Ralph DTE

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Piccole Grandi Curiosità di cui poco si parla intorno a te…

Quello strano foglio da firmare in officina

Scritto da ralph-dte.eu il 23 Novembre 2010

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili

Titolo o argomento: Autorizzazioni troppo permissive rischiano di non far quadrare i conti… del cliente

Si va in officina, magari per sostituire le pasticche dei freni anteriori, e ci si ritrova il giorno dopo con un conto di oltre 1000,00 Euro. E’ successo ad un nostro lettore che, recandosi presso l’officina autorizzata della sua concessionaria per sostituire le pasticche dei freni anteriori (un lavoro da poche decine di Euro), si è ritrovato tra le mani un conto esorbitante assolutamente sproporzionato al lavoro richiesto.

Ma come è potuto succedere?

Al momento della consegna del mezzo gli è stato chiesto di firmare un documento che permetteva al meccanico incaricato del tagliando di provare e controllare il mezzo. Il nostro lettore ha preso un pò alla leggera quel foglio perchè in ufficio continuavano a sminuirne l’importanza.

In sostanza oltre alla sostituzione delle pasticche (su tutte e quattro le ruote) è stata cambiata la cinghia di distribuzione, una coppia di pneumatici ed altre componenti non richieste. Inoltre la sostituzione dei pneumatici è stata effettuata con un macchinario non adatto ai cerchi da 17 pollici con il risultato che quest’ultimi sono stati abbondantemente rigati (se al momento dell’acquisto si è scelto questo optional un motivo ci sarà. La concessionaria che li ha venduti dovrebbe essere la prima a porre la dovuta attenzione).

Cosa può fare il nostro lettore?

Nulla, in quanto siamo andati a vedere in un’officina autorizzata* di una concessionaria della nostra città cosa riporta il documento in questione. In sostanza il cliente firma un documento che autorizza l’officina a guidare il veicolo all’interno e all’esterno della struttura. Inoltre si autorizza la sostituzione di qualunque parte del veicolo che l’officina ritiene danneggiata, consumata o comunque da sostituire. Legalmente sono perfettamente a posto.

Il lettore ci assicura che non è stato possibile evitare di firmare il foglio e ci dice che l’officina altrimenti non avrebbe eseguito la sostituzione delle pasticche. Il nostro consiglio può sembrare banale ma per evitare il ripetersi della situazione probabilmente può risultare conveniente tornare al vecchio meccanico di fiducia (purché sia bravo e aggiornato) in quanto le voci sul decadimento della garanzia se ci si reca presso un’officina diversa da quella della concessionaria (che ha effettuato la vendita o della stessa catena) sono assolutamente false. Vedi l’articolo sulla direttiva Monti.

tagliando_auto_leggere_prima_di_firmare.jpg

*Ci teniamo a precisare che non tutte le officine delle concessionarie fanno firmare delle autorizzazioni prima di eseguire un lavoro e, tra quelle che lo fanno firmare, non tutte conferiscono piena libertà al meccanico nel sostituire tutto ciò che egli stesso ritiene danneggiato o consumato.

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Appassionato di motori a costo zero (o quasi)

Scritto da ralph-dte.eu il 8 Ottobre 2010

Come detassare una passione

Nel precedente articolo vi ho raccontato l’evoluzione naturale del rapporto tra l’uomo e l’acquisto di un automobile. Sono sicuro che i casi reali sono molti di più di quelli da me citati, tuttavia credo che quelli maggiormente diffusi siano stati riportati. Ora voglio aggiungere un ultimo caso, il mio.

Esiste un caso assai raro di appassionato di automobili sportive o vere e proprie auto da corsa che non nutre alcun interesse per le utilitarie o comunque per le vetture stradali. Uno come me è il classico tipo che gira per la città con un’auto vecchia di 15 o 20 anni, che non ha alcun interesse per l’auto alla moda del momento e che vede l’acquisto di una nuova auto come uno spreco di denaro che poteva orientare preferibilmente verso la sua grande passione per le vetture destinate alla sola pista.

Immaginate di voler comprare la vostra auto sportiva preferita per utilizzarla solo in pista, che vantaggi avreste?

1. Innanzitutto nessuna spesa di passaggio di proprietà. Fate demolire la vettura dal precedente proprietario, glie la pagate e realizzate una scrittura privata con testimone che controfirma che avete versato tot euro a tizio per l’acquisto ad esempio di una Lotus Elise del valore di 12.000 Euro.

