Ralph DTE

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Piccole Grandi Curiosità di cui poco si parla intorno a te…

Logica matematica, imprenditoria e lavoro.

Scritto da ralph-dte.eu su 7 Luglio 2010

Se io affermo: “Alle volte sono sempre invincibile” commetto un errore di logica e questo perchè o sono invincibile sempre oppure lo sono a volte. Se io invece attribuisco alla voce “a volte” un insieme di definizione ovvero specifico una situazione, un intervallo, un range entro il quale è valida la voce  “sempre invincibile”, non commetterò più un errore di logica nell’affermare che in quelle date volte sono sempre invincibile. Ad esempio se affermo: “Le volte in cui gioco a calcetto sull’erba sintetica vinco sempre” ho definito il perchè mi considero sempre invincibile ma allo stesso tempo solo alle volte. Ho posto quindi una condizione. Meglio ancora sarebbe affermare: “Quando gioco a calcetto sull’erba sintetica vinco sempre mentre quando gioco sul campetto sotto casa pieno di buche non vinco quasi mai”.

Questo banale esempio è un esempio piuttosto chiaro di cosa sia la logica matematica. Sebbene sia abbondantemente evitata dalla maggior parte degli studenti, risulta invece assai importante per allenare la mente soprattutto quando si combatte con lavori eseguiti in modo troppo meccanico e ripetitivo. Spesso nell’imprenditoria si seguono troppo degli schemi abituali e si è poco allenati ad utilizzare la mente per “ragionare”. Allenare la mente studiando la matematica non solo migliora le prestazioni sul lavoro e durante lo studio, ma stimola la creatività ed aiuta a risolvere i problemi in modo decisamente più rapido ed efficiente. In imprenditoria spesso si lavora su affermazioni che non sono logiche con il risultato che ci si ritrova davanti ad ostacoli insormontabili. Se si fosse più abituati a “ragionare” sarebbe possibile prevedere le successive mosse ed i successivi risultati ottenibili prendendo una determinata direzione proprio come quando si gioca a scacchi o si risolve il cubo di Rubik. :D

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Impossibile risolvere il cubo di Rubik se non si prevedono a mente diverse mosse successive a quella che si sta per operare.

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Le dimensioni della ricchezza

Scritto da ralph-dte.eu su 5 Luglio 2010

Se vogliamo rappresentare una retta ci è sufficiente una dimensione, ma se vogliamo rappresentare una superficie necessitiamo di due dimensioni e se vogliamo rappresentare un solido abbiamo bisogno di tre dimensioni. Scontato direte voi. Come le rette, gli spazi e i solidi hanno bisogno delle loro opportune dimensioni per essere rappresentati, così la ricchezza ha più di una dimensione.

Ognuno di noi può collocare la ricchezza in una diversa dimensione. La massa, ad esempio, vede la ricchezza esclusivamente come la disponibilità di enormi capitali. Tanto più denaro si ha, tanto più si è ricchi. Una dimensione più completa vede invece la ricchezza come la capacità di un uomo di saper fare, inventare, evolvere, creare e, cosa più importante, adattarsi.

Per quanto possa sembrare un concetto molto astratto, ecco che con un semplice esempio tutto diventa più chiaro:

“Chi è più ricco tra un individuo che dispone di elevati capitali ammucchiati da una parte, conservati con molta preoccupazione e difesi con ogni mezzo possibile, una persona che se perde tali capitali perde la sua sensazione di sicurezza ed un secondo individuo che studia, ha esperienza, sa fare, sa creare, sa risolvere problemi, affrontare situazioni, evolversi con la società, adattarsi alle necessità che cambiano, provvedere autonomamente alla maggior parte delle cose di cui ha bisogno e mettere a disposizione degli altri le sue conoscenze?”

Certo la battaglia per questa risposta è dura. Non si può negare che il secondo individuo se disponesse di maggiori capitali potrebbe fare molte, molte più cose e creare molte più situazioni, occasioni… Ma non si può nemmeno negare che il primo individuo, al primo errore o al primo collasso economico delle realtà che ha intorno, diventi un poveretto che potrebbe non saper fare nulla e che non ha alcuna chance di sopravvivenza. -Nel film “Un povero ricco”, Renato Pozzetto interpretava una persona afflitta dalla paura di diventare povera. Alla fine questo personaggio decide di simulare la povertà per vedere se sa cavarsela… Nella sua comicità il film ha una morale decisamente istruttiva.-

Conosco un ragazzo che con circa 2.000 euro ha acquistato degli attrezzi per lavorare il legno. Con un investimento così basso oggi vende e stravende i suoi prodotti in legno e questo è solo uno dei tanti lavori che sa fare. Conosco anche un’altra persona che non ha fatto altro che ammucchiare il suo denaro e che dopo tanti anni, se qualcuno dovesse portarglielo via, non saprebbe fare niente di niente. Sicuri che la ricchezza sia solo nel denaro? O anche nelle capacità di sapersela cavare?

