Ralph DTE

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Archivi per la categoria 'Le nostre prove e i nostri approfondimenti'

Tutto quello che abbiamo voluto testare raccontando la nostra esperienza ai lettori.

I-O Pilota

Scritto da ralph-dte.eu su 17 Febbraio 2010

Quando sei un pilota, un pilota veloce, in realtà non corri contro gli altri… corri contro te stesso. Il tuo scopo in gara deve essere quello di fare un giro meglio dell’altro. Questa la prima abilità indiscussa.

Successivamente è necessario rendersi conto che si deve mettere a frutto una serie di giri veloci con la possibilità, se non si è partiti in pole, di dover interagire con gli altri piloti in modo tale da non penalizzare la propria resa in pista.

Per tale ragione i piloti kamikaze hanno le gambe corte. Tanto spettacolo in principio, tanti incidenti subito dopo, scarsi risultati infine.

I piloti “abili calcolatori” riescono in tempi brevissimi a ragionare la migliore soluzione per ottenere un giro veloce che rende tanto nell’avanzamento della corsa, senza essere penalizzati dalle interazioni con gli altri piloti. Sorpassi ben concepiti, nei punti giusti, avversari studiati e ristudiati, permettono di sferrare il colpo decisivo nell’istante in cui il tempo sul giro non rischierà di essere penalizzato. Una logica a dir poco “geniale” si nasconde dentro i cervelloni dei piloti che vanno come il vento…

Quindi, paradossalmente, non si arriva primi facendo la guerra a tutti i piloti che ci precedono… Si arriva primi inarcando una buona serie di giri veloci all’interno dei quali si cerca di “fluire” tra un pilota e l’altro scivolandogli intorno come una corrente d’aria…

Input: acquisire comportamento avversario - Output: realizzare giro  veloce.

road-runner-velocita.jpg

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Quanto dura un cd, un dvd, un disco dati? -3-

Scritto da ralph-dte.eu su 25 Gennaio 2010

Conclusioni e supposizioni circa la prova sulla qualità di cd e dvd

Il dvd che nella nostra prova si è frantumato è stato evidentemente realizzato con una lamina protettiva di bassa qualità. Probabilmente un materiale che doveva essere il più assomigliante possibile al policarbonato ma con un costo nettamente inferiore.

Questo fattore ci lascia supporre che sono state fatte economie anche sulla laccatura e sul materiale della lamina dedicata all’incisione dei dati. Possiamo inoltre ipotizzare che utilizzando un materiale scadente per la realizzazione dello strato che conserva i dati, si possono probabilmente creare delle alterazioni chimiche nello strato stesso causate dal contatto con aria o umidità che possono provocare la perdita precoce dei dati. Questo significa che in seguito ad alterazioni chimiche sullo strato, si alterano conseguentemente anche le incisioni che devono essere lette dagli appositi laser dei lettori cd-dvd. Ovviamente si tratta solo di supposizioni sulle quali ancora stiamo curiosando e studiando. Supposizioni sì, ma non così infondate.

qualita-cd_dvd_materiale-cd_dvd.jpg

Questa prova è stata condotta dopo aver letto, su vari articoli presenti sul web, che molti utilizzatori di cd e dvd scadenti, hanno perso i dati (talvolta anche importanti) già dopo pochi mesi e non dopo i tanto agognati 30 anni (anche se non garantiti) indicati dalgli esperti per i cd dvd originali, ed i circa 10 anni per quelli di tipo R-RW.

LINK

Quanto dura un cd, un dvd, un disco dati - parte 1 -

Quanto dura un cd, un dvd, un disco dati - parte 2 -

Quanto dura un cd, un dvd, un disco dati - parte 3 -

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Quanto dura un cd, un dvd, un disco dati? -2-

Scritto da ralph-dte.eu su 24 Gennaio 2010

Di che materiale sono fatti i cd ed i dvd?

CD DVD prodotti industrialmente

I cd ed i dvd sono anche chiamati supporti ottici. Essi vengono realizzati con appositi macchinari i quali partono da un singolo esemplare (chiamato Master*) e ne ricavano una matrice. Tale matrice viene utilizzata poi su un sistema di stampaggio a pressa che permette una rapida produzione in serie di centinaia di migliaia di dischi. Inutile dire che a tali stampi è richiesto un livello di precisione dell’ordine del decimo di millimetro e che da ciò ne consegue ovviamente un costo elevato.

