Ralph DTE

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Quello strumento che fa la differenza.

I finalisti di Electrolux Design Lab 2011

Scritto da ralph-dte.eu il 31 Agosto 2011

L’edizione 2011 del concorso Electrolux Design Lab ha avuto come tema la ricerca di soluzioni creative per la mobilità degli elettrodomestici. Si è chiesto infatti a 1300 studenti e neolaureati in industrial design, di tutto il mondo, di proporre soluzioni “intelligenti e mobili” per la preparazione del cibo, la pulizia degli ambienti ed il lavaggio dei piatti, sia all’interno che all’esterno dell’ambiente domestico. Lo scopo non è solo quello di impiegare la creatività per realizzare in futuro elettrodomestici ad elevata portabilità, piuttosto realizzarli in modo che permettano un utilizzo flessibile che faccia risparmiare tempo e dia più spazio alle esigenze di ognuno di noi.

Clicca sull’immagine sotto per vedere il video degli 8 prodotti finalisti ideati dai migliori studenti di industrial design di tutto il mondo.

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I prodotti più tecnologici Electrolux Dometic Waeco per la casa, il camper, la nautica e professional, li trovi da Berardi Store.

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Le sigle del web, una lingua sconosciuta? Termini dei comportamenti penalizzanti nei motori di ricerca

Scritto da ralph-dte.eu il 20 Maggio 2011

Rubrica: Le sigle del web, una lingua sconosciuta?

Titolo o argomento: Termini inerenti i comportamenti penalizzanti per il posizionamento dei siti web nei motori di ricerca

Black hat SEO

L’insieme delle tattiche SEO che infrangono le linee guida dei motori di ricerca con lo scopo di migliorare il posizionamento ed il PAGE RANK di un sito web. I siti web che sfruttano tattiche di Black Hat SEO vanno in contro a pesanti penalizzazioni da parte dei motori di ricerca.

Cloaking

Tattica che fornisce ai motori di ricerca un contenuto differente da quello mostrato ai visitatori di un sito web. Tecnica realizzata spesso riempiendo il codice di una pagina web con parole chiave che vengono lette dagli SPIDER ma non dagli utenti. Si tratta di una pratica illegale per i motori di ricerca i quali condannano simili comportamenti con pesanti penalizzazioni ovvero con un forte arretramento nei risultati delle ricerche web.

Doorway page

La doorway page o “pagina ponte” o ancora “pagina cancello” è una pagina colma di parole chiave e contenuti di testo la quale viene utilizzata solo per fini di posizionamento. Tale pagina infatti non viene mai mostrata agli utenti ma li porta verso uno specifico sito web.

Google bombing

Insieme di tecniche classificate come “scorrette” in cui un determinato numero di siti web  inserisce un link verso un unico sito mediante un’ancora comune.

Google bowling

Una tra le pratiche più scorrette per ottenere vantaggi nei motori di ricerca. Tramite questa tecnica si tenta di penalizzare un sito concorrente sabotandolo. Il sabotaggio avviene puntando un gran numero di link, provenienti da siti di bassa qualità, verso il sito preso di mira per far sì che Google lo penalizzi.

Hidden keywords

La tecnica attraverso la quale si nascondono diverse parole chiave nel codice HTML affinché queste siano visibili dagli spider ma non dagli utenti.

Hidden text

Una pratica SEO considerata SPAM attraverso la quale si tenta di nascondere una grande quantità di contenuti testuali nelle pagine web al fine di renderle visibili agli SPIDER ma non agli utenti.

Junk page

Tradotto letteralmente significa: pagina di rifiuti. Trattasi di una pagina web ricca di keyword (o parole chiave) con l’unico scopo di forzare l’indicizzazione sui motori di ricerca. Lo scopo è quello di rendere tali pagine facilmente rintracciabili dagli utenti con la speranza che quest’ultimi clicchino sui numerosi annunci pubblicitari presenti.

Keyword stuffing

Pratica che prevede l’immissione di numerose parole chiave sia nel codice che nella parte visibile del sito web al fine di forzare il posizionamento sui motori di ricerca. I siti che fanno uso di questa tecnica, non appena scoperti, vengono pesantemente penalizzati nei risultati delle ricerche.

Link farm

Un insieme di siti web strettamente collegati tra loro al solo scopo di gonfiare il PAGE RANK reciproco. Le link farm sono considerate in modo decisamente negativo dai motori di ricerca.

Machine generated

Contenuti di pagine web generati da appositi software allo scopo di rendere notevolmente più rapidi i processi di indicizzazione e posizionamento. Le pagine web realizzate con tali software, non appena rilevate, vengono pesantemente penalizzate.

OOP

Acronimo di “Over Optimization Penalty” ovvero la penalizzazione inflitta da un motore di ricerca ad un sito web sul quale è stato rilevato l’uso di tattiche SEO irregolari.

Redirect

Tecnica che reindirizza in modo automatico un utente da un sito web ad un altro. Il redirect non è ben visto dai motori di ricerca perchè spesso reindirizza verso siti di spam. Quando il redirect è attuato mediante JavaScript gli spider non sono in grado di seguire il link collegato e questo può portare ulteriori penalizzazioni.

Spam

Tecniche di manipolazione che violano le linee guida dei motori di ricerca.

