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Piccole Grandi Curiosità di cui poco si parla intorno a te…

Salubrità degli ambienti domestici e di lavoro: i numeri ed i dati che non ti aspetteresti

Scritto da ralph-dte.eu il 4 Aprile 2012

Rubrica: Sindrome dell’edificio malato

Titolo o argomento: Le insidie che si nascondono negli ambienti di tutti i giorni

Segue dall’articolo:
Sindrome dell’edificio malato - Sick building syndrome

Lo sai che le infiltrazioni e le muffe presenti negli ambienti domestici e di lavoro causano rinite allergica, congiuntivite, asma bronchiale, alveolite allergica? Lo sai che il 30% degli edifici lavorativi hanno seri problemi di aerazione? Lo sai che un “edificio malato” causa tosse secca, vertigini e nausee, irritazioni di occhi, naso e gola, secchezza della pelle e prurito, difficoltà di concentrazione, esagerata sensibilità a certi odori, facile affaticabilità e cefalee? Lo sai che la qualità dell’aria, la luce, la temperatura e la qualità in generale degli ambienti, e la loro ergonomia, hanno un impatto non indifferente sulla tua salute? Lo sai che i cittadini occidentali trascorrono il 90% del tempo all’interno di strutture costruite dall’uomo?

La qualità dell’aria dipende dalla vetustà dell’edificio, dalle finiture, dalle colle e dagli impregnanti utilizzati per i mobili, dagli elettrodomestici, dall’aerazione e, persino, dai prodotti della combustione di una candela che brucia. L’aria presente in casa e negli ambienti di lavoro, può contenere polveri (che a loro volta contengono batteri e virus), gas radon, pesticidi, composti organici volatili (VOC) come la formaldeide, idrocarburi aromatici (PAH). Persino all’interno di un automobile troviamo formaldeide, polveri ed idrocarburi aromatici.

La formaldeide è un legante e viene impiegata principalmente per la produzione di polimeri e altri composti chimici. Può anche essere impiegata come vernice collante di pannelli in legno truciolato o pannelli, e interni in generale, dei veicoli (automobili, autobus, veicoli commerciali, industriali, ecc.), trova anche applicazioni per la realizzazione di pannelli fonoassorbenti dei controsoffitti, nei divisori degli uffici open space, ecc. La formaldeide tende a volatilizzarsi nell’ambiente circostante e conferisce quell’odore caratteristico di nuovo che, spesso, piace ma che, sempre, è dannoso. La persistenza del fenomeno si aggira intorno ai 2 anni. Chi cambia frequentemente auto corre maggiori rischi per la propria salute ed il consiglio, per ridurre al minimo i problemi, è quello di effettuare l’acquisto in periodi primaverili/estivi e lasciare il veicolo sotto il sole (specie nelle ore di punta) con tutti i finestrini aperti abitualmente per diverse settimane. Solo quando l’odore di nuovo sarà scomparso, il veicolo potrà ritenersi più sicuro. Stesso dicasi per chi lavora in ambienti sigillati (per la presenza di un impianto di condizionamento) a stretto contatto con i pannelli di finiture e divisori.

Il gas radon è un gas radioattivo, inodore e incolore che si forma dal decadimento dell’uranio tellurico. Esso può essere contenuto nei materiali da costruzione o provenire da rocce o porfidi (contenenti uranio) presenti nelle finiture della costruzione o nel sottosuolo della costruzione stessa. Generalmente entra in casa da crepe presenti nelle fondamenta. Il radon genera composti che si trasmettono con la polvere e che attaccano i polmoni generando tumori.

Lo sai che la tua salute è direttamente collegata alla qualità costruttiva di edifici residenziali, di lavoro e persino della tua automobile? Ora sì. La casa e l’automobile sono investimenti che condizionano la vita, pretendi la qualità vera tangibile e cerca di adottare autonomamente soluzioni che minimizzano o annullano problemi della tipologia di quelli citati.

Link correlati

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Sindrome dell’edificio malato - Dalle polveri alle muffe passando per…

Fonte:
Conferenza tenuta dal Dott. Nicola Fiotti
Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Trieste
Note, osservazioni e rielaborazione dati:
a cura dell’autore del blog

Concentrazione radon in Italia

Image’s copyright: ISPESL - Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro
Nell’immagine è indicata l’unità di misura Bq (Becquerel), si tratta dell’unità di misura del
Sistema internazionale dell’attività di un radionuclide: un Becquerel equivale ad una
disintegrazione al secondo, in questo caso indica il decadimento al secondo del gas radon.