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Il denaro “dà” ricchezza, l’artigiano è un esempio “di” ricchezza

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Calo di zuccheri davanti al computer?

Scritto da ralph-dte.eu su 16 Giugno 2010

Attenti ai luoghi comuni

Solitamente quando si sta troppo tempo davanti al pc e si accusa stanchezza si afferma la solita frase fatta: “Ah, ho un calo di zuccheri”.

Ebbene, questa frase è letteralmente inesatta anzi, del tutto scorretta. A quanto pare la sensazione di stanchezza è prettamente legata allo stress che il computer imprime al nostro organismo. Tale stress ha un effetto piuttosto incisivo sui consumi di magnesio e potassio del nostro corpo. Il magnesio ed il potassio sono tra i più importanti sali minerali di cui l’organismo ha bisogno per l’equilibrio idrosalino delle cellule. Un equilibrio che, per quanto strano possa sembrare, viene alterato dalle luci al neon che retroilluminano i monitor lcd.

Pertanto oltre ai soliti consigli che riguardano le pause di almeno venti minuti ogni ora di utlizzo del pc e la corretta illuminazione dell’ambiente in cui si usa il computer stesso (vedi il nostro articolo specifico), è bene osservare una dieta ricca di sali minerali e integrarli giornalmente attraverso la giusta alimentazione.

Ricordiamo che:

Il calcio si trova in: latte  e suoi derivati (latticini, yogurt, formaggi), pesce in scatola (salmone, sardine), ortaggi a foglia verde;
Il magnesio si trova in: frutta secca, soia, cacao;
Il sodio si trova in: sale da tavola (cloruro di sodio), alcuni tipi di alghe marine commestibili, olive, latte, e spinaci;
Il potassio si trova in: legumi, patate, pomodori, banane;
Il cloro si trova in: sale da tavola;
Lo zolfo si trova in: carne, uova, legumi;
Il ferro si trova in: carni rosse, verdure a foglia verde, pesce (tonno, salmone), uova, frutta secca, fagioli, cereali;
Il fosforo si trova in: latte e pesce.

Ah dimenticavo! Assumere snack, merendine e dolciumi quando si accusa stanchezza nell’utilizzo del pc non solo non vi aiuta a reintegrare sali minerali ma vi causa una situazione di iperglicemia ossia di eccesso di zuccheri che alla lunga può portare al diabete. Se proprio non sai cosa mangiare è sempre bene mangiare un frutto o dei semplici crackers… cosa che tra l’altro vale anche dopo aver compiuto degli sforzi fisici che nulla hanno a che vedere con il pc. :)

consumo_sali_minerali_al_computer.jpg

Note: se desiderate aggiornarci in merito, se siete qualificati e se state studiando gli effetti dello stress causato dall’uso eccessivo del computer, potete contattarci alla mail: ralph.dte@gmail.com per fornirci ulteriori informazioni e consigli.

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Il lato umano delle corse: Rossi e il motomondiale

Scritto da ralph-dte.eu su 7 Giugno 2010

Tutto ciò di cui “l’informazione” non sta parlando.

gamba_valentino_rossi_incidente_motomondiale.jpgSono rimasto sorpreso dalla superficialità con cui in questi giorni si è parlato delle vicende legate a Valentino Rossi. A dire il vero si è parlato largamente di quanto gli sta accadendo: dalle gravi minacce sino all’incidente che per ora ha compromesso il suo campionato. La cosa che più mi meraviglia è che i principali siti che informano su questi temi hanno solo parlato della gamba, della placca con quattro viti, del pilota che sostituirà Valentino in questo periodo di riposo, se Valentino potrebbe ancora vincere o meno, il mercato dei piloti… Insomma la solita pappa superficiale che a mio avviso fa una notizia blanda, anonima e che presto dimenticheranno tutti.

Il vero problema da analizzare è quello che vi pongo di seguito. Valentino Rossi ha ricevuto gravi minacce. Minacce che lo hanno ferito dentro. Che lo hanno percosso. Che lo hanno distratto. E’ un campione e non ci sono dubbi ma è anche un uomo e come tale ha anche dei sentimenti. Sono sicuro del fatto che sia rimasto molto male per la vicenda minacce. Se hai carattere come lui, ti fai uno spuntino delle critiche dei tifosi di altri piloti e/o squadre e diventi ancora più forte. Ma a tutto c’è un limite. Vorrei vedere voi come vivreste se sapeste che qualcuno vuole farvi del male in modo grave e con una rabbia inaudita.

