Ralph DTE

Bringing art into engineering. 1024×768px

Archivi per la categoria 'Intrattenimento, grafica, animazione, video, 3d'

Partire dal fotoritocco per arrivare all’illuminazione di una scena e scoprire la professionalità del vostro video…

Grafica: come si realizza una grafica efficiente - 1

Scritto da ralph-dte.eu su 14 Maggio 2010

Metodo, logica e ragionamento

Ultimamente diverse persone mi hanno chiesto di realizzare una grafica per la loro attività (includendo io ai miei studi tecnologici anche quelli di grafica, marketing, branding, e psicologia…). Nessuna di queste persone si rendeva conto di cosa significhi realmente. Fare un disegno che fa scena mescolando un brodo di effetti, filtri, punti luce e riflessi, tratti linee e simboli senza senso… non significa fare una grafica corretta e, soprattutto, non significa fare una grafica che funzioni.

Ideare e realizzare una grafica è molto di più: è un gioco artistico ma soprattutto di logica… Potrei fare un discorso lungo e complicato ma sarebbe “pesante”, pertanto sintetizzo il concetto:

Quando si realizza una pubblicità, un’animazione, un logo, un cartellino promozionale… Il progetto comprenderà una parte grafica e una parte di testo (ma non sempre). La cosa che sottolineo essere importantissima è che ciò che è scritto deve rispecchiare ciò che è disegnato e viceversa. Ovvero la scritta deve essere una conferma di quanto già espresso dalla grafica e la grafica deve spalleggiare al meglio ciò che comunica la scritta. Linee senza senso buttate lì per far scena possono piacere per qualche istante ma, subito dopo, ci si accorge che non comunicano assolutamente nulla. E vi garantisco che questo oggi è un errore più che frequente fatto anche su grafiche che costano care.

Quindi togliendo la scritta dovrei essere in grado di comprendere, anche solo dal disegno, cosa si vuole comunicare e viceversa. Il testo non deve essere lungo ma al contrario: breve, chiaro, intuitivo, efficiente e molto comunicativo. La parte grafica deve fare altrettanto. Quasi nessuno oggi si soffermerà a leggere righe e righe di presentazione di una ditta o un’azienda (Del resto stanno cercando un phon per capelli, cosa vuoi che gli importi sapere che tuo nonno li vendeva già negli anni 50 in una bottega fatta di pietra e travi di legno nel centro di una città con forte passato storico artistico culturale… :D ) o un progetto più importante: bisogna essere efficaci e colpire l’attenzione. Una volta ottenuta l’attenzione si può rimandare la persona interessata ad approfondire ulteriormente su una pagina specifica di un depliant o di un sitoweb. Ma anche qui: attenzione! Se già dalle prime righe degli approfondimenti il lettore intuirà anche un solo dettaglio non veritiero, tutto sarà vano. La gente oggi è molto più sveglia e pratica.

Alle persone che mi contattano pongo sempre particolari domande circa il loro modo di essere e le particolarità della loro attività. Molte di queste persone vedono questa cosa come una complicazione e così io decido di non fare alcun lavoro per loro :) Pensare che queste domande siano inutili porta senza ombra di dubbio all’insuccesso di un’idea grafica, quindi tanto vale non farla.

berardi_store_icona_nautica_animata_by_ralph_dte.gif

Una delle icone animate realizzate per il rivenditore Dometic Waeco Electrolux: www.berardi-store.eu La logica della nautica si intreccia con la logica del radar marino che visualizza il pallino dell’oggetto rilevato come il puntino della “i”. Il diritto d’autore appartiene a Berardi-Store.eu e a Ralph-DTE.eu è rigorosamente vietata la riproduzione su altri siti.

