dispositivi di sicurezza. Io credo che questa affermazione sia corretta ma incompleta.

Se da una parte è vero che con l’aumentare delle possibilità economiche dei cittadini, aumenta il numero di coloro che sono pronti a togliersi lo sfizio di cambiare la loro auto (il famoso meccanismo della domanda e dell’offerta), d’altra parte è ugualmente vero che la crisi economica degli ultimi anni ha svegliato una quantità non indifferente di persone che ora meglio indirizzano le loro spese. Non è vero infatti che non si comprano nuove automobili “solo perchè” non c’è denaro sufficiente per farlo.

Non si acquistano nuove automobili perchè ora i consumatori sono più avveduti e si chiedono più e più volte: “Me la posso risparmiare questa spesa? E’ davvero necessaria? Ci sono cose più importanti alle quali dovrei pensare? Sarà meglio che investa i miei risparmi in qualcosa di buono? E se la crisi non sta finendo? Meglio essere cauti!”

In sostanza ho avuto modo di chiedere a diverse decine di persone (in un arco di tempo pari a 2 anni) cosa pensano dell’idea di acquistare una nuova auto e questo è quanto è emerso:

  • Ci sono famiglie benestanti che, non avendo accusato in particolar modo la crisi, continuano a cambiare auto quando lo ritengono opportuno in quanto possono permetterselo. Teoria che combacia perfettamente con quanto detto dall’esperto che citavo all’inizio dell’articolo.
  • Ci sono famiglie benestanti che dichiarano tranquillamente che la loro auto avrà anche qualche anno di vita ma non vi è alcun motivo “vero” di sostituirla. Ragione per cui, soldo o non soldo, non si procede all’acquisto.
  • Ci sono famiglie benestanti che affermano chiaramente che la crisi li ha intimoriti e che prudenzialmente cercano di spendere per beni di primaria necessità. Risparmiano il denaro per aiutare i figli a sposarsi, per dare un anticipo per un appartamento, per richiedere un mutuo meno gravoso o comunque per tenersi pronti a reali necessità o ad imprevisti.
  • Poi ci sono le famiglie normali che in soldoni affermano: “Euro 3? Euro 4? Euro5? Euro6? Sono sicuro che se acquisto un’auto Euro 6, tra tre o quattro anni non potrò andare ugualmente in centro perchè la legge richiederà un Euro 7, poi Euro 8 e così via. Conclusione, ho capito il meccanismo quindi non compro nulla.
  • Ci sono le famiglie che fanno fatica a mantenere più di un mezzo tra bollo, assicurazione, manutenzione, carburante… e stanno pensando di ritornare ad avere sole due auto in famiglia o, perchè no, se si sposa il figlio o la figlia, magari tenerne una sola fino a che funziona.
  • Ci sono inoltre quelli che dicono: “Ho comprato quest’auto, mi piace, mi ci sono affezionato, se riesco me la tengo 15-20 anni e di cambiarla non se ne parla proprio”.
  • Ma ci sono anche quelli che affermano: “Nuova non la compro neanche morto, come esci dal concessionario hai perso il 20% dell’iva, dopo un anno perde un altro 15-20% di valore… Non esiste, mi compro un buon usato con due o tre anni di vita, lo pago poco e chi s’é visto s’é visto…”
  • Incredibilmente c’è anche chi cerca vetture quasi ventennali per poterle iscrivere come auto d’epoca all’ASI e usufruire dei vantaggi fiscali circa bollo, assicurazione, nonchè avere la possibilità di circolare in centro come e quando si vuole. Il più delle volte queste persone sono o sono stati meccanici o hanno parenti o cari amici meccanici pronti a restaurare la vecchia auto in questione con cifre tutto sommato di gran lunga inferiori all’acquisto di un mezzo nuovo. Attenzione però l’ASI accetta l’iscrizione solo di vetture di interesse storico (magari anche sportivo), non credo si possa iscrivere all’asi una vettura qualunque. Informatevi.
  • Ci sono coloro che hanno tenuto a precisare che non vogliono lavorare per mantenere le case automobilistiche in quanto, affermano, che ogni cittadino dovrebbe acquistare un’auto ogni 4 anni per far sì che i bilanci delle case automobilistiche siano costantemente in crescita.
  • Esistono persino quelli che della macchina non ne vogliono più sapere nulla ed hanno scoperto che raggiungere il lavoro con un abbonamento dell’autobus d’inverno e con una bici elettrica d’estate è una svolta. Una svolta dove ti dimentichi il bollo (o tassa di possesso del veicolo), ti dimentichi il rincaro annuale dell’assicurazione, ti dimentichi le visite controvoglia dal meccanico, le revisioni ogni due anni, dimentichi il viso del benzinaio, dimentichi (non sempre) le buche, il problema del parcheggio, il traffico martellante, le sudate a fare manovra d’estate…
  • Infine c’è chi davvero dice: “Non posso, l’auto è l’ultimo dei miei pensieri”.

