Scritto da ralph-dte.eu su 13 Marzo 2010
Estensione del Galateo al mondo digitale
Per subentrate necessità tecnologiche di comunicazione, ci permettiamo di estendere scherzosamente (ma nemmeno tanto) il galateo con una serie di buone maniere di seguito elencate
Viene oggi considerato “mancanza di buone maniere”:
- Scrivere MAIUSCOLO nei commenti dei forum/blog. Scrivere maiuscolo equivale ad urlare ed a scavalcare gli altri lettori con messaggi che risultano essere spesso più evidenti ma al contempo inutili.
- Contattare una persona su messenger/skype immediatamente dopo la sua connessione. E’ preferibile non istaurare nelle persone il timore che, una volta in linea, verranno assalite immediatamente.
- Contattare una persona su messenger/skype anche se il suo stato risulta occupato. Si può al massimo lasciare un breve messaggio di richiesta conversazione in un secondo momento.
- Spammare ovunque pubblicità inutile che invade siti, blog, forum, caselle di posta, social network, messenger, skype… soprattutto quando tali messaggi sono superflui e poco attinenti con ciò che desiderate leggere o comunicare.
- Inviare newsletter senza che il destinatario lo abbia espressamente richiesto e portandolo a confermare tale scelta con frasi ambigue che significano il contrario di quanto presunto.
- Non rispondere o rispondere con esagerati ritardi alle mail (specie se di lavoro) che ci vengono inviate. Anche in caso di risposta negativa è necessario confermare che il messaggio è stato ricevuto e letto e che quanto proposto può non interessare al momento. Un messaggio senza risposta equivale a non rispondere quando una persona ci rivolge la parola. Domandare è lecito, rispondere è cortesia.
- Inserire sul proprio sito spot volgari atti ad ottenere maggiori visite con l’inganno.
- Inserire sul proprio sito pubblicità ingannevoli, pur sapendolo, con il solo scopo di ottenere profitti. Sebbene quella pubblicità non sia tua, è inserita nel tuo spazio web e sei responsabile di tutto ciò che comunica la tua pagina web al visitatore.
- Insultare utenti di forum/blog per divergenza di pensieri.
- Non mantenere le promesse. Spesso vengono aperti forum dove si cura poi soprattutto la pubblicità e diversi utenti iscritti non riescono a ricevere le risposte in cui sperano.
- Postare sui forum domande senza aver prima verificato la presenza dell’informazione cercata. Questa mancanza costringe spesso amministratori e moderatori a dover perdere tempo nell’indicare che la domanda è già stata sollevata da un altro utente ed è disponibile una valida risposta nell’apposita sezione. Sembra niente ma farlo decine di volte al giorno comporta grosse perdite di tempo.
- Non credo la lista termini qui

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Scritto da ralph-dte.eu su 10 Marzo 2010
…Non trova risposte in Italia
Ad un elevata creatività degli italiani si contrappone una altrettanto elevata mancanza di strutture atta a stimolare tale pregio, svilupparlo, nutrirlo e farlo crescere. E’ così che ad esempio il common rail, invenzione del fisico italiano Mario Ricco (purtroppo pochi conoscono questo dettaglio…), ha trovato dimora presso la tedesca Bosch. Questo solo uno dei moltissimi casi in Italia.
Per quale motivo dobbiamo essere presi più dalla tv spazzatura che dalla voglia di coltivare passioni? Non so proprio rispondere. Quello che è certo è che l’ultima fortuna che ci rimane risiede nella nostra creatività molto apprezzata all’estero. La lista purtroppo inizia e finisce qui.
La nostra creatività è infulcrata nel nostro DNA (non credo si tratti solo di un modo di dire) e noi, avendo una dote naturale, ci sentiamo a posto così e senza alcuna voglia di fare di più… mi chiedo cosa succederà nel tempo proseguendo di questo passo…
A mio avviso avremmo bisogno di:
1) Una struttura e degli esperti che valutino le idee di giovani intraprendenti, giovani imprenditori, giovani studenti, giovani lavoratori, ecc. Tale struttura deve essere gestita da personale altamente qualificato e competente nel valutare le idee e la fattibilità delle stesse, nonché nel fornire una parte dei fondi per avviarle (anche a fondo perduto) pretendendo un ritorno dei prestiti dopo i primi 2 o 3 anni di attività e con una rata proporzionale alla dichiarazione dei redditi. Questo stratagemma evita tagli e licenziamenti subito dopo aver ottenuto fiducia, prestiti e denaro a fondo perduto.