Pubblicato in Intrattenimento, grafica, animazione, video, 3d | Nessun commento »

Un gerundio tecnologico: rendering -7-

Scritto da ralph-dte.eu su 9 Aprile 2010

Il futuro a breve del rendering

Da CPU a GPU illimitate possibilità di crescita

Sebbene per gli esperti di hardware fosse un ragionamento piuttosto intuitivo e scontato già da tempo, solo da poco iniziamo a sentir parlare della possibilità di affidare il calcolo dei render non più alle CPU bensì alle GPU. Come molti di voi già sapranno la GPU è il microprocessore di una scheda video per computer o console . Le GPU moderne, sebbene operino a frequenze più basse delle normali CPU, sono molto più veloci di esse nell’eseguire i compiti in cui sono specializzate. Questa peculiarità, abbinata ad hardware e software dedicati darà, nel giro di pochi anni, la possibilità di ottenere render dalle proporzioni epiche in tempo reale.

Ciò significa un enorme cambiamento per tutti coloro che lavorano nel campo del 3d, ma non solo (cinema, pubblicità, progettazione, animazione, presentazione dei prodotti in modo interattivo sul web). In breve il mercato potrebbe saturarsi di studi specializzati e quant’altro che offriranno render dalla dimensioni impressionanti in tempi brevissimi e chi riuscirà ad emergere, ironia della sorte, potrebbe non essere il più veloce… Essendo la “velocità” destinata ad essere di tutti, coloro che sapranno fare la differenza circa il realismo, la genialità di un’idea, la qualità complessiva del lavoro e del servizio offerto, avranno certamente ottime carte in più da giocare.

iray

Un accenno di questo futuro a breve termine è possibile assaporarlo con “iray”. Iray è la prima soluzione al mondo di rendering interattivo fisicamente corretto e fotorealistico. Con iray gli utenti possono creare rapidamente ed in modo intuitivo immagini realistiche delle loro creazioni e non solo… è possibile esplorare i risultati in modo interattivo grazie alla potenza di elaborazione grafica della GPU NVIDIA. Per saperne di più…

iray_rendering_gpu_nvidia_futuro_del_rendering.jpg

Guarda il video

NVIDIA gelato

Intanto NVIDIA rilascia gratuitamente per i suoi clienti un primo assaggio del futuro:  Il software di rendering NVIDIA® Gelato® permette a tutti gli utenti che dispongono di una GPU NVIDIA di creare immagini sbalorditive in modo rapidissimo. Le prestazioni non sono ancora brillanti come potrebbero ma potrete iniziare a scaldarvi :)

Pubblicato in Intrattenimento, grafica, animazione, video, 3d | Nessun commento »

Stereoscopy -4-

Scritto da ralph-dte.eu su 2 Aprile 2010

Metodi per realizzare immagini stereoscopiche

Ci sono numerosi modi per presentare immagini stereoscopiche al vostro pubblico. Queste includono le immagini “freeform”, gli anaglifi, i display polarizzati ed infine le immagini stereoscopiche ottenute da sistemi automatici o più precisamente dagli “Automated shutter systems”. Gli ultimi due metodi sono decisamente costosi e affatto adatti a lavori “fai da te” pertanto, inizialmente, approfondiremo i primi due metodi.

Anagliphic stereographic viewing

Il più popolare metodo per ottenere immagini stereoscopiche consiste nella realizzazione di ‘Anaglifi’. Questo sistema si appoggia, oltre che su una particolare composizione video che vedremo tra poco, sull’uso di economici occhialini con lenti colorate per poter completare l’effetto. Più precisamente lente rossa per l’occhio sinistro, lente ciano per l’occhio destro (attenzione ‘ciano’ e non blu come spesso si pensa).

 Creare un anaglifo è piuttosto semplice. E’ sufficiente copiare il canale del rosso dell’immagine ripresa con la videocamera a sinistra nel canale del rosso dell’immagine ripresa con la videocamera a destra sostituendo l’orginale. Si indossano gli occhialini e l’illusione è fatta. Lo scopo delle lenti colorate negli occhialini è quello di filtrare in modo opportuno la composizione dei canali di colore dando la sensazione di osservare un’unica immagine.