2. Secondo vantaggio, non essendo il veicolo targato e non essendo circolante sulle strade, non dovete pagare alcuna tassa di proprietà o bollo. Potete pertanto possedere un mezzo con tanti cavalli e con i soldi annuali risparmiati dal bollo pagarvi i turni di prove libere in pista.

3. Terzo vantaggio: l’assicurazione aumenta? Per il vostro veicolo è addirittura alle stelle? Nessun problema perchè un mezzo che gira solo in pista non ha bisogno dell’assicurazione che si usa su strada. Anzi, non la deve proprio fare in quanto l’assicurazione stradale non copre nulla se andate in pista. Casomai vi informerete presso un club di appassionati per sapere se c’è una qualche convenzione per un’assicurazione espressamente dedicata alla pista che comunque non ha i prezzi esosi di quelle stradali.

4. Quarto vantaggio, non hai vincoli Euro questo o Euro quello. Puoi finalmente acquistare quella vettura che dieci anni fa sognavi tanto e pagarla addirittura oltre il 60% in meno.

5. Nessuna revisione ogni due anni. Spesso un veicolo sportivo lo curiamo meglio di noi stessi eppure quella scocciatura ogni due anni di far toccare ad altri (e pagarli pure per questo) qualcosa di cui siamo oltremodo gelosi per sentirci dire che è tutto a posto, non ci va giù.

6. Rischio zero per multe o altri inconvenienti legati a vetture sportive: limitazioni sul traffico in centro, autovelox, comportamenti azzardati per strada… In fondo, diciamo la verità, l’auto sportiva o da corsa la compri per te o la compri per fartela vedere da tutti per le strade di tutti i giorni? Se la compri per fartela vedere allora dovrai pagare tutte le spese indicate sopra, se la compri realmente per te hai già capito come puoi risparmiare. In più la strada non è una pista, è fatto obbligo di rispettare il codice stradale. Quindi tanti cavalli per cosa? Provali, emozionati, divertiti… vai in pista e corri solo in pista :)

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Di seguito un preventivo di risparmio nell’ipotesi che acquistiate una BMW M3 E46 del 2002.

Ovvero il preventivo del denaro che “non” pagherete se andrete solo in pista (con un carrello)

Passaggio di proprietà: dai 950,00 Euro ai 1223,00 Euro circa a seconda della città in cui vivete

Bollo auto: dagli 855,00 Euro ai 1100,00 Euro circa a seconda della città in cui vivete

Assicurazione: dai 527,00 Euro ai 1892,00 Euro circa se siete in prima classe e stipulate un’assicurazione online. Se vi trovate in classi successive, o stipulate una normale assicurazione, la spesa aumenta drasticamente, ad esempio in 14° classe si va dai 1567,00 Euro ai 4138,00 Euro per le assicurazioni online mentre le cifre sono ancora più elevate per le normali assicurazioni.

Revisione: circa 64-68 Euro ogni due anni.

Acquisto vettura: oggi (BMW M3 attuale) oltre 70.000 Euro; acquisto BMW M3 del 2002 (vettura che conserva comunque un gran fascino e vantaggi non indifferenti  in termini costruttivi e di progettazione) si parte dai 15.000 Euro (prezzo di un’utilitaria).

 Preventivo di risparmio nell’ipotesi migliore:  2396,00 euro il primo anno, 1446,00 gli anni successivi.

 Preventivo di risparmio in un’ipotesi intermedia: 4010,00 euro il primo anno, 3060,00 gli anni successivi.

 Preventivo di risparmio nell’ipotesi peggiore: tariffe sconcertanti.

Se sei un vero patito di motori hai già capito che puoi avere molto di più con molto meno. Pensa inoltre a tutto ciò che puoi procurarti risparmiando: attrezzature, accessori, un carrello, strumenti, ricambi, abbigliamento sportivo, protezioni…

Calcolo del bollo | Preventivo assicurazioni online | Calcolo del passaggio di proprietà

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Perchè è importante avere un webmaster aziendale?

Scritto da ralph-dte.eu il 27 Settembre 2010

Rubrica: Webmaster, luoghi comuni, errori e successi -1-

Titolo o argomento: La collaborazione con il web master del tuo sito

Il desiderio di comunicare

Alcuni anni fa non avevo la più pallida idea di come si creasse un sito internet, né tanto meno di come si potesse metterlo online. Ma la cosa più spaventosa, anche nell’eventualità di riuscire a realizzare qualche pagina in html, era che non sapevo minimamente posizionare una pagina nel web in modo che fosse visibile a coloro i quali fossero in cerca dei miei contenuti.