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Gente disarmata

Scritto da ralph-dte.eu il 20 Febbraio 2012

Se non sai fare è difficile costruire, ottenere, raggiungere. Per saper fare devi aver la possibilità di studiare e di imparare. Se non vieni formato non hai niente di utile da conoscere, approfondire. Se non conosci non hai i mezzi per risolvere i problemi giornalieri. Risultato: hai sempre bisogno di qualcuno che risolva i problemi per te. Ma ognuno li risolve come meglio crede. La risoluzione che ti potrebbe essere fornita, quindi, potrebbe essere in conflitto con quello che tu avresti fatto se solo avessi avuto modo di conoscere, studiare… Si ma studiare cosa?

Tutto parte da quello che sai fare, o puoi/vuoi imparare a fare, e da quello che la tua testa riesce a concepire. Per questo per le menti più teoriche è molto utile fare indigestione di ricerca e sviluppo, mentre per le menti pratiche è altrettanto importante fare un pieno di formazione e competenze. Per altri ancora sono importanti entrambe le cose; senza questi strumenti si è disarmati e si è costretti a vivere passivamente una o più situazioni.

Molto frequentemente si imputa l’insufficiente preparazione di un individuo al fatto che non abbia avuto voglia di studiare/fare. Purtroppo però ci sono fenomeni che contraddicono le normali credenze. Poco tempo fa, ad esempio, ho chiesto, presso la mia Università, di poter utilizzare un laboratorio al fine di saldare delle parti. Ovviamente conosco diverse persone che sono particolarmente abili in questo, ma avevo piacere di imparare cose nuove cercando nell’Università un riferimento che consideravo più che solido. Ebbene la risposta è stata negativa in quanto il professore al quale ho chiesto informazioni mi ha risposto che per fare “simili cose” occorre che l’Università faccia un’apposita assicurazione e questo non è possibile. «Simili cose?» Avevo solo bisogno di fare qualche saldatura assistito da personale esperto. La risposta finale è stata semplicemente il suggerirmi di fare un corso a pagamento…

Un’Università così mi sembra un po’ limitata e la definizione che vede gli studenti come dei clienti inizia a sembrarmi razionale. Ricordo con piacere quando all’Istituto Tecnico i laboratori ce li facevano utilizzare in lungo e largo, sempre assistiti da personale esperto ovviamente. In quel caso succedeva persino il contrario, uno studente che mostrasse il desiderio di tornare a scuola il pomeriggio per utilizzare delle macchine utensili, degli strumenti o comunque dei laboratori, era tanto ben visto quanto raro. In tali casi preside e vice preside elargivano serenamente permessi su permessi in concomitanza con le possibilità di professori e assistenti di laboratorio. Oggi invece, tutto si basa sulle proprie capacità e la propria “autonomia nel fare”. Senza… siamo semplicemente disarmati.

Che senso ha non sfruttare al massimo i laboratori delle scuole e delle università?

Il termine “disarmato” non viene utilizzato facendo riferimento al
campo semantico delle armi offensive bensì a quello del “fare”,
es.: armarsi di buone intenzioni, di voglia di fare…

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La fuga dei cervelli dall’Italia: l’esempio di Guglielmo Marconi.

Scritto da ralph-dte.eu il 19 Gennaio 2012

Rubrica: Metodi. Alternative al mondo abituale.

Titolo o argomento: Un importante esempio di fuga di cervelli analizzato brevemente nelle sue fasi salienti

Il percorso di studi

Guglielmo Marconi non ama studiare materie che possono comportare una perdita di tempo per le sue ricerche. Non segue un ordinario corso di studi (comprensivo di greco, latino, filosofia) ma, grazie ad una madre dalla mente aperta, riesce ad ottenere lezioni private per approfondire le sue conoscenze in materie come ad esempio le scienze matematiche e la fisica.

I riconoscimenti

Arriva a dedicare fino a 16 ore al giorno ai suoi esperimenti ed alle sue ricerche. Nonostante non abbia un vero titolo di studio, riesce ad ottenere il Premio Nobel per la Fisica (è il primo italiano ad ottenerlo). Questo ovviamente non significa che non si debba studiare e si debba sperare che la storia si ripeta, significa semplicemente che bisogna dedicarsi con estrema dedizione ai propri progetti.

La concretezza

Brevetta le sue idee (venendo tra l’altro da una famiglia decisamente benestante), ma non solo. Studia, ricerca e produce da solo tutto quello che la sua brulicante mente gli suggerisce. Quando mostra le sue idee, non si limita a raccontarle, le realizza concretamente ed è in grado di dimostrare dal vivo come esse funzionino e di quali ritocchi o miglioramenti necessitino.

