Ralph DTE

Bringing art into engineering. 1024×768px

Archivi per la categoria 'Aspetti psicologici e comportamenti della società'

I meandri della mente, i nostri comportamenti e gli effetti che ne seguono…

L’evoluzione dell’ignoranza

Scritto da ralph-dte.eu su 8 Febbraio 2010

Per molto tempo l’ignoranza è stata attribuita soprattutto a coloro che hanno terminato gli studi troppo presto o a coloro che non hanno mai avuto modo di affrontare un percorso di studi. In questa fascia si inserivano spesso nonni o bisnonni che ai tempi della guerra avevano ben altri pensieri. Successivamente il termine ignoranza è stato abbinato troppo facilmente (talvolta erroneamente) a persone di generazioni precedenti a quelle attuali solo per questioni di incompatibilità nelle esigenze e nei modi di vedere modificatisi nel tempo.

Oggi invece l’ignoranza ha subìto una forte evoluzione. Sebbene possa sembrare un paradosso, è così. L’ignoranza oggi non è propria solo di coloro che non hanno “studiato” bensì anche di una fetta di laureati…

Mi capita sempre più spesso di parlare con laureati che, una volta acquisito il “pezzo di carta”, credono di sapere tutto… Nessuno deve più insegnar loro nulla. Hanno preso una laurea su una specializzazione ma sono saccenti in tutte le scienze possibili immaginabili. Si caricano da soli e tutto questo per una laurea che oggi prendono tanti, ma proprio tanti giovani.

L’ignoranza non scompare con una laurea; l’ignoranza scompare nelle menti aperte, le menti che sanno immedesimarsi nei panni altrui, le menti imparziali, le menti che valutano ogni cosa obiettivamente, le menti che non smettono mai di studiare, le menti che sanno applicare un metodo di studio, che sanno ricercare nuove fonti alle quali attingere, le menti che evolvono i loro pensieri, che vogliono imparare cose nuove e sanno come farlo, le menti che non sono mai come il giorno prima, le menti che crescono, cercano e offrono nuovi stimoli, le menti che osservano, ascoltano.

Dice Piero Pelù in una canzone fatta con i Litfiba:

“Non è la fame ma è l’ignoranza che uccide…”

 evoluzione-dellignoranza.jpg

Pubblicato in Aspetti psicologici e comportamenti della società, Forse non tutti sanno che/chi è | Nessun commento »

Quoziente di intelligenza

Scritto da ralph-dte.eu su 2 Febbraio 2010

Si può migliorare il Q.I.?

Ecco una splendida risposta che abbiamo scovato su Yahoo Answer.

La faccenda del QI è più complicata di quanto sembri. L’intelligenza non è qualcosa di astratto che si sviluppa (e si misura) nel vuoto e in assoluto. La misuri applicandola: per esempio, alla soluzione di un problema. O al compito di rispondere alle domande di un test.

Ma per capire le domande devi avere delle competenze: per esempio, la conoscenza della lingua in cui le domande sono fatte, e la capacità di leggere. La cosa sembra ovvia ma non lo è. Quando sono stati fatti i primi test di intelligenza, negli USA, agli inizi del secolo scorso,le persone di colore risultavano sistematicamente meno intelligenti degli occidentali. Qualche bello spirito ha pensato bene di usare questa evidenza per sostenere che le persone di colore fossero “biologicamente” da meno. Mica vero! Semplicemente, le persone di colore mediamente erano meno scolarizzate: quindi avevano in misura minore le competenze (in primo luogo linguistiche) necessarie a riuscire bene nei test e, purtroppo, anche in molte altre cose.

Giusto per capirci: prendi Einstein bambino, sbattilo in un orfanotrofio in un paese sottosviluppato e non mandarlo nemmeno in prima elementare. Vedrai che da grande non arriva a scoprire la teoria della relatività, e che nei test sul QI ha risultati peggiori dei tuoi.
Insomma: nasci con un QI potenzialmente alto o basso, ma quel che fai dipende dall’ambiente in cui cresci, dalle opporunità che hai e da quanto ti dai da fare per metterle a frutto.