Credo che questo sia “qualcosina” di più rispetto al credere che il denaro di una famiglia sia direttamente proporzionale a quante auto verranno vendute. Bisogna rendersi conto che la crisi ha cambiato molte persone che ora valutano in ben altra maniera cosa gli occorre e cosa gli è veramente venuto a mancare in questi anni ardui… La realtà è che la macchina non è più al centro dei pensieri degli italiani. Fino a poco tempo fa l’automobile era un modo di essere. Si sceglieva una vettura che parlasse di noi, che rispecchiasse il nostro carattere. Oggi invece si cerca innanzitutto la soluzione per muoversi senza spendere cifre non proporzionate alla situazione economica e all’evolversi dei mercati mondiali.

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I prodotti LEGO in Italia si stanno estinguendo?

Scritto da ralph-dte.eu il 25 Settembre 2010

E con essi anche la fantasia dei giovani?

Di tanto in tanto faccio un salto sul sito della Lego (quanti ricordi da bambino e non solo… grazie ai famosi Lego Città, Lego Technic…). Proprio di recente ho notato una cosa sconfortante. Sul catalogo prodotti del sito Lego italiano, nell’area prodotti, ci sono davvero pochissimi articoli. Le costruzioni Lego destinate all’Italia sono state decimate. Se invece si visita il sito inglese/americano, si può osservare come l’area prodotti sia suddivisa in ben tre pagine con le categorie al completo.  Ad esempio all’estero ancora esistono le costruzioni Lego destinate alla città (pompieri, caserme, aeroporti, stazioni, treni, trasporti, addirittura agricoltura…) e alla creatività dei bambini e dei ragazzi.

Ebbene quando su un catalogo non sono presenti taluni prodotti, significa che questi non vengono richiesti. Ma allora cosa fanno i più giovani in Italia nelle ore di svago? Troppa televisione? Troppi videogames?

Con gli anni che avanzano ed i tempi che cambiano tutto diventa più prematuro e anticipato. Anticipa l’età in cui i giovani entrano in possesso di un telefono cellulare, anticipa l’età in cui si guardano programmi televisivi dedicati a persone più adulte, anticipa l’età in cui si entra in possesso di un computer e si naviga abbondantemente su internet… Anticipa tutto.

Questo significa che i più giovani in Italia saltano una fase importante come quella del “giocare con le costruzioni”?* Se la Lego ha eliminato diversi prodotti importanti dal catalogo italiano, evidentemente sì.

La Lego ha vinto ben due premi come “gioco del secolo” e questo perchè è dimostrato che stimola incredibilmente la creatività dei giovani a costruire non solo cose tecniche, cose pratiche, cose curiose e creative,  ma stimola addirittura a costruire una società…

Di seguito due righe tratte dalla descrizione del brand LEGO.

Il Brand LEGO

Il brand LEGO è molto di più del nostro famoso logo. È l’aspettativa che la gente ha della nostra società, nei confronti dei suoi prodotti e dei suoi servizi, è la responsabilità che il LEGO Group prova nei confronti del mondo che lo circonda. Il brand è una garanzia di qualità e originalità. I bambini sono curiosi, creativi e fantasiosi, con un innato desiderio di apprendere. Dobbiamo incoraggiare il fanciullo che è in ciascuno di noi!

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*Come mai i cataloghi più completi delle costruzioni Lego sono disponibili in Inghilterra, Danimarca, Germania… e come mai ci capita di osservare spesso sui documentari come i giovani di queste nazioni abbiano inventato molteplici utilità, migliorato il loro ambiente, la loro società, i servizi?

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Compro il prodotto più economico o il più costoso?

Scritto da ralph-dte.eu il 6 Settembre 2010

Rubrica: L’immagine di un prodotto (attenti a)

Titolo o argomento: Quando la scelta ricade inutilmente sul prodotto più costoso o erroneamente su quello più economico

Quale di queste due affermazioni secondo voi è quella corretta?