I rischi e le difficoltà

Per anni non riesce a vendere nemmeno un suo prodotto. Del resto, su questo blog l’ho scritto tante volte, se fosse così facile avere successo in una o più imprese (soprattutto nella prima), tutti sarebbero arrivati e tutti farebbero ciò che dovrebbe loro portare una fortuna. Questo per ricordarvi che se la vostra idea fatica a decollare o ad essere compresa o a portare guadagni (anche che si tratti di una accogliente trattoria tipica del luogo) non dovette mollare subito perchè qualche “limitato” vi dice: “Hai visto? Non ti sta rendendo niente! Stai perdendo tempo!”. Il rischio per Marconi è sempre molto elevato eppure si mette in gioco perchè sa che le sue idee funzionano, l’ha dimostrato più volte, e sa che può migliorarle e varcare nuovi confini. Non si basa su fantasie, le sue teorie, quelle che fino a quel momento nessuno ha nemmeno immaginato, sono concrete.

Il successo all’estero

In Italia, neanche a dirlo, non riscuote successo e non viene capito. Nessuno investe su di lui. Arrivano persino a dire che una palla di cannone arriva più lontano di un suo segnale radio. Ma la madre di Guglielmo è inglese e questo fattore lo ispira ad esportare le sue idee nella sua seconda patria dove otterrà i primi clamorosi successi. Insomma una storia sistematica per l’Italia dalla quale la fuga dei migliori cervelli è, dopo oltre un secolo, ancora all’ordine del giorno.

I conflitti

La vita di Marconi, un’inarrestabile produzione di successi e passaggi fondamentali della storia, incappa nei più antichi e dannosi fenomeni del mondo: l’invidia e l’interesse. Le aziende di comunicazione del momento, basate su filo, invece di assorbire le idee di Marconi collaborando assieme, invece di arricchire la loro ricerca, i loro strumenti, il loro potenziale, il loro futuro, decidono di sporcare l’immagine di Guglielmo annunciando in ogni angolo del mondo che il risultato dell’esperimento di comunicazione wire-less atttraverso l’Oceano Atlantico, è fallito. Ovviamente non si tratta della verità. Guglielmo era visto come un pericolo e le aziende, già allora, temevano i cambiamenti.

La dedizione per il cambiamento

Quando ormai Guglielmo Marconi, superate notevoli difficoltà, ha ottenuto tutto, decide di compiere l’ennesimo passo inusuale e folle per i più. Riprende i suoi studi sulle onde corte accantonando quelli sulle onde lunghe che gli hanno portato successo e fama mondiale. Tutti lo ritengono un matto e sostengono che le onde corte non hanno utilità alcuna nella comunicazione. Un nuovo rischio, una nuova impresa, nuovi investimenti e Guglielmo riesce ad ottenere comunicazioni migliori a metà prezzo da offrire al mondo intero. Studi e risorse che oggi, come non mai, sono alla base delle attuali comunicazioni da un semplice modem wire-less, fino ai satelliti più sofisticati che esplorano l’universo.

Conclusioni

Non c’è una regola esatta da seguire, non c’è un libretto di istruzioni per avere successo. La maggior parte dei tentativi sono vani e sono poche, pochissime le persone la cui fama tecnica echeggia nel mondo, tuttavia, se credi in qualcosa e se questo qualcosa funziona e lo puoi dimostrare, vai fino in fondo.

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Incrementa la tua velocità di lettura

Scritto da ralph-dte.eu il 10 Gennaio 2012

Si stima che se leggi ad alta voce, leggi circa 200 parole al minuto. Non è possibile leggere più velocemente ad alta voce comprendendo allo stesso tempo il testo. Se invece leggiamo un libro normalmente, curiosamente, si presenta lo stesso fenomeno della lettura ad alta voce. In sostanza si segue un tempo che è analogo a quello della lettura ad alta voce, un po’ come se il tempo di lettura ci fosse dato da una voce presente nella mente la quale ci chiede di scandire ogni singola parola.

In realtà è possibile leggere a velocità decisamente superiori comprendendo perfettamente il testo. Il raggiungimento di questo obiettivo però si ottiene, neanche a dirlo, con l’allenamento (ostacolo fisso dei pigri). Un valido strumento di allenamento lo potete trovare ad esempio su spreeder.com, un sito web che vi permette di inserire, in una apposita casella, i vostri testi digitali provenienti da pagine web o da file pdf tanto per intenderci.

Incrementare la velocità di lettura vi permette di leggere i testi non più parola per parola, bensì frase per frase. Questo esercizio, oltre a permettervi di studiare in tempi più brevi, mantiene il cervello ben allenato e giovane, stimola la vostra memoria e vi rende mentalmente frizzanti.