Spamglish

Termine riferito ad un testo colmo di termini diversi, addirittura spesso inesistenti, allo scopo di confondere i motori di ricerca illudendoli che si tratti di un testo di senso compiuto.

Spamdexing

La pratica attraverso la quale si riempiono pagine web con termini SPAMGLISH con l’unico scopo di attirare l’attenzione dei motori di ricerca.

Tutti gli articoli sulle sigle particolari del web sono disponibili alla sezione “Utility” della pagina “Plus“.

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Le sigle del web, una lingua sconosciuta? - I termini delle campagne Pay per Click

Scritto da ralph-dte.eu il 29 Marzo 2011

Rubrica: Le sigle del web, una lingua sconosciuta?

Titolo o argomento: Termini inerenti il Pay per Click

Bid

Termine che definisce l’offerta che un inserzionista è disposto a pagare per un determinato numero di visualizzazioni (definite anche impressioni) o di clic in una campagna Pay per click.

Clickthrough

Il click di un visitatore su un annuncio pubblicitario che lo conduce ad un’altra pagina.

Clickthrough rate

E’ la velocità con cui gli utenti cliccano sugli annunci pubblicitari. Contrariamente a quanto si possa pensare gli annunci testuali sono decisamente più cliccati dei banner grafici.

Conversione

Situazione in cui un visitatore, dopo aver cliccato su un annuncio pubblicitario, diventa cliente del prodotto o servizio offerto.

CPA

Costo per Azione: prezzo pagato da un’azienda per il raggiungimento di specifiche azioni quali ad esempio la registrazione al sito aziendale, la registrazione alle proprie newsletter, la compilazione di un questionario, lo scaricamento della versione valutativa di un software e così via.

CPC

Costo per Click: prezzo pagato da un’azienda per ogni click ricevuto sul proprio messaggio pubblicitario.

CPL

Costo per Lead: prezzo pagato da un’azienda per ogni click al quale segue una richiesta informazioni.

CPO

Costo per Ordine: prezzo pagato da un’azienda per ogni click che si conclude con un ordine di beni o servizi.

CPS

Costo per Vendita: prezzo pagato da un’azienda per ogni click su un messaggio pubblicitario che si traduce in una reale vendita.

CPM

Costo per Migliaia: prezzo pagato da un’azienda ogni 1000 visualizzazioni (impressioni) di un annuncio.

Contatore

Uno script molto semplice il quale, in una pagina web, tiene il conto del numero di visitatori raggiunti giornalmente, settimanalmente, mensilmente, annualmente.

CTR

ClickThrough Rate ovvero Velocità di Clickthrough.  Trattasi del valore espresso dal rapporto tra il numero di click ed il numero di impressioni per un determinato annuncio pubblicitario. In altre parole il rapporto tra quante volte un annuncio pubblicitario è stato cliccato e quante volte è comparso a lato delle SERP (pagine contenenti i risulati delle ricerche effettuate su un motore di ricerca).

La seguente formula permette di calcolare il CTR: “(numero click/numero impressioni) x 100″

EPC

Earnings per Click: somma guadagnata da un’azienda divisa su ogni click ricevuto sul proprio messaggio pubblicitario.

Impressione

Visualizzazione di un singolo annuncio sulle SERP (pagine contenenti i risulati delle ricerche effettuate su un motore di ricerca). Un annuncio può essere anche visualizzato migliaia di volte in un giorno (ottenere quindi migliaia di impressioni) senza ricevere nemmeno un click.

PPC

Pay per Click: modello di pubblicità online per il quale si paga ogni singolo click ricevuto su di un determinato annuncio pubblicitario.

ROI

Return on Investement: Il profitto di un investimento ovvero il ritorno economico. A differenza delle comuni campagne pubblicitarie, su quelle Pay per Click il ROI è ricavabile in maniera estremamente precisa.

Strumento per la stima del traffico

Strumento atto a determinare rapidamente la stima del traffico generato da determinate parole chiave.

Text link ad

Annuncio pubblicitario in formato unicamente testuale (vedi ad esempio quelli proposti nelle SERP di Google).

Tutti gli articoli sulle sigle particolari del web sono disponibili alla sezione “Utility” della pagina “Plus“.

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Sicurezza “informatica” stradale

Scritto da ralph-dte.eu il 16 Febbraio 2011

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Rubrica: The expert on the salmon

Titolo o argomento: Sicurezza informatica stradale destinata alle vetture elettriche

Da ormai un paio di anni, ci stiamo abituando all’idea che il futuro dell’automobilismo sarà orientato sempre più alle vetture elettriche. Ovviamente i vantaggi sono indiscutibili: meno smog cittadino, maggiore efficienza di consumi, riduzione dell’inquinamento acustico e un lungo eccetera. Tutti conosciamo anche i retroscena che ne stanno frenando l’introduzione nel mercato, come il costo elevato delle batterie e la limitata autonomia (fatta eccezione per la Tesla Motors). Ma c’è una questione che per il momento è passata un po’ in sordina e che credo andrebbe analizzata prima del lancio massivo di auto elettriche sul mercato: la questione della sicurezza informatica.