Si è scoperto da poco che il cervello è plastico fino a tarda età: cioè che può continuare a imparare per tutto il corso della vita. A meno che non ti arrivi la fregatura dell’Alzheimer (demenza precoce).

Certo, col tempo tutti noi perdiamo un sacco di neuroni, ma aumentano le sinapsi, cioè le connessioni tra neuroni, che sono la cosa davvero importante per pensare.
Fra l’altro: in un recente, bell’articolo sul Corsera Edoardo Boncinelli, un neuroscienziato italiano, ha scritto che intelligenza è soprattutto capacità di fare connessioni riprendendo, con questo, le tesi del matematico Poincaré che 100 anni prima (1906, Scienza e metodo) scriveva che creatività è la capacità di creare connessioni nuove e utili tra elementi esistenti.

Insomma: sono la tua competenza linguistica e la tua apertura culturale a renderti intelligente in quanto capace di fare molte connessioni tra le molte cose che sai (hai notato che di qualcuno mica tanto sveglio si dice che “non connette”?) e a darti anche gli strumenti, se lo vorrai e se avrai la fortuna di incontrare qualche buon maestro, per migliorare in matematica o negli scacchi.

connetti.jpg

Fonti:

Un paio di buoni testi divulgativi:
E. Boncinelli, Il cervello, la mente e l’anima -Mondadori
A. Oliverio, L’arte di pensare -Rizzoli
e poi, se non l’hai ancora letto:
Don Milano-Scuola di Barbiana -Lettera a una professoressa

Pubblicato in Aspetti psicologici e comportamenti della società, Forse non tutti sanno che/chi è | Nessun commento »

Troppi argomenti insieme? Chi l’ha detto?

Scritto da ralph-dte.eu su 25 Gennaio 2010

Un blog che propone molti temi non è necessariamente confusionario

E’ capitato che qualcuno ponesse alla mia attenzione il fatto che su questo blog vi sono  “molti temi” e che non ci sono legami tra tali temi. Per fortuna su quasi 40.000 lettori solo in 2 hanno avanzato una simile ipotesi. Forse abbiamo anticipato un metodo e quando il sistema sarà diffuso saremo stati tra i primi a sperimentarlo ma… guardate di seguito questo curioso esempio reale e affermato più che mai.

Ecco un esempio che vi sorprenderà

Si tratta di un corso di formazione per istruttori di guida sicura eppure pochi penserebbero che tra le materie da studiare per superare il corso vi siano:

  • Elementi basici di matematica
  • Elementi basici di fisica
  • Elementi basici di chimica e sicurezza nei trasporti
  • Elementi di teoria del traffico e segnaletica
  • Psicologia nel traffico e percezione
  • Eziologia degli incidenti stradali

Guarda un pò, anche in un corso per diventare istruttori di guida sicura troviamo la “matematica“, la “fisica“, addirittura la “chimica” e persino la “psicologia“. Alcuni penseranno: “Solo per un corso di guida?” Sì, solo per un corso di guida.

Per chi volesse verificare con i propri occhi ecco il link.

Questo cosa vuol dire?

Coniugare più temi fa parte di un metodo che, contrariamente a quanto ho affermato all’inizio, non è poi così innovativo. E’ un metodo che viene utilizzato da scuole, università, corsi professionali con lo scopo di “integrare” tra loro temi per una preparazione complessiva soddisfacente.

Quello che di innovativo c’è in questo blog è il tipo di temi messi in relazione tra loro, il modo in cui vengono messi in relazione tra loro e la logica del progetto… Avremo modo di parlarne meglio :D

fondere-piu-cose_ralph-dte.jpg

Pubblicato in Aspetti psicologici e comportamenti della società, Forse non tutti sanno che/chi è | Nessun commento »

Hai mai pensato che ci sono altri punti di vista?