Sono composti da ben quattro strati:

Il primo strato è composto di una laccatura dove va posta l’etichetta.

Il secondo è uno strato acrilico di interposizione.

Il terzo è composto da una lamina di alluminio riflettente.

Il quarto (l’ultimo in basso) è di plastica trasparente o meglio di policarbonato ed ha funzioni protettive.

La lamina di alluminio è fondamentale perchè è su di essa che vengono incisi i solchi (solo nella produzione industriale di materiale originale) che il lettore dovrà poi interpretare come alternanza di segnali digitali binari “0 e 1″ fino a tradurre intere sequenze di dati. Questo sarà possibile perchè il laser, dove troverà un solco, disperderà il suo fascio; dove invece non troverà alcun solco, verrà riflesso fino a raggiungere un sensore optoelettronico.

 

CD DVD scrivibili masterizzati in casa o destinati alla distribuzione di materiale informativo, o ancora quelli realizzati come allegati di vario genere…

Si tratta di supporti ottici nettamente differenti (anche se non si vede) da quelli commerciali stampati di cui abbiamo parlato sopra. Nei prodotti di questo tipo è presente uno strato in più tra lo strato riflettente (il terzo) e quello di protezione (il quarto). Tale strato, detto Die, è “incidibile” dato che su esso è possibile creare dei microsolchi adottando un laser ad alta potenza che ne scalda la superficie fino a 750° centigradi. E’ costituito da materiali quali la cianina o la ftalocianina nei supporto registrabili “R”  oppure da una lega di argento, indio ed antimonio nei supporti riscrivibili “RW”.

I cd dvd scrivibili e riscrivibili (R, RW)  tentanto di emulare i cd ed i dvd prodotti industrialmente con il metodo dello stampaggio ma in realtà l’affidabilità dei due prodotti è ben diversa. Ovviamente, per scrivere un cd-dvd in casa, non è possibile allestire una linea di produzione per stampaggio ragione per cui esistono i prodotti R, RW.

come-e-fatto-un-cd_dvd-tecnica-e-materiali.jpg

Nella terza ed ultima parte di questa serie di articoli esporremo un semplice ragionamento e delle ipotesi avanzate in seguito alla nostra prova (vedi l’articolo precedente).

Continua con le conclusioni della nostra prova…

 

Link

Quanto dura un cd, un dvd, un disco dati - parte 1 -

Quanto dura un cd, un dvd, un disco dati - parte 2 -

Quanto dura un cd, un dvd, un disco dati - parte 3 -

 

*Da cui il termine “masterizzatore”

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Quanto dura un cd, un dvd, un disco dati? -1-

Scritto da ralph-dte.eu su 24 Gennaio 2010

Abbiamo voluto fare alcune prove e approfondimenti e…

La vita utile di un supporto come un cd o un dvd varia in base alla qualità del supporto stesso. Se da un lato è fondamentale conservare cd, dvd e memorie di vario genere in luoghi asciutti*, lontani dall’esposizione solare diretta** e da fonti di calore***, dall’altro lato è fondamentale acquistare un prodotto valido e di qualità (come per tutte le cose del resto).

Molti credono che i cd ed i dvd siano tutti uguali, così per dimostrarvi che non è assolutamente vero abbiamo fatto una prova semplice ma curiosa. Abbiamo preso un dvd di “marca” e lo abbiamo piegato a metà come un foglio di quaderno. Il risultato è stato che il supporto si è piegato completamente, ovviamente danneggiandosi ma senza spezzarsi. Abbiamo preso poi un dvd “low cost”, lo abbiamo piegato allo stesso modo e dopo pochi gradi di piega è letteralmente scoppiato con un tonfo secco frantumandosi tra le mani provocando oltretutto dei fastidiosissimi sottili tagli tra le dita. I frammenti che si sono prodotti sono stati decine e decine e per la stragrande maggioranza sottili come vetri.

Risultato?

Zero elasticità.

Ma questo è importante? Significa qualcosa?