2) Comprendere che la ricerca è uno degli investimenti più redditizi per una nazione così come per un’azienda. Investire oggi significa avere grandi ritorni nel lungo periodo.
3) Avere scuole e Università più flessibili: sono diversi anni che studio ad Ingegneria Meccanica e non riesco a trovare un professore o un’assistente che mi faccia imparare le corrette tecniche di saldatura. Studiare ad ingegneria non significa per forza indossare giacca e cravatta, potresti ad esempio desiderare, come nel mio caso, di aprire un laboratorio dove si costruiscono “cose”…

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Scritto da ralph-dte.eu su 10 Marzo 2010
Su cosa si basa questo luogo comune?
Spesso si sente dire a nonni e genitori che i loro nipoti sono sempre più svegli e intelligenti rispetto alle precedenti generazioni. Così, per curiosità, sono voluto andare a fondo sulla cosa ed ecco ciò che è emerso. Genitori e nonni rimangono facilmente impressionati dal fatto che i “nuovi giovani” sono in grado di utilizzare le nuove tecnologie (soprattutto elettroniche) con grande scioltezza. Il fatto che un ragazzino di 10 anni sia in grado di utilizzare in modo disinvolto un iPod, viene accomunato a maggiore intelligenza. Niente di più errato.
Se così fosse, le nuove generazioni sarebbero formate sempre più spesso da ragazzi superbravi a scuola, giovani in grado di eseguire in modo fin troppo semplice calcoli complessi e che sarebbero in grado di effettuare ragionamenti altrettanto elaborati. Invece sono abili al computer, ad utilizzare la console preferita, il cellulare preferito, il software preferito… semplicemente perchè i “nuovi giovani” in mezzo a questa tecnologia ci sono nati. Inoltre tale tecnologia è stata concepita proprio per loro altrimenti sarebbe rimasta invenduta.
La prova del nove sta nel semplice fatto che spesso genitori e nonni delle attuali generazioni conoscono bene ad esempio come manovrare una saldatrice o una macchina per lavorare il legno mentre i giovani di oggi non sanno tenere in mano nemmeno un martello. Con questo voglio dire che alcuni decenni fa le massime tecnologie alle quali poteva ambire un ragazzo erano utensili e strumenti da lavoro privi di qualunque sofisticazione elettronica, multimediale o interattiva. Ne segue che, come i nostri nonni hanno imparato ad usare un tornio (e con esso realizzavano splendidi lavori), oggi i “nuovi giovani” sono in grado di sfruttare al meglio internet o l’interattività proposta dalle grandi aziende di elettronica.
Semplicemente, ogni generazione si adatta e si confronta con ciò che la tecnologia gli mette a disposizione e con la realtà che la circonda in quel momento. E’ invece privo di ogni ombra di dubbio il fatto che gli stimoli e gli input provenienti dal mondo sono aumentati esponenzialmente e, i giovani di oggi, si sono abituati senz’altro a gestire nella mente una sempre crescente quantità di informazioni. Un pò come se avessero aumentato la capacità del proprio hard disk, lasciando il processore inalterato.

Non è detto che le tecnologie di una volta non riacquisteranno importanza per i giovani… Inoltre le tecnologie di un tempo oggi sono perfettamente integrate con quelle più attuali e sofisticate (vedi le Macchine a Controllo Numerico).
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Scritto da ralph-dte.eu su 7 Marzo 2010
In Germania solo una delle tante aziende produttrici di pannelli solari, assume circa 200 persone al mese. Questo è ovvio in quanto lo stato ha voluto investire sulle energie rinnovabili (e non solo…) così la crescita è stata una diretta conseguenza che ha portato la necessità di avere nuovo personale.
Molte di queste persone assunte erano disoccupate sino a qualche mese prima. Il concetto di flessibilità che voglio comunicarvi sta nel fatto che non si può più immaginare di fare lo stesso lavoro tutta la vita. Ci vuole flessibilità. Donne che fino a poco tempo prima erano a casa ora si trovano in fabbriche ultramoderne e robotizzate a costruire pannelli solari “Thin film”. Se oggi il business in crescita è rappresentato dal solare, l’eolico, le caldaie a pellets, in futuro i business potrebbero essere altri e solo chi si adatterà a seguire i cicli della tecnologia, cambiando lavoro quando richiesto dalla società e dai tempi che corrono, si troverà bene e “occupato”. Ci vuole flessibilità. Io lo credo fermamente ma a deciderlo è stato il corso dell’evoluzione.