Cosa c’entra la sicurezza informatica con un’auto elettrica? Più di quanto potremmo aspettarci. Spulciando tra le offerte che propongono i primi produttori di auto elettriche (in tutti i casi analizzati) sono presenti applicazioni per telefoni di ultima generazione che vi permettono di comandare/controllare la vostra futura auto. Grazie ad una centralina e ad un computer di bordo molto avanzati, queste applicazioni vi permettono un controllo praticamente assoluto della vostra vettura. La Ford ad esempio permette di visualizzare lo stato delle batterie, la telemetria di bordo, le statistiche di guida e la localizzazione dell’auto, mentre la Nissan addirittura vi permette di aprire e chiudere le porte, accendere l’aria condizionata e il motore stesso. Se da un lato alcune di queste funzioni possono migliorare l’esperienza di guida (statistiche relative all’uso dell’auto o stato di carica delle batterie) comodamente seduti sul salotto di casa, dall’altro altre possono arrecare un grave rischio tanto alla privacy del conduttore quanto alla sicurezza del proprio veicolo.

Il secondo caso è ovviamente il più grave. Un bravo “manipolatore informatico” in grado di sabotare il vostro telefono cellulare permetterebbe ad un ladro di  ottenere la posizione della vostra auto, aprire le porte e addirittura accendere il motore senza usare nessuno strumento che non sia un computer portatile. Una volta dentro, scollegando il GPS ed il sistema di trasmissione di dati, potrebbe avere il controllo completo della vostro mezzo senza possibilità di rintracciarlo.

La sicurezza della privacy, invece, è più subdola e potrebbe affettare a un’utenza più ampia di possessori di auto elettriche. Pensiamo per esempio allo stile di guida, ai chilometri percorsi ed alle abitudini del conduttore. Sono dati sensibili che farebbero gola all’industria automobilistica per realizzare campagne di marketing mirate ed alle assicurazioni che potrebbero offrire aumenti o diminuzioni della polizza in base ai nostri dati telemetrici. Interessante opportunità se fatto legalmente, ma molto rischioso qualora i dati vengano sottratti in modo opaco all’utente.

IL campo della sicurezza stradale informatica è ancora inesplorato ma, considerando l’enorme potenziale di crescita che ha il mercato delle auto elettriche, potrebbe essere un’interessante settore su cui orientare la propria carriera lavorativa.

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti.
 Leggi tutti gli articoli della rubrica “The Expert on the Salmon”  a cura dell’Ing. Davide Mazzanti

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 Un interessante esempio di applet (realizzato per le future Ford elettriche) per il controllo della vettura elettrica tramite smartphone.

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Ralph DTE prova le lenti Sola Optical Relax per pc

Scritto da ralph-dte.eu il 31 Gennaio 2011

Rubrica: Mente e salute

Titolo o argomento: Ridurre lo stress della vista al computer è possibile ma le pause vanno comunque rispettate

Abbiamo descritto in due noti articoli i problemi che emergono stando davanti al pc soprattutto quando alcune condizioni di sicurezza (indicate dalla legge 626) non vengono rispettate (Troppo tempo davanti al pc? - Calo di zuccheri davanti al computer?). Ora però, ammettendo di trovarci davanti ad un computer in un ambiente ben illuminato, con la giusta distanza tra il monitor ed i nostri occhi ed in condizioni di sicurezza, potremmo desiderare di avere comunque una maggiore protezione ed un maggior comfort per i nostri occhi.

A questa esigenza rispondono i tecnici della Sola Optical con le lenti Relax, dapprima vendute nelle gradazioni ambra 15% e 25%, ora disponibili solo nella nuova gradazione intermedia ambra 20% (vendibili sia neutre che graduate). Il compito di queste lenti è di filtrare i raggi ultravioletti emessi dal monitor del vostro pc e la forte radiazione luminosa del blu tipica delle luci al neon che retroilluminano gli schermi lcd. Sia chiaro, queste lenti non vi permettono di stare tempi eccessivamente prolungati al computer, ma vi aiutano a stressare meno la vostra vista durante le vostre normali attività. La regola della pausa di mezz’ora ogni ora permane.

Abbiamo rilevato durante un test durato 30 giorni come le lenti Sola Optical (gradazione ambra 20%) lascino in effetti la sensazione di una vista più riposata dopo un’ora ininterrotta* di computer. Le palpebre risultano meno appesantite, non si sente la necessità di stropicciare spesso gli occhi, calano i bruciori e, quando si distoglie la vista dal monitor e ci si guarda intorno nella stanza, gli oggetti appaiono più definiti. Rimane invece invariato il consumo di liquidi e sali minerali (magnesio e potassio)  per il quale non vi è ancora una teoria medica (dimostrata) che lo abbini allo stress indotto dai monitor**. Ci teniamo comunque a sottolineare che le pause vanno effettuate ugualmente per la vostra sicurezza e la vostra salute in quanto tali lenti sono un buon ausilio ma non una soluzione definitiva. Il massimo queste lenti lo offrono di giorno, quando il vostro studio è molto ben illuminato, situazione durante la quale si riesce a lavorare al computer anche un’ora in più prima di sentire la necessità di una pausa.

Abbiamo provato inoltre a tenere le lenti Relax in un ambiente illuminato esclusivamente da neon (all’interno di un negozio) ed i risultati sono stati i medesimi. Utilizzare però queste lenti anche quando non siete davanti al computer può portare, al termine dell’uso, qualche piccolo problema temporaneo di percezione dei colori. Il rosso viene alterato ad arancione e l’arancione viene alterato a rosa, il bianco può essere visto con un leggero alone rossastro. L’utilizzo di tali lenti, inoltre, è assolutamente sconsigliato durante la guida notturna nella quale si perde la definizione di importanti dettagli. La soluzione che riteniamo migliore è quella di procurarsi un paio di occhiali munito di lenti “relax” apposito per l’uso al computer; utilizzare quindi un normale paio per tutto il resto della giornata o non utilizzare alcun paio di occhiali se non se ne ha bisogno.