Potrebbe esserci una relazione tra come si è rotto il dvd

e la capacità di conservare dati a lungo?

cd_dvd_di-che-materiale-sono-fatti_quanto-durano.jpg

Continua…

 

Link

Quanto dura un cd, un dvd, un disco dati - parte 1 -

Quanto dura un cd, un dvd, un disco dati - parte 2 -

Quanto dura un cd, un dvd, un disco dati - parte 3 -

 

*E’ preferibile conservare in luoghi poco umidi.
**E’ preferibile evitare di porre bacheche e mensole di fronte a finestre prive o meno di tendaggi.
***E’ preferibile conservare cd, dvd, memorie lontano da termosifoni o elettrodomestici che generano calore…

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Motomondiale - Un’enorme mole di lavoro dietro le quinte

Scritto da ralph-dte.eu su 7 Settembre 2009

Quello che i riflettori non illuminano

e le telecamere non raccontano 

Eh già perchè il motomondiale (gp125 - gp250 -MotoGP) con i suoi colori, la sua bellezza ed il suo “rumore” fa parlare di sé ovviamente solo prima e durante ogni evento, ogni gara. Così immaginiamo che le gare motociclistiche siano fatte di grossi investimenti per la tecnica, i prototipi, i meccanici, gli ingegneri, i piloti, le trasferte, i grandi bilici a due piani…

Ed in parte è vero!

Ma avete mai considerato l’enorme mole di lavoro e l’impressionante quantità di persone addette a creare un’immagine così luccicante? Si tratta di un vero e proprio esercito che include una quantità di lavoratori persino superiore a ingegneri e tecnici. Anche l’occhio vuole la sua parte, e per apparire “superplusultra” a pubblico e sponsor si spendono svariati milioni di euro.

Così oggi siamo andati a vedere cosa succede dopo un gran premio.

Finita la corsa, terminate le interviste, mostrati gli sponsor… un intero esercito di operai inizia i lavori di smantellamento del circus. All’interno di grandi bilici, o in spazi ad essi adiacenti, vengono realizzate hospitality, ristoranti, esposizioni, sale intrattenimento, sale conferenze, officine, laboratori meteo, uffici…

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Bilici dai costi esorbitanti (si parla di oltre 2.000.000 di Euro) sono in grado letteralmente di trasformarsi in veri e propri head-quarter. E’ il caso di Ducati che sfoggia più di un rimorchio (non vogliamo saperne il prezzo) in grado di trasformarsi in una struttura a due piani con sollevamento idraulico e collegabile agli altri camion.

Altri rimorchi si espandono lateralmente creando intere zone di ristoro con numerosi posti a sedere coperti da enormi tendoni in grado di garantire una buona ventilazione anche nelle giornate più calde.

Altri ancora contengono enormi televisori montati su tralicci all’interno di sale conferenze climatizzate semovibili.

Il lavoro al lunedi per riportare a casa tutto è impressionante. Centinaia di persone passano ore e ore sotto il sole a smontare pavimenti da paddock rivestiti persino in parquet. Bancali pronti a contenere decine di motorini (utili per gli spostamenti tra le strutture degli autodromi) vengono attrezzati e poi caricati sui camion. Interi tralicci e strutture con tanto di porte scorrevoli vengono letteralmente smontate pezzo pezzo per essere caricate sui bilici atti a contenerli. Tubazioni, matasse di cavi, attrezzature, illuminazione, contenitori giganti, bancali, tendoni, moquettes, prefabbricati, sedie e tavoli, addirittura cucine e banchi frigo, vengono caricati e legati con sforzi non da poco pronti per essere riutilizzati al gran premio successivo.

smontaggio-pavimenti-paddock_articolo-ralph-dte.jpg hospitality_motogp_articolo-ralph-dte.jpg motorini-paddock_bancali-di-carico_articolo-ralph-dte.jpg 

Quasi tutte le squadre, per riformare queste mini città, si presentano ad ogni gran premio con diversi giorni di anticipo. E la costruzione riparte. Un gioco, un divertimento, uno sport, un lavoro… che costa davvero caro.

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Una curiosa prova hardware

Scritto da ralph-dte.eu su 28 Agosto 2009

Abbiamo voluto fare una prova

una prova curiosa e discutibile

data la diversità dei computers scelti…

Intel vs Intel :)

Abbiamo messo a confronto un parametro di un computer Apple iMac del 2006* con un moderno portatile Centrino 2 del 2009. Il parametro su cui si è basata la prova era il tempo di avvio della versione valutativa del software 3d studio max 2010.

La prova è stata eseguita due volte. La prima volta con i computers appena accesi la mattina (quindi belli freddi). La seconda prova è stata effettuata pochi minuti dopo con la memoria ram già pronta.

Le prove sono state condotte con una temperatura in studio poco gradevole di ben 30,3°Centigradi ed una percentuale di umidità del 55%. Entrambi i computer alimentati a corrente.