I prerequisiti fondamentali sono la conoscenza di programmi per l’editing ed il compositing video (molto noto in questo settore è Shake), conoscenze inerenti l’uso dei ‘canali RGB’ (Red Green Blue), nozioni di base sulla composizione del colore ed infine aver posizionato due videocamere (o fotocamere)  identicamente regolate tra loro e perfettamente parallele (mai convergenti se non desiderate offrire spettacolari mal di testa ai vostri spettatori) con un interasse tra gli obiettivi di 5-10 centimetri. Le vostre prove e la vostra esperienza faranno il resto.

effetto_3d_stereoscopy_anaglifo.jpg

creare_immagini_stereoscopiche_anaglifi.jpg

Tra i lati positivi degli anaglifi c’è senz’altro l’economicità, d’altra parte però c’è l’impossibilità di ottenere profondità piuttosto accentuate.

Vedi anche:

Se state costruendo degli occhialini artigianali per questo effetto 3D, e non riuscite a trovare una pellicola ‘ciano’ per l’occhio destro, potete anche utilizzare una pellicola blu. Sappiate però che otterrete un constrasto alterato dell’immagine.

Continua…

Pubblicato in Intrattenimento, grafica, animazione, video, 3d | Nessun commento »

Stereoscopy -3-

Scritto da ralph-dte.eu su 27 Marzo 2010

Metodi per realizzare immagini stereoscopiche

Ci sono numerosi modi per presentare immagini stereoscopiche al vostro pubblico. Queste includono le immagini “freeform”, gli anaglifi, i display polarizzati ed infine le immagini stereoscopiche ottenute da sistemi automatici o più precisamente dagli “Automated shutter systems”. Gli ultimi due metodi sono decisamente costosi e affatto adatti a lavori “fai da te” pertanto, inizialmente, approfondiremo i primi due metodi.

Freeform Stereoscopic Viewing

Si tratta del sistema in assoluto più semplice ed economico per realizzare immagini stereoscopiche. E’ un metodo piuttosto curioso sul quale potrebbe persino venire da ridere. Si tratta infatti di affiancare due immagini apparentemente uguali ma che sono state riprese con il metodo descritto nei precedenti articoli di questa rubrica (Stereoscopy 1 - Stereoscopy 2), ovvero fotografate con una doppia macchina fotografica che abbia un interasse tra i due obiettivi il più possibile simile a quello degli occhi umani*.

Successivamente, non sto scherzando, dovreste incrociare gli occhi… Sì, come se stesse facendo gli scemi… Dovete incrociare gli occhi fino a che le due immagini che avete affiancato (siano esse su carta o sul monitor del computer) non risultino sovrapposte. Aspettate qualche istante che il cervello si adatti alla insolita esperienza visiva, dopodiché noterete un inaspettato senso di profondità dell’immagine. La terza dimensione, la profondità, risulterà alquanto marcata.

Ovviamente il lato sfavorevole è che la situazione la potete protrarre solo per pochi istanti e non è appetibile per guardare un film. Diciamo che è più un modo di giocare e di far vedere ai vostri amici qualcosa di curioso. Il costo? Ovviamente zero se l’effetto è realizzato digitalmente :)

Nei prossimi articoli di questa rubrica mostreremo dei curiosi esempi.

immagine_stereoscopica_doppio_obiettivo_effetto_3d.jpg

*In alternativa, se si sta lavorando mediante software 3d è sufficiente impostare due camere che riprendano la scena in modo parallelo tra loro e con una distanza tra gli obiettivi compresa tra i 5 ed i 10 centimetri.

Note: difetti nella vista possono impedire la riuscita di questo curioso esperimento.

Pubblicato in Intrattenimento, grafica, animazione, video, 3d | Nessun commento »

Un gerundio tecnologico: Compositing -2-

Scritto da ralph-dte.eu su 14 Gennaio 2010

Opacità di un livello

Articolo riferito alla struttura dei livelli in software quali photoshop, after effects, motion…

Abbiamo visto cosa sia un “livello” nei precedenti articoli realizzati su Photoshop. Ora daremo una definizione importante utile per poter proseguire nei prossimi articoli temi quali il compositing ed il masking (le composizioni e le maschere).