Abbinare questo trattamento ad una lente anti-riflesso risulta il connubio vincente per il massimo comfort della vista davanti al pc nel caso voi siate fotografi, grafici, disegnatori cad, disegnatori di modelli 3d, compositors, video editors o comunque persone che fissano ininterrottamente per diverse ore il monitor del computer.

*Rispetto ad un’ora ininterrotta senza l’uso di lenti relax
**Attenzione: Trattasi di una mia teoria personale la quale non è un parere medico valido.

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Se siete utilizzatori di programmi di foto ritocco, potete avere un’idea di come vedrete con queste lenti aggiungendo ad una vostra foto un livello ambra con un’opacità del 20%.

Pubblicato in Le nostre prove e i nostri approfondimenti, Mondo digitale | 7 Commenti »

Le sigle del web, una lingua sconosciuta? - Termini SEO

Scritto da ralph-dte.eu il 28 Gennaio 2011

Rubrica: Le sigle del web, una lingua sconosciuta?

Titolo o argomento: Termini SEO

Alt

Tag html che fornisce unadescrizione alternativa delle immagini inserite in un sito web. Tag molto utile per l’indicizzazione dei contenuti

Ancora

Si tratta di un richiamo ad una determinata altezza di una pagina associato ad un link. L’ancora permette di trovare agevolmente contenuti presenti in pagine molto lunghe. In motori di ricerca tengono in considerazione la presenza delle ancore e incrementano il valore dei siti che ne fanno un uso corretto.

Back link

Un link di ritorno dal sito web B al quale il sito web A ha puntato un link.

Bot

Abbreviazione del termine “Robot” dei motori di ricerca conosciuto anche come “spider” e “crawler”. Si tratta di una sorta di ragno informatico che è addetto a visitare milioni di siti web consultandone i contenuti e la qualità di programmazione.

Browser

Il software che permette la navigazione su internet. L’interfaccia tra le macchine server ed i computer.

Cache

La copia di una pagina web (o più) memorizzata su un computer dal browser. Tale copia contiene tutti i contenuti della pagina web e quindi il codice della pagina (html o altro), le immagini, i video…

Cgi-bin

Una cartella presente nel web server che contiene script. Quando il termine cgi-bin è presente all’interno di un URL, significa che la pagina è dinamica (vedi il primo articolo di questa rubrica).

Cookie

Cookie tradotto letteralmente significa biscottino, è una piccola informazione che viene lasciata all’interno del computer (tra i files del browser) di un utente che visita un sito web. Gli scopi possono essere molteplici ma in particolar modo: identificare una successiva visita di uno stesso utente, profilare i movimenti di un visitatore su un sito web, contenere informazioni circa i numeri di ordine, email, siti dai quali si proviene…

Contatore

Un semplicissimo script contenuto all’interno di una pagina web per sapere quanti utenti hanno visitato la pagina.

Crawler

Vedi il termine “Bot” più in alto.

Directory

Una web directory consiste in un portale (un elenco di siti web)  in cui le risorse sono organizzate per tematiche, e possono essere presentate come indici o come alberi che si ramificano in nodi più specifici.

Doorway page

Talvolta nominata anche “pagina ponte” o “pagina cancello”, si tratta di una pagina web colma di “keyword” che viene utilizzata solo per fini di posizionamento. Essa non viene mostrata agli utenti ma li conduce semplicemente ad un sito specifico.

Homepage

La prima pagina di un sito web, è quella che solitamente accumula il “Page Rank” più elevato dell’intero sito in quanto viene spesso utilizzata come pagina di destinazione per i link provenienti da siti esterni. Talvolta, se il sito presenta una “intro”, la homepage è la seconda pagina web del sito e viene solitamente chiamata home.html oppure proprio homepage.html mentre la pagina principale deve per forza di cose essere la index.html.

Indirizzo IP

L’indirizzo univoco di una qualunque risorsa (computer, cellulare, altro) collegata ad internet. E’ generalmente formata da una serie di quattro numeri divisi da punti.

ISP

Internet Service Provider, ovvero un’azienda che fornisce servizi di connettività di vario genere: connessioni ADSL, servizi di hosting dei domini…

Keyword

Parola chiave, ovvero le parole (talvolta frasi) utilizzate dagli esperti SEO per ottimizzare il posizionamento dei siti web nelle SERP.

Keyword density

Densità delle parole chiave, ovvero il numero di occorrenze di una determinata keyword rispetto al resto del testo all’interno di una pagina web. Maggiore è il suo numero e maggiori saranno le possibilità che tale pagina sia ben posizionata nelle SERP.

Keyword popularity

La frequenza con cui una determinata keyword è ricercata dagli utenti in un preciso arco temporale.

Keyword prominence

Più una parola chiave è vicina all’inizio del codice html di una pagina e più verrà considerata prominente rispetto rispetto ad altre.