Scritto da ralph-dte.eu su 24 Gennaio 2010

Ultimamente ho ricercato tramite servizi come Google Maps, Google Heart, Live search, Pagine Gialle, ecc., dei quartieri che ho frequentato quando ero piccolo; i miei amici incuriositi hanno fatto lo stesso.

Ebbene la curiosità sta nel fatto che a tutti e tre è successa la stessa cosa. Osservando le strade dall’alto, tramite le foto fatte dai satelliti, tutto ci è sembrato differente. Ci immaginavamo che le strade sulle quali siamo cresciuti fossero di forma e grandezza differente, credevamo che si raccordassero alle strade intorno in un’altra maniera. Ci è sembrato di guardare per la prima volta le strade sulle quali in realtà siamo cresciuti e sulle quali avremmo giurato di sapere tutto.

Invece, guardando da un’altra prospettiva, “tutto” ci è apparso diverso da come lo avremmo immaginato. Se qualcuno ce lo avesse detto a stento gli avremmo creduto. Nel migliore dei casi avremmo lasciato un margine di scetticismo sicuri del nostro punto di vista.

Ti è mai capitato di pensare che forse anche solo una cosa della quale sei sicuro non è come tu pensi?

hai-mai-pensato-che-ci-sono-altri-punti-di_vista.JPG

Pubblicato in Aspetti psicologici e comportamenti della società | Nessun commento »

Pubblicità e cellulari. Quando il troppo è davvero troppo.

Scritto da ralph-dte.eu su 10 Gennaio 2010

In seguito alle ossessionanti insistenze da parte delle compagnie telefoniche (delle quali possedevo due schede) che volevano a tutti costi vendermi “pacchetti”, “promozioni”, “tariffe” e quant’altro da me assolutamente non richiesto, mi sono promesso di non ricaricare più il telefono cellulare per un anno. Come è andata a finire?

Ci sono riuscito. Per tutto il 2009 non ho mai (nemmeno una volta) ricaricato il telefono.

Quali vantaggi ho avuto?

  • Ho avuto molto più denaro disponibile da spendere in “libri e software, cinema e hobby”.
  • Sono stato lontano dalle radiazioni del cellulare che una volta avevo sempre con me.
  • Non mi sono subìto non so quanti messaggi pubblicitari che non ho richiesto.
  • Mi sono sentito libero. Molto più libero.
  • Se pensate che non abbia avuto contatti con il mondo sappiate che il telefono fisso lo uso regolarmente, inoltre esiste Skype, Messenger, la posta elettronica…
  • Chiunque avesse bisogno di contattarmi in orari strani lo poteva fare ugualmente dato che potevo ricevere.
  • Ho dovuto chiamare i pompieri una volta ed è stato ovviamente possibile anche  con telefono senza credito.
  • Negli orari in cui non sono a casa, sto facendo altro e, senza cellulare, non vengo disturbato. Quando ci sono, mi trovi a casa. Quando non ci sono mi sento libero.

Quali svantaggi?

 Ancora non ne ho trovati.

Il cellulare è un’utilità, non un obbligo. Deve stare al mio servizio, non io al suo. Tu sai prendere in mano il tuo portafogli e spendere quello che puoi per le cose che realmente vuoi? :D

mica-vivi-per-il-cellulare.jpg

Pubblicato in Aspetti psicologici e comportamenti della società | Nessun commento »

Quello spot che rimbomba nella testa

Scritto da ralph-dte.eu su 8 Gennaio 2010

Uno studio pubblicato sul British Journal of Psychology svela il mistero dei “bachi dell’orecchio”.  Avete presente i jingle delle pubblicità martellanti o le canzoni estive del momento? I tentativi di cancellarli fanno ottenere l’effetto opposto. I ricercatori suggeriscono di distrarsi in quanto più si cerca di scansare dalla mente questi spot o musiche echeggianti e più queste hanno la meglio. Sembra strano ma di fronte al ritornello “non riesco a cacciarlo via dalla testa” la tecnica migliore è allora quella di arrendersi, di assoggettarsi alla melodia che suona e risuona compulsivamente nel nostro cervello fino ad arrivare a schiarirsi la gola e iniziare a cantarla davvero. La versione reale, nella maggior parte dei casi, sarà talmente repellente da scacciare il disco interno che si era incantato.