L’opacità è il grado di trasparenza di un’immagine. La trasparenza di  un livello, e quindi di un immagine o un clip video, permette di poter vedere l’immagine che si trova ad un livello inferiore. Un’opacità dello 0 % significa che un oggetto è invisibile; un’opacità del 100 % significa che l’oggetto è completamente opaco ossia perfettamente visibile.

opacita-livello-photoshop-after-effects-motion.jpg

Nell’immagine sopra possiamo notare che alla foto dell’auto sono stati sovrapposti 3 livelli con la medesima scritta. Ognuno di essi ha però una differente opacità ed è semplice comprenderne le differenze.

Pubblicato in Intrattenimento, grafica, animazione, video, 3d | Nessun commento »

Stereoscopy -2-

Scritto da ralph-dte.eu su 11 Gennaio 2010

Come funziona l’effetto “stereoscopy”

Le videocamere stereoscopiche comprendono due macchine da presa identiche montate l’una parallela all’altra su un tre piedi (tripod) o su un carrello (dolly). Ovviamente entrambe le macchine da presa possono scorrere e inclinarsi insieme. La regolazione delle ottiche è perfettamente coordinata tramite un apposito dispositivo. La regolazione del fuoco o dello zoom deve rigorosamente essere identica altrimenti gli spettatori che osserveranno il video potrebbero avvertire fastidiosi malditesta con ovvie conseguenze per le vendite dei biglietti :D

videocamera-effetto-3d-stereoscopyc_img2.jpg

In sostanza una macchina da presa di questo genere osserva la scena con lo stesso metodo dell’occhio umano. La distanza tra il centro dei due occhi/obiettivi dovrebbe essere di circa 6 centimetri, tuttavia non sempre è possibile per questione di ingombro degli obiettivi.

Macchine da presa convergenti o parallele verso il soggetto?

Proprio per questa similitudine molti commettono un tipico errore… Quando i nostri occhi si girano per guardare un soggetto, compiono rotazioni con angoli leggermente diversi. Solitamente gli occhi tengono a convergere verso il soggetto che osserviamo.  Per tale ragione molti pensano di creare un miglior effetto stereoscopico facendo convergere leggermente le camere da presa sul soggetto. Niente di più sbagliato. Le camere da presa devono assolutamente essere parallele tra loro o non otterremo l’effetto desiderato.

In realtà l’effetto “stereoscopy” non è un tentativo di emulare l’esperienza visiva umana, bensì ha lo scopo di creare l’illusione del 3D mostrando agli spettatori due immagini 2D. Una per occhio.

Quando si fa l’errore di convergere le camere da presa sul soggetto si vengono a creare due immagini con  differenti punti di vista che il cervello umano poi non riesce più a sovrapporre generando come conseguenza fastidiosi malditesta.

Continua…

Pubblicato in Intrattenimento, grafica, animazione, video, 3d | 2 Commenti »

Stereoscopy -1-

Scritto da ralph-dte.eu su 11 Gennaio 2010

Percepire l’illusione che un filmato sia in 3D

Stereoscopy è il nome del processo che consente, tramite un mezzo bidimensionale, di creare la “percezione” della terza dimensione. Questo significa che tramite tale metodo è possibile creare l’illusione di immagini in tre dimensioni su un video. Il concetto si basa su due immagini separate presenti contemporaneamente nel video che si osserva ma che vengono ricevute ognuna da un occhio diverso. Questo ovviamente grazie all’aiuto degli appositi occhiali. Senza l’ausilio degli occhiali, infatti, abbiamo l’impressione di osservare un video molto mosso, sfuocato.