Così uno cosa fa? Si mette alla ricerca di un valido webmaster. Ma attenzione perchè non è facile trovarne di bravi sul serio e la vostra operazione potrebbe rivelarsi un errore madornale.

I webmaster meno avveduti

Molte volte i webmaster meno avveduti (i quali non conoscono il tuo lavoro) tendono a scopiazzare qua e là contenuti ed idee provenienti da altri siti simili al vostro nella speranza che siano efficaci anche per voi. Non conoscono minimamente il tuo lavoro, né i tuoi prodotti, né tanto meno le cose che hai imparato all’interno della tua ditta/azienda/piccola-media impresa in tanti anni. Non conoscono le corrette parole chiave (le così dette Tag Head che si inseriscono in un’apposita lista) da aggiungere al tuo sito affinché la giusta clientela ti possa trovare. Le parole chiave che usano sono semplicemente parole che devono attirare quanti più visitatori le digitino nei motori di ricerca. Alcuni webmaster poi non considerano che se un visitatore entra (grazie ad una parola chiave efficacie che però non corrisponde a quanto offerto su un sito) e non trova quello che cerca, esce immediatamente. Spesso si guarda la quantità e non la qualità delle visite che si possono ottenere ed il risultato è che si ottengono spesso siti con tante visite di pochi secondi. Visite che possono tranquillamente essere considerate inutili, nulle, a valore zero.

Il ruolo di Google Analytics

Ma come si viene a conoscenza di queste informazioni sui visitatori, sull’efficacia delle parole chiave, dei contenuti di un sito ecc.? Grazie a sistemi quali Google Analytics è possibile monitorare in modo del tutto anonimo quanti visitatori ha avuto ogni pagina del nostro sito ogni giorno/mese/anno. Ma non solo. E’ possibile sapere quanto tempo si sono trattenuti sul sito, su quali pagine, cosa cercavano e una miriade di dati in più. Tutti rigorosamente anonimi e nel rispetto della privacy.

Grazie a questi dati ho potuto constatare come utilizzare parole chiave che attirino molta gente non serva praticamente a nulla. Il webmaster meno avveduto però tende ad affermare imprudentemente il contrario. Continua a guardare che il vostro sito ha avuto magari 1500 visite oggi grazie alle sue parole chiave. Però non guarda che la quasi totalità dei visitatori che sono entrati, non hanno trovato quello che cercavano (essendo le parole chiave errate ed inserite solo per aumentare i visitatori) e sono usciti all’istante. Un sito così non funziona.

Le regole di base per un sito

Scrivere il titolo corretto di una pagina web, inserire in tale pagina le parole chiave corrette, una descrizione sintetica ed efficace della pagina, scrivere contenuti validi e ben formattati, rispettare le regole basilari riguardo ai link, alle immagini, ai contenuti aggiuntivi, alla struttura dell’intero sito, è un’operazione che nessuno può fare meglio di voi.

Ora mi aspetto che pensiate: “Io non sono capace di realizzare un sito web!” E’ possibile, ovvio, ma sì impara e state certi che se imparate bene, i risultati possono essere nettamente migliori di quelli che otterreste affidando la realizzazione del vostro sito a chi non conosce voi, il vostro carattere, la vostra attività, la vostra esperienza, i vostri prodotti, i vostri punti di forza, i vostri metodi, le vostre idee, i vostri obiettivi, i vostri progetti futuri… E se proprio non avete tempo di imparare, la soluzione altrettanto valida può essere quella di assumere un dipendente interno alla vostra azienda che curi giorno dopo giorno il sito aziendale in ogni dettaglio. Non pensate che una volta realizzato un buon sito, non occorra più avere il vostro web master personale. Eh già perchè i siti vanno aggiornati nella grafica, nel codice, nei contenuti molto più spesso di quanto crediate. Se un sito funziona può essere aggiornato e migliorato anche giornalmente.