Landing page

Prima pagina che viene mostrata dopo aver fatto click su un link presente su un sito o nelle SERP o ancora su un annuncio pubblicitario pay per click. Vengono progettate dai web designer con molta attenzione.

Link

Oggetto di una pagina web che permette agli utenti, con un click,  di raggiungere una nuova pagina web o un altro sito.

Link inbound

Un link che da un sito esterno porta al proprio sito web. Più un sito riesce ad ottenere links inbound e più il suo valore cresce.

Link assoluto

Link che specifica un percorso completo, ad esempio: http://www.nomesito.it/nomeprodotto.html

Link building

La richiesta da parte dei webmaster di scambio link con altri siti.

Link outbound

Un link che dal proprio sito web punta ad un altro sito web.

Link popularity

La si ottiene quando un sito web ottiene fama grazie ad un buon numero di link inbound che fanno riferimento a specifiche keywords.

Link reciproco

Scambio di link inbound con link outbound.

Link relativo

Un link che contiene informazioni solo sulla pagina di destinazione e non sul dominio, ad esempio: chi_siamo.html Trattasi di links utilizzati solo all’interno del proprio dominio.

Link interno

Un link che collega due pagine web dello stesso dominio.

Log file

File atto a memorizzare ogni singola visita degli utenti presso un web server. Vengono rilevati: data, ora, documento visualizzato, indirizzo ip dell’utente, url dalla quale è arrivato l’utente, browser dell’utente, sistema operativo e info provenienti dai cookie.

Page rank

Valore di importanza attribuito da Google ad una pagina web. Il suo campo va da 0 a 10. Maggiore è il numero di link inbound “di qualità” e maggiore sarà il Page Rank.

Query

Ricerca di una specifica parola chiave da parte di un utente sui motori di ricerca.

Redirect

Reindirizzamento automatico da una pagina web ad un’altra. Generalmente mal visto dai motori di ricerca in quanto la stragrande maggioranza dei redirect conduce a siti contenenti spam.

Referrer

L’URL di riferimento dalla quale un utente inizia la visita di un sito.

Render

Procedimento di interpretazione delle pagine web da parte del browser. Traduzione da codice a contenuto comprensibile ad ogni visitatore.

Replica

La copia di un contenuto dinamico in contenuto statico. Ad esempio una pagina PHP può essere congelata staticamente in una HTML.

Rilevanza

L’importanza che una pagina web può rivestire nei confronti degli utenti che ricercano specifici contenuti.

Robots.txt

Un file di testo che va inserito nella cartella principale del sito per dare particolari istruzioni ai robots (spider o crawler).

SEO

Search Engine Optimization. Insieme di strategie sviluppate per incrementare l’indicizzazione ed il posizionamento di contenuti nei motori di ricerca. Esso si riferisce in particolar modo all’ottimizzazione del codice, l’ottimizzazione dei contenuti ed il link building.

SERP

Search Engine Result Page ovvero la pagina contenente i risultati della ricerca che vengono mostrati agli utenti.

Sessione

Misura della permanenza di un utente su un determinato sito web.

Skyscraper

Banner pubblicitario solitamente nel formato 120×600 px o 160×600 px.

Sniffer

Un semplice script che rileva quale browser utilizza l’utente che visita un determinato sito web.

Spam

Insieme di tecniche di manipolazione che violano le linee guida dei motori di ricerca.

Spider

Vedi il termine “bot” più in alto.

Splash page

Pagina priva di contenuti utili e contenente solo una animazione generalmente realizzata in flash. Tali pagine inducono gli utenti ad abbandonare il sito prima di visitarle in quanto rappresentano un ostacolo alla rapidità di consultazione. Anche i motori di ricerca non vedono di buon occhio queste pagine e tendono a penalizzare drasticamente i siti che ne fanno uso. Per tali ragioni generalmente sono inserite in siti molto famosi che hanno bisogno di effetti scenici e che non hanno problemi di indicizzazione data la loro unicità ed esclusività del marchio.

Standard compliant

Sito web che rispettano gli standard e hanno codice XHTML valido e CSS per separare contenuti e aspetto della pagina. Si tratta di siti molto ben visti dai motori di ricerca.

Stemming

Metodo di presentazione di risultati dei motori di ricerca comprendente anche termini derivati, termini plurali, termini similari rispetto a quelli inseriti dagli utenti.

URL

Uniform Resource Locator. Identificativo univoco (indirizzo) di una destinazone web.

URL rewrite

Trattasi di una tecnica utilizzata dagli esperti SEO per rendere più comprensibili ai motori di ricerca URL troppo lunghe generalmente presenti nei siti dinamici.

Tutti gli articoli sulle sigle particolari del web sono disponibili alla sezione “Utility” della pagina “Plus“.

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Le sigle del web, una lingua sconosciuta? - Termini di uso comune

Scritto da ralph-dte.eu il 16 Gennaio 2011

Rubrica: Le sigle del web, una lingua sconosciuta?

Titolo o argomento: Termini di uso comune

Prosegue la rubrica “Le sigle del web, una lingua sconosciuta?”

Bannare

Usato solitamente nei forum, si tratta dell’allontanamento di utenti che non rispettano le regole di un determinato sito internet. Azione che viene compiuta anche dai motori di ricerca nel caso in cui un sito web infranga le linee guida del motore di ricerca stesso.