Il ruolo della ricerca e dello stato
Poco righe sopra ho scritto “non solo”. Mi riferisco al fatto che la Germania per essere così competitiva oggi, nel mercato del fotovoltaico, ha investito nella ricerca ieri. Ingenti quantità di denaro investite nella ricerca e nelle Università. L’Università presso la quale studio io, invece, non ha il budjet nemmeno per finanziare la Formula Student (competizione dedicata ai giovani progettisti che desiderano creare un prototipo di auto di formula).
Non riusciamo a costruire una misera piccola auto da pista, figuriamoci quanti anni luce siamo distanti dai miliardi di euro risparmiati dalla Germania con il fotovoltaico.

In Germania:
Ricerca→ Nuove tecnologie→Efficienza→Risparmio denaro→Migliore qualità della vita
In Italia:
Scarsa ricerca→Scarsa innovazione→Scarsità di proposte→Ingenti perdite di denaro→Maggiori tasse→Regressione qualità della vita→Insoddisfazione→Scarsa credibilità nel mondo.
Il risparmio iniziale dovuto all’assenza di investimenti nella ricerca e l’innovazione comporta maggiori perdite in seguito. Sacrificarsi nella giusta direzione inizialmente permette invece di avere maggiori ritorni dopo e sotto molteplici aspetti.
Si stima che con il fotovoltaico uno stato come l’Italia può arrivare a risparmiare oltre 40 miliardi di euro l’anno. Vi rendete conto? Quante tasse di meno?! Quanti soldi in più per la ricerca, per un ambiente pulito, per le nuove generazioni, per una vita migliore, minori tasse, minori sprechi?!
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Scritto da ralph-dte.eu su 27 Febbraio 2010
Recentemente sono stato a contatto piuttosto da vicino con diverse aziende. Questo perchè sto effettuando delle collaborazioni per produrre particolari prodotti insieme a loro. Ebbene una cosa mi ha sorpreso più di altre…
Oggi un’idea è importante ma, sempre con maggiore frequenza, capita che non sia più sufficiente come una volta. Allegato all’idea ti viene richiesto una sorta di business plan. Curioso perchè prima ogni divisione di un’azienda si preoccupava di un preciso compito. Oggi invece se hai un’idea fattibile, interessante, concreta, potrebbe non essere abbastanza. La crisi ha davvero cambiato tutto.
Devi sapere già come realizzare un piano di impresa che la renda realmente un’idea vincente. Devi sapere come convincere i possibili acquirenti a comprare e, se tali acquirenti sono a loro volta delle aziende, devi già sapere tu per loro come potrebbero procurarsi i fondi per questo acquisto, con che modalià e da chi: lo stato, gli incentivi, le banche, i guadagni previsti dall’utilizzo del prodotto offerto, eventuali noleggi di prova, pubblicità, fiere e convegni…
Oggi hai un’idea? Bene!
Hai studiato con essa anche un piano di impresa valido e fattibile? Molto meglio!!
Nel primo caso non puoi, per quanto ottima sia l’idea, andare oltre l’idea stessa. Nel secondo caso puoi sperare forse di raggiungere un traguardo con l’opportuno appoggio di grandi aziende che devono realmente credere in te.
Sebbene possa essere incredibile per molti, questo è ciò che ho riscontrato. Curioso vero?

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Scritto da ralph-dte.eu su 16 Febbraio 2010
Navigando nei meandri del web alla ricerca di ottimi libri di testo in tema telaistico ho scoperto che “BIC Omega” ha organizzato qualche anno fa un interessante Master inerente l’ingegneria delle auto da corsa.
Ho trovato inoltre un sito che faceva espressamente riferimento sempre a BIC Omega e dal quale sono potuto risalire al prezzo di tale master: Euro 10.000,00 Di seguito il link al sito (copiatelo e incollatelo sul browser) http://www.ingegneriautocorsa.it ed il link che fa riferimento al programma di tale corso di studi: http://www.ingegneriautocorsa.it/programma-didattico.asp
Il corso, se non vado errato è stato effettuato nel 2008. Attualmente mi sto informando sulla possibilità che ne vengano organizzati altri e con quali costi. Vi faremo sapere
Se avete notizie a tal proposito potete informarci scrivendo le vostre risposte presso il nostro nuovo forum.