Per evitare che possiate incappare nell’errore di muovere velocemente gli occhi saltando delle parole, spreeder.com vi permette di inserire il testo desiderato in un’apposita casella dotata di comandi analoghi a quelli di un riproduttore video. Il vostro testo comparirà così con ordine, rapidamente, parola per parola. Raggiungere poi l’obiettivo di lettura “frase per frase” sarà possibile leggendo libri puntando un dito sul testo e muovendolo con velocità via via crescente man mano che ci si abitua. L’occhio è un ottimo strumento di inseguimento. Seguire il dito vi evita di saltare le parole risparmiando inutili perdite di tempo.

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Visita spreeder.com per iniziare ad incrementare la tua velocità di lettura

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Quanto costa davvero quello che compri?

Scritto da ralph-dte.eu il 7 Gennaio 2012

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Pensi di aver risparmiato ma forse non è così…

Crisi o non crisi abbiamo tutti la necessità di affrontare le spese per l’acquisto di beni di uso quotidiano e, meno frequentemente, per l’acquisto di beni utili a svolgere particolari funzioni: l’automobile, un computer portatile, uno strumento di lavoro, una lampada, un accessorio per la cucina, un lettore dvd, un deumidificatore, un ricambio o qualunque altra cosa vi occorra.

Solitamente (ma non sempre per fortuna) vedo le persone affrontare queste spese con la stessa ottica, ovvero cercando il prezzo più basso. Alle volte si tenta di trovare il prodotto, ritenuto qualitativamente più valido, in qualche disperata offerta sottocosto o in una particolare situazione di sconto legata a condizioni o finanziamenti. Altre volte ci si orienta direttamente verso prodotti che si sa… sono un po’ più modesti ma, accidenti, costano meno! Ed è qui che si può incappare nell’errore classico di chi crede di aver risparmiato e invece non riesce nella sua mesta impresa.

Ammettiamo che Pierino e Mariolino abbiano bisogno entrambi di un computer portatile. Ammettiamo che Pierino ne acquisti uno a 500 Euro e che Mariolino ne acquisti uno che, a parità di caratteristiche, costa 700 Euro. Ovviamente la condizione necessaria da sottolineare è che il prezzo dei due prodotti sia “realmente” lo specchio della qualità degli stessi. Cioè il computer che ha un prezzo maggiore non deve averlo per questioni ingiustificate di marchi, mode, strategie di mercato, copertura di costose campagne pubblicitarie, altro.

Ora, se il computer di Pierino ha una durata di 2 anni mentre quello di Mariolino ha una durata di 5 anni, senza dubbio Pierino avrà risparmiato nell’istante in cui ha compiuto l’acquisto ma, in realtà, sarà Mariolino che avrà speso meno.  Il computer di Pierino infatti sarà costato 0,68 Euro al giorno mentre il computer di Mariolino, nonostante il prezzo iniziale più alto, sarà costato solo 0,38 Euro al giorno. Ovvero l’arco di tempo durante il quale i due soggetti avranno beneficiato della possibilità di utilizzare il loro prodotto sarà nettamente diverso e la spesa giornaliera sarà stata di gran lunga inferiore per Mariolino.

E’ importante che un consumatore consideri non solo il prezzo iniziale di acquisto, ma anche la durata che avrà il bene acquistato. Per quanto tempo il bene funzionerà? Ma non solo. Per quanto tempo funzionerà correttamente? Per quanto tempo funzionerà senza creare noie, senza obbligare a ricorrere ad assistenze tecniche, ricambi, perdite di tempo, arrabbiature?

Sebbene il detto “Chi più spende, meno spende” non sia più applicabile al giorno d’oggi per via della multitudine di beghe che si nascondono dietro a sconti, promozioni, prodotti difettosi, marchi luccicanti, mode, stock di prodotti scadenti o difettosi destinati a particolari promozioni, prodotti a transito bloccato nei magazzini (ovvero prodotti che hanno sostato a lungo nei magazzini, hanno subito urti, danneggiamenti degli imballi, umidità), confusione dei consumatori… sebbene non si possano ignorare tali insidie, il detto mantiene pur sempre un fondo di verità che si chiama: ammortamento.