La costanza innanzitutto

Se aderite ad una o più campagne AdWords e se avete installato un sistema di monitoraggio come Google Analytics (sono solo alcuni esempi di una scelta ben più vasta di utili applicazioni per far funzionare a dovere il vostro sito), avrete un bel po’ da fare giornalmente. Il vostro webmaster potrebbe avere proprio l’ufficio o la scrivania accanto alla vostra, tanto elevata sarà la frequenza delle consultazioni reciproche. Lui avrà bisogno di stare a contatto con voi e voi avrete bisogno di una persona esperta che trasformi le vostre richieste in qualcosa di concreto.

Un semplice esempio

Oggi ho diversi siti, tutti curati da me e tutti molto semplici ma ben realizzati, validi, funzionanti, in continuo aggiornamento ed evoluzione. Ho imparato a fare siti statici e dinamici, blog e forum, ho imparato a combattere con i diversi browser e con tante differenti tipologie di implementazioni, di utilità, ho imparato a posizionarli nel web, ad investire su di loro, ad evolvere i loro contenuti, la loro grafica, ho imparato ad implementare il loro codice con nuove funzioni per me molto interessanti. Me li giro e rigiro come voglio, li faccio, li disfo, li rinnovo ed i visitatori mi contattano spesso e aumentano sempre più. Ho imparato persino a chiedere ai visitatori stessi cosa cambiare, cosa migliorare. Cosa ancor più importante: li ho inventati da zero. Ma come?

Come iniziare

Ho comprato molti libri per imparare a realizzarli, ho comprato costosi video-corsi professionali, mi sono fatto consigliare da informatici esperti, da webmaster amatoriali e professionisti, ho studiato anche alcune guide su internet ed ho scoperto che bisogna stare molto attenti ad esempio a coloro che si spacciano per persone che miglioreranno con questo o quello stratagemma la posizione del tuo sito nell’iperspazio web. (Per posizione si intende: cerco un divano su internet, a quale pagina uscirà il tuo sito? Alla 45°? Allora difficilmente la tua pagina web verrà vista). Molte di queste persone sono proprio quelle che ti forniscono la solita pappardella che propongono a tutti il solito metodo che fa ottenere ad un sito la maggiore quantità di visite… tante visite sì, ma quanto durano? Che risultati portano? A cosa servono? Hai effettivamente aumentato le tue vendite ed i tuoi contatti con il mondo?

Continua…

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I prodotti LEGO in Italia si stanno estinguendo?

Scritto da ralph-dte.eu il 25 Settembre 2010

E con essi anche la fantasia dei giovani?

Di tanto in tanto faccio un salto sul sito della Lego (quanti ricordi da bambino e non solo… grazie ai famosi Lego Città, Lego Technic…). Proprio di recente ho notato una cosa sconfortante. Sul catalogo prodotti del sito Lego italiano, nell’area prodotti, ci sono davvero pochissimi articoli. Le costruzioni Lego destinate all’Italia sono state decimate. Se invece si visita il sito inglese/americano, si può osservare come l’area prodotti sia suddivisa in ben tre pagine con le categorie al completo.  Ad esempio all’estero ancora esistono le costruzioni Lego destinate alla città (pompieri, caserme, aeroporti, stazioni, treni, trasporti, addirittura agricoltura…) e alla creatività dei bambini e dei ragazzi.

Ebbene quando su un catalogo non sono presenti taluni prodotti, significa che questi non vengono richiesti. Ma allora cosa fanno i più giovani in Italia nelle ore di svago? Troppa televisione? Troppi videogames?

Con gli anni che avanzano ed i tempi che cambiano tutto diventa più prematuro e anticipato. Anticipa l’età in cui i giovani entrano in possesso di un telefono cellulare, anticipa l’età in cui si guardano programmi televisivi dedicati a persone più adulte, anticipa l’età in cui si entra in possesso di un computer e si naviga abbondantemente su internet… Anticipa tutto.

Questo significa che i più giovani in Italia saltano una fase importante come quella del “giocare con le costruzioni”?* Se la Lego ha eliminato diversi prodotti importanti dal catalogo italiano, evidentemente sì.

La Lego ha vinto ben due premi come “gioco del secolo” e questo perchè è dimostrato che stimola incredibilmente la creatività dei giovani a costruire non solo cose tecniche, cose pratiche, cose curiose e creative,  ma stimola addirittura a costruire una società…

Di seguito due righe tratte dalla descrizione del brand LEGO.