Valentino il giorno prima delle qualifiche ufficiali ha rilasciato un’intervista in televisione nella quale, con uno sguardo visivamente triste, ha affermato:”Mi si è spenta la luce…”

E’ un’affermazione pesante. Valentino Rossi ha fatto benissimo ad essere sincero, ad essere vero, ad essere un uomo che non finge che i problemi non ci siano e che vada tutto bene anche quando non è vero.

Davanti ad un’affermazione di tale carattere, una squadra che ci sa fare avrebbe dovuto impedire a Valentino di correre. Avrebbe dovuto guardare il lato umano e dire:”Il nostro pilota non è a posto con l’ingrediente principale per vincere una corsa, non è il motore, non è il telaio, non è il talento… è il cervello, lo stato d’animo.” La mente di Valentino Rossi era da un’altra parte, la squadra non avrebbe dovuto farlo correre e non importa quanto maledetto denaro porti il binomio Valentino Rossi - Mugello… Quello che importa è la sua salute fisica e mentale. La sua sicurezza. Una squadra che ci sa fare deve mettere la sicurezza del suo pilota avanti a tutto e impedire a Valentino Rossi  o a chiunque altro di girare in simili condizioni anche qualora il pilota insista nel farlo.

Si sarebbe potuta saltare una gara o anche due. Riprendersi dagli sconvolgenti problemi legati alle minacce e a ciò che umanamente lo hanno portato a dire “mi si è spenta la luce”. Ora, per dare priorità al motomondiale e a tutte le sue sciocche regole, la squadra è riuscita in pieno a compromettere un’intera stagione anzichè solo una o due gare e non importa anche nel caso che Valentino abbia insistito nel voler correre ugualmente… Una squadra dovrebbe essere come una famiglia ed essere al di sopra del pilota indipendentemente da quanto esso possa essere vincente e affermato.

Valentino Rossi è stato fortunato, poteva rischiare molto di più e la squadra non ha impedito che corresse in seguito ad un’affermazione sconvolgente: “Mi si è spenta la luce”.

E i giornali, i blog, le televisioni, hanno il coraggio di parlare di mercato piloti, di quante gare passeranno prima che Valentino ritorni? La cosa che conta di più è il lato umano.

Vi dico subito che commenti offensivi verranno cancellati.

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Chi fa da sé, fa per tre -2- Passioni: ClioMakeUp

Scritto da ralph-dte.eu su 22 Maggio 2010

Fate conoscere da soli il vostro talento

Se fino a pochi anni fa raggiungere i propri scopi implicava molto spesso l’avere soprattutto fortuna, conoscenze, o buone disponibilità economiche, oggi molto è cambiato ma in pochi si sono accorti delle reali potenzialità disponibili. Dall’editoria alla musica, dalla recitazione agli effetti speciali e, come sto notando ultimamente, persino nel mondo dei motori e dei piloti in erba… grazie ad internet è alla grande rete mondiale di persone, che ora si possono contattare con un click, tutto è cambiato. Vediamo rapidamente come si sono ingegnati i ragazzi più svegli:

Alimentare le proprie passioni: Un chiaro esempio di ciò che voglio comunicarvi è proposto da ClioMakeUp, è questo il NickName di una ragazza che esprime la sua forte passione per il Make Up in modo originale… Lei ha allestito il suo canale Youtube con un numero sempre crescente di video e di iniziative da lei proposte… Perdonatemi il gioco di parole ma “non c’è trucco”, qui gli ingredienti sono:

  1. Studiare,
  2. Sperimentare,
  3. Tanta passione,
  4. Creatività,
  5. Originalità,
  6. La capacità di non mettere distanze tra ciò che le piace fare e quello che fa veramente
  7. La capacità di realizzare video con una più che soddisfacente illuminazione che permette di osservare i dettagli di colore e sfumature proposte da ClioMakeUp. Questa ragazza, nei suoi migliori video, utilizza persino un softbox per migliorare la resa cromatica dei trucchi e delle sfumature che propone.