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Rapporto prezzo autonomia degli attuali veicoli elettrici circolanti

Scritto da ralph-dte.eu il 22 Dicembre 2011

Sfogliando il catalogo di un rivenditore italiano di veicoli elettrici ho potuto osservare come i prezzi siano eccessivi oltre ogni ragione e come, un curioso rapporto tra il prezzo di acquisto del veicolo e la sua autonomia, sia altrettanto sorprendente ed offra risultati che ad una prima analisi non ci aspetteremmo. In sostanza non è importante valutare solo quanto costi il veicolo elettrico ma anche la relazione che intercorre tra quello che pago ed i chilometri che, potenzialmente, potrò percorrere consecutivamente prima di effettuare una nuova ricarica (autonomia). Attenzione, il dato non va confuso con il costo per chilometro di utilizzo del mezzo il quale ovviamente fa riferimento al solo costo del carburante utilizzato (in questo caso l’elettricità della rete domestica o della colonnina fotovoltaica). Si tratta altresì di capire quanto paghi una potenzialità del veicolo. Dei principali veicoli elettrici, già disponibili per l’acquisto, di seguito andiamo quindi ad riportare:

Modello | Prezzo| Autonomia | Velocità Max | Rapporto prezzo/autonomia (Euro/kma*)

Citroen C ZERO | 36.260 Euro | 150 km | 130 km/h | 242 Euro/kma

Fiat Panda elettrica | 24.000 Euro | 120 km | 85 km/h | 200 Euro/kma

Fiat 500 elettrica | 47.977 Euro | 145 km | 115 km/h | 331 Euro/kma

Fiat Fiorino Combi LC | 37.814 Euro | 70 km | 75 km/h | 540 Euro/kma

Fiat Fiorino Combi HC-Li(S) | 50.202 Euro | 100 km | 115 km/h | 502 Euro/kma

Fiat Fiorino Combi HC-Li(L) | 58.338 Euro | 140 km | 115 km/h | 417 Euro/kma

Iveco Daily Combi Li(S) | 66.800 Euro | 45 km | 50 km/h | 1485 Euro/kma

Iveco Daily Combi Li(XL) | 82.300 Euro | 85 km | 50 km/h | 90 km/h | 968 Euro/kma

Fiat Ducato Combi Li(XS) | 86.933 Euro | 80 km | 90 km/h | 1087 Euro/kma

Fiat Ducato Combi Li(S) | 95.767 Euro | 105 km | 90 km/h | 912 Euro/kma

Fiat Ducato Combi Li(L) | 105.301 Euro | 130 km | 90 km/h | 810 Euro/kma

Fiat Ducato Combi Li(XL) | 114.675 Euro | 155 km | 90 km/h | 740 Euro/kma

Renault Fluence ZE | 27.200 | 185 km | 135 km/h | n.d.**

Renault Kango ZE 2p | 26.620 Euro |  170 km | 130 km/h | n.d.**

Renault Twizy | 8490 Euro | 100 km | 80 km/h |  n.d. **

Tesla Roadster*** | 86.500 Euro | 360 km | 210 km/h | 240 Euro/kma

Conclusioni

Dai dati emerge come tra i mezzi elettrici (in questo articolo abbiamo considerato solo quelli di dimensioni superiori alle mini-car), al momento, la Panda sia la più economica come spesa di acquisto. Stiamo parlando comunque di ben 24.000 Euro per un veicolo con prestazioni da scooter. Anche per quanto riguarda la relazione tra costo di acquisto su chilometro di autonomia, la spunta la Panda la quale, all’acquisto, ti costa 200 Euro per ogni chilometro potenziale di autonomia. A sorpresa una vettura come la Tesla Roadster, nota per le prestazioni brillanti da vera sportiva, ha un costo di soli 240 Euro per ogni chilometro potenziale di autonomia; il tutto però con un costo d’acquisto a dir poco esorbitante ed ammortizzato solo da una notevole autonomia. Le avreste mai immaginate così vicine, in una simile lista, la Panda e la Tesla Roadster? L’autonomia minore è attribuita stranamente ad un furgone da lavoro che di spazio per le batterie ne avrebbe… mentre l’autonomia maggiore (sembra un controsenso) va proprio alla Tesla Roadster che di spazio a disposizione ne ha poco. Il prezzo d’acquisto più alto lo si riscontra, impensabilmente, nel Ducato Fiat  Li(XL) che arriva a costare ben 114.675 Euro. Sembra evidente che i canoni dell’automotive elettrico siano ancora da stabilire.

Analizziamo gli asterischi con caratteri grandi una volta tanto

*La misura Euro/kma indica il costo di acquisto su chilometro di autonomia. Un po’ come dire: “Quanto mi fanno pagare l’autonomia di questo veicolo, le potenzialità che ha?”

