Scritto da ralph-dte.eu il 16 Dicembre 2011
Mi chiedo in buona fede se ci sia una reale convenienza ad inserire in uno spot oggetti più belli, o comunque più affascinanti, sorprendenti, curiosi, rispetto all’oggetto sponsorizzato. Chi guarda la pubblicità, ad esempio a tavola, potrebbe rimanere colpito ed interloquire con i commensali perdendo il seguito dello spot e magari ignorando l’oggetto della promozione. Certo è che prima o poi rivedrà lo spot, ma potrebbe attendere di vederlo solo per osservare ciò che lo ha colpito perdendo l’attenzione su quello che tale spot voleva realmente mostrare.

Le biciclette dello spot BlackBerry
Condividi
Pubblicato in Critica Pubblicitaria | Nessun commento »
Scritto da ralph-dte.eu il 16 Novembre 2011
Simpatici, spontanei, oserei dire… genuini. Una coppia improbabile per uno spot pubblicitario: lei un po’ imbarazzata, alle prime armi in un mondo molto differente dal suo, è allo stesso tempo divertita, partecipe e concentrata nel capire come muoversi sul set; lui, forte di una consolidata esperienza artistica è abile nel mettere la Pellegrini a suo agio aggiungendo quel pizzico di pepe che ci vuole per ravvivare la scena ed allentare la tensione. Il risultato è uno spot sobrio, divertente, poco costruito e forse, proprio per quest’ultimo motivo, più piacevole. Il primo dettaglio che mi ha affascinato è stato l’assenza dei soliti ed obsoleti sorrisi di plastica: i due si divertono realmente nel girare lo spot insieme e questo traspare assieme alla stima reciproca. Ottima la colonna sonora (Moves like jagger - Maroon 5 featuring Christina Aguilera). Utilizza i link di seguito per vedere due versioni differenti dello stesso spot:
http://www.youtube.com/watch?v=AMvotAe9_JQ
http://www.youtube.com/watch?v=SydtwcUDetU
Attenzione. Dare un giudizio sulla pubblicità non significa dare un giudizio sul prodotto in essa mostrato. Si tratta di due prodotti che devono essere valutati distintamente. Evitare quindi commenti sui prodotti oggetto dello spot.

Pellegrini: “A me piacciono gli sportivi!” Rossi: “Me ne so’ accorto!!!”
Condividi
Pubblicato in Critica Pubblicitaria | Nessun commento »
Scritto da ralph-dte.eu il 26 Giugno 2011
In questi giorni mi sono trovato a sfogliare più cataloghi di utensileria e attrezzature professionali per officine e laboratori di meccanica di precisione. Come di consueto, al termine di ogni catalogo, si trova una moltitudine di gadgets e merchandising: cappellini, magliette, polo, giacconi, portachiavi, giubbini, ombrelli, camicie, occhiali, marsupi, zaini, gilet, valigie, pantaloni, penne, orologi, buste e contenitori, calcolatrici, oggetti e attrezzature per andare al mare o in montagna, modellini di automobili e, nei cataloghi di prodotti offerti da sportive case automobilistiche, persino giacconi in pelle e capi di abbigliemento pregiati. Ognuno di questi prodotti è provvisto del logo aziendale e di eventuali slogan pubblicitari in bella evidenza.
Come ben sapete lo scopo di questi prodotti è quello di conquistare gli appassionati del marchio i quali, dotandosene, provvedereanno poi, spesso senza rendersene conto, a far pubblicità ai prodotti sponsorizzati. Vi potrebbe capitare quindi di indossare il cappellino del vostro prodotto preferito, comunicare a chi vi sta intorno che gradite il prodotto (dato che lo indossate volontariamente e con orgoglio), che secondo voi è valido e meritevole di attenzione e, cosa curiosa, il tutto avendo pagato un prezzo doppio, talvolta persino triplo, rispetto al suo valore di mercato.
Quindi, la cosa curiosa del merchandising è che, in taluni casi, un cliente arriva a pagare un oggetto “promozionale” il doppio o il triplo del suo valore nonostante stia effettuando una pubblicità molto utile a chi quell’oggetto glie lo ha venduto. Non pare anche a voi che ci sia un’anomalia in questo?