Il Brand LEGO

Il brand LEGO è molto di più del nostro famoso logo. È l’aspettativa che la gente ha della nostra società, nei confronti dei suoi prodotti e dei suoi servizi, è la responsabilità che il LEGO Group prova nei confronti del mondo che lo circonda. Il brand è una garanzia di qualità e originalità. I bambini sono curiosi, creativi e fantasiosi, con un innato desiderio di apprendere. Dobbiamo incoraggiare il fanciullo che è in ciascuno di noi!

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*Come mai i cataloghi più completi delle costruzioni Lego sono disponibili in Inghilterra, Danimarca, Germania… e come mai ci capita di osservare spesso sui documentari come i giovani di queste nazioni abbiano inventato molteplici utilità, migliorato il loro ambiente, la loro società, i servizi?

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Il ritorno del Fai da te (questa volta Open Source)

Scritto da ralph-dte.eu il 21 Settembre 2010

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Rubrica: The expert on the salmon

Titolo o argomento: Un nuovo modo di vedere il “Fai da te” e condividerlo con altri appassionati del tuo ramo

Tornando indietro nel tempo con la memoria mi ricordo di quando, appena bambino, osservavo con ammirazione il tavolo degli attrezzi di mio padre. Ci finiva sopra di tutto, dalle vecchie radio alla mia bicicletta e, alla fine della giornata, come per magia tutto tornava a funzionare. Era il mio primo contatto con le riparazioni domestiche.

Oggigiorno però il Fai da Te non solo è passato di moda ma, se si fa parte di quei pochi appassionati ancora interessati, è diventata un’impresa quasi impossibile da realizzare in  proprio. Da un lato la colpa è della maggiore complessità della tecnologia contenuta nei dispositivi (un motore di una moderna utilitaria è esponenzialmente più complesso di quello di una vettura di 50 anni fa) e dall’altro per la naturale riduzione dei prezzi di sostituzione (aprire un lettore mp3 e cercare di ripararlo viene a costare di più che comprarlo nuovo). Anche gli strumenti si sono evoluti, passando dagli indispensabili cacciaviti e saldatori a piccoli attrezzi di precisione chirurgica.

Ma ci sono alcuni progetti che invece tentano di riportare in auge il Fai da Te, con modelli OpenSource di hardware e software. Uno di questi, che mi è sembrato di particolare interesse, si chiama Arduino ed è una piattaforma per il controllo automatico di dispositivi elettronici (ad esempio una macchina fotografica o un irrigatore per un giardino). Una piattaforma che presenta la particolarità di avere il codice aperto ed estremamente personalizzabile. Una piccola scheda elettronica programmabile e gestita dalla comunità di appassionati che desiderano condividere lo sviluppo di un progetto.

Ma a cosa serve una cosa del genere?

Le possibili implementazioni sono limitate solo dalla fantasia degli utenti.

Eccone due esempi:

PHOTODUINO

Si tratta di un progetto Open Source per realizzare un sistema di controllo automatico per una macchina fotografica. Il progetto include la possibilità di collegare ad una normale macchina fotografica dei sensori (fotocellule, sensori sonori o laser) che permettono di realizzare scatti speciali. Per esempio è possibile immortalare un fulmine o settare un determinato livello di rumore per scattare la foto di un palloncino nel momento in cui esplode. Alcuni esempi di foto: galleria foto scattate.

Tutto questo mediante resistenze, condensatori, cavetti elettrici e un paio di transistor, reperibili in qualsiasi negozio di elettronica per pochi euro. Una volta montato tutto il sistema, è possibile configurare il controllo tramite firmware caricato direttamente nell’unità centrale Arduino e modificabile a piacimento.

Fai da Te Open Source

GARDENBOT

Un altro esempio di progetto Fai da Te completamente personalizzabile è Gardenbot. L’idea è quella di realizzare un piccolo giardino domestico (sia interno che esterno) completamente gestito da un cervello elettronico, il cui compito è quello di regolare il livello di irrigazione in base ai diversi parametri di ingresso. E’ possibile infatti collegare l’unità centrale Arduino a un sensore di irradiamento solare, salinità del suolo, umidità e così via. In congiunzione con un software che elabora questi dati in ingresso e li associa ad un modello matematico per l’agricoltura, è possibile veder crescere i nostri ortaggi senza preoccuparsi di innaffiare tutti i giorni. Chissà che non sia un primo passo verso un ritorno all’agricoltura biologica domestica. :D

Fai da Te Open Source

La chiave del successo di questi progetti sono proprio i tanti appassionati che condividono le proprie esperienze. Per il resto, non ci sono scuse per non provarci: bastano pochi euro per comprare il materiale, scaricare i manuali e il software, e avere nel sangue lo spirito del Fai da Te!