**(Fluence) Il valore Euro/kma non è riportabile perchè dopo l’acquisto è necessario pagare un canone di noleggio batterie pari a 984 Euro all’anno. Un po’ come se continuaste a mettere la benzina a prezzo caro dato che si va a pagare la corrente di ricarica (non tutti hanno una propria colonnina di ricarica nel giardino di casa e, se anche fosse, dovrebbero considerare l’ammortamento dell’impianto) più il canone di 82 Euro al mese. Tale canone inoltre può essere soggetto ad un aumento.

** (Kango) Il valore Euro/kma non è riportabile in quanto dopo l’acquisto è necessario pagare un canone di noleggio batterie pari a 1089 Euro all’anno, ovvero circa 91 Euro al mese. Per i dettagli vedi il punto precedente.

** (Twizy) Il valore Euro/kma non è riportabile in quanto dopo l’acquisto è necessario pagare un canone di noleggio batterie pari a 600 Euro all’anno, ovvero circa 50 Euro al mese. Per i dettagli vedi i punti precedenti. Twizy è un quadriciclo.

*** La Tesla include nel prezzo il primo cambio batterie dopo 10 anni. 20 anni senza problemi di batterie. Eventuali difetti vengono riparati in garanzia in questo arco temporale.

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Image’s copyright: diariomotor.com

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A capodanno… conto alla rovescia con il debito pubblico

Scritto da ralph-dte.eu il 21 Dicembre 2011

Mi chiedo se questo capodanno faremo il solito conto alla rovescia “10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1″, oppure se conteremo quanto manca a 2.000 miliardi di Euro di debito pubblico.

Vedi il valore aggiornato del debito pubblico italiano al seguente link:
http://brunoleoni.it/debito.htm

Trova inoltre interessanti e semplici spiegazioni al seguente link:
http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=0000002279

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Puoi vedere il valore reale, aggiornato ogni 3 secondi circa, al seguente link
http://brunoleoni.it/debito.htm

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Il lavoro oggi: domanda e offerta

Scritto da ralph-dte.eu il 21 Novembre 2011

Una delle più grandi contraddizioni proprie dell’Italia è che l’enorme mole di disoccupazione si pone dinanzi a numerose aziende che non trovano il personale di cui necessitano. Si potrebbe semplicemente pensare che sia sufficiente indirizzare parte dei disoccupati verso tali aziende ed il gioco sia fatto. In realtà le cose non sono proprio così. Le aziende che offrono lavoro cercano personale che, per gli high skill, abbia effettuato precisi percorsi di studio (presso la scuola superiore o presso le Università) e che, per le professioni più pratiche, siano formati e/o specializzati come si deve.

Questo significa che ancora in Italia vi è una grave carenza nel creare il giusto connubio tra il mondo dello studio e quello del lavoro. Significa che una volta terminati gli studi i giovani sono spesso abbandonati a sé stessi. Sia la scuola superiore (specie gli indirizzi tecnici e professionali), sia le Università, dovrebbero invece preparare in modo “pratico” gli studenti con corsi mirati di diversi mesi che possano far acquisire competenze e sicurezza in sé stessi. Ad esempio in paesi come la Germania, la Svizzera, la Finlandia, la Norvegia, la Svezia, non solo gli studenti vengono avviati al lavoro tramite corsi formativi che arrivano fino a tre anni ma, durante tali corsi, ricevono una retribuzione e, al termine sostengono esami che gli garantiscono l’assunzione o la ripetizione di un anno di formazione. Le aziende sono molto attente a questi ragazzi e più essi stimolano il loro talento, si impegnano, studiano, fanno esperienza e si danno da fare, e più c’è interesse per loro. Insomma più sei bravo e più possibilità hai. Se lo desideri vedi anche l’articolo: Ci sono un italiano, uno svizzero ed un tedesco…

Per quanto riguarda gli high skill, risulta difficile reperire: farmacisti, sviluppatori di software, infermieri, progettisti meccanici, e metalmeccanici. Tra le professioni più pratiche pare sia molto complicato trovare: addetti alla reception, operatori di mensa, carpentieri, adetti alle macchine utensili (tornitori, tecnici CNC, saldatori esperti), autisti di pullman, posatori di pavimenti, muratori esperti, posatori di coperture tetti, idraulici, parrucchieri, falegnami (intesi anche come piccoli artigiani che producono arredamenti e soluzioni in legno su misura in quantità non industriale), panettieri, meccanici, fabbri. Ovviamente per tutti questi mestieri vi è richiesta solo qualora il candidato sia formato ed abbia un’esperienza affatto trascurabile… e questo, come già detto all’inizio dell’articolo, ci pone davanti ad una contraddizione dato che la formazione post-studio non è ancora impiantata nel tessuto formativo italiano.