:) Io compro il prodotto più economico tanto alla fine è uguale a quello più costoso ma senza il marchio.

;) Io invece compro il prodotto più costoso così ho la garanzia che sia il più buono sul mercato.

Sebbene siano molto diffuse entrambe le correnti di pensiero, nessuna delle due è  completamente corretta. Tuttavia non si può assolutamente negare che vi sia un fondo di verità in ognuna di esse. La verità è che bisogna disporre delle dovute conoscenze per giudicare ogni singolo prodotto che si acquista e poter quindi valutare se il prezzo corrispondente è realmente proporzionato alla qualità del prodotto stesso oppure è ingiustificatamente elevato.

Purtroppo la tendenza del singolo individuo è quella di avere conoscenze molto limitate e una scelta mirata in particolar modo alla fascia di prodotti che meglio ritiene di conoscere per via delle esperienze precedentemente maturate. Altri invece cercano di sfruttare al meglio le proprie esperienze lavorative per scegliere prodotti che hanno a che fare con il loro settore di competenza. Già è qualcosa ma non si hanno comunque conoscenze assolute.

Importante e controproducente è invece il fenomeno secondo il quale talvolta ci si può affezionare ad un prodotto e, senza razionalità alcuna, porlo sempre ai vertici della categoria (sviluppando oltretutto una certa permalosità qualora tale prodotto venisse criticato da altri) pur non avendo reali conoscenze per valutarlo. Questo avviene quando di un prodotto o di una categoria di prodotti non se ne ha una conoscenza approfondita ma si osserva semplicemente la simpatia verso il marchio, verso la sua storia, verso la pubblicità che ne ha accompagnato la diffusione, verso l’immagine che tale prodotto ha, verso le sensazioni che provoca e verso quello che tale prodotto ispira nella collettività (da qui  è assolutamente comprensibile l’importanza immensa del marketing).

L’imparzialità, la capacità di giudizio, lo studio e l’approfondimento risultano come al solito le carte vincenti per raggiungere una reale e valida preparazione sulle caratteristiche di un prodotto e per poterlo giudicare in modo razionale ma soprattutto: “logico”. :)

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La casa, l’auto, i prodotti per il corpo, la spesa, le nuove tecnologie digitali… prodotti dove è molto facile fare acquisti errati senza un minimo di conoscenze specifiche. Ma si può essere esperti di tutto? La risposta più che mai scontata è no. Per questo gli organi che controllano la qualità dei prodotti devono esser più che mai completi ed in grado di saper valutare ogni singolo aspetto di un prodotto.

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Bastian contrario

Scritto da ralph-dte.eu il 2 Settembre 2010

Avete presente quelle persone per le quali ogni cosa che dite non è vera, oppure sostengono ogni singola volta che sia il contrario e, nonostante voi vi qualifichiate come esperti o tecnici del settore di cui state parlando, vi rispondono: “Tanto non ci credo”. Sì? Le avete presente? Chi non le ha incontrate almeno una volta nella vita… ma credo anche molto più di una volta.

Ti lasciano interdetto, esterrefatto, senza parole perchè pur non avendo una preparazione valida sul vostro lavoro, sono in grado di dire che ogni minimo “pelo” non è così ma è assolutamente come dicono loro. A momenti vi fanno passare per stupidi (nonostante voi abbiate studiato la materia in questione e loro no) davanti a qualcuno che sta ascoltando o peggio rischiano di farvi perdere un cliente se state presentando un prodotto. Ma allora come fare per non rimanere senza parole e saper dar loro la giusta risposta tanto educata quanto efficace? Di seguito vi propongo un semplice esempio:

A me non interessa se non credi a quanto sto affermando, probabilmente la tua ricerca di autostima è così forte che devi contraddire tutto ciò che dico pur non sapendo di cosa stiamo parlando; ma io le informazioni ed i consigli che ti sto dando li dico per te dato che io sono già informato al riguardo, li dico per darti una dritta, per non farti sbagliare inutilmente ma evidentemente è meglio che tu compia questo errore in modo che, anche se per orgoglio non me ne renderai conto, imparerai da te.