Inutile dire che guardare meno la televisione fa sicuramente bene come fa bene togliere il volume durante gli eccessi di pubblicità. Io aggiungo che l’unico modo che ho trovato per “vincere” su questi ritornelli martellanti è quello di avere nella mente un repertorio molto più vasto di jingle e canzoni possibilmente non associate a spot pubblicitari o, quantomeno, non a spot attuali. Inoltre quando si studia e si conosce il metodo adottato dalle pubblicità per penetrarvi, automaticamente il meccanismo decade… non funziona più.

spot_pubblicita_jingle_martellanti_come_uscirne.jpg

Pubblicato in Aspetti psicologici e comportamenti della società | Nessun commento »

Gli italiani sanno pensare, gli americani sanno fare…

Scritto da ralph-dte.eu su 28 Dicembre 2009

Un ostacolo tutto italiano

Mi ha colpito un’intervista fatta ad alcuni italiani che attualmente vivono in America. Si tratta di persone che hanno percepito che in Italia si parla molto ma, stringi stringi, si conclude poco; così qualche anno fa hanno detto: “Basta, lascio l’Italia”. Molti di voi diranno che non è una novità. E’ vero. La curiosità di questo articolo risiede nei tre interessanti esempi cho ho ascoltato in questa intervista.

Il primo dei ragazzi intervistati è andato in America per studiare recitazione. Per mantenersi fa il cameriere. In America il lavoro del cameriere è molto ben retribuito e gli permette di pagarsi l’affitto della casa in cui vive con la ragazza e gli studi di recitazione. Il giovane afferma molto schiettamente che quando ha provato a fare lo stesso in Italia è rimasto deluso dalle scarse possibilità di successo.

Nell’intervista successiva i protagonisti sono due ragazzi italiani che lavorano l’uno come regista, l’altro come produttore cinematografico. Ebbene in Italia, raccontano, è facile fare promesse a dei giovani ma, se non hai conoscenze, non vai da nessuna parte. Continuano dicendo che in America invece se sei scaltro, sei in grado di rintracciare il numero di telefono del luogo di lavoro di un regista affermato. Costui non ti evita come accade solitamente in Italia e, se non ha bisogno di te, ti offre un elenco di altri studi dove il tuo “lavoro creativo” potrebbe essere “molto utile”. Dicono questi ragazzi: “E’ molto più facile riuscire a parlare con Dustin Hoffman in America piuttosto che con una velina in Italia”.

Infine un uomo, stufo dei continui impedimenti presenti in Italia ogni qualvolta ti vengono idee brillanti da mettere a “frutto” decide di tentare la sorte in America. Lui ribadisce che l‘italiano sa pensare… Ma l’americano “fa”, conclude ed è pratico. L’abbinamento delle due cose è una carta davvero vincente che dopo anni di fatiche a lavorare per gli altri gli ha permesso di aprire il suo primo ristorante dove la “Pizza” gli ha fruttato un enorme successo.

ostacolo-italiano_quando-lavorare-allestero-conviene.jpg

Molti giovani di talento artistico e imprenditoriale si sono messi in gioco, hanno rischiato e sono andati all’estero (non solo in America ovviamente). Altrettanti giovani rischiano ancor di più restando a “casa”.

Come mai?