BBCode

BBCode è una abbreviazione di Bulletin Board Code (codice per bacheche elettroniche), una volta usato nelle BBS per scambiarsi pagine data la maggior semplicità d’interpretare il codice per la visualizzazione, oggi il linguaggio di markup è usato per formattare i messaggi in molti forum. I comandi (tag) disponibili sono di solito indicati racchiudendo tra parentesi quadre le parole chiave e sono interpretati dal sistema prima di essere tradotti in un linguaggio di markup comprensibile per il browser web, di solito HTML o XHTML.

Blog

Contrazione delle parole “web” e “log”. Una sorta di diario online nel quale l’autore scrive delle note, degli articoli che i visitatori, volendo, possono commentare. Generalmente il blog tratta temi di particolare interesse per l’autore.

Blogger

Colui che scrive e quindi aggiorna come un diario, inserisce contenuti (immagini, testi, video), cura un blog. Inizialmente un blogger riportava sul suo “diario” fatti personali che riteneva di voler condividere con amici, parenti e conoscenti… successivamente il blog si è trasformato in un potente mezzo informativo anche commerciale strategico ed il “blogger professionista” è diventato sempre più un esperto di diverse discipline quali: marketing, web marketing, programmazione web, seo…

Form To Mail - Contact form

Il Form To Mail è un modulo che trovate frequentemente su diversi siti web utile a raccogliere informazioni specifiche (nome, cognome, email, dati sensibili, preferenze, ordini, richieste informazioni…) che vengono inviate dopo la vostra compilazione al titolare del sito come un normalissimo messaggio di posta elettronica.

Furto di identità - Phishing

In ambito informatico il phishing (”spillaggio (di dati sensibili)”, in italiano) è una attività illegale che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale, ed è utilizzata per ottenere l’accesso a informazioni personali o riservate con la finalità del furto d’identità mediante l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche, soprattutto messaggi di posta elettronica fasulli o messaggi istantanei, ma anche contatti telefonici. Grazie a messaggi che imitano grafico e logo dei siti istituzionali, l’utente è ingannato e portato a rivelare dati personali, come numero di conto corrente, numero di carta di credito, codici di identificazione, ecc.

Ping

Il ping (unità di misura: millisecondi) è il tempo impiegato dal segnale per andare dal nostro pc ad un determinato server e tornare indietro.

Provider

Un provider di servizi Internet (ISP) è una società che offre accesso a Internet a pagamento. Per la connessione a un provider di servizi Internet viene in genere utilizzata una connessione remota tramite linea telefonica oppure a banda larga (fibre ottiche o DSL). Molti provider di servizi Internet offrono ulteriori servizi, ad esempio account di posta elettronica, Web browser e spazio per la creazione di un sito Web.

Server - Client

In linea generale si tende ad indicare come “server” il componente hardware che attraverso un software specifico eroga un servizio e “client” il componente hardware con relativo software che ne fa uso su richiesta dell’utente. Oggi un impressionante numero di server nel mondo viene utilizzato come deposito di siti internet. In tal caso un server è un particolare computer sempre collegato ad internet sugli hard disk del quale sono caricati e sempre visibili i siti internet in esso memorizzati. Potete farvi pubblicità anche mentre dormite…

Spamming

L’attività di spamming consiste nell’invio di messaggi pubblicitari tramite posta elettronica che non sono stati assolutamente richiesti dai destinatari. Lo spam è generalmente costituito da una email invasiva, indesiderata, inutile.

Trackback

Si tratta di una notifica che informa un utente (generalmente un blogger) di un qualunque nuovo link diretto verso una pagina specifica.

Traffico

L’ammontare di utenti che naviga su un determinato sito web in un preciso arco temporale.

Upload - Download

In informatica viene chiamato upload (in italiano, caricamento) il processo di invio di un file (o più genericamente di un flusso finito di dati o informazioni) ad un sistema remoto attraverso una rete informatica. L’azione inversa è chiamata download (scaricamento).

Web 2.0

Il termine web 2.0 viene usato per riferirsi ad un insieme di servizi, siti web, e comunità caratterizzati da una elevata interazione da parte degli utenti (capacità di collaborare e condividere informazioni). Tecnicamente il web 2.0 differisce dal web 1.0 per un utilizzopiù integrato di tecnologie AJAX e CSS.

Whois

Con tale termine si intende un protocollo di rete che consente, mediante l’interrogazione (query) di appositi database, di stabilire a quale provider Internet appartenga un determinato indirizzo IP o uno specifico DNS. Nel whois vengono solitamente mostrate anche informazioni riguardanti l’intestatario del dominio.

Tutti gli articoli sulle sigle particolari del web sono disponibili alla sezione “Utility” della pagina “Plus“.

Fonti: Wikipedia |  Libri personali di SEO di diverse case editrici | Ralph DTE

Note: seguiranno in questa rubrica una serie di articoli inerenti i significati dei termini di uso professionale nel web, termini inerenti le campagne pubblicitarie pay per click, termini inerenti il posizionamento nei motori di ricerca…

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Perchè è importante avere un webmaster aziendale?

Scritto da ralph-dte.eu il 27 Settembre 2010

Rubrica: Webmaster, luoghi comuni, errori e successi -1-

Titolo o argomento: La collaborazione con il web master del tuo sito

Il desiderio di comunicare

Alcuni anni fa non avevo la più pallida idea di come si creasse un sito internet, né tanto meno di come si potesse metterlo online. Ma la cosa più spaventosa, anche nell’eventualità di riuscire a realizzare qualche pagina in html, era che non sapevo minimamente posizionare una pagina nel web in modo che fosse visibile a coloro i quali fossero in cerca dei miei contenuti.