Ecco tutti i dati ed i tempi rilevati:

1°Avvio del software

iMac (anno ‘06) processore Intel Core Duo 2 T7400 2,16Ghz 3GB ram: 43,84 s

Portatile (anno ‘09) processore Intel Core Duo2 Centrino2 P7350 2GHz 4GB ram: 1′e25″

2°Avvio del software (memoria RAM già carica)

iMac (anno ‘06): 18,09 s

Portatile (anno ‘09): 23 s

intel_core_2_duo_curiosa-prova.jpg

Note

Certo non si tratta di due computer nati per utilizzare particolari software 3d, tuttavia ci sembrava interessante metterli sotto il torchio per vedere quali risultati sarebbero emersi. Fate voi le vostre conclusioni anche se ci tengo a sottolineare che si tratta di una prova discutibile dato che il portatile utilizza la tecnologia Centrino 2.

*Ricordiamo che l’iMac utilizza tecnologia da portatile.

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Incominciamo a parlare di automobili -13-

Scritto da ralph-dte.eu su 3 Luglio 2009

In concessionaria mi hanno detto che

se non riporto la MOTO/AUTO da loro per i tagliandi

decade la Garanzia.

E’ vero?

NO, NON è ASSOLUTAMENTE VERO!!!

Dalla entrata in vigore del Regolamento CE 1400/2002, conosciuta come “Direttiva Monti“, le riparazioni e le sostituzioni possono essere effettuate presso qualsiasi operatore senza perdere la Garanzia Ufficiale della Casa madre.

La mia esperienza personale

Ho acquistato più di una moto Aprilia presso un concessionario di inaffidabile fama. Questo solo perchè mi sarei dovuto spostare “fuori” per effettuare l’acquisto da altre parti. Siccome si trattava di una 250 2 tempi spinta, il titolare se la rideva e mi faceva capire che sarei stato sempre alla loro assistenza (ed infatti per la maggior parte delle persone che conosco che hanno acquistato la moto lì, così è stato). Così io simpaticamente (visto l’affronto) gli ho detto:”La vedi ’sta moto? Guardala bene perchè non la vedi più!” E lui replicò dicendo che sarebbe decaduta la garanzia ecc ecc. Niente di più falso. Dopo un centinaio di chilometri di percorrenza il motorino passo passo che regola le valvole di scarico si rompe. Cosa strana. Disponendo noi del blog di un’officina laboratorio ed essendo, chi si occupa del reparto motori, qualificato, abbiamo proceduto allo smontaggio ed al controllo del pezzo. Risultato: è emerso che il concessionario aveva manomesso i cavi che partono dal motorino passo passo e raggiungono i comandi delle valvole di scarico. La casa li tende lasciando un certo gioco, mentre il concessionario li ha tirati con molta forza piegando l’alberino del motorino delle valvole RAVE. Ho chiamato l’Aprilia e sono stati davvero molto molto professionali. Mi hanno inviato il componente tramite il concessionario (GRATIS in GARANZIA) e non mi hanno obbligato a sostituirlo presso di lui. La Garanzia non è decaduta e la moto è andata sempre bene. Davvero molto bene. Penso di essere uno dei pochi che pur disponendo sempre e solo di moto 2 tempi, non ha mai avuto problemi di rotture o affidabilità.

Ai comportamenti di certe concessionarie le case dovrebbero porre molta attenzione. Eh già perchè forse molte case non considerano che se un concessionario imbroglia un cliente, spesso il cliente stesso che non se ne intende (non è obbligato a intendersene) da la colpa all’auto/moto scelta e impreca brutte parole che non cito contro le case madri. Risultato se non fossi stato motorista anche io avrei creduto che l’Aprilia RS 250 è un catorcio inaffidabile. Invece non è affatto vero, anzi…

Direttiva monti

regolamento europeo 1400

Lo scopo della direttiva, tradotta in un regolamento europeo vincolante per tutti i paesi della Comunità Europea, è sostanzialmente contrastare le pratiche che limitano la possibilità dei consumatori di scegliere i propri fornitori.

Nel tempo la concorrenza tra i fabbricanti ha portato a concentrare l’attenzione del mercato sul prezzo e le condizioni d’acquisto obbligando i consumatori ad utilizzare le officine autorizzate per la manutenzione ordinaria.

In sostanza i costruttori hanno potuto spostare parte dei ricavi dalla vendita al servizio obbligando i clienti all’acquisto dei ricambi di consumo a prezzi d’affezione al di fuori di ogni concorrenza.