Il punto sette dimostra come non sia assolutamente vero che bisogna dedicarsi ad una sola cosa per farla bene. Se ClioMakeUp si dedicasse solo al makeup e non ponesse attenzione all’illuminazione (lighting) del suo mini set televisivo non otterrebbe il significativo risultato video dei colori e gran parte del suo lavoro sarebbe vano… Al contrario nel suo piccolo studio fa le cose in grande :)

cliomakeup.jpg

Continua…

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Chi fa da sé, fa per tre -1- Editoria

Scritto da ralph-dte.eu su 17 Maggio 2010

Pubblicate da soli le vostre opere

Se fino a pochi anni fa raggiungere i propri scopi implicava molto spesso l’avere soprattutto fortuna, conoscenze, o buone disponibilità economiche, oggi molto è cambiato ma in pochi si sono accorti delle reali potenzialità disponibili. Dall’editoria alla musica, dalla recitazione agli effetti speciali e, come sto notando ultimamente, persino nel mondo dei motori e dei piloti in erba… grazie ad internet è alla grande rete mondiale di persone, che ora si possono contattare con un click, tutto è cambiato. Vediamo rapidamente come si sono ingegnati i ragazzi più svegli:

Editoria: se fino a 10-15 anni fa desideravi pubblicare un libro e contattavi una casa editrice, nella maggior parte delle volte la risposta ottenuta era “La ringraziamo per averci contattato/aver mostrato interesse verso la nostra casa editrice, ma al momento non siamo interessati a questo tipo di pubblicazioni in quanto… bla bla bla”, oggi la situazione è ben diversa.

Oggi vi è la possibilità di scrivere un libro (rileggerlo e correggerlo con un/una vostro/a ex prof/prof.ssa di italiano), farlo stampare, rilegare ed infine distribuirlo autonomamente presso le librerie dopo aver pagato gli opportuni diritti d’autore. Ma non solo! Potete promuoverlo voi stessi a costo ZERO su internet… Potete realizzare un piccolo sito introduttivo al vostro o ai vostri libri… Potete persino realizzare un blog per avere un contatto diretto con il pubblico, con gli eventuali lettori, con chi è interessato alla vostra storia. Potete persino scrivere l’intero libro sul vostro sito o allegarlo in formato pdf se non siete interessati a realizzare un profitto ma ci tenete principalmente a diffondere una storia… E non è ancora tutto: potete anche metterlo online sul vostro sito direttamente in vendita e farvi pagare con metodi elettronici o bonifici… Potete metterlo in vendita in formato elettronico ad un prezzo competitivo o in formato cartaceo con spese di stampa rilegatura e spedizione ad un prezzo che comprenda il tutto…

Insomma, oggi, se pensate che realmente ciò che avete ideato possa piacere alla gente, non dovete far altro che muovervi e mettere in moto le vostre idee… Il giudizio di una casa editrice non sarà più importante per voi, sarà importante solo ed esclusivamente ciò che voi pensate e ciò che il pubblico dice di voi… Un ponte diretto tra voi e chi volete raggiungere. Attenti però alle delusioni, il pubblico può essere molto più severo e selettivo di quanto possiate immaginare :D

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Continua…

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Bancarelle cinesi

Scritto da ralph-dte.eu su 5 Maggio 2010

Gli equivoci e le colpe degli italiani

Sento dire sempre più spesso che i prodotti cinesi che si trovano presso le bancarelle, in particolar modo i capi di abbigliamento, sono uguali ai prodotti italiani… quindi, a detta di molte donne, tanto vale comprare i prodotti cinesi per il minor prezzo.

Su questo tema si è verificato uno dei più grandi equivoci che si possa immaginare. Facciamo un pò di chiarezza. Con l’avvento, negli ultimi anni in modo più conistente,  delle bancarelle cinesi presenti nei centri storici e alle fiere, la gente ha conosciuto un nuovo mondo. Un mondo fatto di prodotti venduti a costi molto bassi e dall’estetica tutto sommato piuttosto gradevole. Insomma c’è stata una proposta golosa e alternativa alle solite bancarelle. La fase successiva, quella della quale pochi si sono accorti, è stata la fase in cui anche molti proprietari italiani di bancarelle hanno deciso di rifornirsi di materiale di provenienza orientale. Se lo scopo era quello di trarre un maggior profitto vendendo ai soliti prezzi, il risultato che oggi possiamo toccare con mano è stato ben diverso: le casalinghe e le ragazze che frequentano spesso le bancarelle si sono accorte che non vi era alcuna differenza tra i prodotti cinesi e quelli venduti da molte bancarelle italiane. Questo ha portato molte persone a dire: Guarda che i prodotti che compri alle bancarelle cinesi sono uguali ai nostri! Perchè devo spendere di più?