Ovvio che se sono bravo nel posare pavimenti ed ho una mia ditta dove realizzo un determinato fatturato, sicuro non chiudo baracca e burattini per essere assunto da un’azienda che mi pagherà sicuramente molto meno. Pertanto per tale lavoro andrebbe bene un ragazzo fresco di istituto tecnico ad esempio, ma lui cosa ne saprebbe di posa in opera di pavimenti? Il posto rimane quindi libero. Il disoccupato anche.

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Image’s copyright: CoffeeNews.it

 

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Attenzione ai contratti di certi spazi pubblicitari

Scritto da ralph-dte.eu il 22 Agosto 2011

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: I suggerimenti per evitare problemi con i contratti di “certe” forme di pubblicità

Potresti aver necessità di pubblicizzare la tua ditta/azienda/altro, indipendentemente dalla scelta del tipo di pubblicità e di chi te la fornirà, ecco di seguito importanti ed utili accorgimenti a cui prestare attenzione per evitare conseguenze indesiderate. Ricorda che grazie ad internet oggi si trovano tantissimi siti, forum, blog con reclami e racconti inerenti i più svariati generi di “comportamenti anomali”. Ti è sufficiente digitare ad esempio la parola “truffa” seguita dal nome di chi ritieni stia avendo un comportamento poco professionale nei tuoi confronti.

Attenzione a…

1. Quando chiami l’agente di zona sappi che potrebbe tendere a volerti vendere molto più (pacchetti, offerte, soluzioni) di quanto tu realmente abbia bisogno. Potrebbe tentare di rimbambirti (nel vero senso della parola) di chiacchiere e soluzioni a suo avviso eccezionali e, sottolineerà, ormai oltremodo economiche. Così economiche che è da stupidi non provarle almeno un anno. Ed è qui che si può cadere…

2. Quando firmi l’ordine di acquisto del tuo pacchetto pubblicitario sappi che il venditore potrebbe usare la classica scusa della fretta. Potrebbe dirti che il foglio dell’ordine che stai firmando (che non sempre è il contratto, attenzione) è lo stesso che ti ha fatto vedere la volta scorsa quando ti ha illustrato tutte le soluzioni che potrebbero interessarti. Potrebbe dirti che ha la macchina parcheggiata male e che potrebbe rischiare una multa per causa tua. Potrebbe dirti che ha un altro importante appuntamento con un grosso cliente. Potrebbe dirti che deve correre a scuola a prendere i figli che potrebbe non avere mai avuto dato che tu non lo conosci e può raccontarti quello che vuole. Ricorda che, indipendentemente da quello che potrebbe inventarsi, lo farà allo scopo di far sembrare una “tua colpa” un suo possibile problema “se non firmi subito il foglio che ti ha messo sotto gli occhi”. Mentre stai per andare a firmare e ti accingi a leggere le righe piccole e scomode, potrebbe tentare di distrarti parlandoti d’altro. Magari di cose che a te interessano molto o che ti lusingano. Questo può farti sbagliare e farti firmare sulla casella “contratto biennale” anziché su “contratto annuale” come tu avevi intenzione di fare per una semplice prova. Oppure potrebbe farti firmare su “contratto annuale con tacito rinnovo” anziché sul semplice “contratto annuale”. In questo frangente la distrazione ad opera dell’agente è fondamentale in quanto può riuscire a farti firmare dove lui tiene il dito, piuttosto che dove tu vuoi leggere… Lo scopo potrebbe essere quello di farti firmare, senza che tu te ne accorga, una soluzione che si rinnovi automaticamente o che non si possa disdire se non con largo anticipo. Tu però non lo sai e, ovviamente, non riuscirai a mandare la disdetta in tempo. Ecco dove potrebbe risiedere “la truffa a norma di legge”. Con un abile trucchetto c’è la tua firma su qualcosa che non hai chiesto. Non sapendolo non farai alcuna disdetta e, quando ti arriveranno nuovi bollettini da pagare (magari con tariffa maggiorata) non potrai disdire nulla e non vincerai alcuna causa legale.

3. Una volta firmato l’ordine potresti accorgerti che il contratto vero e proprio non arriva mai. Potresti accorgerti che anche chiamando ripetutamente l’ufficio del tuo agente, costui trova ogni volta una scusa per ritardare la spedizione o la consegna a mano del tuo contratto. Questo giochetto serve a farti superare i limiti di tempo necessari per poter effettuare una disdetta nel caso tu ti accorga che ti è stato fatto un contratto biennale anziché annuale come avevi chiesto. Potresti venire a sapere questa verità tramite una segretaria che, per sbaglio, mandandoti il bollettino di pagamento della tua pubblicità, ti dice che il tuo contratto prevede tot rate in più perchè è biennale (magari 8 rate anziché 4). La cosa ti sembrerà strana, chiamerai, chiederai informazioni e la segretaria prenderà “una bella strigliata” perchè ti avrà detto erroneamente qualcosa che doveva tacere.