Troppo abituati a stare sotto il tetto “familiare” vivono come una grande paura l’apprendere una nuova lingua, una nuova cultura, andare lontano dove non sai come farai per cavartela fin dal giorno in cui arrivi… Non sai dove andrai ad abitare, con chi, non sai se troverai un lavoro per mantenerti, non sai da chi andare, ti manca un appoggio, una compagnia, un aiutohai il timore di sentirti perso/a. Più che comprensibile. Ma se a partire foste già in due, sarebbe diverso vero?! Se faceste questo famoso “viaggio” la prima volta come turisti? Se vi informaste tramite esperienze di persone fidate abituate a viaggiare? Se immaginaste la cosa come una “soluzione temporanea”, di prova? Io un pensierino ce lo farei…

Guarda l’intervista

tratta dalla trasmissione “IL TESTIMONE” che va in onda su MTV. Link alla puntata.

Pubblicato in Aspetti psicologici e comportamenti della società, Forse non tutti sanno che/chi è | Nessun commento »

Schumacher alla Brawn Mercedes?

Scritto da ralph-dte.eu su 22 Dicembre 2009

L’indole dei piloti

Notizia ufficiale del 23 Dicembre: Schumacher confermato alla Brawn Mercedes per 3 anni.

Solitamente non affrontiamo discorsi relativi al mercato piloti. Sono informazioni che fanno parte del mondo di appositi giornali e blog e non hanno molto a che vedere con la “tecnica”; tuttavia ci terrei a sottolineare alcuni aspetti di carattere psicologico che possono sfuggire a chi non si immedesima in un pilota o a chi non sogna di esserlo.

E’ importante rendersi conto che un pilota, di qualunque rango esso sia, sogna in primis una sola cosa:  “Correre“. L’istinto che ne consegue in modo adiacente è quello della “vittoria“, ma non voglio dilungarmi fuori tema.

Quando si è bambini e si desidera più di ogni altra cosa un “kart” si afferma che ci basterebbe anche solo poterci giocare in un’area privata nei pressi del condominio dove si abita (magari davanti alla porta del garage) promettendo ogni garanzia e massima fedeltà ai genitori… :) Invece, nonostante i buoni intenti, le mire cambiano subito. Si inizia a desiderare una pista, avversari da sfidare, si cerca ogni possibilità per mettersi alla prova, ogni situazione possibile per incrementare la propria abilità… si ambisce sempre a qualcosa di più come è nella “natura umana“.

Così, nonostante la lunga storia con un’amata scuderia, ci si può ritrovare “nuovamente” a desiderare qualcosa di più, a desiderare nuove sfide, voler mettersi nuovamente in gioco, voler sfidare sé stessi e gli altri, mettersi alla prova. Un pilota vive di questo e non lo fa “mai” con cattiveria.

A volte si lascia una scuderia ed i motivi possono essere davvero tanti (ma la verità di cosa ci si dice seduti a quei “tavoli” la sanno davvero in pochi). Probabilmente, nel caso di Schumacher, il desiderio di lavorare con Ross Brown è diretta conseguenza di un grande legame tra i due, un “amore” che ha portato tante vittorie… Non escludo che se Brown fosse ancora in Ferrari, Schumacher non sarebbe tornato definitivamente in Ferrari finché il suo organismo avrebbe retto la lunghezza di un gran premio e di un campionato.

Non ci vedo malizia, non ci vedo cattiveria, non ci vedo “interessi economici” (non in questo caso), ci vedo solo un pilota che desidera la velocità più di ogni altra cosa e che trova ciò che cerca in Ross Brawn.

auto-in-movimento-scatto-in-movimento.jpg

Pubblicato in Aspetti psicologici e comportamenti della società, Mondo motori | 2 Commenti »

Le aspettative dei giovani

Scritto da ralph-dte.eu su 17 Dicembre 2009

Da ragazzi a pesci il percorso è breve

Avete presente quelle immagini nei documentari dove si vedono una molteplicità di pesci muoversi insieme in una direzione e poi, al primo pericolo, cambiare direzione tutti insieme?