Paradossalmente il prolungamento a due anni della garanzia ha rinforzato questa pratica.
Con la direttiva Monti si può acquistare l’auto dove si preferisce e far eseguire la necessaria manutenzione dove meglio si crede purché l’officina scelta risponda a precisi requisiti, disponga delle informazioni della casa ed utilizzi ricambi originali o di qualità corrispondente, senza che possa essere negata, al cliente, l’applicazione della Garanzia del Costruttore in caso di necessità.

Prima della entrata in vigore del Regolamento 1400 (Direttiva Monti), il Consumatore doveva sottostare a precisi vincoli per la manutenzione ordinaria, con costi fissati dalla Casa; se anche un semplice tagliando veniva effettuato al di fuori della rete di Officine autorizzate, la Casa e per essa le Officine autorizzate, avrebbero negato l’applicazione della garanzia per qualsiasi pezzo.

Questa “tradizione”, a tutto vantaggio delle Case e delle Officine da esse stesse autorizzate, è stata giudicata dalla Comunità Europea in contrasto con la libera concorrenza, ed è stato, quindi, introdotto il Regolamento 1400.

Le innovazioni del Regolamento 1400 e del D.Lgs. 24 hanno, come finalità primaria, la tutela del Consumatore nei riguardi del godimento della Garanzia di buon funzionamento rilasciata dalla Casa costruttrice del Veicolo.

Oggi il Consumatore può scegliere la soluzione più conveniente per lui, beneficiando della concorrenza tra le Officine delle reti ufficiali delle Case e quelle indipendenti, purché qualificate.

Questo articolo vi indica i nuovi diritti e come fare per trarne il dovuto vantaggio.

Concetti della Direttiva Monti

La Direttiva stabilisce, sostanzialmente, che le limitazioni imposte dai Costruttori nel subordinare l’applicazione della garanzia sul “Nuovo” sono illegali.

In dettaglio:

  • Il diritto dell’Officina Generica ad acquisire “Parti di ricambio del Costruttore auto” presso la rete del Costruttore.

  • Il diritto dell’Officina di usare “Parti Ricambio Originali”, fornite cioè dal costruttore delle parti stesse su specifiche della Casa automobilistica.