Quale risultato otterrete con una frase di questo genere? Con il vostro interlocutore nessuno, continuerà a non credervi. E’ il suo modo di rafforzare la sua autostima. Più contraddice e più si sente forte in un mondo che gli fa paura. Se anche si rendesse conto che siete nel giusto, non lo ammetterebbe perchè per lui sarebbe quasi come sottomettersi a voi***. Tuttavia non farete la figura degli ingenui davanti ad una terza persona presente.

Perchè questo è importante? Perchè se la terza persona è presente anch’essa per prendere informazioni vi vedrà sicuri di voi stessi e continuerà a valutarvi come fonte attendibile. Al contrario perdere in questi “battibecchi” oppure inquietarsi serve solo ad essere ancor meno credibili ed a regalare una doppia soddisfazione a chi vi ha messo in difficoltà per pura e semplice ignoranza. :D

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Non penso proprio che le ruote quadrate siano un buon acquisto. Sai che vibrazioni?! Per me non è vero. Io invece credo che vadano benone. Ah davvero? Allora comprale. :D

***Per una persona bastian contraria riconoscere di essere in errore equivale ad una sottomissione mentre per una persona con una mentalità più aperta, la sottomissione, è ben altra cosa. Per “persona ignorante” oggi non si intende più una persona che non ha un titolo di studio. Siamo ormai nel 2010 ed anche il concetto di ignoranza si è evoluto, si intende pertanto una persona ottusa che non è in grado di acquisire informazioni diverse da quelle di cui già dispone. Quindi anche un laureato superbo può risultare assai ignorante (vedi l’articolo: L’evoluzione dell’ignoranza).

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Teoria del contrario (Introduzione alla)

Scritto da ralph-dte.eu il 28 Agosto 2010

La teoria del contrario è una mia personale teoria frutto di alcuni  miei studi sul comportamento delle persone  in particolari situazioni di stress. Si tratta di una teoria secondo la quale un soggetto, posto sotto forte stress, “decide” di ottenere risultati opposti a quelli che egli stesso “crede” di  (desiderare) voler ottenere. Questa situazione contraddittoria si verifica quando si manifesta un conflitto tra gli obiettivi che una persona è in grado di raggiungere e lo stress psicofisico che tale impegno comporta. In sostanza il soggetto, ad esempio in una gara motociclistica, potrebbe desiderare di raggiungere la zona podio disponendo tra l’altro delle capacità per poterlo fare, tuttavia la situazione di stress, che si potrebbe verificare in un duello o nel dover domare una moto non perfettamente a punto, può innescare uno strano fenomeno per cui la mente, sollecitata energicamente, desidera abbandonare la situazione difficoltosa generando inconsciamente un errore che causi una caduta o un piccolo inconveniente sufficiente a terminare la situazione stressante non sopportata. Sebbene il risultato in tal modo non venga raggiunto, si riesce a terminare anticipatamente una situazione che mette estremamente sotto tensione mente e corpo e, paradossalmente, se ne ricava un sollievo. Il suddetto soggetto, in tale situazione di stress,  desidera inconsciamente risultati opposti a quelli che un osservatore esterno ritiene logici.

A volte si desidera tanto raggiungere un risultato e si dispone tra l’altro anche delle capacità per poterlo raggiungere ma non si è disposti a compiere lo sforzo necessario per ottenerlo, lo stress scaturito da un tale conflitto può spingerci a compiere delle “stranezze”.

Raffaele Berardi

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Un’immagine che ben rappresenta il contrario di ciò che ci risulta logico pensare. Questa casa è stata realizzata in Germania da un privato che ha avuto l’idea di utilizzarla come attrazione turistica.

Continua…

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Stai vendendo casa? Ecco come riconoscere i perditempo

Scritto da ralph-dte.eu il 9 Giugno 2010

Perditempo o semplici curiosi della concorrenza? Ecco come riconoscerli.

Sei un privato (o magari un’impresa) e metti l’annuncio per vendere casa  (o le tue soluzioni). Nelle prime settimane, un fiume di gente estranea si presenta a casa tua o presso il tuo cantiere o, peggio ancora, ti telefona facendo le domande sbagliate.

In primis chi ti chiama solo per sapere il prezzo, non è assolutamente interessato. Puoi tranquillamente evitare di dirlo. Considera che chi è realmente interessato il prezzo lo chiede al termine di una lunga serie di domande. Si cerca di sapere prima se tutto corrisponde alle proprie esigenze e poi si nota una certa ansia che testimonia l’interesse e la speranza che il prezzo sia proporzionato alle proprie possibilità o comunque non molto superiore ad esse.