Così uno cosa fa? Si mette alla ricerca di un valido webmaster. Ma attenzione perchè non è facile trovarne di bravi sul serio e la vostra operazione potrebbe rivelarsi un errore madornale.

I webmaster meno avveduti

Molte volte i webmaster meno avveduti (i quali non conoscono il tuo lavoro) tendono a scopiazzare qua e là contenuti ed idee provenienti da altri siti simili al vostro nella speranza che siano efficaci anche per voi. Non conoscono minimamente il tuo lavoro, né i tuoi prodotti, né tanto meno le cose che hai imparato all’interno della tua ditta/azienda/piccola-media impresa in tanti anni. Non conoscono le corrette parole chiave (le così dette Tag Head che si inseriscono in un’apposita lista) da aggiungere al tuo sito affinché la giusta clientela ti possa trovare. Le parole chiave che usano sono semplicemente parole che devono attirare quanti più visitatori le digitino nei motori di ricerca. Alcuni webmaster poi non considerano che se un visitatore entra (grazie ad una parola chiave efficacie che però non corrisponde a quanto offerto su un sito) e non trova quello che cerca, esce immediatamente. Spesso si guarda la quantità e non la qualità delle visite che si possono ottenere ed il risultato è che si ottengono spesso siti con tante visite di pochi secondi. Visite che possono tranquillamente essere considerate inutili, nulle, a valore zero.

Il ruolo di Google Analytics

Ma come si viene a conoscenza di queste informazioni sui visitatori, sull’efficacia delle parole chiave, dei contenuti di un sito ecc.? Grazie a sistemi quali Google Analytics è possibile monitorare in modo del tutto anonimo quanti visitatori ha avuto ogni pagina del nostro sito ogni giorno/mese/anno. Ma non solo. E’ possibile sapere quanto tempo si sono trattenuti sul sito, su quali pagine, cosa cercavano e una miriade di dati in più. Tutti rigorosamente anonimi e nel rispetto della privacy.

Grazie a questi dati ho potuto constatare come utilizzare parole chiave che attirino molta gente non serva praticamente a nulla. Il webmaster meno avveduto però tende ad affermare imprudentemente il contrario. Continua a guardare che il vostro sito ha avuto magari 1500 visite oggi grazie alle sue parole chiave. Però non guarda che la quasi totalità dei visitatori che sono entrati, non hanno trovato quello che cercavano (essendo le parole chiave errate ed inserite solo per aumentare i visitatori) e sono usciti all’istante. Un sito così non funziona.

Le regole di base per un sito

Scrivere il titolo corretto di una pagina web, inserire in tale pagina le parole chiave corrette, una descrizione sintetica ed efficace della pagina, scrivere contenuti validi e ben formattati, rispettare le regole basilari riguardo ai link, alle immagini, ai contenuti aggiuntivi, alla struttura dell’intero sito, è un’operazione che nessuno può fare meglio di voi.

Ora mi aspetto che pensiate: “Io non sono capace di realizzare un sito web!” E’ possibile, ovvio, ma sì impara e state certi che se imparate bene, i risultati possono essere nettamente migliori di quelli che otterreste affidando la realizzazione del vostro sito a chi non conosce voi, il vostro carattere, la vostra attività, la vostra esperienza, i vostri prodotti, i vostri punti di forza, i vostri metodi, le vostre idee, i vostri obiettivi, i vostri progetti futuri… E se proprio non avete tempo di imparare, la soluzione altrettanto valida può essere quella di assumere un dipendente interno alla vostra azienda che curi giorno dopo giorno il sito aziendale in ogni dettaglio. Non pensate che una volta realizzato un buon sito, non occorra più avere il vostro web master personale. Eh già perchè i siti vanno aggiornati nella grafica, nel codice, nei contenuti molto più spesso di quanto crediate. Se un sito funziona può essere aggiornato e migliorato anche giornalmente.

La costanza innanzitutto

Se aderite ad una o più campagne AdWords e se avete installato un sistema di monitoraggio come Google Analytics (sono solo alcuni esempi di una scelta ben più vasta di utili applicazioni per far funzionare a dovere il vostro sito), avrete un bel po’ da fare giornalmente. Il vostro webmaster potrebbe avere proprio l’ufficio o la scrivania accanto alla vostra, tanto elevata sarà la frequenza delle consultazioni reciproche. Lui avrà bisogno di stare a contatto con voi e voi avrete bisogno di una persona esperta che trasformi le vostre richieste in qualcosa di concreto.

Un semplice esempio

Oggi ho diversi siti, tutti curati da me e tutti molto semplici ma ben realizzati, validi, funzionanti, in continuo aggiornamento ed evoluzione. Ho imparato a fare siti statici e dinamici, blog e forum, ho imparato a combattere con i diversi browser e con tante differenti tipologie di implementazioni, di utilità, ho imparato a posizionarli nel web, ad investire su di loro, ad evolvere i loro contenuti, la loro grafica, ho imparato ad implementare il loro codice con nuove funzioni per me molto interessanti. Me li giro e rigiro come voglio, li faccio, li disfo, li rinnovo ed i visitatori mi contattano spesso e aumentano sempre più. Ho imparato persino a chiedere ai visitatori stessi cosa cambiare, cosa migliorare. Cosa ancor più importante: li ho inventati da zero. Ma come?