Link interessanti: Auto a idrogeno Open Source

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti.
 Leggi tutti gli articoli della rubrica “The Expert on the Salmon”  a cura dell’Ing. Davide Mazzanti

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Fare drift con il carro funebre è possibile?

Scritto da ralph-dte.eu il 11 Settembre 2010

Maniaco del drift?

Notizia certamente stramba, insolita e assurda… eppure qualcuno (autocar.co.uk) ha provato a vedere se è possibile riuscire a “driftare” con il carro funebre sebbene questo pesi due tonnellate ed abbia una passo esageratamente lungo che dovrebbe conferire una buona dose di stabilità in curva. Certo per riuscire nell’impresa si è dovuto letteralmente allagare la pista dello “skid pad” ma i risultati non si sono fatti aspettare.

Per i maniaci del drift ecco il link al video: clicca qui!

 drift con carro funebre

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Logica matematica, imprenditoria e lavoro.

Scritto da ralph-dte.eu il 7 Luglio 2010

Se io affermo: “Alle volte sono sempre invincibile” commetto un errore di logica e questo perchè o sono invincibile sempre oppure lo sono a volte. Se io invece attribuisco alla voce “a volte” un insieme di definizione ovvero specifico una situazione, un intervallo, un range entro il quale è valida la voce  “sempre invincibile”, non commetterò più un errore di logica nell’affermare che in quelle date volte sono sempre invincibile. Ad esempio se affermo: “Le volte in cui gioco a calcetto sull’erba sintetica vinco sempre” ho definito il perchè mi considero sempre invincibile ma allo stesso tempo solo alle volte. Ho posto quindi una condizione. Meglio ancora sarebbe affermare: “Quando gioco a calcetto sull’erba sintetica vinco sempre mentre quando gioco sul campetto sotto casa pieno di buche non vinco quasi mai”.

Questo banale esempio è un esempio piuttosto chiaro di cosa sia la logica matematica. Sebbene sia abbondantemente evitata dalla maggior parte degli studenti, risulta invece assai importante per allenare la mente soprattutto quando si combatte con lavori eseguiti in modo troppo meccanico e ripetitivo. Spesso nell’imprenditoria si seguono troppo degli schemi abituali e si è poco allenati ad utilizzare la mente per “ragionare”. Allenare la mente studiando la matematica non solo migliora le prestazioni sul lavoro e durante lo studio, ma stimola la creatività ed aiuta a risolvere i problemi in modo decisamente più rapido ed efficiente. In imprenditoria spesso si lavora su affermazioni che non sono logiche con il risultato che ci si ritrova davanti ad ostacoli insormontabili. Se si fosse più abituati a “ragionare” sarebbe possibile prevedere le successive mosse ed i successivi risultati ottenibili prendendo una determinata direzione proprio come quando si gioca a scacchi o si risolve il cubo di Rubik. :D

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Impossibile risolvere il cubo di Rubik se non si prevedono a mente diverse mosse successive a quella che si sta per operare.

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Le dimensioni della ricchezza

Scritto da ralph-dte.eu il 5 Luglio 2010

Se vogliamo rappresentare un punto ci è sufficiente una dimensione, ma se vogliamo rappresentare una superficie necessitiamo di due dimensioni e se vogliamo rappresentare un solido abbiamo bisogno di tre dimensioni. Scontato direte voi. Come le rette, gli spazi e i solidi hanno bisogno delle loro opportune dimensioni per essere rappresentati, così la ricchezza ha più di una dimensione.

Ognuno di noi può collocare la ricchezza in una diversa dimensione. La massa, ad esempio, vede la ricchezza esclusivamente come la disponibilità di enormi capitali. Tanto più denaro si ha, tanto più si è ricchi. Una dimensione più completa vede invece la ricchezza come la capacità di un uomo di saper fare, inventare, evolvere, creare e, cosa più importante, adattarsi.

Per quanto possa sembrare un concetto molto astratto, ecco che con un semplice esempio tutto diventa più chiaro:

“Chi è più ricco tra un individuo che dispone di elevati capitali ammucchiati da una parte, conservati con molta preoccupazione e difesi con ogni mezzo possibile, una persona che se perde tali capitali perde la sua sensazione di sicurezza ed un secondo individuo che studia, ha esperienza, sa fare, sa creare, sa risolvere problemi, affrontare situazioni, evolversi con la società, adattarsi alle necessità che cambiano, provvedere autonomamente alla maggior parte delle cose di cui ha bisogno e mettere a disposizione degli altri le sue conoscenze?”