  • Il diritto dell’Officina di utilizzare “Parti di qualità corrispondente (conformi)”, fornite quindi da costruttori indipendenti che certificano la conformità delle parti di ricambio in relazione alle specifiche originali ed al livello di qualità prescritto dalla Casa Automobilistica.
  • Il diritto delle Officine di procurarsi tali parti anche da canali commerciali indipendenti e competitivi.
  • Il diritto del consumatore di effettuare interventi di manutenzione ordinaria, anche durante il periodo di garanzia, presso Officine di sua scelta, purché qualificate.
  • Il diritto del Venditore e/o del Consumatore dell’auto di effettuare interventi di riparazione o montaggio di accessori, presso Officine di sua fiducia.E’ chiaro che un officina, non appartenente alla rete di assistenza del costruttore, non può fornireparti e mano d’opera gratuitamente, mentre il Consumatore deve operare nel quadro del D.Lgs.24 e può esercitare, in alcuni casi, il diritto di regresso verso il Venditore;tuttavia la casa non può più far decadere la garanzia sul veicolo a causa di singoli interventi su parti difettose effettuate da Officine non autorizzate, che rimangono responsabili verso il Consumatore delle parti fornite secondo i termini del D.Lgs.24.
  • Il diritto delle Officine di accedere alle informazioni tecniche relative a manutenzione, riparazione e servizio (es. istruzioni di smontaggio, strumentazione specifica,formazione tecnica etc) rilasciate dalla Casa Automobilistica, alle stesse condizioni praticate alle Officine “autorizzate”. La effettuazione di operazioni relative a richiami formali del Costruttore deve essere svolta nell’ambito della rete di officine Autorizzate.
    Quindi il Consumatore può scegliere liberamente il Venditore più conveniente, senza doversi preoccupare della Garanzia di Buon Funzionamento che il Costruttore DEVE riconoscere, indipendentemente dal venditore.
  • Il Consumatore può rivolgersi dove meglio crede per la manutenzione ordinaria e per la installazione di equipaggiamenti after market, senza che il Costruttore possa far decadere la Garanzia.
  • La nozione di “Garanzia del Costruttore” o di buon funzionamento.
  • Il Costruttore del Veicolo si assumeva la responsabilità del buon funzionamento dell’intero veicolo acquistato dal Consumatore, riparando o sostituendo parti che si rivelassero difettose, tramite una Officina debitamente autorizzata che gestisse il rapporto “contrattuale “ tra il Consumatore ed il Costruttore.
  • Il Costruttore rispondeva delle Parti assemblate sul veicolo, indipendentemente dal fornitore delle medesime, comprese parti come batteria, pneumatici etc. L’intero modello della “Garanzia” rifletteva una concezione del rapporto tra le parti dove il Consumatore è Cliente della Casa Automobilistica, raggiunto tramite la rete organizzata della Casa stessa.
    Oggi non è più così; il Venditore è tenuto ad assicurare la garanzia sulle auto da lui vendute e risponde direttamente al Consumatore di ogni difetto emerso nei 24 mesi seguenti la vendita (o di più se la casa pubblicizza garanzie estese per oltre 24 mesi).
    Il Costruttore, tipicamente, subordina la propria responsabilità sulle parti difettose all’effettuazione della manutenzione ordinaria, tipicamente strutturata in “tagliandi” da effettuarsi a percorrenza o scadenze temporali prescritte.
  • La nozione di Manutenzione Ordinaria
    Per mantenere lo stato di efficienza previsto dalla Casa Automobilistica il veicolo deve essere sottoposto a periodiche ispezioni e sostituzioni di materiali di consumo.
    Durante queste fasi di ispezione le parti sottoposte ad usura vengono verificate e, se necessario, sostituite a pagamento; in caso di usura anomala (o di difetti di altre parti che causano tale anomala usura) l’Officina deve segnalare tale necessità perché l’Acquirente possa decidere il da farsi.
    Durante il periodo di Garanzia ovviamente l’Acquirente richiederà l’applicazione della medesima.
    L’aspetto rilevante della corretta manutenzione ordinaria è l’ ispezione sistematica del veicolo che è finalizzata a prevenire inconvenienti seri identificando difetti o anomalie in fase precoce.
    Questa è la ragione per cui la mancata effettuazione dei “tagliandi” è legittimamente ragione perché venga negata l’applicazione della Garanzia da parte della casa Automobilistica anche per parti apparentemente non direttamente coinvolte nei “tagliandi.
    In effetti il contenuto delle operazioni relative ai “tagliandi” è descritto sommariamente nel “libretto d’uso e manutenzione” consegnato al Consumatore insieme al veicolo ( il “cosa”), mentre le procedure di ispezione ed i criteri di valutazione dello stato d’usura etc (il “come”), sono riservati alla letteratura tecnica, circolari e quant’altro che la Casa Automobilistica riservava alla propria rete di assistenza.
    Oggi, con modalità diverse da Casa a casa, tali informazioni sono obbligatoriamente rese disponibili anche agli Operatori indipendenti.

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Incominciamo a parlare di automobili -9-

Scritto da ralph-dte.eu su 18 Maggio 2009

I segreti dei consumi di carburante

Introduzione

Ho notato che c’è molta confusione quando si parla di consumi di auto. E’ ancora forte la credenza che le piccole utilitarie consumino meno. Niente di più sbagliato.

Ho conosciuto tanta gente che aveva piccole vetture come la panda e al tempo stesso lamentavano percorrenze di 10 chilometri al litro. Uno di loro in particolare mi sorprese perché negli anni ‘90 passò dalla Panda alla tanto agognata Lancia Delta HF Integrale. Mi dimostrò che utilizzando debitamente la sua Lancia secondo le norme stradali, i consumi erano molto molto simili, ossia sui 10 km/l sia per la Panda sia per la Delta. Eppure la prima era un 750 la seconda un 2000 turbo 16 valvole.

Durante un test sui consumi condotto da quattroruote (ai tempi in cui uscì la prima Z3), presero in prova una Z3M e usandola nell’extraurbano raggiunsero i 18 km al litro… Con 321 CV!!! Possiedo una Renault Clio 1.8 16v (140CV) del ’92, una macchina che ha quasi 20 anni e che consuma meno della Panda (circa 60 CV) che la mia ragazza ha comprato l’anno scorso. La mia Clio, tutta egregiamente originale e tenuta a puntino percorre tranquillamente 14-15km/l, la Panda della mia ragazza (nuova) rasenta i 10km/l. Io ho più del doppio della sua potenza. Per fortuna in questi anni Toyota ha spiegato che con un motore brillante si possono ottenere consumi inferiori. E finalmente! Mi credevano solo gli altri motoristi fino a pochi anni fa.