Un bellissimo giubbino in pelle proposto da una sportiva e affascinante casa automobilistica tra gli oggetti del suo “store”. Il giubbino in realtà aveva dei loghi che abbiamo rimosso digitalmente per imparzialità. Il prezzo di questo prodotto supera i mille Euro ma in commercio è frequente trovare prodotti analoghi per qualità dei materiali e delle finiture a prezzi inferiori del 50%.
Condividi
Pubblicato in Critica Pubblicitaria | 4 Commenti »
Scritto da ralph-dte.eu il 25 Marzo 2011
Entra nelle case con garbo, non fa rumore, si muove lentamente, educatamente… Ti accompagna sempre con la stessa melodia rilassante che non trapana le orecchie e non rovina il tuo riposo a tavola. E’ la pubblicità del Fernet Branca, uno spot di qualità, ragionato e con un pregio importante: sebbene venga trasmesso raramente, ti ricordi facilmente sia del prodotto che della melodia leggera che accompagna lo spot. Un traguardo irraggiungibile per molte altre pubblicità

Soprattutto…
Condividi
Pubblicato in Critica Pubblicitaria | Nessun commento »
Scritto da ralph-dte.eu il 11 Marzo 2011
Quanti siti, blog e forum che raccontano un prodotto visto dagli occhi dei suoi estimatori avete incontrato nel web? Tanti, tantissimi. Nella stragrande maggioranza dei casi tali siti non sono voluti espressamente dai produttori del bene di cui si parla. Questo significa che l’orgoglio legato ad un prodotto amato, desiderato o posseduto, può portare al punto di dedicare parte del proprio tempo giornaliero a raccontarlo e pubblicizzarlo spesso involontariamente. Se poi l’orgoglio viene ferito da uno o più visitatori che esprimono un giudizio negativo circa l’esperienza maturata con esso o anche solo circa un’impressione avuta nel leggerne la descrizione… ecco allora che l’autostima può andare alle stelle e, l’elevata considerazione che l’individuo ha di sé, può indurre ad iperbolizzare, esasperare, esagerare, esaltare le qualità di un prodotto indipendentemente dal fatto che questo le meriti o meno. In tal caso l’autostima genera quindi una accanita campagna pubblicitaria gratuita che porta benefici solo ad un soggetto. Tale soggetto non è né l’autore del sito/forum/blog, né il visitatore polemico… non è difficile immaginare chi sia.
Vari studi hanno dimostrato che l’autostima si mantiene costante ed è difficile modificarla anche se le prove oggettive smentiscono la concezione soggettiva che uno ha di sé. Dal punto di vista psicoanalitico, l’autostima è strettamente legata al narcisismo.

Tra i principali prodotti pubblicizzati involontariamente: auto e moto, prodotti di
elettronica e informatica, sistemi operativi, beni di consumo…
Condividi
Pubblicato in Critica Pubblicitaria, Imprenditoria, microeconomia, marketing, branding | Nessun commento »
Scritto da ralph-dte.eu il 19 Febbraio 2011
Dal Bullet-time all’animazione 3D più sfrenata, ecco come gli spot stanno cambiando orientandosi verso nuovi fronti prima inimmaginabili. Grazie alle tecniche cinematografiche utilizzate nei film più famosi ed ora fruibili persino agli amatori del video professionale, la fantasia ha nuovi confini da esplorare e infinite possibilità di realizzare idee, sogni, pensieri nuovi. Nel recente ed affascinante spot della Ford un ammirabile compositing ci lascia immaginare l’impossibile: un uomo realizza il suo veicolo preferito con il solo uso delle dita le quali dirigono l’opera direttamente. Nessuna interfaccia tra l’uomo e la macchina. L’uomo pensa, le dita si muovono, la macchina nasce come lui la immagina. Diretto, fantasioso, impossibile. La pubblicità è stata realizzata componendo i movimenti dell’uomo (realizzati in uno studio attrezzato per il chroma key) su un’animazione di un modello 3D che fa largo uso di alcune delle tecniche utilizzate anche nel film Transformers.

Diverso il concetto, ma altrettanto gradevole e nuovo, dello spot Campari: una scena di un aperitivo anzi, per l’esattezza, un istante protratto nel tempo e visto in ogni dettaglio a 360 gradi grazie alla tecnica del “Bullet time” utilizzata per la prima volta nel film Matrix. Tale tecnica, in soldoni, prevede l’impiego di decine di fotocamere poste intorno alla scena ad intervalli calcolati. Lo stesso istante viene ripreso da decine di angolazioni e poi montato insieme in sequenza. In tal modo la scena, pur non evolvendosi ed essendo anzi perfettamente ferma, viene enfatizzata e, con notevole impatto, risaltata in ogni dettaglio. Le fotocamere poi vengono rimosse in post produzione dalla scena digitalmente. Inoltre tramite la tecnica denominata “tracking” è possibile inserire nella scena oggetti aggiuntivi che si muoveranno come se fossero realmente presenti. Un esempio è rappresentato dalle scritte inserite nello spazio tridimensionale dello spot e, probabilmente, anche dal bicchiere (riportato nell’immagine sotto) il quale molto difficilmente potrebbe trovarsi nel punto desiderato al momento desiderato.

Anche per questa tecnica si può fare largo uso del chroma key oppure, semplicemente, si può adibire uno specifico set come mostrato nelle immagini in basso. Per entrambi gli spot sono state utilizzate tecniche le quali, sebbene già utilizzate in altre situazioni, sono state proposte in chiave decisamente nuova ed originale secondo il mio modesto parere.