Certo la battaglia per questa risposta è dura. Non si può negare che il secondo individuo se disponesse di maggiori capitali potrebbe fare molte, molte più cose e creare molte più situazioni, occasioni… Ma non si può nemmeno negare che il primo individuo, al primo errore o al primo collasso economico delle realtà che ha intorno, diventi un poveretto che potrebbe non saper fare nulla e che non ha alcuna chance di sopravvivenza. -Nel film “Un povero ricco”, Renato Pozzetto interpretava una persona afflitta dalla paura di diventare povera. Alla fine questo personaggio decide di simulare la povertà per vedere se sa cavarsela… Nella sua comicità il film ha una morale decisamente istruttiva.-

Conosco un ragazzo che con circa 2.000 euro ha acquistato degli attrezzi per lavorare il legno. Con un investimento così basso oggi vende e stravende i suoi prodotti in legno e questo è solo uno dei tanti lavori che sa fare. Conosco anche un’altra persona che non ha fatto altro che ammucchiare il suo denaro e che dopo tanti anni, se qualcuno dovesse portarglielo via, non saprebbe fare niente di niente. Sicuri che la ricchezza sia solo nel denaro? O anche nelle capacità di sapersela cavare?

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Il denaro “dà” ricchezza, l’artigiano è un esempio “di” ricchezza

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Calo di zuccheri davanti al computer?

Scritto da ralph-dte.eu il 16 Giugno 2010

Rubrica: Mente e salute

Titolo o argomento: Attenti ai luoghi comuni

Solitamente quando si sta troppo tempo davanti al pc e si accusa stanchezza si afferma la solita frase fatta: “Ah, ho un calo di zuccheri”. Ebbene, questa frase è letteralmente inesatta anzi, del tutto scorretta. A quanto pare la sensazione di stanchezza è prettamente legata allo stress che il computer imprime al nostro organismo. Tale stress ha un effetto piuttosto incisivo sui consumi di magnesio e potassio del nostro corpo. Il magnesio ed il potassio sono tra i più importanti sali minerali di cui l’organismo ha bisogno per l’equilibrio idrosalino delle cellule. Un equilibrio che, per quanto strano possa sembrare, viene alterato dalle luci al neon che retroilluminano i monitor lcd.

Pertanto oltre ai soliti consigli che riguardano le pause di almeno venti minuti ogni ora di utlizzo del pc e la corretta illuminazione dell’ambiente in cui si usa il computer stesso (vedi il nostro articolo specifico), è bene osservare una dieta ricca di sali minerali e integrarli giornalmente attraverso la giusta alimentazione.

Ricordiamo che:

Il calcio si trova in: latte  e suoi derivati (latticini, yogurt, formaggi), pesce in scatola (salmone, sardine), ortaggi a foglia verde;
Il magnesio si trova in: frutta secca, soia, cacao;
Il sodio si trova in: sale da tavola (cloruro di sodio), alcuni tipi di alghe marine commestibili, olive, latte, e spinaci;
Il potassio si trova in: legumi, patate, pomodori, banane;
Il cloro si trova in: sale da tavola;
Lo zolfo si trova in: carne, uova, legumi;
Il ferro si trova in: carni rosse, verdure a foglia verde, pesce (tonno, salmone), uova, frutta secca, fagioli, cereali;
Il fosforo si trova in: latte e pesce.

Ah dimenticavo! Assumere snack, merendine e dolciumi quando si accusa stanchezza nell’utilizzo del pc non solo non vi aiuta a reintegrare sali minerali ma causa una situazione di iperglicemia ossia di eccesso di zuccheri che alla lunga può portare al diabete. Se proprio non sai cosa mangiare è sempre bene mangiare un frutto o dei semplici crackers… cosa che tra l’altro vale anche dopo aver compiuto degli sforzi fisici che nulla hanno a che vedere con il pc. :)

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Note: se desiderate aggiornarci in merito, se siete qualificati e se state studiando gli effetti dello stress causato dall’uso eccessivo del computer, potete contattarci alla mail: ralph.dte@gmail.com per fornirci ulteriori informazioni e consigli.

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