Ragionando per estremi, una Ferrari F50 con un motore 12 cilindri 4,7cc 520 CV ha dei consumi paurosi, mi sembra ovvio… Ma si tratta di ben 12Cilindri. Immaginate di prendere lo stesso motore, frazionarlo, e trasformarlo in un 4 cilindri. Consumerebbe di più o di meno di quello di una comune auto “piccola” a 4 cilindri? La risposta è che consumerebbe molto meno, ma costerebbe un’esagerazione di più per l’elevata raffinatezza. I primi motori a “benzina” a “iniezione diretta” di Renault e Audi di qualche anno fa, avevano consumi davvero contenuti in proporzione alle vetture sulle quali erano montati. Oggi si stanno adeguando un pò tutti in seguito alle nuove normative della comunità europea.

Fattori importanti

I consumi non dipendono da quanto è piccola una macchina. Non è assolutamente detto che una vettura piccola consumi meno di una più grande. Quello che è certo è che la vettura piccola costa meno di quella più grande. Ma non a pari qualità. Costa meno a scapito di tutti i parametri che regolano la qualità di una vettura fatta eccezione per l’impianto idraulico dei freni (che deve essere supersicuro) e quello dello sterzo (anche se non sempre).

I consumi dipendono da:

  • Raffinatezza ed efficienza del motore (tolleranze, giochi, accoppiamenti di organi meccanici, rendimento termico e volumetrico. Avremo modo di parlarne in seguito.)
  • Qualità del carburante usato
  • Peso del veicolo
  • Peso delle persone a bordo
  • Aerodinamica
  • Larghezza pneumatici
  • Presenza di Accessori quali portapacchi
  • Finestrini aperti
  • Aria condizionata accesa
  • Strada che si percorre
  • Modo di guidare
  • Elettronica
  • Utilizzo eccessivo dei freni
  • Azioni abbondanti sull’acceleratore

Consumo Specifico 

Inoltre vediamo come si calcola il consumo specifico di un motore:

Consumo specifico di carburante:

Csc=Mc/Pe

dove Mc è la massa del combustibile

e Pe è la potenza effettiva erogata

E’ tuttavia un parametro dimensionale e, la sua unità di misura, è  g/KWh ovvero grammi di combustibile su chilowatt ora.

Il Consumo specifico di energia, invece, è un parametro “adimensionale” e vale:

Cse=(Mc·Hi)/pe

dove Hi è il potere calorifico inferiore del combustibile ossia la quantità di calore sviluppata nel corso della combustione completa dell’unità di massa del combustibile considerato.

Il reciproco del consumo specifico di energia, ovvero 1/Cse rappresenta il RENDIMENTO GLOBALE DEL MOTORE:

ηg=1/Cse

camera-di-scoppio.jpg

L’elettronica 

Bisogna infine tenere conto di un parametro importantissimo al quale nessuno, o quasi, fa caso: L’elettronica.

Se una vettura viene prodotta con un dato motore (ad esempio un 1.9 TD) e se nell’anno in cui la vettura esce in produzione, aumentano le tasse di possesso delle automobili (il bollo) o le assicurazioni, le case costruttrici, per evitare di perdere le vendite e quindi i clienti, intervengono sull’elettronica (la famosa centralina) limitando le prestazioni del motore ed abbassando i suoi valori di coppia e potenza. Ne segue che la vettura sarà soggetta ad un bollo minore e chi era intenzionato ad acquistarla probabilmente non vi rinuncerà. Sono centinaia i casi. E’ una cosa molto frequente adattare la potenza del motore alle richieste della clientela tarando le centraline.

Spesso questo fenomeno da modo ai preparatori di centraline elettroniche, di riportare (in caso di piccole differenze) ai valori ottimali la coppia e la potenza erogate dal motore con un conseguente abbassamento (chissà come mai) dei consumi tanto pubblicizzato specie sulle riviste.

Un motore ben fatto, ben studiato, che gira rotondo, che non è soffocato, che non porta un peso eccessivo farà sicuramente meglio di un’utilitaria uscita male di fabbrica sotto ogni aspetto.