4. Quando firmi l’ordine stai attento/a a quanti fogli firmi. Non sempre più fogli sono più copie dello stesso ordine. Talvolta il venditore, per distrazione o perchè fa il finto tonto, ti aggiunge servizi che lui giura aver capito fossero di tuo interesse. Insomma potresti stare firmando più ordini con spese maggiori di quelle messe in conto. Inoltre, ognuno di questi ordini potrebbe essere biennale o con tacito rinnovo mentre tu avevi chiesto solo un anno di prova. Se l’agente ti mette fretta con abili scuse, tu digli che non hai fretta e che può ritornare quando avrà tempo. Se presso il tuo luogo di lavoro siete in due o tre, metti tu una persona a rimbambire l’agente, potrai così leggere con calma quello che veramente stai firmando e firmare nelle caselle giuste.

5. Quando disdici sappi che potresti trovare sul retro dell’ordine una voce che dice che sono sufficienti ad esempio 3 mesi di anticipo (rispetto alla fine dell’anno) per disdire i servizi che non ti interessano per il prossimo anno. Tuttavia, sul contratto che non ti è mai arrivato, potrebbe esserci scritto che occorre invece almeno 1 anno e 1 giorno. Per sapere la verità devi avere sotto mano sia le copie dell’ordine che le copie del contratto. Ricorda di fare sempre un’approfondita ricerca su internet scrivendo il termine “truffa” seguito dal nome dell’azienda che ritieni stia tenendo un comportamento ambiguo nei tuoi confronti. Rivolgiti inoltre ad un avvocato. Non tentare di far da solo in quanto una telefonata o un fax, fatti da te, non avranno effetto alcuno sulla risoluzione del problema. Non otterrai risposte ed il tempo utile per effettuare la disdetta correttamente potrebbe essere superato irreversibilmente.

6. Quando invii finalmente la disdetta (scritta dall’avvocato dopo avergli consegnato il contratto ed il foglio/i di ordine) sappi che non è sufficiente mandarla in una raccomandata con ricevuta di ritorno. Questo perchè in più casi è stato affermato dal destinatario (che continuava a mantenere un atteggiamento poco professionale) che la busta è arrivata “vuota”. In questo modo la tua disdetta, anche se effettuata in tempo, non ha validità e i furbi prendono tempo per farti andare oltre i limiti temporali. Limiti che impediscono la disdetta del contratto stesso per un altro anno/biennio. La disdetta deve essere scritta su un “plico” e timbrata quindi dalle poste senza busta per evitare questa situazione fraudolenta. Ma non solo! Sarebbe meglio che la richiesta di disdetta fosse scritta da un avvocato che ha preso visione sia del contratto (copia/e completa/e fronte/retro) che dell’ordine firmato quando hai richiesto il tuo servizio pubbliciatrio annuale/biennale. Inoltre, la lettera scritta dall’avvocato, assicurati di spedirla tu. L’avvocato la scrive, tu la spedisci. La ricevuta di ritorno deve arrivare a casa tua.

7. Una volta che ti sei cautelato ed hai risolto la situazione perchè hai disdetto nel modo corretto (chi ti ha offerto il servizio legalmente non può più far nulla) potresti ricevere, dopo qualche settimana, una telefonata dove vieni avvisato che la conversazione verrà registrata (addirittura!) e nella quale ti verranno poste delle domande dalle quali è possibile ottenere una nuova conferma per riavviare il contratto il quale, con notevole fatica, hai disdetto. Tutto questo nonostante tu abbia manifestato la tua volontà a non rinnovare, mandando per tempo la disdetta. A questo comportamento rispondi attaccando la cornetta ed evitando di pronunciare parola alcuna.

Conclusioni

Se vuoi un consiglio sulla pubblicità per la tua ditta/azienda/altro, non chiederlo solo a chi la vende, chiedi anche ad un tuo collega, amico, parente o a chi ritieni possa avere delle informazioni serie e dei validi consigli al riguardo. Da che mondo e mondo il passaparola rimane la forma di pubblicità più valida e attendibile. La stragrande maggioranza di aziende che offrono spazi pubblicitari sono costituite da personale decisamente serio e professionale. Tuttavia ho ritenuto opportuno mettere a disposizione dei suggerimenti, tratti da una mia reale esperienza negativa, in modo tale che possano esservi utili per prevenire spiacevoli situazioni.

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