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Il risultato è stato che ora la gente crede che i prodotti cinesi e quelli italiani siano uguali, in più chi ha avuto la brillante idea di cammuffare prodotti di dubbia provenienza per prodotti italiani, ha avuto maggiori incassi in realtà per un limitatissimo periodo di tempo (il tempo sufficiente affinchè le clienti si accorgessero dell’assenza di differenze).

In soldoni un nostro atto incoscente ha ulteriormente rovinato il mercato e confuso le idee di moltissime persone. Non è vero infatti che il prodotto di dubbia provenienza a costo irrisorio sia uguale a quello italiano che invece vanta coloranti che rispettano le normative della comunità europea, tessuti altrettanto certificati, finiture sicure e manodopera regolare. Sono inoltre sempre più insistenti le voci secondo le quali il cromo, presente nelle scadenti tinture dei capi di abbigliamento di dubbia provenienza, sia diretta causa di tumori*.

*Chiedi personalmente informazioni agli esperti di tessuti e del Made in Italy e, ovviamente, ai medici che si interessano di questo fattore di rischio.

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Successi e sconfitte

Scritto da ralph-dte.eu su 16 Aprile 2010

Il successo di un’idea creativa e/o imprenditoriale è un ottimo metodo per realizzare dei profitti da reinvestire nelle persone, in nuove idee, nuovi strumenti, migliori spazi di lavoro.

 La sconfitta, sebbene poco appagante, offre un’inestimabile fonte di informazioni per conseguire un valido risultato al passo successivo. Eccezion fatta per i testardi.

 Dice un detto: Pessimista è colui che vede in ogni occasione una difficoltà; ottimista è colui che vede in ogni difficoltà un’occasione.

ottimismo_pessimismo_vittoria_sconfitta.jpg

Non abbiate paura di parlarne, di farvi e fare domande a chi vi sta intorno… Nessuno vince sempre. E poi, diciamoci la verità, se vi presentate sempre vittoriosi (anche fingendo), la gente sarà poco propensa a collaborare con voi, a darvi una mano nel conseguimento del prossimo risultato. Viceversa quando vi presentate un pò delusi e insoddisfatti di un risultato, la gente vi vedrà più umani, più vicini e sarà più propensa a tendervi una mano. Sì lo so, sembra quasi sadico… ;)

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Estensione del concetto di “Arte e artista”

Scritto da ralph-dte.eu su 16 Marzo 2010

Vorrei estendere, secondo un parere del tutto personale, il concetto di arte. A mio avviso si può allargare la definizione di arte e artista a tutti coloro che mostrano spiccate ed esasperate abilità in un qualunque campo anche se esso è moderno e non vanta una particolare storia o cultura. In fondo la storia la si fa giorno dopo giorno.

Non è forse un artista colui che realizza con gli appositi software i siti tra i più accattivanti del web? Non ci sono forse delle correnti di pensiero su come si dovrebbe realizzare correttamente un sito web? Un domani sarà sicuramente materia di studio scolastica e universitaria oltre che di un semplice tutorial di auto-apprendimento.

Non è forse un artista coluri che realizza una moto da corsa in modo completamente artigianale? Certo si tratta di un tecnico o un gruppo di tecnici, ma il lato artistico è senza dubbio dimostrato con il passaggio da un’idea, una fantasia, al modello vero e proprio funzionante. Non è alla portata di tutti, eppure c’è chi esaspera la propria passione fino a farne un’arte… un’arte tecnica ma comunque un’arte.

Non è forse un’artista colui che disegna il comò che fa impazzire la vostra ragazza?

Che dire di chi esaspera la propria tecnica di guida fino a partecipare ad un mondiale di rally o di motociclismo? Non è un’impresa da tutti. Si tratta quindi di una particolare abilità.

E’ o non è un’artista chi è riuscito a creare delle immagini suggestive correggendo il colore di quello che ora è il vostro film preferito?

Partendo dagli strumenti a disposizione in passato per la scultura, la pittura, l’architettura, siamo arrivati ad avere oggi centinaia forse migliaia di strumenti per esprimerci al massimo su ciò che vogliamo comunicare ad un mondo sempre più interconnesso globalmente.

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Fotogramma tratto dal film “Fuori in 60 secondi” con Nicholas Cage. La correzione del colore della scena è piuttosto evidente e serve a coinvolgere ed appassionare maggiormente lo spettatore accentuando in questo caso il senso di passione per la velocità. Le scene con gradazione più fredda degli ordinari polizzeschi non trasmettono sensazioni aggiuntive oltre a quelle della suspance nella ricerca dei criminali perchè questo è quanto viene richiesto sia dal regista che dallo spettatore. La scelta di gradazioni più fredde nel secondo caso non è assolutamente casuale.

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