Le immagini stereoscopiche possono essere create sia tramite dispositivi fisici come videocamere e macchine fotografiche, sia artificialmente al computer in quanto la tecnica è essenzialmente la stessa. La differenza sostanziale sta nel fatto che creando l’effetto stereoscopico al computer, si replica virtualmente ciò che si dovrebbe realizzare fisicamente con le camere da presa in uno studio. Ovviamente nei cartoni animati e nei film d’animazione (vedi il più che noto AVATAR uscito nelle sale cinematografiche in questi giorni) è d’obbligo la scelta del computer.

 film-avatar-e-la-tecnica-stereoscopy.jpg

Nota per i neofiti: è fondamentale non fare confusione scambiando elementi realizzati tramite gli strumenti di disegno 3d con un filmato visibile in 3d tramite la tecnica “stereoscopy” e gli appositi occhiali. Tutti gli oggetti, ambienti, personaggi e quant’altro creato in 3d sono normalmente visibili in un comune video come elementi in esso integrato e non necessitano di alcun ausilio per essere percepiti.

Continua…

Pubblicato in Intrattenimento, grafica, animazione, video, 3d, Mondo digitale | 2 Commenti »

Un gerundio tecnologico: Compositing -1-

Scritto da ralph-dte.eu su 6 Gennaio 2010

Creare composizioni

L’atto di creare un’immagine combinando due o più elementi di immagine fermi o commoventi. Il verbo “comporre” fa riferimento al processo di combinare questi elementi; Il sostantivo “composizone”, fa riferimento all’immagine che si ottiene come risultato finale. In un lavoro dedicato agli effetti visivi (visual effects), un composto terminato dà l’illusione che tutti gli elementi siano stati catturati da una singola camera che filma la scena. In motion graphics, la preoccupazione non è rivolta a convincere il pubblico di un particolare realismo, bensì si libera la fantasia e si creano miscele stilistiche e coerenti di elementi. Questo permette di ottenere particolari scene virtuali nelle quali presentare un prodotto ad esempio. Gli spot pubblicitari oggi ne sono pieni.

 compositing_composizone_compositor_articolo-ralph-dte.jpg

Immagine tratta da un noto spot di bevande energetiche. I corpi dei soggetti dello spot erano fantasiosamente circondati da fiamme generate dall’energia ottenuta con la bevanda. Si tratta di un ottimo esempio di “miscela stilistica e coerente di elementi composti”.

Vedi anche gli articoli: Creare le maschere di livello - Mask p1 - Mask p2 - Matte

Pubblicato in Intrattenimento, grafica, animazione, video, 3d | Nessun commento »

Un gerundio tecnologico: Masking -3-

Scritto da ralph-dte.eu su 4 Gennaio 2010

Matte

Matte è un termine inglese che si riferisce ad un’immagine che controlla l’opacità di un’altra immagine. L’opacità di un livello determina in che misura il livello sottostante viene oscurato o rivelato. Un livello con 1% di opacità è quasi trasparente, mentre uno con 100% di opacità è completamente opaco.

Il termine Matte viene spesso tradotto con la parola italiana: “sfondo”. Ad esempio il Matte Painting viene definito come: “verniciatura di sfondo”. In realtà non vi è una vera e propria traduzione in italiano del termine Matte, per tale ragione faremo un esempio pratico.

tecniche-grafiche.jpg tecnica-matte_ralph-dte.jpg

Nella prima immagine vediamo la foto originale senza ritocchi; nella seconda immagine, oltre a vedere la foto rielaborata, possiamo osservare la struttura dei livelli utilizzati e gli effetti prodotti dalla mascheratura di una parte del livello nero che controlla l’opacità del livello sottostante.

Abbiamo visto nei primi due articoli (masking 1 - masking 2) di questa rubrica cosa sono le maschere utilizzate nell’immagine digitale (photo - video). Il concetto di immagine che controlla l’opacità di un’altra immagine (”matte”) è molto legato al concetto di maschera (”mask”) in quanto grazie ad una maschera possiamo delimitare la zona nella quale gli effetti del livello per l’elaborazione dello sfondo “Matte” sono visibili.

Questi discorsi valgono sia per l’elaborazione delle foto che per l’elaborazione dei video. Nel mondo del digitale le tecniche video e fotografiche si sono “unificate”.

Nei prossimi articoli di questa rubrica parleremo di tutte le varianti del “Matte”.

Pubblicato in Intrattenimento, grafica, animazione, video, 3d | Nessun commento »

 
Chiudi
Invia e-mail