Attenzione. Dare un giudizio sulla pubblicità non significa dare un giudizio sul prodotto in essa mostrato. Si tratta di due prodotti che devono essere valutati distintamente. Evitare quindi commenti sui prodotti oggetto dello spot. Copyright. Il diritto d’autore delle ultime due immagini nelle quali è presente Kate Moss appartiene a ShowStudio.com
Condividi
Pubblicato in Critica Pubblicitaria | Nessun commento »
Scritto da ralph-dte.eu il 1 Febbraio 2011
Molto curiosa e intelligente la pubblicità di un recente SUV proposto sul mercato a basso costo. L’intelligenza dello spot sta nel fatto che tramite una battuta si sottolinea un comportamento “modaiolo” e ignorante frequente al giorno d’oggi. La battuta in questione è quella che segue quando una giovane coppia, dopo essere rimasta soddisfatta della prova del SUV, ne chiede il prezzo e nel sentire un prezzo imprevedibilmente basso rimane stupita e sconcertata affermando: “Noi vogliamo spendere molto di più!“
Questa pubblicità è davvero strategica e prende in giro un comportamento discutibile più che attuale il quale prevede il vantarsi di aver fatto acquisti costosi. Se ad esempio oggi si spendono migliaia d’Euro per un prodotto di indubbia qualità ma analoga ad un altro proposto a cifre molto minori, non si considera il fatto di non essere informati su quanto si sta acquistando, bensì si tende ad enfatizzare il fatto di poter dire di aver speso tanto. Quasi come se questo ci rendesse più importanti, più belli…
Provenendo da studi in Ingegneria personalmente tendo a fare l’esatto opposto. Tendo ad andare oltre l’aspetto ed il fascino delle cose ed a valutare come sono fatte dentro. Risulta quindi importante capire i meccanismi ed il funzionamento delle cose prima di poter stabilire se quanto si sta pagando è davvero ragionevole. Precisato questo non bisogna quindi dimenticarsi delle riflessioni che abbiamo fatto nell’apposito articolo: Compro il prodotto più economico o il più costoso?

Ed ella disse: “Noi vogliamo spendere molto di più!”
Condividi
Pubblicato in Critica Pubblicitaria | 6 Commenti »
Scritto da ralph-dte.eu il 2 Agosto 2010
Compralo anche tu!
Sarebbe questa la giustificazione di diversi spot che promuovono prodotti di vario genere. Quindi, se lo comprano tutti, perchè tu non lo compri? Dai, cosa aspetti? Vuoi rischiare di essere diverso dagli altri?
Diceva la mia maestra e chissà quante altre maestre: “Se il tuo amico ti dice di buttarti dalla finestra tu ti butti?” Un prodotto dovrebbe essere promosso e fatto conoscere per le sue peculiarità, perchè è valido, perchè risponde alle aspettative del cliente… non perchè qualcuno dice che lo comprano tutti. Quando si parla di “tutti” e non del prodotto, molto probabilmente c’è poco da dire circa il prodotto stesso…

Condividi
Pubblicato in Critica Pubblicitaria | Nessun commento »
Scritto da ralph-dte.eu il 10 Luglio 2010
Avete presente lo spot Barilla* e la voce fuori campo di Mina che offre perle di saggezza sulla vita, sulla famiglia e sugli amici? Avete presente quella sorta di aritmia che adotta nel parlare? Ebbene quel modo insolito di parlare facendo una pausa nel momento in cui proprio non te lo aspetteresti e andando leggermente più veloce nel momento in cui tu invece prenderesti fiato, potrebbe essere la carta vincente per uno spot. Perchè?
Generalmente questi spot vanno in onda in modo più massiccio durante le ore dei pasti, orario in cui, vuoi per la stanchezza, vuoi perchè devi tornare a lavoro dopo poco, la televisione la tieni accesa più per compagnia che per ascoltarla realmente. Questo lo sa bene chi realizza le pubblicità. Durante il pranzo o la cena il cervello, seppur distratto, avverte un qualcosa di insolito, avverte questa sorta di aritmia alla quale non è abituato e subito le rivolge la sua attenzione. Effettivamente gli spot corrono uno dietro l’altro in modo martellante e noi ci abituiamo a non sentirli più; così come percepiamo qualcosa di diverso subito ripristiniamo l’attenzione mancante e lo spot fa il suo egregio lavoro. Chissà se questo dettaglio è voluto o se si tratta di una pura casualità legata all’interpretazione strettamente personale di Mina? Certo è che funziona

*L’aritmia alla quale mi riferisco è particolarmente evidente sullo spot Barilla che tratta il tema dell’amicizia e che sta andando in onda nei mesi di Giugno/Luglio 2010.
Condividi
Pubblicato in Critica Pubblicitaria | Nessun commento »