Come iniziare

Ho comprato molti libri per imparare a realizzarli, ho comprato costosi video-corsi professionali, mi sono fatto consigliare da informatici esperti, da webmaster amatoriali e professionisti, ho studiato anche alcune guide su internet ed ho scoperto che bisogna stare molto attenti ad esempio a coloro che si spacciano per persone che miglioreranno con questo o quello stratagemma la posizione del tuo sito nell’iperspazio web. (Per posizione si intende: cerco un divano su internet, a quale pagina uscirà il tuo sito? Alla 45°? Allora difficilmente la tua pagina web verrà vista). Molte di queste persone sono proprio quelle che ti forniscono la solita pappardella che propongono a tutti il solito metodo che fa ottenere ad un sito la maggiore quantità di visite… tante visite sì, ma quanto durano? Che risultati portano? A cosa servono? Hai effettivamente aumentato le tue vendite ed i tuoi contatti con il mondo?

Continua…

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Il ritorno del Fai da te (questa volta Open Source)

Scritto da ralph-dte.eu il 21 Settembre 2010

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Rubrica: The expert on the salmon

Titolo o argomento: Un nuovo modo di vedere il “Fai da te” e condividerlo con altri appassionati del tuo ramo

Tornando indietro nel tempo con la memoria mi ricordo di quando, appena bambino, osservavo con ammirazione il tavolo degli attrezzi di mio padre. Ci finiva sopra di tutto, dalle vecchie radio alla mia bicicletta e, alla fine della giornata, come per magia tutto tornava a funzionare. Era il mio primo contatto con le riparazioni domestiche.

Oggigiorno però il Fai da Te non solo è passato di moda ma, se si fa parte di quei pochi appassionati ancora interessati, è diventata un’impresa quasi impossibile da realizzare in  proprio. Da un lato la colpa è della maggiore complessità della tecnologia contenuta nei dispositivi (un motore di una moderna utilitaria è esponenzialmente più complesso di quello di una vettura di 50 anni fa) e dall’altro per la naturale riduzione dei prezzi di sostituzione (aprire un lettore mp3 e cercare di ripararlo viene a costare di più che comprarlo nuovo). Anche gli strumenti si sono evoluti, passando dagli indispensabili cacciaviti e saldatori a piccoli attrezzi di precisione chirurgica.

Ma ci sono alcuni progetti che invece tentano di riportare in auge il Fai da Te, con modelli OpenSource di hardware e software. Uno di questi, che mi è sembrato di particolare interesse, si chiama Arduino ed è una piattaforma per il controllo automatico di dispositivi elettronici (ad esempio una macchina fotografica o un irrigatore per un giardino). Una piattaforma che presenta la particolarità di avere il codice aperto ed estremamente personalizzabile. Una piccola scheda elettronica programmabile e gestita dalla comunità di appassionati che desiderano condividere lo sviluppo di un progetto.

Ma a cosa serve una cosa del genere?

Le possibili implementazioni sono limitate solo dalla fantasia degli utenti.

Eccone due esempi:

PHOTODUINO

Si tratta di un progetto Open Source per realizzare un sistema di controllo automatico per una macchina fotografica. Il progetto include la possibilità di collegare ad una normale macchina fotografica dei sensori (fotocellule, sensori sonori o laser) che permettono di realizzare scatti speciali. Per esempio è possibile immortalare un fulmine o settare un determinato livello di rumore per scattare la foto di un palloncino nel momento in cui esplode. Alcuni esempi di foto: galleria foto scattate.

Tutto questo mediante resistenze, condensatori, cavetti elettrici e un paio di transistor, reperibili in qualsiasi negozio di elettronica per pochi euro. Una volta montato tutto il sistema, è possibile configurare il controllo tramite firmware caricato direttamente nell’unità centrale Arduino e modificabile a piacimento.

Fai da Te Open Source

GARDENBOT

Un altro esempio di progetto Fai da Te completamente personalizzabile è Gardenbot. L’idea è quella di realizzare un piccolo giardino domestico (sia interno che esterno) completamente gestito da un cervello elettronico, il cui compito è quello di regolare il livello di irrigazione in base ai diversi parametri di ingresso. E’ possibile infatti collegare l’unità centrale Arduino a un sensore di irradiamento solare, salinità del suolo, umidità e così via. In congiunzione con un software che elabora questi dati in ingresso e li associa ad un modello matematico per l’agricoltura, è possibile veder crescere i nostri ortaggi senza preoccuparsi di innaffiare tutti i giorni. Chissà che non sia un primo passo verso un ritorno all’agricoltura biologica domestica. :D

Fai da Te Open Source

La chiave del successo di questi progetti sono proprio i tanti appassionati che condividono le proprie esperienze. Per il resto, non ci sono scuse per non provarci: bastano pochi euro per comprare il materiale, scaricare i manuali e il software, e avere nel sangue lo spirito del Fai da Te!

Link interessanti: Auto a idrogeno Open Source

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti.
 Leggi tutti gli articoli della rubrica “The Expert on the Salmon”  a cura dell’Ing. Davide Mazzanti

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