Nel frattempo vi linkiamo un esempio di test di ammissione a questo tipo di Master per rendervi conto del livello di conoscenze di base necessarie per affrontarlo nel migliore dei modi.
Esempio test ammissione Master Ingegneria dell’auto da corsa.

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Scritto da ralph-dte.eu su 9 Febbraio 2010
Dipende dallo scopo che ha il blog stesso e dalla voglia di fare
Curiosità: sostenere le spese (anche mentre si è studenti).
Prosegue dall’articolo “Può avere un costo mantenere un Blog? -1-”
Come è possibile sostenere tali spese nel caso si sia studenti e non si lavori a tempo pieno? Spesso si parte da aspettative troppo alte e complicate e si finisce per non concludere nulla. Il bello di una simile idea sta nel riuscire a fare “grandi cose” partendo dalle cose più semplici del mondo… quel genere di cose spesso disprezzate e che molti, nell’era del gossip, della fama e della notorietà gratuita, sottovalutano con decisa ignoranza. Non è infatti complicato mentre si studia all’Università lavorare come barista o cameriere part time. Le Università stesse forniscono opportunità di lavoro part time con buoni compensi. Inoltre non è impossibile trovare un lavoro come collaboratore per una ditta che opera nel settore per il quale stai studiando: studi ad ingegneria informatica? E’ probabile che tu riesca a trovare un lavoro “che potrebbe anche essere sottopagato” per realizzare delle semplici reti intranet per uffici. Questo è solo un esempio ovviamente tutto dipende dalla tua volontà. Non dimenticare che se un lavoro non è retribuito come desideri, anche se hai tutte le ragioni, la volontà di sacrificarsi anche solo per un periodo di qualche mese, può fare letteralmente la differenza e può innescare una serie di situazioni per te vantaggiose.
Immagina di rifiutare un lavoro per un puntiglio, potresti perdere l’occasione di acquistare quel computer e quel software che ti sarebbe servito per realizzare siti internet con il tuo metodo… Potresti perdere l’occasione di acquistare quel tornio da legno per realizzare quel complemento d’arredo che hai disegnato e che vuoi provare a vendere dapprima quasi per gioco e poi, chissà…
Ricordo che per acquistare la mia prima moto nuova, imparai a fare il gelataio ed il pasticcere. Questo non aveva nulla a che vedere con il settore dei motori ma, il denaro che guadagnavo, sì.
L’importante era avere una fonte alla quale poter attingere per iniziare un progetto, realizzare un piccolo grande sogno… Il tetto lo fa la tua forza di volontà e sacrificio e, non lo nego, una buona dose di situazioni favorevoli.
Spegni la tv, libera la mente dalle frivolezze e scatena la tua fantasia
Continua… Vedremo in seguito cosa abbia a che fare tutto questo con il “Branding”.
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Scritto da ralph-dte.eu su 8 Febbraio 2010
Per molto tempo l’ignoranza è stata attribuita soprattutto a coloro che hanno terminato gli studi troppo presto o a coloro che non hanno mai avuto modo di affrontare un percorso di studi. In questa fascia si inserivano spesso nonni o bisnonni che ai tempi della guerra avevano ben altri pensieri. Successivamente il termine ignoranza è stato abbinato troppo facilmente (talvolta erroneamente) a persone di generazioni precedenti a quelle attuali solo per questioni di incompatibilità nelle esigenze e nei modi di vedere modificatisi nel tempo.
Oggi invece l’ignoranza ha subìto una forte evoluzione. Sebbene possa sembrare un paradosso, è così. L’ignoranza oggi non è propria solo di coloro che non hanno “studiato” bensì anche di una fetta di laureati…
Mi capita sempre più spesso di parlare con laureati che, una volta acquisito il “pezzo di carta”, credono di sapere tutto… Nessuno deve più insegnar loro nulla. Hanno preso una laurea su una specializzazione ma sono saccenti in tutte le scienze possibili immaginabili. Si caricano da soli e tutto questo per una laurea che oggi prendono tanti, ma proprio tanti giovani.