Conclusioni

Se le piccole utilitarie non vantano consumi contenuti tanto quanto ci si aspetta, vantano però bolli e assicurazioni più bassi. Questo ovviamente può essere considerato un vantaggio. I ricambi non risultano essere più economici di auto più prestanti, anzi… molto spesso si verifica il contrario. Il paraurti di una BMW serie 3 costa la metà di un paraurti di una Renault Clio. Verificate voi stessi. Le candele di una Golf costano di più delle candele di una “macchina” da corsa ben più prestigiosa. Rovinare il motore su una nota vettura a metano (ed è successo a 9 clienti su 10) costa molto di più che aver comprato la medesima vettura a benzina ed aver pagato il carburante. E così via…

TUTTAVIA l’automobile è un modo di esprimersi, di vivere, un Status Symbol… Mai criticare le vetture degli altri, noi italiani siamo molto permalosi in merito. Il mio è un ruolo delicato, la gente mi chiede informazioni sulla propria vettura e spesso mi vedo costretto a mentire perchè altrimenti ci si offende. Quindi il mio consiglio è:

“Acquistate l’auto che vi piace. Tutto qui. Non ci pensate troppo. Un appassionato come me, come ce ne sono tanti, che si ritrova però ad essere motorista, perito meccanico e laureando in Ing. Meccanica, magari vorrà qualcosa di più da un’auto e si ritroverà ad essere più “criticone”, “borbottone” e “razionale” nelle sue scelte… :D

NOTE:

nel prossimo articolo vi sveleremo una curiosità quasi straordinaria su una nota supercar italiana.

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Test Ride BMW F800R

Scritto da ralph-dte.eu su 13 Maggio 2009

La nuova F800R provata “per voi” dal nostro… Geometra :D

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Intro

Una prova non convenzionale… Non trovate? Fatta da un Geometra!!! Certo, credete che le moto di tutti i giorni le guidino solo persone super esperte o anche normali utenti appassionati che cercano la loro libertà sul mezzo che preferiscono?

Meglio sentire anche le impressioni di un comune motociclista, specie se si tratta di una donna che usa la moto per andare a lavoro e che scrive in modo imparziale e disinteressato :D

Le impressioni di guida di Elisa

Esteticamente è molto accattivante la nuova Bmw F800R che unisce la linea sportiva con lo spirito del turismo. A primo impatto si può definire una moto originale con una forte personalità caratterizzata dal doppio faro anteriore e dalla bombatura molto pronunciata tra la sella ed i comandi, dove di solito si trova il serbatoio che invece a sorpresa è posizionato nella parte posteriore sotto sella.

 A moto ferma mi rasserena il fatto che riesco ad appoggiare a terra tutto il piede. La posizione delle pedaline e la posizione del corpo risultano essere molto comode per me che sono alta 1.72 a differenza di altri modelli nei quali, ad esempio, la posizione delle pedaline è molto arretrata. I comandi sul manubrio sono disposti in modo molto intuitivo.

 In movimento è abbastanza “rustica” nel senso che l’acceleratore deve essere dosato molto bene visto che, la presenza del taglio dell’iniezione quando si lascia il gas (per rispettare le normative anti inquinamento), offre un erogazione a scatti ai regimi più bassi. Inoltre ho trovato che il freno motore sia molto forte, questo rende la marcia difficoltosa nel traffico dove le auto che precedono variano rapidamente la velocità.

 In curva si fa apprezzare perché è divertente e precisa… sono bastati pochi chilometri per prendere confidenza! Il cambio inizialmente sembrava un po’ ruvido ma è solo questione di abitudine e presto ci si fa la “mano”. L’erogazione è fluida, morbida, generosa, la coppia massima arriva subito e, nonostante la potenza contenuta, ho apprezzato la spinta decisa durante un sorpasso che ho potuto concludere rapidamente in tutta sicurezza come sui binari.

 Complessivamente un’ottima moto, leggera, precisa e spinta, adatta per medie percorrenze e molto divertente in curva, il prezzo si fa sentire ( € 8.250,00 base) ma la qualità si paga!

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Conclusioni

Ringrazio Il Geometra Elisa Coltrinari per aver partecipato a questa stramba iniziativa del nostro Blog. Si tratta di far provare moto di ogni genere a motociclisti non particolarmente esperti per trarne un giudizio imparziale con curiose impressioni…

Precedevo Elisa, nella prova, a bordo di una F800GS e dagli specchietti ho potuto osservare (sudando freddo) le generose pieghe che elargiva dopo pochi chilometri di confidenza. Notevole! Tuttavia le dovrò spiegare con calma che piegando così tanto, se si trova una buca all’improvviso, si rischia di finire per terra. :D

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