Ecco noi giovani siamo più o meno così. Da un pò di anni vi è il fenomeno dell’università di massa. Se i compagni di classe decidono di andare all’università, in molti casi anche a noi sorge il dubbio e ci buttiamo a seguire gli amici. Il bello è che magari, di quello che andiamo a studiare, non ce ne importa nulla. Oltretutto si fa pure parecchia fatica. L’obiettivo è quello di un pezzo di carta per non essere da meno degli altri e, cosa peggiore, la credenza che così si faranno un mucchio di soldi*. Fino a circa 10 anni fa il fenomeno era esattamente inverso. Si vedevamo più spesso i nostri compagni di classe** lasciare gli studi alle superiori per andare a “fare il mestiere”. L’idea stimolava anche altri che aspettavano lo spunto giusto da seguire o che nutrivano incertezze o che pensavano che il mestiere rendesse loro di più.

In sostanza seguiamo poco quello che ci piace realmente fare e seguiamo molto quello che sceglie di fare la collettività. Quasi fosse una garanzia. Come a dire che se lo fanno gli altri…

Ma cosa ne sa la massa delle vostre necessità? Credete veramente che con tutta la gente che ad esempio si iscrive ad ingegneria, gli stipendi poi saranno di chissà quanto? Un ingegnere che non ha particolari competenze, capacità, conoscenze, non guadagna molto di più di una persona che fa un normale mestiere senza alcun titolo di studio… anzi  in molti casi  guadagna anche meno (o non si trova proprio lavoro).

Le persone con più “carattere” sono, come in tutte le specialità, una minoranza. Sono quelli che vanno a fare il falegname dopo aver frequentato l’istituto tecnico perchè amano stare davanti ad una fresa, un tornio, un materiale da lavorare. Sono quelli che, nonostante la classe sia dedita all’abbandonare gli studi quanto prima, si iscrivono anche da soli ad una facolta che realmente li appassiona.

Non è classificabile come scelta corretta l’andare all’Università dopo il 5° superiore o la scelta del mestiere subito. E’ classificabile come scelta corretta quella che regala a voi il maggior piacere personale (possibilità permettendo ovviamente).

Mi fa davvero una brutta impressione vedere interi gruppi di persone studiare all’università contro voglia cose che letteralmente non gli interessano pensando che con quel pezzo di carta poi…

Dopo quel “poi” invece cosa c’è? Spesso delusione e ramarrico per non aver preso altre strade al momento giusto. Ma vai a saperlo prima. E’ difficile prendere decisioni in particolar modo da giovani; ecco perchè una nazione come l’Italia dovrebbe utilizzare di più il suo tempo per seguire e sostenere i giovani piuttosto che perdersi in una moltitudine di idiozie oggi capeggiate dal gossip e tutte le  intramontabili sciocchezze ad esso legate e per le quali letteralmente si “sprecano” enormi energie.

Io ho scoperto interessanti spunti sulle cose che mi appassionano di più relativamente tardi e, cosa più assurda, non grazie alla scuola e nemmeno all’università; le ho scoperte grazie ad amici stretti ma anche ad amici che in principio ritenevo addirittura antipatici ed insopportabili. Eppure mi davano gli input giusti. Ma mi chiedo, e perdonatemi il termine: “E se non avessi avuto CU_O?”

Siate forti delle vostre scelte, dovete contare solo su voi stessi e su chi vi sta vicino.

come-i-pesci.jpg

Link: puoi leggere anche l’articolo sul sondaggio condotto da “Trendence” sugli studenti.

*Testimonianze reali raccolte durante i miei studi presso l’Università.
**Testimonianze reali raccolte durante gli studi all’Istituto tecnico.

Pubblicato in Aspetti psicologici e comportamenti della società, Forse non tutti sanno che/chi è | Nessun commento »

 

Bad Behavior has blocked 75 access attempts in the last 7 days.

Chiudi
Invia e-mail