L’ignoranza non scompare con una laurea; l’ignoranza scompare nelle menti aperte, le menti che sanno immedesimarsi nei panni altrui, le menti imparziali, le menti che valutano ogni cosa obiettivamente, le menti che non smettono mai di studiare, le menti che sanno applicare un metodo di studio, che sanno ricercare nuove fonti alle quali attingere, le menti che evolvono i loro pensieri, che vogliono imparare cose nuove e sanno come farlo, le menti che non sono mai come il giorno prima, le menti che crescono, cercano e offrono nuovi stimoli, le menti che osservano, ascoltano.
Dice Piero Pelù in una canzone fatta con i Litfiba:
“Non è la fame ma è l’ignoranza che uccide…”

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Scritto da ralph-dte.eu su 5 Febbraio 2010
Dipende dallo scopo che ha il blog stesso
Quando un Blog fa informazione può essere necessario affrontare delle spese. Si effettua prima un’importante scelta: “pubblicare informazioni raccolte in giro sul web oppure ricercare informazioni con mezzi propri?” Si compie inoltre una fondamentale valutazione: “a quante persone possono interessare le informazioni che andremo a raccogliere?“
Nel caso si scelga di raccogliere in un unico blog informazioni provenienti da una molteplicità di siti web, allora si fa senz’altro un grande lavoro ma non sono necessarie spese di alcun genere se non quelle in termini di tempo e passione dedicata, nonché il pagamento del servizio di hosting.
Nel caso si scelga, come è accaduto per questo blog (Ralph DTE è uno Studio Creativo), di pubblicare informazioni “insolite, rare, spesso personali ma di interesse pubblico, tecniche e tecnologiche, innovative, fuori dai soliti schemi e modellate in base ad una logica del tutto personale“, beh allora può accadere che ci sia bisogno di investire in una idea. Cosa voglio dire?
Di seguito mostriamo in termini piuttosto chiari le spese alle quali è stato soggetto questo blog (o meglio chi scrive per esso) nel corso dell’anno 2009, possiamo catalogare la tipologia di spese effettuate come segue:
- Spese per libri, volumi enciclopedici, manuali, guide, tutorial, riviste specializzate.
- Spese per strumenti, attrezzi e attrezzature per prove, sperimentazioni, costruzioni.
- Spese per le materie prime atte alla realizzazione di un prototipo di un oggetto.
- Spese per trasferte, conferenze, fiere, corsi di specializzazione, gite d’istruzione.
- Spese per l’acquisto di software espressamente originale.
- Spese per interviste, ricerche, telefonate, raccolta informazioni.
- Spese per il pagamento del servizio di hosting del blog e dei siti ad esso collegati.
- Spese per collaborazioni e per l’acquisto del materiale richiesto per poter effettuare tali collaborazioni.
- Spese per promuovere il blog con una molteplicità di mezzi pubblicitari.
- Spese varie ed eventuali.
Ebbene nel corso del 2009 tutte queste spese per questo Blog sono ammontate ad oltre 1.400,00 Euro. Sebbene possa sembrare una cifra elevata, si tratta invece di una spesa piuttosto contenuta rispetto a quello che è stato acquistato o sul quale si è investito. Se si fosse meno avveduti sarebbe molto facile spendere molto, molto di più per ottenere lo stesso risultato.
Gli acquisti effettuati nel 2009 hanno reso possibile acquisire una tale mole di informazioni valida per realizzare oltre 1200 articoli (stimati). Ovviamente non tutto andrà pubblicato; una parte del materiale verrà utilizzata solo quando un lettore ce lo richiederà via mail (come spesso già accade), un’altra parte del materiale andrà utilizzata per il progetto di rubriche future che sono state iniziate o meno ma non pubblicate, altro materiale verrà utilizzato per le rubriche in corso, un’altra parte ancora verrà utilizzata per via nettamente privata per le nostre prove e sperimentazioni all’interno dello studio creativo Ralph DTE o del laboratorio privato Scuderie RBC. La questione si fa alquanto complessa in tal proposito.
Siamo infatti in grado, grazie a diversi studi ricerche e collaborazioni in corso, di simulare una molteplicità di attività nel campo delle tecnologie meccaniche, dei materiali, motoristiche, grafiche, edili, per valutarne il probabile successo o meno. Questo evita di sprecare energie e risorse per aprire (ad esempio) un’attività che non funzionerebbe o che sarebbe mal gestita se non addirittura inefficiente. Il bagaglio di esperienza che stiamo accumulando è soprendente.

Ho voluto abbinare all’articolo questa foto trovata sul web perchè a mio avviso ben rappresenta il significato di crescere e realizzare il proprio futuro collaborando…
Continua…
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