Se qualcuno impara a memoria la “canzoncina” e ti fa le solite domande di routine, potrebbe comunque essere un perditempo o un amico di un concorrente mandato per sapere di più sul tuo cantiere. Ti rendi conto del reale interesse se le domande sono piuttosto inerenti la sfera personale. Ossia l’interesse lo vedi quando una domanda viene effettuata per verificare l’idoneità di una soluzione alle proprie esigenze.

Impara a vedere i segnali del linguaggio del corpo della persona che hai davanti, in particolar modo mani e viso, per capire se chi è venuto a casa tua o presso il tuo cantiere è un tecnico della concorrenza o persino un amico del titolare di un altro cantiere della zona. Ricorda sempre che chi ti sta mentendo eviterà di guardarti negli occhi e tenterà di farlo ad esempio stropicciandoseli spesso.  Oppure potresti notare che fa ripetuti gesti che tendono a coprire la bocca come ad esempio toccarsi di continuo il naso o dare leggeri colpi di tosse coprendo l’azione con il pugno. Certo è che tra aprile e giugno le allergie possono trarre in inganno allora fai tu qualche domanda a questo “visitatore” e se rispondendoti volgerà lo sguardo in basso alla sua destra probabilmente (ma non è detto sia sempre così) starà usando la fantasia per inventare qualche scusa.

Se è un amico di un tuo concorrente, sarà stato scelto tra le persone che non frequentano cantieri, studi tecnici, uffici tecnici comunali o altro… quindi una persona diciamo estranea al mestiere. La riconosci subito perchè non fa domande logiche e, stringi stringi,  vuole sapere solo il prezzo, oppure fa domande che tentano di far sembrare che se ne intenda ma sono buttate lì tanto per dire qualcosa. Insomma ogni dettaglio ti fa sentire che non ha realmente nulla da dirti o da chiederti.

Se è un tecnico, un architetto, un addetto di un cantiere concorrente, tenterà di evitare l’incontro e vorrà sapere solo il prezzo. Se gli dirai che non dai prezzi telefonicamente, ti risponderà che se sarà interessato prenderà un appuntamento. A questo punto tu dovresti chiederti: “E allora cosa mi ha telefonato a fare?” In parole povere non gli hai dato i numeri che voleva sapere e ti ha semplicemente evitato.

Se viene un agente immobiliare ti farà moltissime domande tecniche molto precise, molto più di quelle che ti farebbe una normale persona interessata. E fin qui è tutto più che normale. Il problema nasce quando l’agente immobiliare prende il vizio di non farsi sentire per mesi e, di tanto in tanto, ti chiama dandoti delle false speranze e dicendoti che ha delle persone interessate che non ti farà mai vedere. In realtà non ha alcun possibile acquirente e vuole solo sapere se la casa è ancora in vendita e se per caso hai ceduto per mancanza di pazienza o di possibilità e vuoi vendere sottocosto. Ma a vendere sottocosto sono buoni tutti e se proprio devi farlo, lo puoi fare da solo.

Se è una persona che deve solo farsi gli affari tuoi o perdere tempo, ti fa le domande sulle cose più impensabili ed innaturali. C’è ad esempio chi chiede in un cantiere se la casa verrà dotata di idromassaggio e poi non ha ascoltato nulla di ciò che gli dicevi poco prima e non sa nemmeno se la casa avrà uno o due bagni…

Attenzione ai movimenti strani. Esistono addirittura casi in cui ladri di appartamenti, d’estate, prima delle ferie, fingono di cercare casa e poi te li ritrovi dentro con la scusa di visitare l’appartamento per il possibile acquisto e buttano l’occhio su tutti i punti dove potresti aver nascosto cassaforte o altro. Si appoggiano spesso ai muri, tentano di capire se un cartongesso nasconde uno stanzino. Guardano di più il tuo impianto stereo e il valore dei mobili, piuttosto che le camere o lo spazio dove potrebbe andare un determinato armadio. Insomma noti che della casa a loro poco importa. Ciliegina sulla torta, per farsi fare strada da te e controllare e ricontrollare tutto, ti dicono che l’acquisto per loro non è un problema di denaro ma devono solo vedere se la casa risponde a quello che pensavano… ed in effetti è così, il prezzo non è un problema visto che non devono fare alcun acquisto e devono vedere se la casa risponde alla loro aspettativa… per il furto mentre non ci sei.

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